Che - L'Argentino (2008)
Con Benicio Del Toro, Franka Potente, Santiago Cabrera, Demián Bichir, Kahlil Mendez, Yamil Adorno, Jorge Alberti, Ricardo Alvarez, Fernando Arroyo, Jose Cotte
La trama
Il 26 novembre del 1956 Fidel Castro, all'esilio in Messico, si imbarca alla volta di Cuba sul Granma, un piccolo scafo. Con lui ci sono 80 ribelli, tra i quali Ernesto "Che" Guevara, un medico argentino che condivide con Castro e i suoi compagni lo stesso obiettivo: rovesciare il regime del dittatore cubano Fulgencio Batista. Il Che dimostra in poco tempo di essere un combattente eccezionale, capace di apprendere e utilizzare le tecniche della guerriglia. E ben presto viene adottato dai suoi compagni e dall'intero popolo cubano. Fino a diventare l'eroe rivoluzionario che tutti oggi conosciamo.
Questo Che Guevara che impone ai contadini l’istruzione e ai soldati la disponibilità incondizionata di una vita, ha l’aria di essere più vicino alla realtà storica di qualsiasi commemorazione. Il merito sta anche nel modo in cui Soderbergh, che aveva in mano un copione in cui gli andirivieni appaiono studiati come una manovra militare, lascia le sfumature a Del Toro.
La recensione di FilmTv
Di Mario Sesti - FilmTV n. 14/2009
Primo tempo di una biografia filmata con straordinaria originalità e attraversata da un grande Benicio Del Toro
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 28/09/2010 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
[parole di Ernesto Che Guevara, affidate ad un monumentale Benicio Del Toro]
Dalla Sierra Maestra fino a Santa Clara e L'Avana, i ribelli guidati dal medico argentino Ernesto Guevara de la Serna (Benicio Del Toro) e dal giovane avvocato cubano Fidel Alejandro Castro Ruz (Demiàn Bichir) attraversano l'isola di Cuba per rovesciare il regime del dittatore Fulgencio Batista:
"Fidel era assolutamente convinto che, una volta partiti per Cuba, ci saremmo arrivati e, una volta arrivati, avremmo combattuto e, combattendo, avremmo vinto. Così, nel novembre del 1956, partimmo dal Messico su un barcone che faceva acqua con 82 uomini a bordo: di quegli 82 solo in 12 avremmo visto il giorno della vittoria".
Il racconto dell'impresa dei suoi "barbudos" è affidato alla voce fuori campo del Che, intervistato da una giornalista americana a L'Avana nel maggio del 1964, sulla cui prima domanda all'eroe argentino, rimasta senza risposta (anche se nella suggestiva inquadratura che gli incornicia il volto dal basso verso l'alto si intravede un sorriso appena abbozzato), si apre il film:
"Supponiamo che i recenti sforzi degli Stati Uniti per aiutare i Paesi dell'America Latina abbiano successo, che le classi dirigenti accettino le riforme terriere e le riforme fiscali, che migliori lo standard generale di vita, il messaggio della rivoluzione cubana non perderebbe di forza?".
In questa prima parte del suo dittico sul Che, Soderbergh, insieme allo sceneggiatore Peter Buchman (dal curriculum non esaltante: Jurassic Park III e Eragon i suoi precedenti script), parte dal fondamentale Passaggi della guerra rivoluzionaria (pubblicato originariamente nel 1963 con la revisione dello stesso Guevara ed ora incluso in Italia in La guerra rivoluzionaria a Cuba, che la Mondadori, in concomitanza con l'uscita internazionale del film, ha proposto finalmente in una traduzione integrale) e dalle bozze del copione firmato da Benjamin A. Van Der Veen per la versione cinematografica che avrebbe dovuto girare Terrence Malick (progetto poi abortito per realizzare The New World), per proporne, dopo quasi una decina d'anni di documentazioni e ricerche (pur con qualche colpevole omissione), una sontuosa biografia, affrancata senz'altro dal respiro poderoso dell'epica ma anche dal glamour delle commemorazioni modaiole e mediatiche, rifuggendo sempre, altra nota di merito, l'enfasi e le banalità della retorica: il suo affresco della rivoluzione cubana, infatti, scorre sullo schermo evitando accuratamente le trappole dell'agiografia, schivate dalla molteplicità di punti di vista offerti dalla differenziazione dei piani temporali in cui è strutturata la narrazione, immergendone le evoluzioni drammaturgiche nei tempi dilatati di una messinscena di smagliante impatto spettacolare (fotografia, straordinaria, dello stesso regista, che impiega una nuova, anch'essa rivoluzionaria, macchina da presa digitale per sfruttare al meglio le suggestioni visive delle luci naturali), nella cura della ricostruzione storica, che si avvale degli inserti in bianco e nero dei cinegiornali dell'epoca (bianco e nero che Soderbergh utilizza anche nelle sequenze in cui il Che viene intervistato, sia dalla giornalista che dalla tv americana, o durante il suo viaggio a New York in occasione del celebre discorso alle Nazioni Unite, concluso dal memorabile "Patria o Muerte! ESPANDI +
- negative [4]
- sufficienti [9]
- positive [32]
- leggi tutte le opinioni
22 dicembre 2010 Opinione di sasso67 su "Che - L'Argentino"
Da argentino, il dottor Ernesto Guevara, seppure già inserito nella struttura rivoluzionaria messa in piedi da Fidel Castro, fatica a far accettare la propria autorità politica e militare ai cubani di nascita. In questo senso il Che riceve da Castro una lezione, secondo la quale tutti coloro che combattono contro la dittatura sono cubani in forza della Rivoluzione. Di questa lezione si ricorderà il Che quando, in maniera straordinaria, risponderà ad una...
voto al film: 
9 ottobre 2010 Opinione di supadany su "Che - L'Argentino"
VOTO : 7,5. Genesi di un mito e di una rivoluzione, trattati con uno sguardo affettuoso da uno dei registi più altalenanti in assoluto, ma qui in splendida forma. Infatti il racconto è estremamente fluido, gli avvenimenti si susseguono senza caos (per esempio non vengono enfatizzate troppo le battaglie, semmai i metodi), ma anche con un buon passo (francamente la visione mi è volata come poche volte mi è capitato ultimamente), alternando il tortuoso percorso...
voto al film: 
28 settembre 2010 Opinione di FABIO1971 su "Che - L'Argentino"
"In 'Guerra e pace' Tolstoj dice che, secondo la scienza militare, quanti più uomini ha un esercito, tanto maggiore sarà la sua forza. Ma questa stessa scienza riconosce, anche se molto vagamente, che durante un'azione militare la forza di un esercito è anche il prodotto della sua massa moltiplicata per un'incognita, un fattore imponderabile. Questa 'ics' non è altro che lo spirito delle sue truppe e il loro maggiore o minore desiderio di combattere e...
voto al film: 
22 settembre 2010 Opinione di terresimo su "Che - L'Argentino"
Non sopporto le magliette con le facce. non le ho mai sopportate quando ero giovane. grafica, marketing e la sostanza? non sopporto il sigaro, la rivoluzione violenta, e gli eroi.Certe cose mi fanno venire il vomito. non mi basta conoscere meglio i fatti e le motivazione per salire sul carro dei vincenti.
voto al film: 
11 agosto 2010 Opinione di robynesta su "Che - L'Argentino"
Il film è realizzato molto bene, Soderbergh si dimostra una garanzia di qualità. Non mitizza il personaggio, e riesce a rendere molto bene l'humus storico del luogo e del periodo. Le quasi due ore scorrono via veloci, dominate da un Del Toro semplicemente grandioso.
voto al film: 
9 agosto 2010 Opinione di PompiereFI su "Che - L'Argentino"
Tra crisi di asma, reclutamenti, fucili dispensati con disinvoltura ai giovani (“Abbine cura come fosse la tua fidanzata” richiamando, si spera involontariamente, alcune tipiche espressioni yankee durante la guerra del Vietnam), esaltazione dello spirito di gruppo, formazione di colonne di combattimento, il “Che” di Soderbergh inizia così, senza variazioni, senza sussulti per almeno tre quarti d’ora di pellicola. Viene subito il dubbio su una...
voto al film: 
11 giugno 2010 Opinione di tobanis su "Che - L'Argentino"
Prima parte di due, che tratteggia un periodo della vita di Ernesto Che Guevara, cioè dall’incontro con Fidel Castro fino alla vittoria contro la dittatura cubana, oltre a raccontare il viaggio che farà Guevara, qualche anno dopo, in USA e all’ONU. Benicio Del Toro è un ottimo Che, e il film non è male, ma… In primis, ha il respiro un po’ corto di un’operazione forse più adatta alla tv che al cinema, almeno per come è...
voto al film: 
27 aprile 2010 Opinione di bradipo68 su "Che - L'Argentino"
Se avessi la possibilità noleggerei Soderbergh solo per qualche minuto,giusto per dargli qualche scappellotto e chiedergli il perchè riesce ad alternare bellissimi film a ciofeche indigeribili o quasi.Perchè se dovessimo giudicare Soderbergh solo da questo dittico su Ernesto"Che" Guevara parleremmo tutti o quasi di un grandissimo regista e invece il buon Steven rimane sempre nel limbo prigioniero di film di alta qualità come questo o Traffic,film squisitamente...
voto al film: 
26 aprile 2010 Opinione di ed wood su "Che - L'Argentino"
Se non altro, ha il pregio di aver rifiutato radicalmente i codici del blockbuster hollywoodiano. L'ambiguo e discutibile Soderbergh realizza un'opera insolita, godibile, qua e là noiosa e didascalica, in ogni caso priva di una poetica "forte". E' un film formalista, estetizzante. La scelta di prediligere campi medi, inquadrature statiche, rapidi stacchi di montaggio, forzature cromatiche, piglio anti-retorico, rinuncia alla musica, risponde, a mio parere, a un vezzo stilistico...
voto al film: 
18 aprile 2010 Opinione di Stuntman Miglio su "Che - L'Argentino"
Oltre alla strepitosa interpretazione di Benicio Del Toro, la cosa che mi ha sconcertato di più è stato il fatto che la biografia di uno dei personaggi più estremi di tutta la storia contemporanea sia stata messa in scena con oggettività ed efficiacia da un regista come Soderbergh. Un discontinuo per antonomasia, uno che pensavo fosse ingranaggio e vittima del mainstream ed invece, questo suo Che - L'Argentino, è una pellicola che va dritta al sodo e che...
voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [9]
- positive [32]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:
































