Red Lights (2012)
Con Robert De Niro, Cillian Murphy, Sigourney Weaver, Joely Richardson, Toby Jones, Elizabeth Olsen, Craig Roberts, Burn Gorman, Karen David, Leonardo Sbaraglia
La trama
La psicologa Margaret Matheson (Sigourney Weaver) è spinta dal giovane assistente Tom (Cillian Murphy), che da sempre conduce approfondimenti sulla metafisica, a interessarsi alle farneticazioni del famoso medium Simon Silver (Robert De Niro), rifattosi vivo dopo trent’anni di misteriosa assenza e intenzionato a rivelare verità sempre più scioccanti sui metodi usati dalla scienza classica per spiegare l’esistenza dei fenomeni paranormali. Dapprima reticenti, i due studiosi dovranno rivedere le loro posizioni quando l’esistenza di Tom sarà attraversata da anomali episodi che ne alterano la percezione della realtà.
UN'OPERA DUALE
Terzo lungometraggio di Rodrigo Cortés, Red Lights è un thriller psicologico che esplora i meccanismi della percezione della mente umana e il confine tra fede e scienza. Prende avvio dalle esperienze di due scienziati razionalisti che, indagando su fenomeni metafisici, si scontrano con la realtà e le forze di un medium di fama mondiale. Il passato e il presente di ciascuno dei personaggi nascondono molte ombre e segreti e contribuiscono a rendere un climax di crescente tensione, fatto di deviazioni inaspettate. La sceneggiatura di Red Lights era sulla scrivania del regista fin dai tempi in cui si trovava a Barcellona per girare Buried. Sepolto, il suo precedente film, ed è innegabile che entrambe le opere presentino dei punti in comune. In apparenza antitetiche, entrambe le pellicole condividono infatti la volontà di mettere in scena esperienze, fisiche e/o emotive, portate alle loro estreme conseguenze.
TRA OCCULTO E SCIENZA
In Red Lights si confrontano in un continuo processo di demistificazione magia e scienza, mondo dell'occulto e realtà, riunendo elementi tipici del paranormale con la dissezione psicologica tipica dei film degli anni Settanta. Non si tratta però né di un giallo né di un film di genere. Semmai, segue la logica sotterranea dei romanzi di Richard Matheson: non è un caso che, oltre che emotivo e fisico, il film sia per lo più analitico e presenti al suo interno molte scene girate in aule e laboratori scientifici. I personaggi - scienziati, razionalisti rigorosi, sensitivi e parapsicologi - si muovono attraverso dimostrazioni, esperimenti e spettacoli di massa, in cui ogni cosa viene registrata al fine di avere un archivio che monitori ogni fenomeno apparentemente inspiegabile. Muovendosi su territori fatti di labili confini, i protagonisti usano i dialoghi solo per trasmettersi informazioni professionali o per discutere il da farsi ma mai per mettere in piazza le loro emozioni.















