Yuppi du (1975)
Con Adriano Celentano, Charlotte Rampling, Claudia Mori, Gino Santercole, Lino Toffolo
La trama
Un finto suicidio nasconde una fuga (non proprio d'amore) verso il benessere.
Risposatosi dopo il suicidio della moglie Silvia, il pescatore veneziano Felice Della Pietà scopre che si è trattato di una finta e che lei vive con un altro a Milano, circondata dal lusso cui ha sempre ambito. Un tentativo di ricucire fallisce: la donna lo ama, ma è incapace di rinunciare alla ricchezza; perciò lo abbandona nuovamente, portandosi via la figlia. Felice ottiene una cospicua somma in cambio della piccola, ma è una ben magra consolazione.
Con una storia amarognola, ma anche con canzoni e balletti, Celentano - che ha il pregio di non prendersi (ancora) troppo sul serio - si interroga sul denaro e sulla felicità. L'insieme è scombinato ma simpatico.
L'opinione più votata
Di kerouac scritta il 14/01/2010 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
Yuppi Du potrebbe trasformarsi in una farsa leggera o in un tipico esempio di commedia all’italiana, ma Celentano pensa in grande, e ben presto la storia si colora di sfumature sociali ed esistenziali imprevedibili. Lo sguardo del cantante si posa su ogni cosa, senza risparmiarsi: bigamia, morte sul lavoro, inquinamento, una Milano di visi pallidi che vive solo in metropolitana, ed infine l’eterno conflitto tra la povertà che crede all’amore e la ricchezza innamorata del denaro. Celentano tuttavia non si limita ai temi. Infatti Yuppi Du più che un film sembra un happening, uno spettacolo che coinvolge e disorienta il pubblico con giochi di prestigio continui. Sospetto di esibizionismo? Forse,ma l’esagerazione è un prezzo da mettere in conto per chi vuole sfidare il modo tradizionale di pensare il cinema. Soprattutto il cinema italiano. Musical? Commedia? Tragedia? Sperimentazione? Celentano si espande ovunque, senza per forza obbedire alle regole di ciascun genere. L’importante è smuovere l’apatia dello spettatore, forse per compiacere la propria creatività prima della storia, ma il regista non abbandona mai la disperazione grottesca: la nasconde, per liberarla in un finale che sembra un pugno (allo stomaco) senza carezze.
Celentano non ha il dono della misura e del silenzio che renderebbero il suo film apocalittico fino in fondo, eppure ci lascia tramortiti, invischiati, scossi. Come in un incubo. E con l’illusione intensa di aver seppellito il denaro, cantando sulla tomba della banconota il credo laico di umanità che dà il nome al film. Almeno per una volta.
- negative [5]
- sufficienti [8]
- positive [9]
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4 ottobre 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Yuppi du"
E' uno dei migliori film di Celenteno. La storia non è sciocca, contiene diversi spunti di riflessione, è venata di malinconia ed anche un po' di poesia. Il protagonista/regista s'impegna assai e non fa mancare neanche qualche gag divertente. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:1 ritmo:3 impegno:2 tensione:2
voto al film: 
19 febbraio 2011 Opinione di XANDER su "Yuppi du"
Ancora un pessimo film di Celentano. Ma dove sono le canzoni allegre e orecchiabili??? E' una noia mortale, non si capisce mai niente, non ha senso questo film; recitazioni sempre vergognose. Almeno Geppo il folle è un film inguardabile ma la colonna sonora è gradevole così come Joan Lui (a mio parere il migliore di questa trilogia) anch'esso con una bella colonna sonora
voto al film: 
14 gennaio 2010 Opinione di kerouac su "Yuppi du"
Il paradiso può attendere, almeno in Italia. Il paese delle morti bianche e delle vie Gluck asfaltate si è dimenticato di crescere da più di trent’anni . E Yuppi Du esiste per ricordarcelo. Il film di Celentano sembra una profezia, un promemoria vitale, impulsivo, kitsch ma anche estremamente lucido: dopo La dolce vita e Salvatore Giuliano, quante altre volte il cinema italiano è riuscito a leggere con simile preveggenza i problemi futuri della nazione? O...
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18 dicembre 2009 Opinione di anacleto88 su "Yuppi du"
Anni Settanta. Cinema. Adriano Celentano. Tre universi di significato differenti che si sono incontrati, piaciuti, sposati in un progetto: “Yuppi Du”. Anni Settanta. Cinema. Adriano Celentano. Tre modi diversi di dire spettacolo, di affermare voglia di nuovo, di scuotere un mondo statico, forse ingiusto. Siamo stati umani prima che persone, siamo stati istinto prima che intelletto. Troppe volte ce ne dimentichiamo. E’ questo il rimprovero di Celentano, è la...
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3 novembre 2009 Opinione di tobanis su "Yuppi du"
Film restaurato e riproposto di recente. Io non l’avevo mai visto (1975), è stata l’occasione al passaggio su Sky. Mah, che dire. Alcune pecche sono evidenti. Datato, parecchio. Con gag e situazioni che non funzionano più. Troppo lungo, quando non c’è poi molto da dire. Grezzo nel montaggio e nella regia (entrambe di Celentano, molto meglio come attore). Però ha qualche spunto notevole, qualche trovata bella, qualche situazione divertente....
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4 ottobre 2009 Opinione di mmciak su "Yuppi du"
"Yuppi du" opera seconda di Adriano Celentano, devo dire che a mio parere è strepitoso. Nel lontano 7 Marzo 1975 uscì dopo molti problemi produttivi il Film che diventò un Cult e fenomeno di quell'anno. La storia racconta di Felice Della Pietà che risposatosi con Adelaide dopo il suicidio della moglie Silvia, scopre casualmente che non è vero e che si è trattato di una architettura della consorte per lasciare il marito...
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18 agosto 2009 Opinione di mosez su "Yuppi du"
Sarà anche un bel film (non l'ho ancora visto), ma finchè il DVD viene messo in vendita insieme al CD a quasi trenta euro saranno in pochi a vederlo.
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14 marzo 2009 Opinione di levistrauss su "Yuppi du"
avevo solo 9 anni quando usci' questo film : ora che l'ho visto per la prima volta mi sono chiuesto che fine avesse fatto questa pellicola.... la t-shirt c'e l'ho ancora conservata nel cassetto insieme a quella di di Sandokan.
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21 gennaio 2009 Opinione di Mathiasparrow su "Yuppi du"
Cos’aveva in mente Celentano, quando decise di girare “Yuppi Du”? Tante ambizioni, sicuro, ma anche e soprattutto le idee chiare su come procedere nella realizzazione della sua opera. La parola d’ordine che il cantautore s’impone di seguire nel dare vita a questo progetto è: non prendersi troppo sul serio. Una scelta vincente e azzeccata, come testimonierà il risultato finale: solo operando con disinvoltura, senza sentirsi vincolati ad alcuna sorta di schema, è possibile...
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6 dicembre 2008 Opinione di LorCio su "Yuppi du"
E se l’aurea cult del non più chimerico film di Celentano sia derivata soltanto dalla sua introvabilità? Intendiamoci: il film è una rivoluzione nel suo contesto. Scardina ogni regola, ne afferma di nuove, non necessariamente migliori, porta con sé un vento di originalità debordante in un panorama cinematografico tutto sommato omogeneo nelle sue differenze solo teoriche. Ma allora il film è un cult perché si regge sull’assurdità del suo essere? Probabile. E pure non è da...
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