Amici miei (1975)
Con Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Philippe Noiret, Adolfo Celi
La trama
Cinque professionisti cinquantenni: Perozzi (Noiret), Melandri (Moschin), Mascetti (Tognazzi), Necchi (Del Prete) e Sassaroli (Celi), sono amici inseparabili e burloni scatenati. Le loro avventure le chiamano "zingarate" e si svolgono nei pressi di Firenze. Il dottor Sassaroli ha conosciuto gli altri quattro quando questi, dopo un incidente, sono stati ricoverati nella sua clinica e da allora si è unito al gruppo. Nel loro mirino tutto e tutti (i passeggeri di un treno vengono schiaffeggiati), ma soprattutto il pensionato Righi, bersaglio dei loro lazzi perfino a un funerale. Affidato ad alcune "maschere" della commedia all'italiana il film è una galleria esilarante di scherzi (alcuni diventati proverbiali) e di battute. Concepito da Pietro Germi, venne però diretto da Monicelli a causa della prematura morte del collega e amico. Fu un grande successo di pubblico e vinse il David di Donatello nel 1975.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 07/06/2010 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
- negative [6]
- sufficienti [2]
- positive [59]
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21 gennaio 2012 Opinione di maso su "Amici miei"
“Amici miei” è un film disperato che parla di quattro amici di lunga data, a cui se ne aggiungerà un altro nello svolgersi della storia, che sono ormai prossimi alla vecchia e per scacciare la paura dell’imminente deperimento fisico e quindi della morte fanno degli scherzi da bambini, delle zingarate come le chiamano loro ma quando poi allo zingaro non gira più rimane solo con i suoi rancori, le sue amarezze e si ritrova a dover parlare con la sua angoscia, il suo vuoto...
voto al film: 
27 ottobre 2011 Opinione di Stefano L su "Amici miei"
Burlesca ed esilarante commedia diretta da Monicelli (ma concepita da Pietro Germi), ormai diventata un cult del cinema made in Italy; alcune scene famose del film, come quella della "supercazzola" o delle "zingarate", sono entrate nell'immaginario collettivo italiano, dando origine a nuovi gerghi e modi di dire del linguaggio parlato. Tra gag e bravate il più tosto del quartetto centrale sembra essere il grasso Tognazzi. La mole che costituisce il carisma della pellicola viene avvalorata...
voto al film: 
14 aprile 2011 Opinione di bukowski91 su "Amici miei"
Il Mascetti, il Melandri, il Necchi, il Perozzi, il Sassaroli. Cinque amici cinquatenni che nella Firenze degli anni 70 cercano atrraverso le loro "zingarate" di sconfiggere la noia che li affligge. Come ha scritto un altro utente si respira quasi un'aria di mrte e si cerca dio esorcizzarla in qualunque maniera. Il film è diviso sostanzialmente in tre parti: nella prima assistiamo alla noia iniziale e alla preparazione di una zingarata, seguita poi dal ricordo di quella più...
voto al film: 
29 marzo 2011 Opinione di Ramses72 su "Amici miei"
a me nn fa ridere per niente...molto volgare....e io sono di Cremona,la citta' di Tognazzi,ma come attore nn mi è mai piaciuto...
voto al film: 
21 marzo 2011 Opinione di XANDER su "Amici miei"
Non so perchè viene definito un capolavoro e sinceramente non mi ha fatto ridere bensì sorridere. Inanzittutto ha una durata lunghissima (oltre due ore e dieci minuti per una commedia!!). Poi il film sembra più virare verso una commedia nera per mascherare in realtà la vita noiosa di questi uomini di mezza età, che il loro scopo è quello di fare scherzi a volte crudeli. Vogliamo parlare della colonna sonora? Troppo drammatica per questo genere....
voto al film: 
3 febbraio 2011 Opinione di SaintlySinner su "Amici miei"
Scene entrate nell'immaginario collettivo, battute memorabili entrate nel linguaggio comune, questo è un capolavoro della commedia all'italiana. Molto divertente, malinconico, bellissimo. Ottimo il cast.
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2 dicembre 2010 Opinione di barabbovich su "Amici miei"
Le "zingarate" di quattro amici fiorentini (più uno aggiunto), eterni adolescenti acchiappasottane e perennemente votati alla goliardia: uno di loro (Ugo Tognazzi) è un nobile decaduto, poi c'è il gestore di un bar (Duilio Del Prete), un giornalista (Philip Noiret), un architetto (Gastone Moschin) e un medico (Adolfo Celi). Tra gag e schiaffi ai viaggiatori in partenza sulle carrozze ferroviarie, si srotola uno dei film-culto della commedia all'italiana anni...
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15 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Amici miei"
"Amici miei" è uno di quei film che non ti stancheresti mai di vedere, un capolavoro immortale della comicità, pieno di battute e gag oramai entrate nell'immaginario collettivo. Basterebbero solo le supercazzole e sarebbe tanto, invece no, si ride dall'inzio alla fine. Finale tanto tragico quanto straordinario.
voto al film: 
9 luglio 2010 Opinione di faber1971 su "Amici miei"
Forse il film che ho più volte rivisto in vita mia. Un monumento freschissimo della commedia all'italiana. Lo scherzo, la beffa di decameroniana memoria, la goliardia come cifra ideale e allo stesso tempo l'amicizia come puntello dell'esistenza fanno da contraltare ad un piano di lettura più amaro sotteso all'intera vicenda: del doman non v'è certezza. Da qui la poesia di una pellicola che sa far ridere ma riesce anche a commuovere e immalinconire. "Io restai a chiedermi...
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7 giugno 2010 Opinione di FABIO1971 su "Amici miei"
Antani come se fosse Mario Monicelli ma anche un po' Pietro Germi, visto che, se la cirrosi epatica non l'avesse stroncato prima, l'avrebbe girato lui. E allora il primo amico, altro che zingaro, è proprio Monicelli, che non può che ringraziare Germi e gli dedica il film, un Monicelli sul livello della sua grande guerra prematurata e dei soliti tarapii tapiochi anche un po' ignoti e pure compagni al grido di "Branca, Branca, Branca, leon, leon, leon". Non...
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