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Come in uno specchio (1960)

[Såsom i en spegel, Svezia 1960, Drammatico, durata 89', b/n]   Regia di Ingmar Bergman
Con Harriet Andersson, Max Von Sydow, Gunnar Björnstrand



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Come in uno specchio: assente
Ritmo ritmo in Come in uno specchio: minimo
Impegno impegno in Come in uno specchio: molto forte
Tensione tensione in Come in uno specchio: presente
Erotismo erotismo in Come in uno specchio: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Come in uno specchio

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Come in uno specchio (voti: 37 media: 4,24) 37

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locandina di Come in uno specchio

La trama

Sulle note di Bach, Bergman si confronta con la follia e il senso del divino.

In un'isola del Baltico, lo scrittore David trascorre le vacanze estive in compagnia del figlio Minus, della figlia Kårin - recentemente dimessa da una clinica psichiatrica - e del marito di Kårin, Martin. Ognuno di loro costituisce per gli altri una sorta di specchio, nel quale si riflettono le angosce e la difficoltà di comunicare di ciascuno. 

Uno dei film di Bergman - insieme ai successivi "Luci d'inverno" e "Il silenzio" - più segnati dalla tensione esistenziale e dall'inquietudine religiosa, con Dio che compare nei sogni di Kårin sotto forma di un enorme ragno. Eccezionali gli interpreti, e Oscar 1961 come miglior film straniero.

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 12/11/2010 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto buono

Su una piccola e tranquilla isoletta del Mar Baltico, quattro persone stanno trascorrendo un periodo di sereno riposo. Sono David (Gunnar Bjornstrad), uno scrittore di successo, i figli Karim (Harriet Andersson), una donna che soffre di gravi disturbi mentali, e Minus ((Lars Passgard), un diciassettenne dolce e insicuro e il marito di Karim, Martin (Max Von Sydow), che fa il medico. Un soggiorno che diventa il pretesto per un resoconto sullo stato dei vicendevoli rapporti e fissare l'attenzione al punto esatto in cui iniziano a profilarsi le angosciose risposte sulle insondabili questioni dello spirito. Il film inizia con una sequenza bellissima, con un campo lungo che inquadra i quattro personaggi uscire dall'acqua, tutti insieme, come a voler ritrovare ognuno nell'altro il senso profondo delle rispettive inquietitudini represse. Impressione questa indotta dall'evolversi del racconto, che parte come un perfetto quadretto di famiglia e poi si ferma al palesarsi delle prime incomprensioni, che segnano tanto la concreta incomunicabilità dei figli con un padre che non li conosce abbastanza e che passa molto tempo lontano da loro, quanto il sostanziale isolamento emotivo di oguno. Il fulcro verso cui tutti tendono è Karim, una donna affetta da un male incurabile e che nei momenti di maggior crisi crede di parlare con Dio. Lo identifica con una parete, con un ragno, o con tutto ciò che serve ad assecondare la folle adesione ad una verità di spirito. La sua condizione di debolezza è quanto basta per sprigionare una forza capace di condurre gli altri in uno stato di riflessione latente. Karim diventa lo specchio entro cui ognuno vede riflettersi le forme confuse delle proprie incompiutezze esistenziali, l'inutilità delle proprie ambizioni. L'incommensurabile egocentrismo dello scrittore, l'arido razionalismo dello scienziato e l'informe debolezza della carne dell'adolescente, si palesano in tutta la loro viziosa entità al cospetto dell'alienante purezza di una folle, sono squarciati come il muro che Karim ritiene di poter attraversare quando è in preda a una delle sue crisi mistiche. "La verità non scive le proprie catastrofi", dice David a Martin durante un intenso colloquio in barca, parole che indicano l'incapacità dell'esteta delle parole di trovare quelle giuste per colmare voragini dell'animo e distanze affettive, di andare attraverso lo specchio per ritrovarsi oltre la sua immagine eternamente riflessa. "Come in uno specchio" (titolo chiaramente riferito alla Prima Lettera ai Corinzi di San Paolo, XIII, 12 "Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.") è uno dei film di Ingmar Bergman più chiaramente percorso dalla tormentata ricerca del senso di Dio nella storia, che è religiosa e laica insieme : da un lato, per come tende a conferire un origine trascendentale al profilarsi della follia e di una redenzione valida e per tutti, dall'altro, per come identifica Dio in quell'amore molto umano e molto terreno che vale a fornire la speranza che non tutto è perduto. "Dio è la certezza che l'amore esiste come cosa concreta in questo modo di uomini", dice il padre al figlio, che poi si chiede, "Papà, se è vero ciò che dici, allora Karim è tutta circondata da Dio perchè noi l'amiamo davvero", il padre annuisce. Minus è contento, poi in segno di giubilo realizza che "papà ha parlato con me". Ha riscoperto un legame che temeva perduto, ha aperto la porta alla conoscenza. Tutto in maniera semplice, comunicando e guardando in faccia le proprie imperfezioni. Le sofferenze di Karim sono valse a prolungare delle speranze. Grande film.    
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SI

Opinioni su Come in uno specchio


24 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "Come in uno specchio"
emmepi8

  Quattro personaggi, di cui due ruote portanti e due ruote ausiliarie. Il personaggio del padre ha raggiunto la sua piena crisi in precedenza ed oggi cerca di ricostruire i rapporti a suo tempo compromessi; una personalità dedita solo a sé stessa, ai suoi interessi, alla sua carriera, a sé stesso, la crisi inevitabilmente lo attanaglia fino a portarlo al tentativo di suicidio, che però gli farà riflettere sul concetto di amore, e quindi di Dio, un amore che lo porterà in salvo e gli...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Come in uno specchio (1960)

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19 febbraio 2012 Opinione di PP su "Come in uno specchio"
PP

Voto 7,5. [19.02.2012]

voto al film: PP assegna il voto buono a Come in uno specchio (1960)



7 gennaio 2012 Opinione di Kurtisonic su "Come in uno specchio"
Kurtisonic

Girato sull'isola di Faro che diventerà la dimora di Bergman, si apre con quattro persone che emergono da un mare increspato ma senza onde, misterioso e attrente. David è uno scrittore di successo, Karin e Minus i suoi giovani figli, Martin è un medico, marito di Karin affetta da una grave schizofrenia ormai incurabile. Ognuno è lo specchio dell'altro, in parte riflesso complementare e in parte alter ego, poichè il corrispondente di ogni personaggio cerca qualcosa nell'altro che non...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a Come in uno specchio (1960)

1 commento
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3 aprile 2011 Opinione di hueSaturation su "Come in uno specchio"
hueSaturation

Gioco di riflessi (appunto) tra i quattro personaggi, ognuno alla ricerca del male nell'altro, incapace di guardare al proprio. Come sempre mi lascio risucchiare nel vortice di dialoghi e profonda analisi psicologica dei protagonisti, che fanno delle loro personalità kaleidoscopiche l'inconfondibile marchio bergmaniano.

voto al film: hueSaturation assegna il voto ottimo a Come in uno specchio (1960)



12 novembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Come in uno specchio"
Peppe Comune

Su una piccola e tranquilla isoletta del Mar Baltico, quattro persone stanno trascorrendo un periodo di sereno riposo. Sono David (Gunnar Bjornstrad), uno scrittore di successo, i figli Karim (Harriet Andersson), una donna che soffre di gravi disturbi mentali, e Minus ((Lars Passgard), un diciassettenne dolce e insicuro e il marito di Karim, Martin (Max Von Sydow), che fa il medico. Un soggiorno che diventa il pretesto per un resoconto sullo stato dei vicendevoli rapporti e fissare...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Come in uno specchio (1960)

2 commenti
[utile per 13 utenti]

2 ottobre 2010 Opinione di lemarquis su "Come in uno specchio"
lemarquis

grande, struggente, inquietante ... ed è di 40 anni fa!

voto al film: lemarquis assegna il voto ottimo a Come in uno specchio (1960)



17 settembre 2010 Opinione di Bergman87 su "Come in uno specchio"
Bergman87

Come in uno specchio "Adesso noi vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; allora vedremo faccia a faccia" (Prima lettera ai Corinzi, Capitolo 13, Verso 12, Paolo di Tarso) Innanzitutto l’ambientazione fu ispirata da un sopralluogo all’isola di Fårö, nel Baltico. Il luogo, a differenza delle isole Orcadi da lui pure visitate ma che non riuscirono a soddisfarlo, affascinò tanto il regista da divenire sfondo non che emblema della tematica scelta. Con...

voto al film: Bergman87 assegna il voto ottimo a Come in uno specchio (1960)

nessun commento
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2 settembre 2010 Opinione di OGM su "Come in uno specchio"
OGM

L’incomprensione nasce quando ognuno decide di tenere per sé la propria fragilità. Indossare uno schermo protettivo significa oscurare una parte di sé, sottraendo luce alla sincerità e superficie di contatto all’amore. Noi siamo tanto più restii ad aprirci quanto più siamo impegnati ad inseguire le nostre ambizioni: nel far ciò dimentichiamo che un percorso solitario può essere, tutt’al più, un divenire, ma,...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Come in uno specchio (1960)

nessun commento
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9 dicembre 2009 Opinione di irenetwain.rita su "Come in uno specchio"
irenetwain.rita

Uno dei film più intensi di Bergman. Harriet Andersson sublime.

voto al film: irenetwain.rita assegna il voto ottimo a Come in uno specchio (1960)


11 novembre 2009 Opinione di kikisan su "Come in uno specchio"
kikisan

Dio esiste e si specchia nelle abiezioni,falsità e storture della  natura umana. Dio è padre,marito e fratello della sventurata Karin,la quale a sua volta nella sua schizofrenia mistica urta o  compiace il campionario di uomini falliti cui deve avere a che fare. Il vero Dio Bergman lo mostra nel momento più di grande tensione del film,ovvero quando fa apparire l'elicottero che porterà Karin al manicomio e la libererà definitivamente dagli...

voto al film: kikisan assegna il voto ottimo a Come in uno specchio (1960)

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