In un mondo migliore (2010)
Con Mikael Persbrandt, Wil Johnson, Eddie Kihani, Emily Mglaya, Gabriel Muli, June Waweru, Mary Hounu Moat, Synah Berchet, William Jøhnk Nielsen, Ulrich Thomsen
28/08/2011
I migliori film dell'anno, stagione 2010-2011 ("Innocenti bugie", "In un mondo migliore", "Kick-Ass")
Ah, il Mondo (non) s'evolve, si capovolge, e i valori si ribaltano. Mutamenti su cui potremmo "sindacare", e forse ci voteranno sindaci di qualche paesello d'una retorica che oggi appare persino...
di Travis Bickle 1979
La trama
Tra i giovani Elias e Christian c'è un'amicizia forte e straordinaria. La solitudine, la fragilità e il dolore, però, sono in agguato e presto l’amicizia si trasformerà in una pericolosa alleanza e in un inseguimento mozzafiato in cui saranno in gioco la vita stessa e la credibilità di un padre.
Dentro ogni inquadratura c’è un concentrato potentissimo di violenza e rabbia, segni di un melodramma fisico che ti prende a cazzotti senza avvertirti.
La recensione di FilmTv
Di Simone Emiliani - FilmTV n. 50/2010
L'opinione più votata
Di spopola scritta il 31/12/2011 - utile per 22 utenti
Voto al film: 
Dopo la parentesi hollywoodiana (non proprio felicissima) di Noi due sconosciuti, Susanne Bier è tornata a girare in Danimarca, e di nuovo ha centrato magnificamente il bersaglio con questo premiatissimo In un mondo migliore, drammatica vicenda familiare dai risvolti filosofici che per certi versi sembra quasi voler diventare il controcanto de Il nastro bianco di Haneke, anche se il punto di vista della regista è certamente meno cinico, disilluso ed estremista, e soprattutto più caldo e melodrammatico, persino risolutivo in fondo nella sua conclusione che non è assolutamente accomodante pur nella scelta azzardata ma consapevole di un possibile (almeno in parte) happy end.
La “discrepanza” è evidente rispetto a tutto il resto, ma assolutamente “necessaria” nel disegno complessivo (e persino “nell’economia”) della storia. Quello che da più parti è stato indicato dalla critica come un difetto, il cosiddetto “lieto fine” a cui accennavo sopra, risulta invece a mio avviso, addirittura uno dei punti di forza del lavoro della Bier, anche perché, se proprio di lieto fine si dovrà parlare, questo riguarda solo uno dei tanti livelli su cui si appoggia e si snoda il racconto (perchè In un mondo migliore può essere davvero visto e letto come tanti film in uno) che riguarda esclusivamente la figura di Elias. Risolvendo positivamente la sua parte, la Bier afferma però qualcosa di molto diverso rispetto al consueto e di prammatica “e vissero felici e contenti” dell’happy end. Mostra semmai l’utopia di una possibile soluzione positiva per un segmento degli avvenimenti: il ragazzino che si salva e i genitori che si ritrovano, ma la ricostruzione sulle macerie non è mai indolore, lo sappiamo bene e il percorso per una riconciliazione sarà davvero lungo e faticoso.
Lo scarto imposto all’andamento, consente invece alla regista di regalare al film un respiro più disteso che permette agli spettatori di concentrarsi meglio e di più, uscendo dalla sala, su quegli aspetti di carattere più universale e quindi di più ampio respiro e implicazione, che sono stati messi in campo e che hanno caratterizzato il racconto nelle varie fasi della pellicola..
In un mondo davvero migliore – sembra dunque voler dire la Bier - la scelta non violenta riuscirebbe a disinnescare la spirale della prepotenza. Non è però nel nostro mondo che “migliore” non lo è proprio (e siamo stati anche noi ad aver contribuito a farlo diventare così infame) che può verificarsi questo miracolo, perché qui nel reale ormai chi porge l’altra guancia sembra ai più uno stupido imbecille debole e sfigato, specialmente se chi osserva ha gli occhi ancora ingenui ma fortemente manipolabili (influenzabili) dell’adolescenza. ESPANDI +
- negative [4]
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- positive [18]
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23 marzo 2012 Opinione di almodovariana su "In un mondo migliore"
Ottimo film drammatico senza sbavature, ottimi gli interpreti e la sceneggiatura
voto al film: 
19 marzo 2012 Opinione di gene55 su "In un mondo migliore"
Ancora una volta,prima di parlare del contenuto,mi vedo costretto a sottolineare l'infausto,ingannevole e pretestuoso cambio di titolo dalla versione originale. 'Haevnen' (che io pensavo,associandomi al titolo italiano,ma anche a quello inglese,significasse paradiso,anche per l'assonanza appunto all'inglese) in realta in lingua danese,significa 'Vendetta'. Ora mi domando e dico: come sia possibile che due concetti così diversi,due spunti di riflessione diametralmente separati tra...
voto al film: 
24 gennaio 2012 Opinione di marcopolo30 su "In un mondo migliore"
Film su disagio giovanile (e non) e violenza. Sulle possibili conseguenze di questa, e su quanto di più si possa ottenere senza d'essa. Portato avanti in parallelo fra Africa e Danimarca (uno dei personaggi fa la spola fra i due luoghi) credo risulti un po' stucchevole il modo in cui gli eventi che accadono in entrambi i luoghi dovrebbero servire la morale. L'happy end inoltre ci sta davvero male.
voto al film: 
9 gennaio 2012 Opinione di Mulligan71 su "In un mondo migliore"
Non mi stancherò mai di lodare i film danesi o del Nord Europa in genere: attori strepitosi, melodrammi tersi e tesi, veri e propri thriller dell'anima. Così è, pure, questo film della Bier, che seppur cedendo un poco alla distanza, grazie a una fotografìa satura scruta impietosa nelle coscienze e negli uomini. Molto bello.
voto al film: 
31 dicembre 2011 Opinione di spopola su "In un mondo migliore"
I confini nel mondo permangono e siamo lontani da una possibile e reale risoluzione. In un mondo migliore non ci dovrebbero più essere confini culturali e gli individui dovrebbero essere in grado di convivere pacificamente. (Micaela Veronesi) Dopo la parentesi hollywoodiana (non proprio felicissima) di Noi due sconosciuti, Susanne Bier è tornata a girare in Danimarca, e di nuovo ha centrato magnificamente il bersaglio con questo premiatissimo In un mondo migliore, drammatica vicenda...
voto al film: 
26 dicembre 2011 Opinione di supadany su "In un mondo migliore"
VOTO : 6/7. Quello di Susanne Bier non è un film perfetto, ma è pieno di aspetti tecnici e caratteriali in grado di assestare i colpi vincenti che occorrono ad un prodotto per ben figurare. Tanti i temi affrontati, come l’elaborazione del lutto da parte di un ragazzino, l’amicizia, il concetto di giustizia morale e civile, i rapporti tra generazioni diverse, tra marito e moglie, insomma vi si trova dentro davvero tanto, non sempre raccontato in maniera uniforme, ma sempre con...
voto al film: 
21 agosto 2011 Opinione di ROTOTOM su "In un mondo migliore"
C’è del marcio in Danimarca direbbe il Bardo. Il Valhalla della società civile mostra le crepe di fronte alla spietata telecamera della Bier che agli dei non crede affatto, affilando piuttosto lo sguardo sulle bassezze umane. Giochi di bambini, in teoria sereni organismi monocellullari che dovranno costituire la perfetta nazione corpo, un tutt’uno coeso con diritti e doveri ma che imprigionati in un senso di responsabilità sovrano e mitizzato si...
voto al film: 
17 luglio 2011 Opinione di bufera su "In un mondo migliore"
Aver recuperato in un cinema ancora aperto la riproposta del film di Susanne Bier, mi ha reso felice. Nulla da eccepire sulla levatura della regia, solida e plastica insieme a seconda dei personaggi e degli eventi, la fotografia con immagini livide straordinarie di natura nordeuropea inframmezzate con i coloratissimi paesaggi africani,inclusi i disegni degli abiti,la coerenza con cui la parabola etica viene condotta in porto. Il tema era vicino a tutti per le cause che...
voto al film: 
3 maggio 2011 Opinione di giampy.78 su "In un mondo migliore"
Ma perchè il cinema danese (Lars von Trier a parte) riesce a sfornare solo fiction...e anche bruttarelle come questa?
voto al film: 
23 aprile 2011 Opinione di ezio su "In un mondo migliore"
La morte della mamma porta il figlio (minorenne) a un trauma che lo porta a vendicarsi con tutto e con tutti.Film glaciale,spietato che anche il finale un po' edulcorato lascia lo spettatore a farsi delle domande.Oscar migliore film straniero 2011 e' sicuramente il film piu' importante di Suzanne Bier assieme a open Hearts.
voto al film: 
- negative [4]
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