A 30 secondi dalla fine (1985)
Con Jon Voight, Eric Roberts, Rebecca De Mornay, John P. Ryan
La trama
Manny (Voight) è già scappato due volte di galera. È per questo che Ranken, il direttore del carcere di massima sicurezza di Stonehaven (in Alaska), l'ha tenuto gli ultimi tre anni in segregazione. Manny però non si arrende e riesce a evadere di nuovo, questa volta attraverso le fogne, in compagnia di Buck (Roberts). I due riescono a salire su un treno in partenza vuoto. Ma il macchinista muore poco dopo la partenza per un infarto, lasciando così il treno senza guida, lanciato a folle velocità contro un impianto chimico
Konchalovski è nato a Mosca ed è emigrato in America. Qui, su soggetto di Akira Kurosawa, filma un'epopea sulla libertà e la violenza, giocando su perosnaggi allegorici sostenuti da attori come macigni. Superbo il finale con il "Gloria" di Vivaldi.
L'opinione più votata
Di Travis Bickle 1979 scritta il 19/02/2011 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Belva feroce su un treno "impazzito"
Un'evasione "svelta" dopo tre anni di segregazione in cella d'isolamento, Manny è un "eroe", uno che ha disegnato sul suo volto il dolore di una sconfitta già patita, nella morsa cannibale dell'aguzzino direttore di carcere, il disumano Ranken.
Una fuga in Alaska assieme a un compagno di (s)ventura, Buck.
Due disperati dal passato da dimenticare, castigato, che anela a una libertà dove il futuro sarà forse più incerto delle sbarre della prigione. Entrambi "attraccano" su un treno, il guidatore muore d'infarto e rimane senza pilota, e questa macchina della morte si schianterà a tutta velocità nella sua corsa sfrenata fra vecchi ponti e binari ghiacciati.
Come salvarsi la lurida pellaccia, anche le "belve" sono uomini, tremano di fronte alla morte e forse la sfideranno guardandola in faccia, col coraggio dell'ultima stoica rivalsa, di un patteggiamento di conti che profuma di vendetta, di un dazio da riscuotere.
Film bellissimo, duro, violento, senza un briciolo di retorica, dai dialoghi secchi e un Voight di vigore portentoso, grande "animale" che urla sguaiato e arrabbiato nella "giungla", nelle sue emozioni incancrenite ma ancora livide e pulsanti. Uno sguardo di roccia nel freddo, che si fa beffe dell'eterno nemico, e brandisce l'arma della sua anima per morire da giusto. Quasi di gusto contro il Diavolo porco.
Il riscatto dell'ultimo gesto, la generosità del sacrificio, che sussurra nel suo buio "Muori bastardo, moriamo da uomini!".
Collaborazione alla sceneggiatura di Edward Bunker per un memorabile (runaway) train.
(Stefano Falotico)
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27 marzo 2012 Opinione di will kane su "A 30 secondi dalla fine"
Una vecchia sceneggiatura di Akira Kurosawa,che prevedeva l'azione svolta in Unione Sovietica,ed il treno senza controllo al centro del film sfrecciante nella taiga siberiana anzichè in Alaska,diviene,per paradosso dei tempi e delle bizzarrie del cinema,un film d'azione americano diretto da un russo trapiantato negli States.La storia di un'evasione,che comunque fa parte del lungo prologo al cuore del racconto vero e proprio,la condizione di tre esseri umani alla disperazione su un mezzo...
voto al film: 
26 ottobre 2011 Opinione di supadany su "A 30 secondi dalla fine"
VOTO : 7. Film tutto da gustare che offre un corollario adatto a tutti, ma anche sugellato da scelte tecniche (per esempio vedasi l’ambientazione e le connotazioni dei personaggi) di grande efficacia. L’intrattenimento è pienamente assicurato, ma non è nemmeno lasciato solitario ad essere l’unico protagonista, anzi. Manny (Jon Voight) è un detenuto che ha già dimostrato una propensione all’evasione. Per questo è stato tenuto in isolamento per tre anni dal direttore del...
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24 settembre 2011 Opinione di wang yu su "A 30 secondi dalla fine"
Tecnicamente il film è sicuramente ben fatto, con buoni effetI e alcune riprese spettacolari i due evasi hanno carisma e recitano bene.voto 6,5
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14 aprile 2011 Opinione di barabbovich su "A 30 secondi dalla fine"
Manny (uno Jon Voight in forma smagliante) e Buck (Eric Roberts, fratello di Julia) riescono a fuggire dal carcere di massima sicurezza dell'Alaska. Arrivati caparbiamente alla stazione ferroviaria dopo avere attraversato fogne e tundra, i due prendono il treno sbagliato. Il macchinista infatti è morto e il convoglio si dirige a tutta velocità verso una tragica fine. A complicare le cose c'è l'accanimento del direttore del penitenziario (John P.Ryan), disposto a...
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19 febbraio 2011 Opinione di Travis Bickle 1979 su "A 30 secondi dalla fine"
Belva feroce su un treno "impazzito" Un'evasione "svelta" dopo tre anni di segregazione in cella d'isolamento, Manny è un "eroe", uno che ha disegnato sul suo volto il dolore di una sconfitta già patita, nella morsa cannibale dell'aguzzino direttore di carcere, il disumano Ranken. Una fuga in Alaska assieme a un compagno di (s)ventura, Buck. Due disperati dal passato da dimenticare, castigato, che anela a una libertà dove il futuro sarà forse più incerto...
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19 febbraio 2011 Opinione di juil789 su "A 30 secondi dalla fine"
i paeseggi nel profondo Nord, con freddo e gelo, sono sempre affascinanti ....
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15 aprile 2010 Opinione di Ibury su "A 30 secondi dalla fine"
Superbo. Un film crudo come pochi, vitalismo primordiale, una durezza priva di retorica è sempre qualcosa da incorniciare, Si sente la mano di Edward Bunker che ha partecipato al riadattamento della sceneggiatura originale di Kurosawa per quanto riguarda la parte del carcere. Bunker si dimostra inoltre un ottimo caratterista e ci regala un bel cammeo.
voto al film: 
7 gennaio 2010 Opinione di gasy su "A 30 secondi dalla fine"
Un film solido come una roccia, un capolavoro d'azione come pochi altri se ne sono visti. Tempi impeccabili, recitazione perfetta (Voight impressionante per quanto bravo), sceneggiatura di un immortale come Kurosawa, regia perfetta a saper dare equamente spazio all'azione come alla psicologia dei personaggi che sono molto più che solite macchiette da film d'azione. Impressionante come si sappia tenere la tensione ambientando tutta la scena su di un treno e con così pochi...
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6 novembre 2009 Opinione di menestrello su "A 30 secondi dalla fine"
Uno dei miei film preferiti. Sceneggiatura ineccepibile, grande regia ed attori che ti portano al massimo della tensione e dell'interesse fino alla fine del film. E' ricchissimo di grandi scene e grandi dialoghi. Uno di questi è per me è indimenticabile (sul treno, la "lezione di vita" di Manny al suo giovane "socio"). Penso che l'interpretazione di Jon Voight sia la migliore della sua carriera.
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8 giugno 2009 Opinione di Dalton su "A 30 secondi dalla fine"
La fotografia sgranata e il sottofondo musicale datato anni '80 richiamano bene l'ideale stilistico di quest'opera, mantenuta zelantemente dall'immigrato sovietico Konchalovskij sul filo dell'ambiguità verso i suoi protagonisti. Vi è la stazione ferroviaria de IL COLPO DELLA METROPOLITANA, il treno di WAGON-LITS CON OMICIDI, il desiderio d'evasione dei losers di 1997 - FUGA DA NEW YORK, la fuga di squadra filosofica e rocambolesca alla Walter Hill, lo svicerarsi dei violenti istinti...
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