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L'apollonide (Souvenirs de la maison close) (2010)

[L'apollonide (Souvenirs de la maison close), Francia 2010, Drammatico, durata 122']   Regia di Bertrand Bonello
Con Hafsia Herzi, Adèle Haenel, Jasmine Trinca, Louis-Do de Lencquesaing, Noémie Lvovsky, Céline Sallette



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'apollonide (Souvenirs de la maison close): assente
Ritmo ritmo in L'apollonide (Souvenirs de la maison close): assente
Impegno impegno in L'apollonide (Souvenirs de la maison close): assente
Tensione tensione in L'apollonide (Souvenirs de la maison close): assente
Erotismo erotismo in L'apollonide (Souvenirs de la maison close): assente

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L'apollonide (Souvenirs de la maison close) Trailer Originaleplay

La trama

Primi del Novecento. In un bordello vive una prostituta molo bella ma dal viso sfigurato da una terribile cicatrice, che l'ha immobilizzata per sempre in una sorta di smorfia tragica. Intorno a lei le altre ragazze vivono la loro esistenza: rivalità e amicizie, gioie e dolori. Sembra che però di ciò che accade all'esterno arrivi molto poco nel bordello: casa chiusa di nome e di fatto, all'interno della quale la vita ha i suoi ritmi e le sue regole. 

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 14/02/2012 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto buono

Quanta banale e meccanica tristezza, nel bordello della cosiddetta belle époque. In quell’ombroso teatro del segreto, il declino morale anticipa quello delle illusioni. In mezzo ai decori si ama svogliatamente, con la stanca ripetitività di chi non ha più nulla da scoprire, perché tutto è già stato detto e negato. Con un incedere lento si fanno strada una cupa crudezza ed un languore che sa di stantio: la passione consuma i suoi postumi in una ritualità sinistra e priva di luce. Tutto si dissolve in polvere, come la bellezza, e come una recitazione che si disperde in spizzichi di improvvisazione, che si affacciano sulla scena per un istante, e poi si ritraggono come impauriti. L’ultimo film di Bertrand Bonello, candidato alla Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, è un’opera volutamente stentata, che traduce gli inutili sforzi con cui un mondo ormai opaco insegue lo splendore di un tempo. La calda patina della poesia si è definitivamente scollata da quello che una volta era il favoloso regno di una squisita eccentricità: un salotto dagli arredi sontuosi, che faceva da elegante anticamera alle sfrenate fantasie dell’istinto. Il quadro ha conservato il suo trucco di colori vivaci, ma, sotto la maschera, nasconde una realtà pallida e scheletrita, sfigurata dall’aberrazione del caos. Tra le prostitute de L’Apollonide c’è chi viene   deturpata da un cliente, chi contrae la sifilide, chi diventa schiava dell’oppio, chi viene venduta per far cassa. È il tramonto di un mito: la donna proibita è solo merce, e non fa più sognare. È una compagna che è diventata parte di un’abitudine, e per questo, alla lunga, è venuta a noia. Occorre una buona dose di immaginazione, o di perversione, o di disperazione, per strappare, a quella sorgente ormai secca, l’ultima  goccia di amara voluttà. Vecchio è anche l’antico, eccitante senso del peccato, che è stato soppiantato dalla morbosità con cui si partecipa ad uno spettacolo da baraccone. Il gusto di guardare, giocare, vivere la propria stranezza ha sostituito il genuino piacere di desiderare. La scena è un circo che si replica ogni sera: anche il tempo ritorna su se stesso, ingabbiato in quell’ambiente chiuso da cui non riescono a fuggire nemmeno i pensieri. Il futuro non esiste, se non nei sibillini responsi dei tarocchi. La prigionia è totale, e si estende oltre la fine di quella missione mercenaria,  abbracciando la sventura, la malattia e la morte. Le bambole che abitano quel luogo si mettono in posa per gli uomini che, senza entusiasmo, le vanno a trovare, conoscendo a memoria ciò che li aspetta. Sono figurine vestite, profumate, tirate a lucido, rimesse a nuovo dopo ogni esibizione: impacciate e finte, appaiono vere e naturali solo quando soffrono. Sono burattini di carne, il cui corpo, docile e malleabile, è rimasto impregnato fino al midollo di quella realtà viziosa, che invade anche gli ultimi, personali scampoli di libertà, come le confidenze tra amiche ed i sogni notturni. Quello stagno delle ore perdute, in cui l’umanità si immerge per dimenticare, è un nulla che per quelle ragazze è, forzatamente, un tutto avvolgente, protettivo ma soffocante. La storia della maison close parigina gestita dalla vedova Marie-France è il destino grottesco delle istituzioni che sopravvivono alla perdita del loro significato; è il percorso insensato e tragico di chi, testardamente,  continua a credere nel proprio valore anche quando tutti, là fuori, si beffano di lui.
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SI

Opinioni su L'apollonide (Souvenirs de la maison close)


14 febbraio 2012 Opinione di OGM su "L'apollonide (Souvenirs de la maison close)"
OGM

Quanta banale e meccanica tristezza, nel bordello della cosiddetta belle époque. In quell’ombroso teatro del segreto, il declino morale anticipa quello delle illusioni. In mezzo ai decori si ama svogliatamente, con la stanca ripetitività di chi non ha più nulla da scoprire, perché tutto è già stato detto e negato. Con un incedere lento si fanno strada una cupa crudezza ed un languore che sa di stantio: la passione consuma i suoi postumi in una ritualità sinistra e priva di luce....

voto al film: OGM assegna il voto buono a L'apollonide (Souvenirs de la maison close) (2010)

nessun commento
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6 febbraio 2012 Opinione di lorebalda su "L'apollonide (Souvenirs de la maison close)"
lorebalda

Fleurs du beauté. “Ce qui me touche le plus au monde, c’est la beauté des choses qui se terminent”. Dal novembre del 1899 al marzo del 1900: L’Apollonide - Souvenirs de la maison close di Bertrand Bonello è film romanesque tutto stile suntuoso tabluex vivants e languori, poemetto baudelairiano tragico voluttuoso plasticamente stupendo. Manet (Dejeuner sur l’erbe) Monet Courbet (Les Baigneurs, Les Demoiselles des bords de la Seine) Caravaggio. Mozart Puccini (La Boheme: “O...

voto al film: lorebalda assegna il voto sufficiente a L'apollonide (Souvenirs de la maison close) (2010)

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