Ninotchka (1939)
Con Greta Garbo, Melvyn Douglas, Felix Bressart, Sig Rumann
La trama
La Garbo ride in un film di Lubitsch, sceneggiato da Billy Wilder: un capolavoro!
Tre agenti russi, a Parigi per vendere dei gioielli per conto del governo, si fanno sedurre dalla vita parigina e dalle manovre di Léo (Douglas), l'avvocato che patrocina la causa dell'ex proprietaria dei gioielli, requisiti durante la rivoluzione. Per rimettere a posto le cose Mosca invia l'incorruttibile Ninotchka (Garbo) che dopo un po' si lascerà corrompere dall'amore per Léon. Film memorabile. "Il vostro piano quinquennale mi interessa da almeno dieci anni" dice Douglas alla Garbo appena s'incontrano. Da antologia la scena del ristorante. Douglas racconta barzellette e la Garbo seria. Douglas cade dalla sedia e la Garbo ride.
L'opinione più votata
Di scandoniano scritta il 26/03/2012 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
Inizialmente Wilder mette alla berlina la Russia comunista, fatta di omaccioni con tanto di baffi staliniani buffi, inetti e traditori della patria, pronti a rinnegare i propri valori per un sigaro, due bottiglie di champagne e tre ragazze facili (ma l’obiettivo di Lubitsch non è quello di ridicolizzare il comunismo, bensì di ridimensionare tutti gli estremismi umani). Dall’arrivo sulla scena della Garbo però, il manicheismo (apparente) delle prime scene cede il passo all’intimo sentimentalismo che travolge i protagonisti. Greta Garbo, algida, eterea e sensuale, all’inizio è più fredda di Ivan Drago, ma poi si scioglie anch’essa, non alle sirene dei quattrini e del lusso, della lascivia e del consumismo, bensì all’amore, che non teme le differenze. La risata liberatoria di Ninotchka cambia (forse troppo velocemente) il registro del personaggio, delle vicende e del film.
“Ninotchka” è un film immortale: alcune situazioni e numerose battute hanno una brillantezza che non puzzano di stantio nemmeno a 70 di distanza perché è un cinema intelligente. D’altronde quando una macchina da presa che inquadra per quasi dieci minuti un uomo che racconta storielle ad una donna piuttosto che annoiare emoziona, si capisce quanto sia basilare nel cinema la fase della sceneggiatura. Da Oscar l’interpretazione della Garbo, una spanna sotto di lei quella del pur bravo Douglas. Cameo per Bela Lugosi, nei panni di un commissario russo integerrimo.
- negative [2]
- sufficienti [2]
- positive [24]
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26 marzo 2012 Opinione di scandoniano su "Ninotchka"
Greta Garbo e Melvyn Douglas in una commedia diretta da Ernst Lubitsch e sceneggiata, tra gli altri, da Billy Wilder. Comunisti contro capitalisti, idealismo opposto a frivolezza, essenziale versus superfluo: mai due mondi così lontani, due universi così opposti, eppure la forza dell’amore turba i cuori di Ninotchka e Leone, che nella Parigi di fine anni ’30, tra tensioni politiche e diatribe ideologiche, s’abbandonano al più nobile dei sentimenti, disdegnando le evidenti...
voto al film: 
18 gennaio 2012 Opinione di giuseppedimarco94 su "Ninotchka"
"L'unione fa la frittata!": la sequenza del pranzo in compagnia degli agenti è un compendio eccezionale di primavera e inverno, festa e nostalgia, tempo vissuto e tempo che passa, attraverso la visualizzazione della realtà, passando dal tono della commedia, della felicità rubacchiata all'illusione (il coinquilino che passa di giorno) alla fine del sogno (il coinquilino che passa di notte), il portiere che entra nell'appartamento, i separè. L'ambiente sembra dire: pareva fosse possibile...
voto al film: 
26 ottobre 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Ninotchka"
Reduce dalla visione dell'esilarante "To be or not to be", rimango un po' deluso da questo Ninotchka che si palesa più come un mélo con innesti umoristico/satirici che come una commedia vera e propria. Il contesto, questo sì, si presta a considerazioni di ambito politico, spesso sottolineate da dialoghi pungenti e battute sottili. Qualche gag interessante c'è ma non graffia a sufficienza o forse non lo fa su me, spettatore moderno. E' un buon film, intelligente ed originale nel suo...
voto al film: 
29 dicembre 2010 Opinione di mm40 su "Ninotchka"
Uno dei film più noti di Lubitsch e probabilmente non per caso una delle migliori sceneggiature partorite dalla coppia Billy Wilder-Charles Brackett (con l'apporto ulteriore di Walter Reisch, da un soggetto di Melchior Lengyel), ancora impegnata esclusivamente nella scrittura (Wilder esordirà a Hollywood solo nel 1942 con Frutto proibito, ma il suo nome come scrittore di cinema è già famosissimo, tanto che con questo Ninotchka arriverà la nomination per...
voto al film: 
3 maggio 2010 Opinione di luca826 su "Ninotchka"
VOTO 8,5 ACIDO Grande Lubitsch, non ha paura di niente e di nessuno, ridicolizza chiunque (e non mi si venga a dire che in questo film non ci sono riferimenti politici, vedi il Merghetti...), comunisti, capitalisti; grandissimo il finale in cui sembra che il regista consideri il capitalismo il migliore dei mondi possibili a discapito del comunismo per poi "sputtanarlo" nella scena che conclude il film! La Garbo dimostra un'ottima verve comica ed è molto brava, Melvin è...
voto al film: 
5 febbraio 2010 Opinione di IGLI su "Ninotchka"
Capolavoro assoluto della commedia brillante. Il miglior film di Lubitsch e uno dei migliori della Garbo. Dialoghi fini e atmosfera magica.
voto al film: 
3 gennaio 2010 Opinione di PP su "Ninotchka"
Voto 8. Che magnifica commedia! Dialoghi a tratti davvero irresistibili, la Garbo è eccezionale e di contorno, comprimari e caratteristi di altissimo livello. [01.01.2010]
voto al film: 
17 settembre 2009 Opinione di jonas su "Ninotchka"
Tre agenti sovietici, inviati a Parigi per vendere gioielli, iniziano ad apprezzare le comodità del mondo occidentale: merito di Léon, avvocato e amante dell’aristocratica in esilio che rivendica la proprietà dei gioielli. Una funzionaria incorruttibile viene allora incaricata di riprendere in mano la situazione, ma subisce a sua volta il fascino di Parigi e di Léon (che la ricambia). La Garbo non si limita a ridere (come da lancio pubblicitario) ma offre...
voto al film: 
9 dicembre 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Ninotchka"
La commedia è il genere che meno volte si è fatto veramente arte, almeno per quanto riguarda il cinema. Non sarà una combinazione se, quando ci imbattiamo in qualcosa di veramente notevole all’interno questo genere, gli autori in questione sono sempre i soliti noti. Con “Ninotchka” questa tradizione si riconferma: Lubitsch dirige, Wilder sceneggia. La trasposizione che nasce è brillante sotto tutti gli aspetti e può fregiarsi di un cast magnifico. Per chi fa la raccolta dei...
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- negative [2]
- sufficienti [2]
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