Casinò (1995)
Con Robert De Niro, Sharon Stone, Joe Pesci, James Woods
24/05/2011
Canzoni da film (20)
The Thrill Is Gone è ormai uno standard blues dei più famosi. Pur essendo stato scritto da Roy Hawkins e Rick Darnell nel 1951, è diventato uno dei classici del repertorio...
di sasso67
La trama
Sam "Ace" Rothstein ha bruciato le tappe nei ranghi mafiosi grazie al suo intuito eccezionale. Grazie a quello stesso intuito è ora (1973) a capo di ben quattro casinò di Las Vegas, completamente in regola se non fosse per la parte di entrate che regolarmente defluisce verso le casse dei "padrini" e per il fatto che Ace non ha la licenza per l'attività. Gli affari vanno a gonfie vele, e Sam ormai ha in mano un impero, ma commette due errori. Prima decide di sposare Ginger, splendida giocatrice priva di scrupoli, succube della bottiglia, della droga e di un altro uomo. Poi permette che il casinò diventi terreno di caccia anche per il vecchio amico Nicky, killer isterico dal grilletto facilissimo. Il triangolo malsano porta all'autodistruzione. Può darsi che in "Casinò" ci siano molte autocitazioni, ma ciò che conta sono le immagini, il ritmo, lo stile. E Scorsese offre un immaginario sovrabbondante, enorme, squarciato dalla violenza e dal delirio dei personaggi che, come in un mélo d'altri tempi, si conducono inesorabilmente all'annientamento. Le prime due ore, tutte giocate tra le voci fuori campo di De Niro e Pesci, sono il preludio all'esplosione dell'ultimo atto in cui si compie la tragedia che non perdona nessuno.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 24/08/2010 - utile per 19 utenti
Voto al film: 
Mischiando il collaudato schema di ascesa/discesa del gangster movie e ammantandolo di morbose tinte melodrammatiche, il (fu) grande regista italo-americano ci spalanca le porte del microcosmo America in un lungo flashback a due voci.
La Las Vegas di Scorsese è una Venezia che invece di poggiare sull'acqua, si innalza da un mare di denaro; un'isola (s)perduta circondata dalla sabbia del deserto, vero e proprio cimitero per chi non rispetta le regole. Tra i luccicanti palazzi di questa Babele della corruzione legalizzata si muovono Nicky (Joe Pesci), Ginger (Sharon Stone), Sam (Robert De Niro), novelli Icaro destinati presto o tardi a precipitare. Ognuno percorre la propria strada spinto dai propri spasmodici desideri; inesorabilmente, però, finiscono per incrociarsi ed inciampare l'uno sull'altro. La smania di potere di Nicky; la brama di denaro di Ginger; la voglia di essere accettato e rispettato di Sam. Ogni personaggio è caratterizzato alla perfezione in ogni sua singola sfumatura in un meccanismo ben oliato in cui la granitica sceneggiatura si amalgama alla perfezione con le interpretazioni degli attori: un De Niro non ancora schiavo delle proprie smorfie; una Sharon Stone mai così convincente nei panni di una donna intossicata dall'alcol, dalle droghe e dal denaro; un mefistofelico Joe Pesci che, rimanendo sulla stessa lunghezza d'onda di quello visto in “Quei bravi ragazzi”, riesce in più di un'occasione a rubare la scena a De Niro stesso.
Ad un certo punto, però, la vecchia Las Vegas, fatta ancora da uomini (con tutte le loro contraddizioni), inizia a sgretolarsi. Poco a poco, e non senza un filo di nostalgia, lascia il posto ad una nuova città in mano alle grandi company, tramutandosi di fatto in una Disneyland del denaro senz'anima.
Once upon a time in Las Vegas (U.S.A.).
- negative [4]
- sufficienti [3]
- positive [53]
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17 marzo 2012 Opinione di maso su "Casinò"
Io un film del genere non dovrei neanche commentarlo perchè sono troppo di parte, ossia non digerisco i film che danno sfoggio delle organizzazioni malavitose ma a conti fatti farò uno strappo alla regola perchè questo versamento di bile di Scorsese con un Joe Pesci da acchiappare per i testicoli al primo dei suoi 500'000 “Che cazzo vuoi?” con quella faccia da duro alto un metro e mezzo l'ho trovato di una noia mortale e con gli sbadigli ho riempito il mio zaino Invicta. ...
voto al film: 
21 febbraio 2012 Opinione di Ramses72 su "Casinò"
Bel film..ma forse ci son troppe comparse e troppa voce narrante.Grande prova di Sharon Stone,veramente brava nella sua parte.
voto al film: 
17 febbraio 2012 Opinione di XANDER su "Casinò"
Non è perchè parliamo di Scorsese debba essere sempre un capolavoro. Questo film non solo è molto simile a Quei bravi ragazzi, ma è lungo una quaresima, non finisce mai; la prima parte è veramente noiosa (la voce fuori campo che parla quasi interamente impedisce di concentrasi durante la visione), mentre nella seconda è sicuramente molto più avvincente e rimanda proprio al film citato sopra. Certo la straordinaria bravura dei personaggi è veramente eccezzionale (De Niro non è...
voto al film: 
19 gennaio 2012 Opinione di dcastrog80 su "Casinò"
4 attori in tutto il loro splendore (i tre eroi della disfatta più un regista che è riuscito a tenere alta la (at)tensione nonostante le quasi 3 ore di film). Sharon Stone e Joe Pesci hanno saputo farsi odiare in crescendo, oscurando sempre più con la loro mediocrità (per non dire di peggio) la stella del direttore da manuale di casinò, un uomo accondiscente e allo stesso tempo intransigente, spietato e gentiluomo, con uno sguardo severo placato solamente dai vestiti sgargianti che...
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14 gennaio 2012 Opinione di armonica1996 su "Casinò"
Capolavoro, forse un filo superiore anche a Quei bravi ragazzi.Un film che anche se lungo non annoia mai.
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5 luglio 2011 Opinione di Carlo Ceruti su "Casinò"
"Casino" è l'ideale continuazione di "Quei bravi ragazzi" sullo stesso tema ed è ottimo come il precedente, perché nessuno fa riflettere sul mondo della malavita come Scorsese. Come in "Quei bravi ragazzi", il regista ci racconta la storia di personaggi maledetti e senza speranza col suo perfetto ed inconfondibile stile, ricco di numerose sequenze di grande suspense e di accattivante violenza e riesce a coinvolgere completamente lo spettatore. Gli...
voto al film: 
8 maggio 2011 Opinione di Axeroth su "Casinò"
Casinò: come la Mafia creò Las Vegas | -Las Vegas, nel deserto del Nevada, è l'Eden del denaro, il gioco d'azzardo è legale e ciò che produce è la vittoria dell'Inferno e non quella del cliente.- Questo è ciò che si evince dall'incipit del film di Scorsese. I titoli di testa sono fra i più belli mai fatti nella storia del cinema, caratteristici tanto quanto lo furono per Uccelli o Psycho di Hitchcock, Arancia Meccanica e...
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24 agosto 2010 Opinione di carlos brigante su "Casinò"
Imponente, titanico, ma anche profondamente amaro. Sono questi gli aggettivi che (mi) vengono in mente dopo aver visto “Casino”. Un'opera che nella sua maestosità non fa perdere la bussola a Scorsese , il quale riesce sempre a trovare il giusto equilibrio tra sfarzo (registico) e compostezza (narrativa), senza lasciarsi prendere la mano da quei superflui dolly svolazzanti o da quelle sfiancanti carrellate riscontrate ad esempio nell'ultimo “Shutter Island”. ...
voto al film: 
15 gennaio 2010 Opinione di dany90 su "Casinò"
Magniloquente, eccessivo, travolgente, queste le caratteristiche di una delle più riuscite pellicole di Martin Scorsese. Di straordinario fascino sia le immagini che le interpretazioni, oltre a De Niro, che sfoggia abiti impeccabili e ridondanti, soprattutto Sharon Stone, che si getta in un ruolo "maledetto", e riuscendo a far scaturire al personaggio caratteristiche di grande fascino. la trama è suggestiva, sebbene ricalchi, con le sue carrellate, la presentazione dei...
voto al film: 
26 dicembre 2009 Opinione di tafo su "Casinò"
Ma perchè Scorsese non fa più film così, perchè non lavora più con quei bravi ragazzi di De Niro e Joe Pesci, perchè non riesce più a fare film come questo, dove dopo pochi minuti capisci dove sei, anche se non sai il nome del regista capisci che è lui. Quando si parla di mafia italo-americana e di soldi facili, d gangster che fanno la bella vita, non importa se sei a New York o in un casinò di Las Vegas, quando senti partire i...
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- negative [4]
- sufficienti [3]
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