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I quattro dell'Apocalisse (1975)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I quattro dell'Apocalisse: assente
Ritmo ritmo in I quattro dell'Apocalisse: presente
Impegno impegno in I quattro dell'Apocalisse: assente
Tensione tensione in I quattro dell'Apocalisse: presente
Erotismo erotismo in I quattro dell'Apocalisse: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a I quattro dell'Apocalisse

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a I quattro dell'Apocalisse (voti: 14 media: 2,93) 14

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La trama

I personaggi del titolo sono il baro ed ex galeotto Stubby, la prostituta incinta Bunny, il negro Burt e l'ubriacone Clem. Dopo essere sfuggiti a una strage perpetrata nel loro villaggio da una banda di incappucciati, i quattro vagano nel deserto dove incontrano il feroce Chaco che violenta Bunny e uccide Clem mentre Burt impazzisce. Ma le traversie della banda non sono finite.  

Da alcuni racconti di Francis Brett Harte, un mediocre western spaghetti.

L'opinione più votata

Di scapigliato scritta il 2005-03-05 14:40:13 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto buono

Un western all’italiana che travalica ogni confine estetico assodato e crea un’atmosfera unica nel panorama dello Spaghetti-W. Lucio Fulci, autore, racconta, o forse non racconta e lascia che sia, la storia di quattro disgraziati, neanche peccatori (anche se il peccato è la chiave di volta del film), ma proprio 4 disgraziati alla deriva, che affrontano un viaggio sul Mito cinematografico dell’on-the-road keruachiano attraverso il West almeriense. Come in tutti i road-movie anche qui troviamo personaggi eterogenei, luoghi selvaggi e improbabili, spazi aperti, vagabondaggio, inserti narrativi a se stanti, e così via. Alle moto di Easy Riders si sostituiscono i cavalli, ma la sostanza non cambia: il viaggio fisico, geografico, spazio-temporale, è una dichiarata indagine interiore che mette a nudo l’individuo meglio di qualsiasi legge o norma o convenzione dell’ordine costituito. L’avversione all’ordine sembrerebbe essere l’altra chiave interpretativa del film, sia se mostrata dalla sua soggettiva (quella di un mussoliniano sceriffo interpretato dal folle Donald O’Brien), sia se mostrata dalla soggettiva dei disgraziati che a loro modo sono rinnegati dai “giusti” tanto quanto loro li rinnegano, sia se mostrata dagli occhi diabolici del sadico Chaco di Tomàs Milian che si fa bandiera dell’ordine. Il suo comunque è un ordine fine a se stesso, che non porta felicità, ma violenza e dolore, ed è lo specchio di quell’ordine chiamato e voluto ad ogni costo dallo sceriffo di Salt Flat. Ma al di là di ogni interpretazione che si voglia dare al film, che racconta sì di un viaggio, ma senza dirci se il viaggio si compie o se il protagonista cambia, come è prerogativa narratologica di tanti “Viaggi dell’eroe”, ciò che rimane memore nel tempo è l’estetica che Fulci ha voluto imprimere a tutti i metri della pellicola. Le luci sono speciali, i colori dipingono in modo differente i paesaggi torridi e solari con cui da sempre è fotografata l’Almeria e il suo deserto. Il West di Lucio Fulci è un west malinconico ma sognante, delirante quanto dolce. Allo stesso tempo sa essere incantevole come un sogno, come un altrove che tutti vorremmo, ma sa anche essere spietato e triste come un’inferno dal quale scappare. Anche la colonna sonora e le sue canzoni anacronistiche, incidono sul film come in poche altre occasioni, e sanno creargli quel lirismo difficile da raggiungere, senza però scadere nella retorica di una grammatica ricattatrice. Come in “Pat Garret and Billy the Kid” del Maestro Peckinpah, omaggiato da Fulci nella iperrealistica sparatoria iniziale a Salt Flat, anche ne “I Quattro dell’Apocalisse” ci troviamo in un west malinconico, e come in tutte le malinconie c’è un qualcosa di sensuale che richiama l’abbandono dei sensi, i piaceri dell’alcova più intima e segreta. Quei sogni ad occhi aperti, dell’adolescenza più sognatrice, dove le passioni e le pulsioni sessuali sono irrefrenabili e ci si sente sempre come ubriachi buttati sotto il sole di luglio. C’è un piacere, un orgasmo silenzioso e lento, che pervade tutte le scene, tutte le inquadrature, grazie alla sapiente fotografia e alle intuizioni registiche di Fulci stesso. “I Quattro dell’Apocalisse” è un sogno che vira nell’incubo più volte, ma preserva sempre lo status di altrove onirico in cui tutto e possibile, e in cui ogni sensazione è provabile.
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SI

Opinioni su I quattro dell'Apocalisse


2011-02-21 21:03:00 Opinione di Cipolla Colt su "I quattro dell'Apocalisse"
Cipolla Colt

Non è  che mi abbia esaltato granchè, è un western insolito e girato in modo molto strano, in alcuni punti la trama strizza l'occhio addirittura al trash. L'unica cosa positiva è l'ottima interpretazione del sempre bravo Thomas Milian, ma il resto è poco convincente. voto 4/10

voto al film: Cipolla Colt assegna il voto mediocre a I quattro dell'Apocalisse (1975)


2010-10-24 12:43:21 Opinione di stanley kubrick su "I quattro dell'Apocalisse"
stanley kubrick

Uno spaghetti western molto gradito che fulci dirige in maniera allucinante, facendo diventare il film dal sadico al solito film d'amore. Tomas Milian è bravo a interpretare un personaggio spietato, solito antagonista nel western. Sembra un film con protagonista la coppia Spencer-Hill ma qui non si va sulle scazzottate, si va verso un linguaggio cinematografico sempre più surreale e una parabola discendente del genere western. Forse un pò troppo sangue, forse...

voto al film: stanley kubrick assegna il voto buono a I quattro dell'Apocalisse (1975)

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2010-09-14 17:11:45 Opinione di chribio1 su "I quattro dell'Apocalisse"
chribio1

il film e' un po' il solito western,non soddisfa piu' di tanto ma c'e' di peggio in giro.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a I quattro dell'Apocalisse (1975)


2010-06-18 23:51:43 Opinione di michel su "I quattro dell'Apocalisse"
michel

CAMMINARE A CASACCIO Un negro pazzo, un baro, una prostituta e un alcolizzato scampati a un massacro integralista attraversano il deserto. Faranno incontri buoni (una comunità religiosa, dei rozzi minatori dal cuore d’oro) e pessimi (la banda di Chaco). A tratti si avverte la mano solida di Fulci (il parto) e purtroppo anche il suo gusto per la sottolineatura sadica, ma la storia proprio non c’è, il film è montato malissimo e gli attori sono insipidi (F....

voto al film: michel assegna il voto mediocre a I quattro dell'Apocalisse (1975)



2010-03-24 19:53:36 Opinione di wang yu su "I quattro dell'Apocalisse"
wang yu

inizio interessante poi Fulci la butta sul truce e sul sadico, e nonostante cio riesce a rendere questo film anche noioso risultato finale, miscela indigesta.

voto al film: wang yu assegna il voto mediocre a I quattro dell'Apocalisse (1975)


2007-04-17 16:48:14 Opinione di tunney su "I quattro dell'Apocalisse"
tunney

Ho sentito più di una volta dire che(a parte la trilogia di Leone) i piu' bei spaghetti western della storia del genere siano stati quelli girati a fine anni 70, quando dopo il declino del genere si era cercato di farlo riemergere con western piu'curati e piu'trucidi in produzione minore. Che si possa esser daccordo o no un fondo di verità ci può stare tutto, vedi Mannaja (1977), Amore, Piombo e Furore (1978), Sella D'Argento (1976) per citarne alcuni. Indimenticabile tardo spaghetti...

voto al film: tunney assegna il voto buono a I quattro dell'Apocalisse (1975)

1 commento


2007-03-24 17:59:35 Opinione di giurista81 su "I quattro dell'Apocalisse"
giurista81

Western atipico con momenti grotteschi e con una sceneggiatura (voto: 5+) talmente frammentata da non coinvolgere adeguatamente lo spettatore. Presente anche qualche buchetto narrativo in qua e in là e alcuni dialoghi troppo sopra le righe. Ottima la regia del sempre bravo Lucio Fulci e le interpretazioni di Milian (in versione Nico Giraldi messicano) e soprattutto di Fabio Testi che per l’occasione si dimostra più convincente del solito. Belle le musiche, discreta la fotografia di...

voto al film: giurista81 assegna il voto sufficiente a I quattro dell'Apocalisse (1975)


2006-06-28 19:20:58 Opinione di kotrab su "I quattro dell'Apocalisse"
kotrab

5 1/2

voto al film: kotrab assegna il voto sufficiente a I quattro dell'Apocalisse (1975)



2005-03-05 14:40:13 Opinione di scapigliato su "I quattro dell'Apocalisse"
scapigliato

Un western all’italiana che travalica ogni confine estetico assodato e crea un’atmosfera unica nel panorama dello Spaghetti-W. Lucio Fulci, autore, racconta, o forse non racconta e lascia che sia, la storia di quattro disgraziati, neanche peccatori (anche se il peccato è la chiave di volta del film), ma proprio 4 disgraziati alla deriva, che affrontano un viaggio sul Mito cinematografico dell’on-the-road keruachiano attraverso il West almeriense. Come in tutti i road-movie anche qui...

voto al film: scapigliato assegna il voto buono a I quattro dell'Apocalisse (1975)

2 commenti
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2004-12-06 19:50:09 Opinione di superpanta su "I quattro dell'Apocalisse"
superpanta

Davvero brutto. La trama è talmente demente da sfiorare il trash in alcuni punti, e gli attori, tranne il magnifico Tomas Milian, sono pessimi. La sceneggiatura è comunque buona, e ci sono alcune scene non semplicemente da salvare, ma che meritano (il duello finale e lo stupro). Il colpo di grazia al film lo da l'assurdo doppiaggio, eccezion fatta per Nando Gazzolo che doppia Fabio Testi, e Tomas Milian che doppia sè stesso. Banale è talvolta stupido il resto. Voto: 4+

voto al film: superpanta assegna il voto mediocre a I quattro dell'Apocalisse (1975)




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