Stalag 17 (1953)
Con William Holden, Don Taylor, Otto Preminger, Robert Strauss
La trama
Le vicende di un gruppo di americani rinchiusi in un campo di concentramento nazista. Oscar per William Holden e solo nomination per Billy Wilder, che utilizza il campo solo come sfondo per un ritratto terribile di americani cinici e immorali, molto controcorrente.
L'opinione più votata
Di dedo scritta il 30/01/2011 - utile per 30 utenti
Voto al film: 
“Non so cosa ne pensiate voi, ma io ne ho abbastanza di tutti questi film di guerra, bombardamenti aerei, prodezze di sottomarini e guerriglia nelle Filippine. Quello che invece mi stupisce è che ancora siano così pochi i film che parlano dei prigionieri di guerra. Beh, il mio nome è Clarence J. Cook, ma mi chiamano Jackie, sono stato abbattuto si Maxinburgo, in Germania, nel ’43, ed ecco perché balbetto un po’, specie quando sono agitato. Ho passato due anni nello stalag 17. Era in una località presso il Danubio (in realtà vicino al villaggio di Gedernsdorf, provincia di Krems, in Austria). Conteneva circa 40.000 prigionieri di guerra e tra questi c’erano russi, polacchi, cechi. Nel nostro gruppo eravamo 630 americani, tutti dell’avviazione, radiooperatori, mitraglieri , motoristi e tutti sergenti. Immaginate un po’ 630 sergenti messi insieme, un’autentica ira di Dio. Non c’era davvero un clima da festa in famiglia. Basterebbe ricordare quella volta che scoprimmo una spia nella nostra baracca. Era la settimana prima di Natale del ’44 e due dei nostri, che si chiamavano Manfredi e Johnson avevano deciso di tentare la fuga.”
Così comincia il film. La fuga preannunciata viene portata a termine. Ma appena usciti dal tunnel i due prigionieri sono spietatamente uccisi dai tedeschi che, evidentemente, erano a conoscenza del piano. Pur cominciando con un evento drammatico, Wilder impone subito un tono leggero, sdrammatizzante, adatto al proseguimento della narrazione nei modi e nell’evoluzione che si è imposto. Sull’esito della evasione c’erano state grosse puntate, a base di sigarette (unica moneta di scambio) e vista la conclusione sorge prepotentemente il dubbio della presenza di un informatore dei tedeschi nella baracca. Così, passato l’inevitabile shock della morte dei due connazionali, Wilder cerca di descrivere la vita nella baracca, soffermandosi nel descrivere le caratteristiche dei componenti di questa piccola comunità. A parte la forza d’animo del capo baracca e del suo aiutante, mette in luce alcune figure umane, lasciando la maggior parte degli altri prigionieri in ombra. Ottimi caratteristi svolgono un ruolo importante. Da ricordare Joey (R. Stone) che, oppresso dalla morte di tutti i compagni di volo, si rifugia in uno stato depressivo, quasi a voler rimuovere quella visione, passando il tempo assente e suonando melanconicamente un’ocarina. Il sergente Stanislaus “caprone” Kuzeva (E. Strauss), con il suo amico Shapiro (H. Lembeck), innamorato di Betty Gable (il cui poster riempiva gli armadietti di gran parte della truppa americana). Il sergente J.J.Sefton (W. ESPANDI +
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1 marzo 2011 Opinione di jonas su "Stalag 17"
Inizio metacinematografico, con la voce off di uno dei personaggi che annuncia un film ambientato in un campo di prigionia. Wilder ci tiene a marcare subito la distanza dai cliché del genere: il tono è leggero, il clima idilliaco (assolutamente sproporzionato il titolo italiano alternativo L’inferno dei vivi), i carcerieri sono caricaturali, c’è persino un cenno di commedia dei sessi con gli stratagemmi su come avvicinare le prigioniere russe del campo...
voto al film: 
30 gennaio 2011 Opinione di dedo su "Stalag 17"
Quale sarà l’evoluzione narrativa del film Stalag 17 (più esattamente Stalag 17 B) ce la racconta, fuori campo ed all’inizio, lo stesso Billy Wilder. “Non so cosa ne pensiate voi, ma io ne ho abbastanza di tutti questi film di guerra, bombardamenti aerei, prodezze di sottomarini e guerriglia nelle Filippine. Quello che invece mi stupisce è che ancora siano così pochi i film che parlano dei prigionieri di guerra. Beh, il mio nome...
voto al film: 
12 dicembre 2010 Opinione di Baliverna su "Stalag 17"
Wilder come sempre vince la scommessa. Riesce a girare un film faceto su argomenti molto seri, e anche tragici, senza essere irriverente o cinico. Riesce pure ad ambientare tutta la pellicola all'interno del campo di prigionia, con relativamente poca azione, senza essere noioso. Ciò dimostra un'estrema abilità nel dirigere gli attori e nel posizionare la macchina da presa. William Holden ha la sua solita presenza scenica, e dà un'ottima interpretazione di un personaggio...
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2 dicembre 2010 Opinione di mm40 su "Stalag 17"
La forza essenziale di Stalag 17 è che non si tratta di un tipico film di guerra, o per lo meno non soltanto di questo. Stalag 17 (dal nome del campo di prigionia in cui si svolge la storia) è altrettanto un thriller alla Hitchcock (sapiente uso della suspence, una spia misteriosa, un innocente incolpato) ed è pure una commedia che pone le sue basi su una sottile indagine psico-antropologica dell'individuo americano. C'è il tipo spensierato e sempre allegro, il...
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26 novembre 2010 Opinione di fratellicapone su "Stalag 17"
Recentemente ho rivisto in tv questo bel film, mi è piaciuto come la prima volta tanti anni fa. Certo talvolta l'atmosfera dello stalag di prigionia mi sembra quasi goliardica ma poi la storia della spia all'interno dello stalag, gli equilibri di questo universo concrazionario, il bel Holden molto misurato e credibile, il nazista infiltrato mi hanno tenuto incollato allo schermo fino alla fine.
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24 novembre 2010 Opinione di wang yu su "Stalag 17"
Non credo che nei campi di concentramento ci fosse tutta questa allegria, ma comunque quando si incomincia a fare sul serio il film diventa più credibile e interessante. Va detto che questo film ha ottime recensioni non solo su film tv.it ma anche su altri siti ha una media del 7 e 8.
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21 novembre 2010 Opinione di chribio1 su "Stalag 17"
ma santo Dio,la mia opinione di molti anni fa dov'e' finita?! Cmq questo e' uno di quei film che anni fa segnai come da prendere subito in dvd (devo ancora farlo) ma ricordo benone che mi piacque molto.voto.9.
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11 gennaio 2010 Opinione di will kane su "Stalag 17"
Certo che a soli otto anni dalla fine del conflitto, l'idea di realizzare una commedia drammatica ambientata in un campo di prigionia (non di concentramento, cosa ancor diversa) aveva del coraggiosamente folle, o del follemente coraggioso. Ai genii, però, può venire in mente anche questo. E Billy Wilder lo è stato. "Stalag 17" non è tra i suoi titoli più ricordati alla prima, e probabilmente non tra le sue opere più eccelse, ma dà uno sguardo...
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21 giugno 2009 Opinione di maso su "Stalag 17"
Un grandissimo William Holden è il protagonista di questo avvincente film di evasione ed investigazione che nonostante gli anni passati coinvolge l’attenzione più di molti altri film di genere che lo hanno seguito. Wiler preferisce la tragicommedia al dramma ed è proprio questa la carta vincente del film che è comunque serio nei momenti decisivi, la sceneggiatura sostiene molto bene questa alternanza di umori e gli attori, tra cui spicca il mitico Otto Preminger nel ruolo dello...
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13 marzo 2009 Opinione di sasso67 su "Stalag 17"
La critica che fu mossa al film è più o meno la stessa che in tempi recenti è stata avanzata nei confronti di "La vita è bella" di Benigni. E cioè di andare a "scherzare" con i santi di un argomento serissimo, come i campi di prigionia tedeschi della Seconda Guerra Mondiale. In realtà, se un appunto in tal senso si può fare a "Stalag 17", esso deve appuntarsi piuttosto sul fatto che la vita nelle baracche è rappresentata in maniera fin troppo idilliaca, almeno dal punto di vista...
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