Il cavaliere della valle solitaria (1953)
Con Alan Ladd, Jean Arthur, Van Heflin, Jack Palance, Ben Johnson
La trama
Ryker è un prepotente che vuole impadronirsi di tutta la vallata. A questo scopo non esita a usare la violenza nei confronti dei coloni che gli si oppongono. Johnny Starrett è uno di loro. Un giorno ospita presso la propria casa uno sconosciuto, Shane, che si rivela essere un ottimo pistolero. Aiuterà i coloni a disfarsi di Ryker e poi se ne andrà per non creare complicazioni in famiglia a Johnny.
L'opinione più votata
Di stanley kubrick scritta il 22/03/2011 - utile per 13 utenti
Voto al film: 
Il primo e unico film diretto da George Stevens, regista del ben più noto Il Gigante con James Dean, è un apoteosi del grande cinema western, una riflessione sul mondo che ci circonda, una constatazione della famiglia riunita. Il titolo Il Cavaliere Della Valle Solitaria è, come al solito nella traduzione italiana, completamente "inventato" dato che il titolo originale era Shane. Quest'ultimo è a tutti gli effetti il protagonista dell'intera vicenda. Molto assomigliante come carattere a vari personaggi che hanno composto i lwestern, lontano anni luce dal comportamento da vero cowboy, ovvero burbero e serio, "ereditato", per esempio, da Clint Eastwood ne Il Cavaliere Pallido.
I soliti paesaggi meravigliosi che caratterizzano le desolate brughiere tipice degli western d'autore. Sia chiaro, le ambientazioni non sono quelle che John Ford ci mostra, ovvero la Monument Valley. Comunque le montagne aride, le erbacce che si attaccano al terreno e che sono disidratate, il sole cocente dei pomeriggi, le lande desolate non mancano di certo nel film. Anzi, sembra quasi che Stevens abbia volutamente scelto queste ambientazioni per farle risultare, a tutti gli effetti, molto meno incantevoli di altri paesaggi. Quindi si potrebbe dire che il regista ha fatto il modesto, ammettendo che il suo western non può gareggiare con quelli di Sergio Leone o Anthony Mann già partendo dalle considerazioni che lo spettatore ha in ambito di paesaggi.
In molti western si sono viste persecuzioni di cowboy contro un villaggio piccolo. La particolarità che distingue questo film (e altri film) è che il villaggio non è unito. Anche se in quel piccolo pezzo di terra si vive lontani, l'amicizia tra gli abitanti è, come al solito, inevitabile. Ci si deve aiutare l'uno con l'altro nei lavori manuali, si organizzano riunioni per parlare del raccolto e della pastorizia, si fanno feste a tema per festeggiare una data importante. Purtroppo però, questa lontananza non aiuta di certo gli abitanti. La persecuzione dei cowboy può diventare più facilitata grazie al difetto che comprime il villaggio. L'unione non fa la forza dice un vecchio proverbio. La pellicola incarna alla perfezione questo proverbio, fingendo quà e là di evitare di parlarne. Perchè la verità fa male e meno si ammette più ci si fà del male. Invece gli antagonisti sono molto più preparati a sopprimere gli abitanti. Hanno proprio un paesino organizzato non lontano dal piccolo villaggio non unito degli abitanti. L'armamentario è più grosso, le donne non danno fastidio dato che non ci sono (tra gli antagonisti), possono permettersi di arruolare un cowboy esperto, il quale fredda all'istante un uomo del piccolo villaggio. Insomma, sono più forti in tutto.
L'evento scatenante della situazione è Shane, un cavaliere arrivato nella casa di Starret, un abitante del villaggio, quasi un capo per tutti gli altri abitanti. ESPANDI +
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5 febbraio 2012 Opinione di armonica1996 su "Il cavaliere della valle solitaria"
Bellissimo western, da cui anche Eastwood ha tratto ispirazione per il suo titolo del cavaliere pallido.
voto al film: 
5 agosto 2011 Opinione di tafo su "Il cavaliere della valle solitaria"
La prima volta che lo vidi rimasi deluso, erano anni in cui il morbo di Eastwood mi aveva devastato l'immaginario, il confronto tra Shane e il pistolero senza nome di Leone appariva impietoso. Oggi dopo molte iniezioni di western classici e non, ho capito e pur mantenendo un paragone inconscio e automatico con il cavaliere solitario di Leone, questo film recuperava nel mio immaginario il posto riservato ai grandi western. La storia dell'eroe solitario dal passato complicato ma trasparente...
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17 luglio 2011 Opinione di chribio1 su "Il cavaliere della valle solitaria"
famoso titolo del filone western-movie ma la visione e' un po' piatta e poco convincente.voto.5.
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16 luglio 2011 Opinione di delfinodelfino su "Il cavaliere della valle solitaria"
L'ho registrato per mio papà, gli piacerà sicuramente!!!! io l'ho visto volentieri. La scena in cui a colpi d'accetta sradicano quel grosso ceppo d'albero è bellissima!
voto al film: 
22 marzo 2011 Opinione di stanley kubrick su "Il cavaliere della valle solitaria"
LA RICERCA DELLA FELICITA' Il primo e unico film diretto da George Stevens, regista del ben più noto Il Gigante con James Dean, è un apoteosi del grande cinema western, una riflessione sul mondo che ci circonda, una constatazione della famiglia riunita. Il titolo Il Cavaliere Della Valle Solitaria è, come al solito nella traduzione italiana, completamente "inventato" dato che il titolo originale era Shane. Quest'ultimo è a tutti gli effetti il protagonista...
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14 agosto 2010 Opinione di sasso67 su "Il cavaliere della valle solitaria"
Il titolo italiano del film traduce il laconico titolo originale Shane con una fortunata e chissà quanto voluta ipallage: ad essere solitario è infatti il cavaliere, mentre la valle è fin troppo sovraffollata, tanto da essere contesa a suon di fucilate. E il cavaliere è tale non soltanto perché arriva (e poi se ne va) a cavallo, ma anche perché sembra avere una missione da compiere, quella di difendere i deboli oppressi. Film raccontato tutto...
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29 novembre 2009 Opinione di luisasalvi su "Il cavaliere della valle solitaria"
Storia: il contadino Joe è pacifico ma ingenuamente coraggioso fino all'assurdo; Shane è un pistolero che vorrebbe cambiare vita, ma è costretto a ricominciare a sparare e poi allontanarsi come fuorilegge. Al centro l'amore tra lui e la moglie di Joe, sempre taciuto ed evitato, ma troppo apertamente evidenziato dal film, con mille segni che vorrebbero essere delicatamente suggeriti e sono invece vistosi (ma non abbastanza da esser capiti da certi critici cretini); amore...
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20 novembre 2009 Opinione di michel su "Il cavaliere della valle solitaria"
L’INTRAMONTABILE TRAMONTO Un pistolero con chissà che da perdonarsi, difende una famiglia di contadini dall’immancabile allevatore arraffatutto. Shane si batte per ciò che il destino gli ha negato; una famiglia, un lavoro onesto, una casa e con ciò sancisce la superiorità di questa vita modesta ma ricca di affetti da quella di cui è una romantica incarnazione. È il film che ha fissato i tratti anche iconografici del cavaliere solitario....
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6 febbraio 2009 Opinione di chen kuan tai su "Il cavaliere della valle solitaria"
un'altro puro western che da enfasi alla sincera amicizia che col denaro non si puo comprare.la presenza del bambino brandon de wilde da ancora piu spessore al film.
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7 luglio 2008 Opinione di baggio su "Il cavaliere della valle solitaria"
la scena quando ladd esce dalla casa e con stupore la famiglia lo scorge a spaccare la legna basta a sancire l'immortalità di questo commovente leggendario western
voto al film: 
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