Incubo mortale. Cigarette Burns (2005)
Con Norman Reedus, Udo Kier, Gary Hetherington, Zara Taylor
La trama
Chi guarda il film maledetto, muore!
Il giovane gestore di un cinema d'essai specializzato in film dell'orrore (al momento, in cartellone c'è _Profondo rosso_) viene ingaggiato da un oscuro miliardario affinché ritrovi l'unica copia di _La fin absolue du monde_, un titolo maledetto e circondato da un alone di mistero: tutti coloro che sono riusciti a vederlo sono morti orribilmente, e solo seguendo la scia di sangue sarà possibile rintracciare la pellicola...
Grandissimo Carpenter: un distillato di angoscia cinéphile per il miglior episodio della serie _Masters of Horror_. La creatura dalle ali strappate entra di diritto tra le migliori "maschere" del genere.
L'opinione più votata
Di pazuzu scritta il 2011-04-16 00:27:51 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
Kirby Sweetman gestisce una sala cinematografica d'essai specializzata in horror d'annata, e si dedica saltuariamente alla ricerca su commissione di rarità per collezionisti. Uno di questi, il signor Bellinger, si fa avanti offrendogli 200.000 dollari per riuscire a mettere le mani sull'unica copia esistente di La Fin Absolue du Monde di Hash Backovic, un film maledetto che causò reazioni di cieca violenza panico e morte tra i presenti alla sua prima e unica proiezione pubblica nel 1971, continuando a perseguitare chiunque in seguito avesse l'ardire di volerlo recuperare. Messo in allerta sulla pericolosità dell'incarico, Kirby accetta senza batter ciglio, stimolato dalla sfida nonché vincolato dalla necessità di saldare il forte debito contratto con Walter, il padre di Annie, la sua fidanzata tossicodipendente morta suicida.
La ricerca della misteriosa pellicola lo costringe ad un viaggio senza ritorno, una discesa rapida ed inevitabile verso l'ignoto e verso l'essenza stessa della paura. Una discesa a cui lo spettatore partecipa con insano interesse e sincero terrore, condotto per mano da un John Carpenter in forma splendida, che dirige premendo a fondo sul pedale della tensione, prima suggerendola, affidando la creazione di un'atmosfera morbosa e malata a dialoghi genuinamente deliranti, poi affondando i colpi in un'excalation di follia furore e sangue; e che popola il suo film di personaggi estremi, fors'anche eccessivi ma potenti e difficili da dimenticare, come Meyers, il giornalista che, sopravvissuto alla proiezione, vive da eremita nel ricordo del film cercando invano di completare una recensione lunga trent'anni, o come Dalibor, il collezionista con l'hobby delle lame che dà al protagonista una lezione decisamente personale sul concetto cinematografico di taglio e montaggio.
Girato per la tv per la prima serie Masters of Horror, Cigarette Burns è "solo" un mediometraggio, e come tale non ha potuto godere della distribuzione in sala, restando di fatto confinato al mercato dell'home video ed oggetto di culto per soli appassionati: un vero peccato, perché la storia metacinematografica e d'effetto (scritta da Drew McWeeny e Scott Swan), i trucchi gore credibili (di Gregory Nicotero ed Howard Berger), e le buone interpretazioni (con un Udo Kier diabolico nei panni di Bellinger), al servizio della direzione sapiente di John Carpenter ne fanno una pellicola di sicuro valore che non sfigura affatto accanto alle migliori del grande regista statunitense.
Cigarette Burns è un'opera ispirata e profonda, che toglie il fiato spaventa e sconvolge; è un'esperienza surreale ed agghiacciante, un'allucinazione lunga un'ora che ha l'immaterialità sinistra del peggiore degli incubi e la cupezza disperante di una sentenza di morte.
Cigarette Burns è l'audace dichiarazione d'amore di John Carpenter per la settima arte, in cui l'oggetto filmico è mezzo subliminale e multidimensionale in grado di dare nuova forma ai fantasmi e nuova linfa alle ossessioni, e di permettere ai sensi di colpa di farsi materiali e minacciosi, di uscire fuori dallo schermo, prendere corpo e divorare l'anima.
Il film è magia, e nelle mani giuste è un'arma.
- negative [2]
- sufficienti [6]
- positive [24]
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2011-06-13 14:29:00 Opinione di Thelma senza Louise su "Incubo mortale. Cigarette Burns"
Può un film avere potere sulla mente di una persona??La fin absolue du monde,si.Questo è in grado di tirare fuori il male da ognuno di noi...Lo scopre a sue spese Norman Reedus,mandato da un collezionista alla ricerca dell'unica copia esistente.Un muro d'omertà e un'escalation di violenza attendono il nostro malcapitato protagonista...Un'ottimo horror.
voto al film: 
2011-04-19 17:34:09 Opinione di giorgiobarbarotta su "Incubo mortale. Cigarette Burns"
L'angelo dalle ali tarpate è l'agnello sacrificale sull'altare del male mondiale. Metacinema. Molto più che un semplice horror, un felice cortocircuito tra citazionismo cinefilo e richiami auto(referenziali)rali. Parente del Seme della Follia, questo Master of Horror è davvero un episodio riuscito che assurge al ruolo di uno dei capitoli migliori della produzione carpenteriana. La dipendenza e la morte da droga sono nulla paragonati alla fascinazione e dipendenza da Male...
voto al film: 
2011-04-16 00:27:51 Opinione di pazuzu su "Incubo mortale. Cigarette Burns"
Accade qualcosa quando punti la videocamera su qualcosa di orribile: il risultato è un film che acquista potere. Kirby Sweetman gestisce una sala cinematografica d'essai specializzata in horror d'annata, e si dedica saltuariamente alla ricerca su commissione di rarità per collezionisti. Uno di questi, il signor Bellinger, si fa avanti offrendogli 200.000 dollari per riuscire a mettere le mani sull'unica copia esistente di La Fin Absolue du Monde di Hash Backovic, un film...
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2010-11-11 14:42:41 Opinione di danandre67 su "Incubo mortale. Cigarette Burns"
non e' poi tutto sto' grande film
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2010-08-18 10:06:53 Opinione di emmepi8 su "Incubo mortale. Cigarette Burns"
Un film per la serie Master of Horror, ma senz'altro uno dei migliori di Carpenter che nell'ambito di un tempo ridotto, ha saputo concentrare sia la storia che la tensione, andando molto oltre i parametri che la serie impone e propone. Qui il regista si diverte a seguire la sua vena cinefila ed attraverso una trama che sa molto di cinema, facendola combaciare con il gioco della suspense e dell'horror. Diciamo che il gioco cinema nel cinema non è una scoperta del regista, ma il...
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2010-06-02 14:29:00 Opinione di DisasterMan su "Incubo mortale. Cigarette Burns"
Andrò contro corrente ma non mi è piaciuto: troppo angosciante, troppo splatter. La colonna sonora in compenso è ottima.
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2010-04-12 15:36:25 Opinione di jagger su "Incubo mortale. Cigarette Burns"
Bel ritorno di Carpenter, anche se solo in un prodotto televisivo, che lascia ben sperare su un ritorno anche sul grande schermo. Uno degli episodi migliori della serie "Masters of Horror", senz'altro quello con maggiore spessore filosofico (meta-cinema "viscerale"). Bello, vivace, cerebrale ma godibilissimo. Carpenter non ha perso il tocco nonostante la sua pausa sabbatica.
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2010-01-08 14:20:58 Opinione di Tato88 su "Incubo mortale. Cigarette Burns"
Un capolavoro senza precedenti! E' la dimostrazione di come il cinema horror sia il genere più indicato per esprimere efficacemente dei concetti, idee... "il cinema è magia, e nelle mani giuste è un arma" questa è la tesi, è "Cigarette burns" ne è la prova. Sebbene proceda in maniera episodica e leggermente lineare, la pellicola non si limita a gettare spunti di riflessione sui meccanismi e dinamiche del fare cinema, ma esprime veri e...
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2009-12-26 13:58:52 Opinione di ed wood su "Incubo mortale. Cigarette Burns"
Registicamente è ben fatto (Carpenter è una garanzia). Non mi convince dal punto di vista della sceneggiatura. Lo trovo un po' irrisolto. Il tema è il rapporto di osmosi che si crea fra cinema e realtà, i reciproci condizionamenti, il culto feticista della pellicola. Mi pare confuso però nei risvolti, specialmente nel finale. In poche parole, non l'ho capito. Leggerò qualche vostra recensione per cercare di cavarci qualcosa.
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2009-11-30 10:37:54 Opinione di luisasalvi su "Incubo mortale. Cigarette Burns"
Il titolo originale (Banalmente tradotto in Incubo mortale) allude a macchie, simili a bruciature di sigaretta, apposte un tempo su alcuni fotogrammi alla fine di ogni pizza per avvertire l’operatore che la pizza sta per finire e deve prepararsi a cambiarla. Qui la vicenda consiste nella ricerca di un film maledetto, la cui unica proiezione pubblica ha provocato una tragedia in sala; il regista stesso è impazzito e ne è morto per non aver più potuto fare a meno di...
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- negative [2]
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