I cancelli del cielo (1980)
Con Kris Kristofferson, Christopher Walken, Isabelle Huppert, Jeff Bridges
La trama
Siamo nella contea di Johnson, nello Wyoming, verso la fine del secolo scorso. I grandi allevatori sono in guerra contro gli immigrati dall'Europa dell'Est, che reclamano la terra che è stata loro promessa. I contadini sono difesi dallo sceriffo Averill, mentre gli allevatori hanno come legale un amico di gioventù dello stesso Averill, Billy Irvine. Lo sceriffo riesce a organizzare militarmente gli immigrati e ad affrontare finalmente lo squadrone dei killer pagati dagli allevatori in una sorta di battaglia campale.
Realizzato da Cimino dopo lo straordinario successo del Cacciatore, è il film che ha rappresentato sicuramente il punto di massima tensione tra cinema d'autore e esigenze commerciali del sistema hollywoodiano: quando la bilancia si è inclinata dalla parte dell'autore, la prima conseguenza è stato il fallimento della casa di produzione, la storica United Artists. Dopo aver sfondato il budget, il film infatti non ha reso una lira al botteghino (anche perché clamorosamente boicottato dal mercato americano). La botta costò a Cimino alcuni anni di inattività e un rientro difficile nel giro che conta. Si tratta di un'opera controversa, irripetibile, per tanti aspetti megalomane (le meticolose ricostruzioni in esterni, le maestose scene di massa), ma dotata di una forza lirica eccezionale e di una vera "indignazione storica" nei confronti del mito ufficiale dell'America come democratico miscuglio di razze.
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 2010-11-10 23:07:06 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
Vera opera a tutto tondo questa di Cimino, flop memorabile (tanto che la parola flop potrebbe essere sostituito nel gergo cinematografico con un appellativo del genere “ è i “Cancelli del cielo” del regista” per definire un vero fiasco commerciale), ma anche piuttosto pronosticabile, vedendo il tipo di prodotto che ne è uscito.
Cimino è diventato così, improvvisamente, un regista scomodo, e per me si merita di essere considerato un grande anche per questo (perché ha fatto ciò che voleva si è giocato tutto, probabilmente sapendo di uscirne sconfitto, ma soddisfatto per aver potuto fare qualcosa a cui teneva profondamente).
Così, dopo un successo globale come “Il cacciatore” (film meraviglioso in tutti i sensi), ha potuto fare quello che a pochi è concesso, ovvero un vero e proprio blockbuster d’autore.
Grossi investimenti a fronte di una storia dura da recepire (soprattutto per il pubblico americano che infatti disertò completamente), una realizzazione magniloquente in tutto e per tutto, senza strizzare l’occhio a nessuno (un budget altissimo, sforato più volte); insomma il colpevole di tutta questa nomea rimane il produttore che non sapeva fare il suo lavoro (come si fa ad aspettarsi grandi incassi da una pellicola del genere?), ma che ci ha comunque permesso di assistere ad un’opera imponente, assolutamente imperfetta, ma tutta da vedere.
E come si sono spesi i tanti dollari si vede fin dalle primissimi immagini, ovvero scene di massa assiemate con classe e stile, vedi il balletto circolare all’inizio per esempio, ma anche la marcia verso il congresso.
Da qui una storia che si prende i suoi tempi senza remore (ho visto la versione tagliata da 145 minuti circa), che colpisce basso mostrando la brutalità più infima propria dell’essere umano, in una landa di terra che per tanti ha sempre rappresentato il sogno americano dove chiunque poteva realizzare i suoi progetti.
Ed invece qui vediamo gli avidi latifondisti stilare una lista di 125 nomi di povera gente da eliminare grazie a mercenari presi dai bassifondi solo per favorire il proprio estremo benessere.
Sullo sfondo un triangolo amoroso, sorretto da tre interpreti scelti ad hoc (nella mia ignoranza cinematografica, sono rimasto rapito dalla Huppert così giovane, è la prima volta che mi imbatto in un suo film del periodo) che regalano tanto alle loro figure.
Non mancano poi carrellate paessagistiche di rilievo, lo spettacolo hollywoodiano è relegato solo ad una cruenta battaglia nel finale, che però finisce come il sogno (e la mecca del cinema con esso) non vorrebbe mai ammettere potesse finire.
Ed invece è così, con buona pace di tutti, l’integrità per una volta non ammette concessioni di sorta.
Certo che siamo d’innanzi ad un’opera imponente e tremendamente trasportata.
I difetti ci sono e minano, almeno in parte, il giudizio complessivo, e sono un finale decisamente stringato (non capisco perché tagliare in questo frangente) e qualche tempo morto effettivamente non proprio determinante nel corso del rimanente timing.
Per il resto è un grande film, che alla fine, anche grazie alle sue sfortune produttive, non verrà mai dimenticato.
Mastodontico.
- negative [1]
- sufficienti [4]
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2011-01-15 10:22:14 Opinione di wang yu su "I cancelli del cielo"
Si dilunga in inutili scene e dopo un un ora ci vuole gia un doppio caffè per non prendere sonno,un gran casino che poteva durare anche un'ora in meno .Di positivo i costumi e un pò della battaglia finale.voto 5-
voto al film: 
2011-01-13 18:37:36 Opinione di Myau su "I cancelli del cielo"
Il più grande film americano mai girato? Forse. Probabilmente quello più "immane". La ricostruzione d'ambiente e la fotografia trasformano il cinema in una vera macchina del tempo. Grandiosa la regia piena di movimenti di camera ultra-lirici e scorci mozzafiato. Controversa la sceneggiatura per certi passaggi che lasciano un po' perplessi nella loro illogicità. Meraviglioso quanto brutale. Alla fin fine Cimino ha voluto dire una cosa molto semplice: la...
voto al film: 
2010-11-10 23:07:06 Opinione di supadany su "I cancelli del cielo"
VOTO : 7. Vera opera a tutto tondo questa di Cimino, flop memorabile (tanto che la parola flop potrebbe essere sostituito nel gergo cinematografico con un appellativo del genere “ è i “Cancelli del cielo” del regista” per definire un vero fiasco commerciale), ma anche piuttosto pronosticabile, vedendo il tipo di prodotto che ne è uscito. Cimino è diventato così, improvvisamente, un regista scomodo, e per me si merita di essere...
voto al film: 
2010-09-06 19:27:43 Opinione di Carlo Ceruti su "I cancelli del cielo"
Dopo "Il cacciatore", Cimino realizza un film stupendo, struggente, poetico e crudo, capace di colpire lo spettatore con grande efficacia al cuore ed al cervello. Gli attori sono magnifici e l'unica cosa rimproverabile alla pellicola è qualche eccesso registico. Purtroppo non piacque ad un America arrogante e priva di autocritica e ciò costò il fallimento della United Artists. A Cimino costò la carriera e ne ricavò un vergognoso Razzie Award come peggior...
voto al film: 
2010-01-13 21:25:04 Opinione di urbangolfer su "I cancelli del cielo"
Dagherrotipo colorato sulla violenza del potere. La faccia prepotente dell'aristocrazia borghese.
voto al film: 
2010-01-05 19:53:23 Opinione di jonas su "I cancelli del cielo"
In una contea di frontiera, a fine ’800, la tensione fra i grossi allevatori di bestiame e gli immigrati dell’Est Europa arriva al punto di rottura: i primi, grazie a connivenze politiche del più alto livello, progettano l’eliminazione fisica dei secondi (ricorda qualcosa, vero?). Intanto un uomo di legge e un sicario degli allevatori si contendono una bella prostituta francese, che a modo suo ama entrambi (toccante l’ultimo biglietto che le scrive Walken prima...
voto al film: 
2009-12-29 15:51:58 Opinione di ico su "I cancelli del cielo"
Vedere un film in versione ampiamente maneggiata e sforbiciata, doppiato e senza la possibilità di poter godere del suono originale (conoscendo il lavoro e i risultati preziosi ottenuti) non promette nulla di buono. Poi però questo "spezzone" non può che affascinare e accrescere il desiderio e la speranza di poter vedere almeno una volta nella vita la "pellicola originaria". Speriamo. Perché siamo di fronte ad una pietra tombale sul mito delle origini dell'America...
voto al film: 
2009-12-29 14:30:05 Opinione di OGM su "I cancelli del cielo"
Uno sfarzo formale appesantito dalla tetra amarezza per l'ingiustizia ed il cinismo. Una grandiosità sbattuta per terra come un costone di roccia franato. La miseria morale e materiale è l'anima plumbea di questo film, in cui la luminosità del western appare come imprigionata in un pezzo di vetro annerito. La folla dei migranti è come un mucchio di carbone, informe e rovinosamente debordante, che trascina, attraverso l'indifferenza generale, la...
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2009-09-26 00:02:37 Opinione di mmciak su "I cancelli del cielo"
"I cancelli del cielo-Director's Cut" che è molto meglio della versione normale per la grande forza delle immagini che è eguagliato solo da:"C'era una volta in America". Il Film costò all'epoca 44 milioni di dollari e ne incassò uno,e determinò il fallimento della "United Artists" ed entrando nella storia come "il più grosso Flop della storia del Cinema", stroncando la carriera a Cimino. Dopo questa pellicola Cimino avrà molta...
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2009-02-24 00:23:03 Opinione di Tex Murphy su "I cancelli del cielo"
Abbastanza deluso da questo melodrammone di Cimino. Troppo lento, troppo incentrato sul triangolo amoroso dei protagonisti e con la parte di denuncia sociale non del tutto riuscita. Inoltre con dei buchi di sceneggiatura mica da ridere; uno su tutti: quando Ella torna a casa e vede gli uomini dell'Associazione in casa ad attenderla per farla fuori, entra come se nulla fosse.....mah.
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