Control (2007)
Con Sam Riley, Samantha Morton, Alexandra Maria Lara, Joe Anderson, Toby Kebbell, Craig Parkinson, James Anthony Pearson, Harry Treadaway, Andrew Sheridan, Robert Shelly
22/11/2010
in/out of control
Da molti anni uno dei miei gruppi rock preferiti sono i Joy Division. Immaginatevi lo stupore e la gioia quando ho scoperto che sarebbe stato girato un film, Control, sulla loro storia: i JD sono...
di vurdalak
La trama
La vicenda di Ian Curtis, il cantante e leader dei Joy Division morto suicida a 23 anni nel 1980, in una ricostruzione che inizia con la sua adolescenza a Manchester e si addentra tanto nella sua carriera artistica quanto nella sua vita personale, fino a culminare con la morte avvenuta poco prima del tour americano che avrebbe potuto elevare i Joy Division da band di culto dell'area post punk a fenomeno musicale di più ampia portata.
Sarà forse colpa della biografia Touching From a Distance, scritta dalla vedova Deborah, cui il film si ispira, ma a chi non sa nulla del musicista che diventerà simbolo della cosiddetta New Wave, l’impressione che fa questo film del celebre fotografo Anton Corbijn è, banalmente, quella di un ritratto di un ragazzo depresso, epilettico e impreparato al matrimonio. Sam Riley, che imita gli scatti nervosi di Curtis sul palco, sembra più un modello di Dior che un creativo tormentato.
La recensione di FilmTv
Di Raffaella Giancristofaro - FilmTV n. 43/2008
Tutto su Ian Curtis, leader dei Joy Division e della New Wave. Morto suicida nel 1980. Premiato a Cannes 2007
L'opinione più votata
Di nickoftime scritta il 26/08/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
“Isolation” è il refrain di una delle canzoni inserite nel film, ed alla fine sembra proprio questa la condizione di una diversità che fece di tutto per non restare tale: dalle relazioni amicali a quelle amorose, e persino nell’ufficio di collocamento dove continuò a lavorare nonostante gli impegni musicali, tutto testimonia della sua voglia di appartenere, paradosso di una manifestazione di assoluta unicità. “Control” è in ogni momento sospeso nell’imminenza di un evento ineluttabile. La telecamera filma gli scarti psicologici relegando i personaggi ai margini della scena. Gli ambienti diventano il limite oltre il quale non andare per evitare di morire; il centro del palco come punto di equilibrio ed ancora di salvezza: non si può farne a meno; ad ogni defezione corrisponde una perdita, un punto di non ritorno: nel film gli attacchi di epilessia o le crisi depressive sono il risultato di questa latitanza, dagli impegni musicali a quelli matrimoniali, fino all’ultimo atto, quello conclusivo, completamente decentrato e solitario. A questo punto è il regista a riprendere il Controllo, e lo fa per impedirci di vedere l’ultimo atto di un doloroso commiato. Ian Curtis morì suicida nel 1980 a soli 23 anni.
- sufficienti [7]
- positive [13]
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10 aprile 2012 Opinione di buran su "Control"
David saltando placuit Deo, non propter saltum sed propter affectum...
voto al film: 
19 novembre 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Control"
Non esce un ritratto particolarmente affascinante da questo pseudo-documentario su Ian Curtis. Un ragazzetto, immaturo ed incapace di prendere atto delle sue scelte, talentuoso dal punto di vista musicale ma la cui vita non appare particolarmente interessante. Non è il classico rockettaro maledetto che abusa di droghe e di sesso; non è un fenomeno indiscusso di caratura mondiale (per quanto cerchino di farlo apparire così) e non vive una vita troppo diversa da quella di molti adolescenti....
voto al film: 
26 agosto 2010 Opinione di nickoftime su "Control"
Una marionetta impazzita, gli occhi sbarrati e lo sguardo perduto: forse una richiesta di aiuto od il tentativo di condividere un esperienza troppo forte. Così sul palco Ian Curtis sintetizzava il proprio disagio di fronte ad una vita che viaggiava troppo in fretta: un talento precoce e la manifestazione di un energia incontenibile fino al punto di trasformarsi in una malattia reale e psicologica. Musica ed epilessia diventano allora le muse di un Orfeo destinato a sgretolarsi sotto i...
voto al film: 
23 giugno 2010 Opinione di satura su "Control"
Pur comprendendo le critiche che persone più competenti (di cinema e di Joy Division) di me hanno mosso all'opera, posso dire che il film mi è piaciuto. Quando nei titoli di coda ho scoperto che è stato tratto dalla biografia scritta dalla moglie stessa, mi sono apparse chiare molte cose che prima avevo considerato difetti (la mancanza di scavo psicologico del protagonista, l'assoluto protagonismo delle vicende sentimentali), ma se lo consideriamo come UN film su Ian...
voto al film: 
20 maggio 2010 Opinione di Axeroth su "Control"
Come un chirurgo, ma inmmorato del paziente, Corbijn dirige un film perfetto. Il ritmo, la trama, i personaggi, tutto esattamente come Ian Curtis era e tutto esattamente come il sound dei J.D. era. Non poteva esser fatto migliori film biografico dall'ascesa al declino della carriera da fenomeno di Curtis e della sua band di rivoluzionari postpunk. voto:8
voto al film: 
22 marzo 2010 Opinione di il melandri su "Control"
Non so, non mi ha convinto fino in fondo. Bellissima la fotografia (e vorrei anche vedere..), azzeccatissima la scelta di Riley, ovviamente niente da dire sulla colonna sonora, ma tutto ciò da solo non basta. Comunque film non privo di qualità. VOTO 7
voto al film: 
30 luglio 2009 Opinione di lilù su "Control"
Non è un film musicale anche se la musica ne è l'anima oscura. E' la storia dei Joy Division , in particolare di Jan Curtis . Mi sono sempre chiesta come era possibile che una voce così possente e profonda uscisse da un viso d'angelo con occhi spalancati sul mondo, una voce densa che sa raggiungere l'anima in un batter di note . Chi ama i Joy Division non ha certo un rapporto superficiale con la musica , perchè la voce di Jan graffia l'anima e lascia...
voto al film: 
3 aprile 2009 Opinione di Sal Paradise su "Control"
Effettivamente il film sembra spesso edulcorato, sconfinando nel manierismo. Mi sono sembrate ottime le due protagoniste femminili. Molto meno convincente invece Sam Riley (scelto secondo me soprattutto per la sua somiglianza facciale con il cantante), ma d'altronde il paragone con Ian Curtis è improponibile per chiunque, talmente profondo e sommerso era ed è rimasto il dramma di questo genio del rock, che ha dato vita alla migliore e più influente band alternative dopo i Velvet...
voto al film: 
4 marzo 2009 Opinione di anacleto88 su "Control"
Fotografie che si animano, immagini e sfumature che tratteggiano con timida eleganza le sorti di un giovane, le dinamiche psico-emotive alla base della sua formazione, della sua cultura, del suo ego artistico. L'orizzonte è bianco e nero, agile e sicura la regia serpeggia tra i personaggi, distillando, tra piani sequenza e campi totali, un consapevole uso emotivo della tecnica cinematografica. Il tramonto si prospetta freddo per il protagonsta quanto per lo spettatore, violentemente...
voto al film: 
30 dicembre 2008 Opinione di mm40 su "Control"
E' certamente un lavoro fatto con vero amore nei confronti della musica dei Joy Division e della figura di Curtis; è un film il cui regista è un notissimo fotografo del rock e non tradisce le attese dal punto di vista dell'immagine (a parte la scelta discutibile del bianco e nero, che può fare figo o dare una patina di autorevolezza, ma non si adatta così facilmente ad un'epoca così espansivamente variopinta - sia pure nella 'grigia Manchester' - come la fine degli anni '70 inglesi). La...
voto al film: 
- sufficienti [7]
- positive [13]
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