Non si sevizia un paperino (1973)
Con Florinda Bolkan, Barbara Bouchet, Tomas Milian, Irene Papas, Marc Porel, Georges Wilson
La trama
Il mistero che avvolge una serie di infanticidi viene risolto da un giornalista.
In un superstizioso paesino lucano tre bimbi vengono crudelmente uccisi. Un giornalista in vacanza indaga con i carabinieri. I sospetti cadono su una dissoluta signora di città venuta a disintossicarsi, poi su una fattucchiera. Entrambe risultano innocenti, ma la seconda, una volta rilasciata, viene massacrata dai genitori delle piccole vittime. La situazione diventa più cupa quando è assassinato un quarto bambino.
Un thriller di Lucio Fulci che insiste sui legami tra arretratezza, superstizione, religione cattolica ed erotismo. Riuscito il tentativo di creare una inedita suspence a partire dal paesaggio mediterraneo. Un paio di sequenze (la lapidaizone di Florinda Bolkan) sono di sicuro effetto.
L'opinione più votata
Di stanley kubrick scritta il 06/02/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Nelle carriere di registi e attori c'è un alba e c'è un tramonto. Anche a Lucio Fulci, regista del film in questione, è successa questa cosa. Ma lavorare nel campo cinematografico con qualche soldino in più di un regista chiamato Ed Wood è roba dell'altro mondo. Fulci ha sempre lavorato con un budget risicato. Per lui l'alba è arrivata con i primi gialli mentre il tramonto nel momento dei suoi veri e ultimi film horror. In questo thriller con le prime allusioni al sesso (tipiche delle pellicole del regista romano) per quanto riguarda il cinema italiano è presente per tutto il film un surreale gioco di bambole con musiche veramente azzeccate. Ci sono talmente tanti personaggi che è difficile menzionarli tutti, oltretutto è anche difficile trovare un vero e proprio protagonista dell'intera vicenda. Florinda Bolkan, la quale aveva già lavorato con Fulci due pellicole prima con Una Lucertola Con la Pelle di Donna, interpreta la Maciara a cui, infatti, non viene mai dato un vero e proprio nome nè dai cittadini del piccolo paese, nè da lei stessa, nè da nessun'altro. Tomas Milian, il quale lavorerà in futuro con lo stesso regista per I Quattro dell'Apocalisse, interpreta Andrea, giornalista di cronaca nera. Barbara Bouchet, qui nell'unica interpretazione per un film di Fulci, interpreta Patrizia, una donna sensuale appena arrivata nel paesino immaginario. Questi i veri e propri tre protagonisti dell'intera vicenda. Il soggetto del film è ispirato a una serie di delitti di bambini avvenuti a Bitonto nel 1971. La sceneggiatura è dello stesso Fulci in collaborazione con Roberto Gianviti e Gianfranco Clerici. Il produttore del film è Agostino Pane mentre il produttore esecutivo è Renato Jaboni. Fotografia davvero ottima di Sergio D'Offizi, discreto montaggio di Ornella Micheli, effetti speciali di Carlo Rambaldi, qui anche supervisore, musiche fondamentali e molto gotiche di Riz Ortolani, scenografia di PierLuigi Basile, costumi di Marisa Crimi, lo stesso soggetto è stato tratto da Lucio Fulci e da Roberto Gianviti.
L'immaginario di Fulci ha pochi confini. Già con la scena iniziale ma soprattutto con il solito paesino immaginario adattissimo per un film in stile horror grandguignolesco. Il regista però impone a tutti che in quel momento lui deve essere un regista di thriller. Così dà a un compositore musicale quale Riz Ortolani il compito di "scrivere" la musica per il film di Fulci, dà a bravi attori i compiti che secondo lui sarebbero stati più adatti a quest'ultimi e sforna un thriller veramente ben fatto. Nel paesino immaginario, chiamato Accendura, situato nel sud dell'Italia, stanno accadendo fatti terribili, quali bambini che vengono uccisi. La polizia e un giornalista cominciano le ricerche. Il paesino immaginario aggiunge un punticino nel film di Fulci per quanto riguarda la suspence, anche se le scene si svolgono, nel paesino, soprattutto di notte. ESPANDI +
- negative [2]
- sufficienti [10]
- positive [36]
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12 aprile 2012 Opinione di XANDER su "Non si sevizia un paperino"
Il più bel thriller di Lucio Fulci, assistiamo ad un film carico di tensione e di una storia morbosa. All'epoca questo film fece scandalo per una sequenza in particolare, ma nel complesso è girato molto bene. Consigliato
voto al film: 
15 febbraio 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "Non si sevizia un paperino"
Uno dei crimini peggiori, l'infanticidio. Una terra e una gente dimenticate, lasciate in balìa di superstizione e ignoranza. Una comunità retrograda e palesemente misogina. Sotto l'autostrada sopraelevata scorre sangue cattivo, non necessariamente quello della fattucchiera del paese, nè quello della danarosa e libertina forestiera, rispettivamente una convincente Bolkan e una seducente Bouchet. Una pellicola che scava con le unghie nel folclore e nell'arretratezza di certe zone rurali,...
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21 giugno 2011 Opinione di serfanti su "Non si sevizia un paperino"
Lucio Fulci dirige un buon film, tratto da un fatto di cronaca vera, che ha lo scopo di combattere superstizione e ignoranza tipica del Sud Italia; le scene sono ben fatte e non cadono quasi mai nel patetico anche se Fulci e' troppo compiaciuto nel ricorso al raccapricciante. Il film fu sequestrato a causa di una lunga sequenza in cui Barbara Bouchet si mostra completamente nuda di fronte ad un bambino, cosa proibita dalla censura, anche se in seguito si dimostro' che era un nano...
voto al film: 
6 febbraio 2011 Opinione di stanley kubrick su "Non si sevizia un paperino"
I BAMBINI OVVERO ANIME CHE NON RESUSCITANO Nelle carriere di registi e attori c'è un alba e c'è un tramonto. Anche a Lucio Fulci, regista del film in questione, è successa questa cosa. Ma lavorare nel campo cinematografico con qualche soldino in più di un regista chiamato Ed Wood è roba dell'altro mondo. Fulci ha sempre lavorato con un budget risicato. Per lui l'alba è arrivata con i primi gialli mentre il tramonto nel momento dei suoi veri e ultimi...
voto al film: 
1 febbraio 2011 Opinione di bukowski91 su "Non si sevizia un paperino"
"Abbiamo costruito le autostrade ma non siamo riusciti ancora a superare l' ignoranza e la superstizione". Queste le parole del magistrato che giunge nel paesino(immaginario) lucano di Accendura. E sarà proprio questo il tema del film, la descrizione delle condizioni di vita sociale e spirituale di un paesino del sud e non solo. Da un pò di tempo nel paese c'è un assassino che uccide bambini e parte così la caccia al colpevole, una sorta di caccia classica...
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6 novembre 2010 Opinione di Myau su "Non si sevizia un paperino"
Un Film d'Autore con "F" e "A" maiuscole. Un caposaldo del cinema italiano che sarebbe riduttivo definire "thriller" o far rientrare in qualche genere. Dopo L'Uccello dalla Piume di Cristallo, ma prima de La Casa dalle Finestre che Ridono, l'Italia campestre fatica a nascondere la sua anima peggiore, irrimediabilmente nera.
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5 novembre 2010 Opinione di OGM su "Non si sevizia un paperino"
Un terribile gioco di bambole. Tra figurine in cera per le pratiche voodoo e pupazzi decapitati, poco importa se anche i cadaveri, in questo film, sono vistosamente riconoscibili come brutti manichini da pellicola low budget: tutto sembra fare parte di un inconscio esorcismo, teso a spostare sulla materia finta l'atroce realtà dei corpi infantili violati. Il tocco grezzo di Lucio Fulci traccia i contorni di un aspro urlo della terra, di quella arida e impervia di un immaginario...
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23 ottobre 2010 Opinione di cheftony su "Non si sevizia un paperino"
Quando mi ritrovo a scrivere di Lucio Fulci mi sento sempre un po' in difficoltà. Perché? Il regista romano era sicuramente avanti sui tempi e ha dimostrato lungo la sua carriera di essere un regista poliedrico, firmando opere dapprima comiche, poi western, thriller, erotiche e infine horror/splatter, cimentandosi inoltre nei generi fantasy e parodistico. Ciò che generalmente non mi convince nei suoi film è la messa in scena, la trama o la recitazione, come mi...
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10 settembre 2010 Opinione di PompiereFI su "Non si sevizia un paperino"
Florinda Bolkan scava forsennatamente con le unghie su di un terreno aspro e roccioso, a due passi dall’autostrada, fino a che non rinviene un piccolo scheletro umano… E’ l’inizio di “Non si sevizia un paperino”, uno dei film più conosciuti di Lucio Fulci, che si svolge nell’immaginario paese di “Accendura”, un minuscolo e misero territorio sperso tra i monti della Lucania, dove Bruno Lo Cascio, dodicenne, risulta disperso;...
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31 agosto 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Non si sevizia un paperino"
Una miriade di applausi ha chiuso (ma si applaudiva pure durante alcune scene come quella nel cimitero con la splendida canzone in sottofondo!!!) la versione restaurata dalla Scuola Nazionale di Cinema di questo capolavoro assoluto alla sua presentazione al Torino Film Festival (ex "Festival Cinema Giovani"). Lucio Fulci affronta gli scheletri nell'armadio delle province di alcune zone dell'entroterra meridionale raccontando di assurde superstizioni, di violenza ai minori, di...
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