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Gli esclusi (1963)

[A Child is Waiting, USA 1963, Drammatico, durata 104', b/n]   Regia di John Cassavetes
Con Judy Garland, Burt Lancaster, Gena Rowlands, Lawrence Tierney



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Gli esclusi: assente
Ritmo ritmo in Gli esclusi: presente
Impegno impegno in Gli esclusi: forte
Tensione tensione in Gli esclusi: forte
Erotismo erotismo in Gli esclusi: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Gli esclusi

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Gli esclusi (voti: 11 media: 3,91) 11

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La trama

Reuben Widdicombe è un bambino ritardato, lasciato da suo padre nell'istituto di recupero del dottor Clarke. Reuben è un introverso molto sensibile che si affeziona senza riserve a Jane Hansen, la nuova assistente. La donna, con le sue attenzioni esclusive e l'adozione di iniziative personali nei suoi confronti, rischia di pregiudicare irrimediabilmente la faticosa opera di recupero.  

Girato dal vero in un ospedale di Pomona, il terzo film di Cassavetes è un discreto pugno nello stomaco, anche se il montaggio fu tolto al regista e finì nelle mani di Stanley Kramer. Pur dentro Hollywood, sono tutti di Cassavetes lo sguardo impietoso e il lavoro sugli attori.

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 18/11/2008 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

a mia memoria è uno dei primi film che racconta senza riserve il mondo dei portatori di handicap con un impronta resa ancora piu'realistica dalla scelta di girarlo in un ospedale vero.Cassavetes non ci risparmia nulla fin dalla prima terribile sequenza:un bambino che non vuole scendere dalla macchina lasciata con lo sportello aperto,un uomo che con un automobilina a pedali lo convince a scendere per salire sulla macchinina e giocare con lui,la macchina che senza chiudere neanche gli sportelli parte a gran velocita'con lui che cerca di inseguirla urlando di dolore verso i genitori che lo stanno abbandonando li',trattenuto dall'uomo di cui sopra.Una sequenza terribile soprattutto perche'si situa ad altezza di bambino ed è come se facesse vivere il terrore del bambino di essere abbandonato in soggettiva.E su questo verte tutto il film:il titolo originale parla di un bambino che aspetta,Robby cerca in continuazione i genitori che non vogliono saperne nulla:la madre dice che lo ama troppo per poterne solo sopportare la vista,il padre è troppo impegnato nel suo lavoro da ingegnere.E Robby,che ha problemi è drasticamente escluso senza avere una colpa precisa o forse solo la colpa di non essere come tutti gli altri.L'ospedale è poi il teatro della diatriba tra il direttore,uno splendido ,misuratissimo Lancaster,che cerca di applicare un metodo analitico e severo per aiutare i bambini ricoverati e un infermiera(ma non lo è neanche,svolge le mansioni da infermiera)che ha un trasporto affettivo soprattutto per Robby.E il dolore si aggiunge al dolore quando cerca di parlare con i genitori di Robby per farlo ritornare a casa ma loro che nel frattempo hanno divorziato rifiutano....Le sequenze girate in un vero ospedale psichiatrico nel 1963 dovevano essere ai limiti della censura,è palpabile il disagio estremo,il dolore nello sguardo della Garland che si aggira negli stanzoni pieni di ricoverati.Si chiude con la speranza di una futura normalizzazione per Robby ma c'è gia'Henry alla porta,altro bambino che deve essere ricoverato...Difficlmente ho riscontrato in Hoolywood tanta voglia di essere cosi'realista,cosi'lontana dalla fabbrica di sogni che tutti credono,ma qui di retorica se ne riscontra ben poca.Sembra come di aver scoperchiato un calderone di paura mista ad indifferenza per un mondo che si vorrebbe tenere il piu'nascosto possibile.Magari l'approccio medico oggi sara'datato ma sinceramente importa poco. Si vede il trasporto che Cassavetes ha per questi bambini(tutti veri pazienti dell'ospedale,tranne il bimbo che impersona Robby),si vede la cinepresa attaccata ai loro volti,un uso insistente del primo piano per cogliere tutte le sfumature dei loro animi gentili.Eppure non una sola lacrima viene versata,ha un piglio quasi documentaristico(la sequenza nell'ospedale psichiatrico dove ci sono gli adulti è girata chiaramente come se fosse un documentario)e il finale che appare conciliatorio per un attimo fa ritornare Hollywood a quella fabbrica di sogni che è sempre stata....
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SI

Opinioni su Gli esclusi


18 gennaio 2010 Opinione di ariasoave su "Gli esclusi"
ariasoave

Film documentario ben realizzato e ben recitato che tratta con estrema delicatezza e risptto il tema dei ragazzi down negli USA anni 60'

voto al film: ariasoave assegna il voto buono a Gli esclusi (1963)


18 novembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Gli esclusi"
bradipo68

a mia memoria è uno dei primi film che racconta senza riserve il mondo dei portatori di handicap con un impronta resa ancora piu'realistica dalla scelta di girarlo in un ospedale vero.Cassavetes non ci risparmia nulla fin dalla prima terribile sequenza:un bambino che non vuole scendere dalla macchina lasciata con lo sportello aperto,un uomo che con un automobilina a pedali lo convince a scendere per salire sulla macchinina e giocare con lui,la macchina che senza chiudere neanche gli...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Gli esclusi (1963)

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1 dicembre 2006 Opinione di Vegeta85 su "Gli esclusi"
Vegeta85

Il terzo film di Cassavetes ha uno stile più controllato e meno improvvisato di altri suoi film, ma è un deciso passo aventi verso i capolavori che seguiranno. Nonostante l'argomento il tono non è paternalistico, i sentimenti non vengono ricattati, anche se non manca la commozione. Un film d'impegno civile dell'alto valore pedagogico, come oggi non si vede più. Bravo Lancaster, ma strepitoso il cast dei ragazzini, composto interamente da veri ragazzini handicappati.

voto al film: Vegeta85 assegna il voto buono a Gli esclusi (1963)


29 giugno 2005 Opinione di killyky su "Gli esclusi"
killyky

Molto commovente, difficile da realizzare, ma molto intenso e con attori di classe

voto al film: killyky assegna il voto buono a Gli esclusi (1963)



21 marzo 2004 Opinione di ed wood su "Gli esclusi"
ed wood

anche se non e' certo il Cassavetes piu' autentico, resta comunque un film valido, duro, impegnato, ideale per aprire un dibattito sul tema dell'handicap e impreziosito da grandi interpreti

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Gli esclusi (1963)



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