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Videocracy. Basta apparire (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Videocracy. Basta apparire: presente
Ritmo ritmo in Videocracy. Basta apparire: presente
Impegno impegno in Videocracy. Basta apparire: presente
Tensione tensione in Videocracy. Basta apparire: assente
Erotismo erotismo in Videocracy. Basta apparire: assente

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FilmTV assegna il voto sufficiente a Videocracy. Basta apparire

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La trama

Gandini, nato e cresciuto in Italia ma trasferitosi in Svezia, illustra come il Bel Paese sia a tutti gli effetti una videocrazia: questo grazie soprattutto a Berlusconi che - prima come magnate della televisione commerciale e poi come politico - ha fatto dello strumento televisivo la chiave per la conquista e la gestione del potere. 

Presentato come Evento Speciale alla 66ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, _Videocracy_ non è un documentario contro Berlusconi, un rassicurante pamphlet catartico, ma è l’opera contro il Berlusconi che è in noi. Gandini, nel suo viaggio nella videocrazia tricolore mette insieme poche ma illuminanti verità, con un’ironica e implacabile consequenzialità, visiva e narrativa.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 35/2009

Non un film contro Berlusconi ma un’opera contro il Berlusconi che è in noi. Tra “more” e “corone di spine”

È difficile persino guardarsi in faccia dopo questo film. Perché, per dirla alla Gaber, Videocracy non è un documentario contro Berlusconi, un rassicurante pamphlet catartico, ma è l’opera contro il Berlusconi che è in noi. Come Saviano e Garrone sono entrati nel magma camorristico, Gandini entra nelle sabbie mobili luccicanti -tonalità (Costa) Smeralda - della Tv e della videocrazia che ha prima abbagliato, poi drogato, infine ucciso questo Paese, trasformandolo in zombie. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di mc 5 scritta il 09/09/2009 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto ottimo

C'è una domanda ricorrente che circola in rete. Io stesso, quando mi capita di intervenire in un forum in cui si dibatte della strapotere (ecomico, politico, mediatico) del nostro premier, non posso non constatare che, quando si arriva al dunque, si sbatte inevitabilmente la testa contro la domanda delle domande: "Come si è potuti arrivare a questo punto?". Ecco. La pellicola firmata da Erik Gandini ha la funzione -precisa precisa- di dare una risposta a questo quesito. E ci riesce benissimo. Perchè va al cuore del problema e, attraverso una serie di immagini che parlano da sole, si arriva a toccare il nervo scoperto. Questo è un film NECESSARIO. Al di là della tecnica che pure -in ambito di inchiesta/documentario- è eccellente, quello che conta è l'aver messo il dito nella piaga, andando a sviscerare gli aspetti che contano. Una marea di dati, volti, personaggi, situazioni, che scorrono sullo schermo, come tasselli di un'unica agghiacciante realtà: quella di un uomo in delirio che, pur essendo il più ricco e potente d'Italia, non fa che lamentarsi con ossessività di essere "accerchiato" da un nemico che lo vuole eliminare. E' inutile adesso stare qui a ripetere le solite cose che, pur conformi alla realtà, rischiano di apparire luoghi comuni, tipo quello di un povero ometto che è padrone o controllore delle idee di quasi tutta la stampa italiana e di quasi tutte le reti televisive nazionali. Vogliamo entrare nello specifico della carta stampata? Facciamolo. Le due riviste più vendute d'italia sono pubblicate dalla sua casa editrice (di cui una è un magazine molto autorevole sul piano dell'attualità politica e vanta come opinionisti fior di esponenti o simpatizzanti del PDL). Quanto ai quotidiani, due sono notoriamente gestiti da un paio di direttori-killer pagati apposta per "sodomizzare" qualunque ostacolo si frapponga sul loro cammino. Ma sarebbe gravissimo dimenticare che, se escludiamo "Repubblica" e i tre quotidiani politici di sinistra che sono ogni settimana a rischio di chiusura per enormi problemi di bilancio, tutti gli altri giornali sono diretti da "amici affettuosi" che portano acqua al mulino del Cavaliere, tipo P.G. Battista vicedirettore del Corriere della Sera. Nella mia regione, poi, il quotidiano più venduto è "Il Resto del Carlino" il cui editore è culo e camicia col Cavaliere e fra i cui editorialisti brillano alcuni senatori e deputati del PDL. Chiedo scusa per questo lungo excursus ma era necessario dal momento che "lui" non fa che parlare di "stampa ostile" (balla colossale). Quanto poi al panorama televisivo, beh, è perfino sciocco descriverlo, tanto è sotto gli occhi di tutti: basta dare un'occhiata ai nomi dei direttori di rete e dei telegiornali. Tornando al film, è un susseguirsi incalzante di immagini così eloquenti che non avrebbero nemmeno bisogno del commento sonoro, praticamente un flusso ininterrotto di notizie i cui toni principali vanno dal paradossale al grottesco passando per l'assurdo-straniante. ESPANDI +
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Opinioni su Videocracy. Basta apparire


16 novembre 2011 Opinione di kubritch su "Videocracy. Basta apparire"
kubritch

Un ritratto inquietantemente e allucinantemente realistico dell'Italia del ventennio appena trascorso. Le miserie della versione italiana del sogno americano.

voto al film: kubritch assegna il voto buono a Videocracy. Basta apparire (2009)

nessun commento
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22 ottobre 2011 Opinione di uccio su "Videocracy. Basta apparire"
uccio

L'altra sera mi sono immerso nello schifo catodico che il nostro paese con grande nonchalance riesce a sfornare. Lo stato in cui versa la nostra televisione lo conosciamo più o meno tutti, sappiamo anche quanta gente a questa scatola magica ancora ci creda e, fatto decisamente più grave, sappiamo quanta gente addirittura aneli a entrarci e a far parte del (im)mondo televisivo. Il documentario di Gandini, italiano di nascita emigrato in Svezia, pone sotto i riflettori alcuni aspetti...

voto al film: uccio assegna il voto sufficiente a Videocracy. Basta apparire (2009)

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10 luglio 2011 Opinione di sillaba su "Videocracy. Basta apparire"
sillaba

Il Berlusconismo in sintesi. La frase più bella? Fabrizio Corona: "Sono come un Robin Hood moderno, rubo ai ricchi per dare a me stesso".

voto al film: sillaba assegna il voto ottimo a Videocracy. Basta apparire (2009)


23 marzo 2011 Opinione di jjb273 su "Videocracy. Basta apparire"
jjb273

Di cosa parla Videocracy? E' un bel problema. Mi aspettavo un docu-film antiberlusconiano, e mi sono ritrovato un docu-film che MI AUGUREREI FOSSE DAVVERO ANTIBERLUSCONIANO. Forse perchè se fosse PIU' antiberlusconiano sarebbe possibile renderlo accettabile, da 3 stelle su 5. Invece no, si vende come docu-film su altro, la spettacolarizzazione ed il mito dell'esteriorità in Italia. Tema che peraltro a me interessa moltissimo. Peccato che se lo si considera come tale, questo...

voto al film: jjb273 assegna il voto mediocre a Videocracy - Basta apparire (2009)

1 commento


11 febbraio 2011 Opinione di supadany su "Videocracy. Basta apparire"
supadany

VOTO : 6++. Un tris d'assi (probabilmente al contrario ma sempre assi sono nel loro essere) per questo docufilm di Erik Gandini che affronta l'impatto devastante che le televisioni private, e con esse i miti da quattro soldi che hanno prodotto,stanno avendo sul popolo italiano. Così le storie (ed i fatti) proposte con un discreto criterio riguardano Lele Mora (personaggio tristissimo), Fabrizio Corona (un Robin Hood avaro e subdolo e che tristezza pensare che dei locali gli danno...

voto al film: supadany assegna il voto sufficiente a Videocracy - Basta apparire (2009)

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9 novembre 2010 Opinione di tinodeluca su "Videocracy. Basta apparire"
tinodeluca

Ci sono fatti di cronaca, feste, festini, andirivieni come quelli recenti che meritano un approfondimento. E ciascuno approfondisce come può, come vuole e com’è più consono ai suoi mezzi, ai suoi gusti, al suo stile di vita, alla sua professione. Il giornalista approfondisce con un’inchiesta, il magistrato con un’indagine, il professore con una lezione, il cineasta con un documentario. Infatti, il documentario è un film il cui scopo...

voto al film: tinodeluca assegna il voto sufficiente a Videocracy - Basta apparire (2009)

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2 ottobre 2010 Opinione di PompiereFI su "Videocracy. Basta apparire"
PompiereFI

Una Rivoluzione Culturale ha colto impreparati milioni di italiani, abbagliati dal fascino sornione della frivolezza e del successo facile. Gran parte del popolo peninsulare nostrano ha patito, nel corso degli ultimi 20 anni, una metamorfosi antropologica generata da quella scatola delle meraviglie che è la televisione. Senza operare facili accuse generaliste, possiamo senz’altro dire che il cittadino del Belpaese si è trovato gradualmente di fronte a un panorama...

voto al film: PompiereFI assegna il voto sufficiente a Videocracy - Basta apparire (2009)

2 commenti
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20 luglio 2010 Opinione di sasso67 su "Videocracy. Basta apparire"
sasso67

E se un giorno avessimo Fabrizio Corona come Presidente del Consiglio? È un incubo (ammesso che sia peggiore di quello che stiamo già vivendo) oppure una prospettiva tutt’altro che remota? In fondo, a ben guardare, tutto si tocca: Lele Mora, che è stato il mentore di Fabrizio Corona, si dichiara orgogliosamente «mussoliniano» ed amico di Berlusconi, del quale conosciamo l’ammirazione per il duce. E Fabrizio Corona, che si descrive come «una...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Videocracy - Basta apparire (2009)

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16 luglio 2010 Opinione di hallorann su "Videocracy. Basta apparire"
hallorann

“Che danno ci farà un sistema che ci stordisce di bisogni artificiali facendoci dimenticare quelli reali?”. Questa frase dello scrittore sudamericano Eduardo Galeano ben si adatta a ciò che è successo a noi italiani con trent’anni di Tv commerciale. VIDEOCRACY dell’italo-svedese Erik Gandini sostiene questa tesi e analizza il rapporto perverso e ormai consolidato che si è venuto a creare tra Tv e potere nel nostro paese. Il documentario...

voto al film: hallorann assegna il voto buono a Videocracy - Basta apparire (2009)

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6 luglio 2010 Opinione di tobanis su "Videocracy. Basta apparire"
tobanis

Il vuoto, il nulla totale nella testa di molti italiani e in tanta tv. Già gli spettacoli trash mi fanno schifo, dopo questo documentario, molto di più (se possibile). Perché poi hai voglia che chi li fa, i protagonisti, dicano, “ma sì, lo facciamo per divertirci, sono innocui, sono momenti di svago, in realtà è tutta finzione, mica ci crediamo…” Perché invece c’è ormai un’intera società che prende...

voto al film: tobanis assegna il voto sufficiente a Videocracy - Basta apparire (2009)




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