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Anna Oz (1996)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Anna Oz: assente
Ritmo ritmo in Anna Oz: minimo
Impegno impegno in Anna Oz: assente
Tensione tensione in Anna Oz: presente
Erotismo erotismo in Anna Oz: presente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Anna Oz (voti: 1 media: 2,00) 1

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locandina di Anna Oz

La trama

Anna è la protagonista di un'esistenza che durante il sonno si scinde in due vite parallele. Da una parte c'è l'Anna che vive a Parigi con il fidanzato Mark, dall'altra la sua espressione scissa che girovaga in una Venezia misteriosa dove i canali somigliano ai meandri di un tunnel degli orrori, dove un misterioso trafficante d'armi assomiglia troppo a suo padre. Al centro di questa scissione, contrappuntata dal rumore e dal vapore di un umidificatore, c'è un omicidio, sul quale è chiamata a testimoniare, ma di cui non ricorda assolutamente nulla, che sconvolge la vita di Anna - costretta a trascorrere una notte in prigione - governando da un angolo scuro dell'incoscio la sua vita onirica.  

Scritto da Rochant ("Aux yeux du monde", "Les patriotes") e da Gérard Brach, sceneggiatore preferito di Polanski, "Anna Oz" è un oggetto raffinato e misterioso costruito come un'infinita serie di scatole cinesi, ma troppo spesso farraginoso nei suoi movimenti onirici.

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L'opinione più recente

Di Aquilant scritta il 2006-10-13 00:00:42

Voto al film: voto mediocre

Opera dal fascino vagamente ipnotico, rappresa nell’angusta irrisolutezza di una spazialità obliqua ed indefinita, tesa a sospingere lo spettatore in una terra di nessuno dove il pesante alone di simbolismo artificiosamente creato finisce col risultare forzatamente soggetto agli alti e bassi umorali di una regia narcisistica e costantemente indecisa sulla giusta direzione da intraprendere. Ne derivano di conseguenza inevitabili sprazzi di sussultoria inquietudine riflessa cullata dall’eccessivo ondeggiare di un racconto che mira ad incastrare diligentemente le sue trame spiraliche l’una sull’altra, con l’inevitabile risultato di rimanere alla fine incagliato nelle paludi acquitrinose di un’insostanziale seppur carezzante incompiutezza. Avvinta dalle fitte maglie di una (fittizia?) esistenza generata da sogni che a loro volta traggono il loro motivo di vita da brandelli di realtà aleatoria e sfuggente, l’epopea di Anna Oz, fumosa eroina dalla carica ambigua e dalla mente deviata, dotata dell'invidiabile dono dell'ubiquità, si consuma tristemente tra letti sfatti di una Parigi non ben identificata e le inquietanti disarmonie di una Venezia arcana, misteriosa, che rievoca antichi fantasmi vaganti all'ombra dei suoi canali, alla ricerca di un equilibrio narrativo di improbabile realizzazione, forzatamente inibito dalla stessa univocità di una storia la cui convenzionalità stilistica è opportunamente mascherata, dispersa in sterili trame sospese miranti unicamente a celebrare un incessante quanto sterile elogio delle doti interpretative di Charlotte Gainsbourg. Perennemente appiccicata addosso alla pur seducente protagonista, la macchina da presa finisce per perdere irrimediabilmente il bandolo della matassa, smarrita in un labirintico effluvio di scatole cinesi che si aprono e si richiudono a ripetizione rivelando dietro la facciata di una storia pretenziosa e volutamente ambigua lo sconcertante volto del nulla. E l’apparato fumogeno creato da Rochant è paragonabile alla fine ad una montagna che finisce col partorire il classico mickey mouse, creando oltretutto discutibili quanto esecrabili alternative al male oscuro di vivere. Ed allo spettatore non rimane altro che sorbire in silenzio la classica miscela sotto vuoto spinto.
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SI

Opinioni su Anna Oz


2006-10-13 00:00:42 Opinione di Aquilant su "Anna Oz"
Aquilant

Opera dal fascino vagamente ipnotico, rappresa nell’angusta irrisolutezza di una spazialità obliqua ed indefinita, tesa a sospingere lo spettatore in una terra di nessuno dove il pesante alone di simbolismo artificiosamente creato finisce col risultare forzatamente soggetto agli alti e bassi umorali di una regia narcisistica e costantemente indecisa sulla giusta direzione da intraprendere. Ne derivano di conseguenza inevitabili sprazzi di sussultoria inquietudine riflessa cullata...

voto al film: Aquilant assegna il voto mediocre a Anna Oz (1996)



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