Il nastro bianco (2009)
Con Susanne Lothar, Ulrich Tukur, Burghart Klaußner, Josef Bierbichler, Marisa Growaldt, Janina Fautz, Michael Kranz, Jadea Mercedes Diaz, Steffi Kühnert, Sebastian Hülk
La trama
Germania, qualche anno prima della Prima Guerra Mondiale. In un villaggio in campagna si susseguono sevizie, attentati, omicidi. Scoprirne i responsabili è difficile. O forse è solo un problema di coscienza.
Film affascinante, implacabile, complesso. Bisognerebbe rileggere i saggi di Max Weber sul protestantesimo per avere un’idea ben chiara delle implicazioni religiose e culturali in atto. Anche così, comunque, un esempio di anti-narrazione squisitamente cinematografica: nessuna musica di fondo, bianco e nero che esaspera i “positivi” e i “negativi” (si veda la grandiosa scena dei bambini svegliati dal fuoco), finale sospeso e angosciante. Tra Murnau e Bergman, c’è Haneke. Palma d'Oro a Cannes 2009
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 43/2009
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 21/01/2011 - utile per 28 utenti
Voto al film: 
[Michael Haneke]
Una comunità protestante e rurale della Germania settentrionale alla vigilia della Prima Guerra mondiale: la voce off del maestro del villaggio (doppiato nella versione italiana da Omero Antonutti) rievoca una misteriosa ed inquietante vicenda risalente agli anni della sua giovinezza:
"Non so se la storia che voglio raccontarvi corrisponda a verità in tutti i suoi dettagli. Molte sono le parti che conosco solo per sentito dire ed ancora oggi, dopo tanti anni, ci sono misteri rimasti insoluti e numerose domande rimaste senza risposta. Tuttavia penso sia mio dovere raccontare le strane vicende accadute nel nostro villaggio perchè esse potrebbero in parte chiarire alcuni processi maturati nel nostro paese. Tutto ebbe inizio, se ben ricordo, con l'incidente di cavallo del dottore: dopo la lezione di dressage nella tenuta del barone, il dottore stava tornando a casa per visitare eventuali pazienti. Arrivato allo spiazzo davanti alla casa, il suo cavallo aveva urtato contro una fune poco visibile, tirata tra due alberi. La figlia del dottore aveva visto l'incidente dalla finestra, aveva chiamato la vicina, che aveva informato l'intendente. Alla fine il dottore, ferito, con dolori atroci, era stato trasportato all'ospedale in città, a più di trenta chilometri di distanza. La vicina di casa, una donna sola di 40 anni, faceva la levatrice: da quando la moglie del dottore era morta di parto, ella era diventata per lui indispensabile, sia come governante che come sua infermiera".
L'incidente del dottore, però, passa subito in secondo piano quando il giorno successivo la moglie di un contadino muore nella segheria del barone. Anche in questo caso si tratta di un episodio poco chiaro: la donna, menomata da una ferita ad un braccio, era stata dispensata dal lavoro nei campi dall'intendente della tenuta e le era stato assegnato un incarico meno gravoso nella segheria, dove però è caduta accidentalmente mentre raccoglieva il materiale di scarto. Presto le attività del villaggio tornano alla normalità e, arrivata l'estate, i due incidenti sono stati già dimenticati. Poi, improvvisamente, scompare Sigi, il figlio del barone. ESPANDI +
- negative [3]
- sufficienti [7]
- positive [61]
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8 aprile 2012 Opinione di ico su "Il nastro bianco"
Al cospetto di tali film io chino il capo e urlo la parola capolavoro. Quando si passa dal cinema all'opera d'arte, quando la firma dell'autore è talmente riconoscibile ed è riconoscibile nel sottinteso, nel non detto, non resta che ammirare. IL NASTRO BIANCO stupisce e meraviglia non tanto per la struttura solida, per quel trattare temi di un piccolo villaggio che saranno le “cause” della Storia, ma perché fonda il terrore dell'avvenire su tracce, sul silenzio, sul timore...
voto al film: 
9 marzo 2012 Opinione di Shoshanna su "Il nastro bianco"
Bellissimo, forse c'è ancora speranza per il cinema di oggi.
voto al film: 
21 dicembre 2011 Opinione di zombi su "Il nastro bianco"
ho preso l'abitudine di guardare i film dell'orrore di pomeriggio, quando faccio la notte, così ho tempo di digerirli, diciamo. con haneke, sapevo che non avrei sbagliato. in un piccolo paese della germania accadono cose strane e sospette con sempre più assiduità e sempre più crudeli. al centro di questo microcosmo i bambini della comunità. bambini che vengono allevati con dei rigidi precetti religiosi, ancor prima che con affetto. ed è un pò un cerchio che si chiude, poichè a loro...
voto al film: 
19 ottobre 2011 Opinione di hupp2000 su "Il nastro bianco"
Meritatamente pluripremiato (César, Oscar, Golden Globe e altri), “Il nastro bianco” è per me una delle opere migliori di Michael Haneke. La vicenda si svolge in un paesello della Germania settentrionale, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Durante quest’ultimo anno di pace, nel villaggio si verificano episodi inquietanti e violenti, che nessuno riesce a spiegare. Come in ogni microcosmo, sospetti e dicerie si moltiplicano, i singoli personaggi coinvolti danno il peggio di loro...
voto al film: 
17 ottobre 2011 Opinione di Baliverna su "Il nastro bianco"
E' un film molto ben diretto e recitato, che non annoia nonostante la sua lunga durata. La fotografia in bianco e nero, oltre che essere una scelta coraggiosa, è anche coerente sia con la sua ambientazione nel passato che anche - e soprattutto - con la tristezza e il pessimismo che caratterizzano la pellicola. Infatti il bianco e nero non è contrastato, ma basato sulle varie tonalità di grigio, che appunto rimandano al grigiore del mondo che rappresenta. Detto questo, non è facile...
voto al film: 
18 settembre 2011 Opinione di Viola96 su "Il nastro bianco"
Un capolavoro.Haneke tenta di rivoluzionare le regole del cinema moderno,facendo scuola di stile e raccontando un qualcosa di complesso ed estremamente affascinante.Haneke continua la sua analisi sul conflitto della relazione tra uomini e donne(come in "La pianista") e in questo caso,anche bambini.Anno 1913,in un villaggio della Germania,fortemente religioso e di una monotonia che segna lo stile del regista,avvengono fatti strani ed inquietanti:Un attentato ad un medico,alcuni fatti accaduti...
voto al film: 
5 settembre 2011 Opinione di na su "Il nastro bianco"
Quante cose si possono nascondere? Fino a che punto può spingersi l'omertà per amore del quieto vivere? Quanto a lungo si può sopportare la violenza e la sopraffazione prima di vendicarsi? Cosa è l'innocenza? Queste sono le domande che mi frullano in testa durante la visione di questo film. Il bianco e nero inquietante che accompagna lo scorrere delle scene sullo schermo pare simboleggiare una divisione manichea tra bene e male, tra cosa è giusto e cosa...
voto al film: 
5 giugno 2011 Opinione di sillaba su "Il nastro bianco"
La più grande originalità è quella della struttura. Una voce narrante tiene insieme tutti gli aspetti della vita quotidiana. È assimilabile ad un documentario proprio grazie a questa introduzione. Peccato che non sia una documentazione ma una vicenda inventata (ma neanche troppo lontano dalla realtà).
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20 maggio 2011 Opinione di tobanis su "Il nastro bianco"
Questo film è proprio strano, di difficile classificazione. Girato in bianco e nero, racconta le vicende di un piccolo villaggio tedesco, nell’imminenza della Prima guerra mondiale. Nel villaggio succedono cose strane e inquietanti. Difficile dare una lettura. Nel villaggio le famiglie sono numerose, è cosa normale se hanno 6-7 figli. La vita è dignitosa, anche se solo un passo oltre il rischio della fame. Il film, per forza, narra spesso le vicende con...
voto al film: 
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