Martyrs (2008)
Con Morjana Alaoui, Mylène Jampanoï, Catherine Bégin, Robert Toupin, Patricia Tulasne, Juliette Gosselin, Xavier Dolan-Tadros, Isabelle Chasse, Emilie Miskdjian, Mike Chute
La trama
Lucie è ormai scomparsa da un anno, quando viene ritrovata mentre cammina lungo una strada, in stato catatonico, incapace di ricordare cosa le sia successo. La polizia scopre il luogo dove la ragazza è stata rinchiusa, un vecchio mattatoio abbandonato. Tuttavia Lucie non presenta alcun segno di abuso sessuale o di violenza. Quindici anni dopo, si trova in una casa in mezzo alla foresta, ha un fucile in mano. E uccide un uomo.
Martyrs è il più sconvolgente horror del decennio. Colpisce durissimo anche gli stomaci più forti, e lo fa in modo particolarmente subdolo perché è sapiente da un punto di vista cinematografico, rifugge la meccanicità artificiale e “disinnescante” di Saw o l’ironia politica di Hostel. È solo “martirio”, come recita il titolo: una specie di condizione ontologica, inevitabile e senza catarsi alcuna. Peccato che la problematicità di fondo si percepisca nettamente, ma manchino tutti gli strumenti morali per giustificarla.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 23/2009
Un horror terrificante, ben realizzato, e che tuttavia pone più di un interrogativo morale. Per stomaci forti e cuori duri
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 17/08/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
Dopo aver visto Martyrs, ancora più orribili mi sembrano le immagini di Abu Graib: da queste, che io sappia, nessuno ha distolto lo sguardo o gli si è rivoltato lo stomaco, anzi sul web si segnalano milioni di “presenze” nell’orgia del voyeurismo di massa. Incredibile che a un film (sempre di fiction si tratta) si appiccichino etichette porno hard, quando il sesso è completamente assente e i fondamenti della storia indirizzano verso la liturgia della carne.
Martyrs è dunque un film religioso? Oserei dire di sì, come bene evidenziava Giona Nazzaro nell’articolo “Il martirio dei martiri” (FilmTv N. 23), il quale chiama a testimonianza Caterina da Siena e la dolcezza ieratica del bagno di sangue e riporta alla radice greca il significato di “martirio” come “testimonianza” di fede.
Quindi, altro che il film di Laugier!, le visioni si sprecano sui corpi storicamente esistiti di santi ridotti a brandelli nelle officine di ogni Santa Inquisizione.
Certamente Martyrs sfida lo spettatore a stornare lo sguardo – laddove l’horror in serie o il cinema porno chiamano a tenerlo fisso su “clamorosi” trucchi della macelleria o su ogni forame intimo che non si rispetti.
La differenza è tutta qui e non è di scarsa rilevanza, perché Laugier si è fatto le ossa con le monache di Saint Ange, quindi si è documentato sugli scritti di Angela da Foligno e l’anonima Monaca Portoghese e deve aver sbarrato gli occhi a leggere quanto sangue scorresse sulle schiene dei santi e quanta liquefazione di corpi nelle celle dei suicidi di suore che, legate mani e piedi con grosse catene, si lasciavano morire di fame, esalando l’ultimo respiro sulle tazze dei cessi. [vedi il Castello Aragonese delle clarisse a Ischia].
I film sono come i romanzi, bisogna saperli leggere, comprese le note a piè pagina, anche quando sembra che non ci siano. Fatto sta che Martyrs ne contiene altre due, oltre le sopracitate note per la comprensione del martirio: la prima è addirittura segnalata dalla “torturatrice” addetta a sondare attraverso il dolore fisico cosa ci aspetta nell’aldilà, quando cita, a uso dello spettatore-lettore, il Leng Tché, la tortura cinese “dei cento tagli” (il boia esperto seziona il corpo della vittima con tagli accorti perché questa muoia lentamente tra atroci spasimi); alla seconda e più importante nota è proprio il Leng Tché a condurci: la fotografia di una donna torturata con questo metodo ai tempi della guerra dei Boxer, oggi reperibile facilmente sul web, fu a lungo tenuta segreta e invisibile, ma nella collezione di reperti antropologici di Georges Bataille aveva un posto privilegiato, poiché quella foto ispirò allo scrittore romanzi estremi in bilico tra religione e santità, carne e tribolazione della stessa.
Parafrasando il Bataille del saggio L’erotismo, possiamo concludere che Martyrs è un film che “afferma la vita fin dentro la morte.”
- negative [18]
- sufficienti [8]
- positive [23]
- leggi tutte le opinioni
25 novembre 2011 Opinione di annamartori su "Martyrs"
Che grande sperpero di passata di pomodoro!!!!
voto al film: 
17 agosto 2011 Opinione di Marcello del Campo su "Martyrs"
Dopo aver visto Martyrs, ancora più orribili mi sembrano le immagini di Abu Graib: da queste, che io sappia, nessuno ha distolto lo sguardo o gli si è rivoltato lo stomaco, anzi sul web si segnalano milioni di “presenze” nell’orgia del voyeurismo di massa. Incredibile che a un film (sempre di fiction si tratta) si appiccichino etichette porno hard, quando il sesso è completamente assente e i fondamenti della storia indirizzano verso la...
voto al film: 
10 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Martyrs"
Recensione col vecchio nickname Titanic900: "Martyrs è uno shock di violenza visiva spaventoso. Per chi vede quasi solo film horror la visione è già più semplice da sostenere, ma una persona che ne guarda pochi rimarrà semplicemente sconvolta. Sangue, sangue e ancora sangue. Una storia che finirebbe dopo un quarto d'ora se non si avvalesse di grandi colpi di scena e una storia tanto assurda quanto sconvolgente. Veramente bello."
voto al film: 
9 ottobre 2010 Opinione di VAJONT su "Martyrs"
Violenze e atrocità naziste assolutamente gratuite da fare SCHIFO !!! Non si possono fare dei film del genere!
voto al film: 
6 ottobre 2010 Opinione di supadany su "Martyrs"
VOTO : 6,5. Non so se per questo film possa davvero calzare la definizione che si è sentita in giro ("un horror d'autore"), ma, ad ogni modo, l'ho trovato interessante, perfettamente scindibile in due parti, con qualche sorpresa, e con immagini molto forti, probabilmente che spingono anche un pò in là l'asticella dell'accettabile visivamente, ma anche raramente completamente gratuito nell'utilizzo delle stesse. La prima parte è la classica storia di vendetta...
voto al film: 
25 settembre 2010 Opinione di emmepi8 su "Martyrs"
Una violenza all'ennesima potenza, senza riguardi e in delle scene è davvero insostenibile, storia fortissima e vissuta dal di dentro, un forte compiacimenti di rappresentazione, ma motivato dal fattore della rappresentazione. Qui non c'è nessuna scusante sentimentale e ricattatoriamente romantica, solo un'amicizia disperata e che segue il discorso del martirio, un titolo giustificatissimo, e che è la vera essenza della storia. Ci sono film infiniti che...
voto al film: 
19 settembre 2010 Opinione di satura su "Martyrs"
Davvero impegnativo. Il genere "torture" riscuote più interesse per me quando vi è sottesa una valenza politica (Hostel), non come qui una valenza filosofica-metafisica. Finale banalotto.
voto al film: 
10 agosto 2010 Opinione di flash41_99 su "Martyrs"
Non è una questione, solo, di stomaci forti. Questo film, se si può definire tale, è una rappresentazione disgustosa e reale di ciò che è violenza allo stato puro. Non riesco neanche a concepire come può un regista a realizzare un film del genere. Si tratta di una masturbazione celebrale dove si giustifica il martirio di un essere umano. Si giustifica perchè lo si mette in video! Il regista e non può essere altrimenti, non esprime...
voto al film: 
29 luglio 2010 Opinione di bradipo68 su "Martyrs"
Difficile parlare di un film come questo che come un serpente muta pelle varie volte.Martyrs,giudicato di violenza insostenible dai più ,può rappresentare il punto di non ritorno di quello che può essere l'horror contemporaneo di matrice europea,francese in particolare che sta dimostrando titolo dopo titolo di aver acquisito una dimensione internazionale e un impronta stilistica decisamente personale.Accantonata la riproposizione in...
voto al film: 
20 luglio 2010 Opinione di mahleriano su "Martyrs"
Curioso... molto curioso che a nessuno sia venuto in mente il parallelo col "dottor" Mengele, l'angelo della morte nazista ... (e l'ha anche fatta franca, quel bastardo...). La domanda è a questo punto retorica: se questo film è bello e pone nel finale interrogativi profondi, erano altrettanto belli e profondi anche i suoi esperimenti? Sarei curioso di conoscere le risposte. Ma prima informatevi bene su chi fosse Mengele. Il mio voto reale? ZERO. Perché? Semplice:...
voto al film: 
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