1997: Fuga da New York (1981)
Con Kurt Russell, Lee Van Cleef, Ernest Borgnine, Donald Pleasence, Harry Dean Stanton, Adrienne Barbeau
La trama
In un futuro molto prossimo l'intera città di New York, ormai ingovernabile e preda di bande metropolitane di banditi, è trasformata in un'enorme prigione dalla quale nessuno può fuggire. Caso vuole però che l'aereo presidenziale, dirottato da un gruppo di terroristi, precipiti sulla città. Salvato da una speciale capsula, il primo cittadino d'America viene preso in ostaggio dalla banda del "Duca" che, in cambio, chiede la propria libertà. La polizia infiltra alloraJena Plinski che in sole 24 ore deve compiere la sua missione.
Da uno specialista del film d'azione e del thriller come Carpenter ci si aspetta esattamente quello che il film propone: ritmo mozzafiato, grandi emozioni, visione apocalittica. Un classico della fantascienza moderna.
L'opinione più votata
Di callme Snake scritta il 2009-10-25 17:50:21 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Un aereo con a bordo il presidente ("presidente di che?" apostroferà il nostro antieroe...) e un importante nastro legato alla guerra mondiale in corso (la terza?) cadono sull'isola-carcere di Manhattan, governata da un manipolo di criminali, parodia e specchio del potere ufficiale: essi sono altrettanto violenti e ingiusti dei militari e dei politici, ma a questi preferibili in quanto privi della maschera del perbenismo e dell'autorità (come si intuisce, Carpenter non risparmia nessuno, non è un populista né tantomeno un buonista).
Un uomo catturato nel posto sbagliato e al momento sbagliato (come Napoleone Wilson, nato fuori tempo massimo), una volta facente parte dello stesso sistema a cui ora si ribella (senza tante chiacchiere ideologiche a dir la verità), viene incaricato di recuperare il presidente e il nastro: se non lo farà delle microcariche esplosive gli faranno saltare le vene. Riluttante e incazzato Snake Pliskeen accetta l'incarico e si trova ad affrontare una serie di prove per raggiungere il suo scopo...
Sconcertante fumetto apocalittico, perfetta simbiosi di archetipi, stereotipi, generi, citazioni, immaginari, tutti piegati allo stile elegantissimo e raffinato di John Carpenter. Un concentrato di intelligenza filmica che nemmeno il Leone del Buono, Il Brutto e Il Cattivo, citato e legato dal volto e dal carattere dell'arcigno Lee Van Cleef, già malato durante le riprese, eppure in grado di riprendere splendidamente il ruolo del guardiano del carcere bastardo e interessato interpretato nel western con Eastwood: il ruolo di uno Snake Pliskeen che invece di ribellarsi si è adattato al potere, divenendone parte integrante.
Sempre da Leone (quello di Per Qualche Dollaro in Pìù questa volta) viene lo scambio di battute finale tra Van Cleef e Russell, mentre il personaggio di Snake è pensato con un occhio di riguardo ai cavalieri senza nome eastwoodiani.
In Escape From New York c'è tutto quello che uno può desiderare da Carpenter: c'è l'ironia dissacrante anti-hollywoodiana e anarchica (ma lo stesso regista è restio nell'ammettere di essere tale: invece preferisce spacciarsi per capitalista, anche se poi il budget dei suoi film è molto più che ridotto!); c'è l'invenzione registica e la capacità di evocare grandi scenari con pochissimi mezzi, c'è il senso del ritmo e dei tempi che ha imparato dai maestri (ancora Leone; ma anche e soprattutto Hawks, Ford, Lewton, Arnold, Siegel, Peckinpah, Hitchcock). Ci sono i personaggi-limite perfettamente funzionali alla narrazione, le sue eroine (splendida Adrienne Barbeau, una donna con gli attributi leale e coraggiosa, in barba alla misoginia diffusa nel cinema, arte da sempre dominata da visioni "maschili"), i suoi fantasmi-zombi-brigate della morte che risorgono dal terreno per cibarsi di carne (doppia citazione romeriana: da La Notte dei Morti Viventi e da The Crazies, nome di questa banda di folli appunto), emblemi di una società che reprime e nasconde il diverso (come in Halloween), incarnato appunto nell'archetipo dell'Ombra, sempre presente in tutto il suo cinema.
C'è l'idea del film come intrattenimento prima di ogni altra cosa, anche se poi nei fatti i film di Carpenter sono sempre politici, sempre militanti, sempre "impegnati" (lui afferma che il cinema non è in grado di veicolare messaggi: al limite i film hanno tematiche. Per i messaggi c'è la letteratura, più capace del cinema in questo scopo); c'è la creazione di un'opera che è il prodotto della perfetta cooperazione tra amici-professionisti, che si divertono e investono se stessi nel film.
Ma poi è inutile andare avanti ad elencare i pregi di Fuga da New York, ognuno ci troverà quelli che preferisce. Altrimenti, come scrisse il compianto La Polla, "chi non sa godersi Carpenter, peggio per lui!". Amen.
- negative [2]
- sufficienti [4]
- positive [80]
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2011-12-15 16:07:30 Opinione di urios su "1997: Fuga da New York"
Abbiamo superato da molti anni la fatidica data del titolo minaccioso e abbiamo visto altri orrori nel mondo ma N.Y. è rimasta più o meno libera, non è ancora un carcere dove scene di cruda sopravvivenza caratterizzano ogni angolo. Si può rimarcare che la grande Mela è stata nel frattempo menomata di qualche grattacielo, ma le decadute torri sono entrambi riconoscibili nel film. Jena Snake Plissken è il protagonista divenuto mito, forse ben più del film stesso.
voto al film: 
2011-08-26 17:13:53 Opinione di tafo su "1997: Fuga da New York"
Il disordine ordinato della città ,non più solo metaforicamente, carcere a cielo aperto ma controllato. New York non esiste più e anche il simbolo della libertà è solo un altro punto da cui guardare la città e non farsi sorprendere da tutti i criminali che la abitano. Nel 1997 il quadro è apocalittico l'autorità appare ridicola nella sua contrapposizione con l'anarchia mitica del protagonista sfuggente ad ogni definizione. Snake...
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2011-02-24 19:12:22 Opinione di giorgiobarbarotta su "1997: Fuga da New York"
Anticipazione sociopolitica di un passatoprossimo mai così verosimile e inquietante, scuro e claustrofobico. L'individualismo anarchico come unica alternativa al sistema malato. Un antieroe soldato e galeotto che combatte per la sopravvivenza coatta di una nazione allo sbando. Le Due Torri come sinistre attrici non protagoniste. Azione, adrenalina e perfezione narrativa da tragedia greca. La miglior fantascienza screziata d'horror dramma e western. Almeno due frasi...
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2010-12-23 12:56:15 Opinione di Myau su "1997: Fuga da New York"
Pietra miliare del cinema (anti)americano. Forse il miglior film di Carpenter. Atmosfera unica, personaggi memorabili, battute grandiose. Validissimo dal punto di vista tecnico-artistico soprattutto per le location celebri disastrate e per la splendida fotografia notturna. Gli attori sono perfetti e Kurt Russel, pur con un occhio solo, regala una delle inquadrature più belle della storia del cinema (l'addio silenzioso ad una Adrienne Barbeau decisa ad...
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2010-11-03 00:07:23 Opinione di Mattyman su "1997: Fuga da New York"
In una New York particolarmente cupa e abbandonata a se' stessa, si svolge uno dei film più celebri di Carpenter, ovvero "1997:Fuga da New York". I motivi della fama del film sono l'idea azzeccata di partenza, le atmosfere e il modo di gestire la tensione anche senza mettere tante scene adrenaliniche e ricche d'azione e alla fine della visione lo spettatore sarà soddisfatto, anche grazie al finale azzeccato.
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2010-10-31 13:13:03 Opinione di cheftony su "1997: Fuga da New York"
Carpenter è un maestro: si è cimentato in vari generi e ne è sempre uscito alla grande, girando film riconoscibilissimi e godibili come pochi. 1997: fuga da New York è il riuscito tentativo di creare una storia punk-fantascientifica, ponendo come fulcro della vicenda quell'antieroe poi diventato celebre che è Snake Plissken (Jena in italiano: poteva andare peggio, quanto a traduzione, ma potevano anche lasciarlo come Snake...), interpretato da un Kurt...
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2010-05-05 18:39:51 Opinione di movieman su "1997: Fuga da New York"
New York, capitale del mondo, primo sogno turistico del 90% della gente se si facesse un sondaggio, tutti vorrebbero metterci piede prima o poi. E’ qui che il film gioca la carta del paradosso: e se in futuro disastrato la Grande Mela diventasse un inferno-prigione e tutti volessero al contrario uscirne? Rivisto oggi, il flm non è molto movimentato, si nota qualche difetto di scrittura, il budget sembra un po’ risicato, Kurt Russell è fin troppo legnoso nonostante...
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2010-04-12 16:40:37 Opinione di jagger su "1997: Fuga da New York"
Uno dei grandi cult di Carpenter, è una pellicola appartenente al filone "tutto in una notte", poco battuto ma che solitamente ha portato a dei veri gioiellini ("I guerrieri della notte" ne è un esempio, così come la parodia "Fuori orario"). Cosa ha reso importante il film? La presenza di un grande antieroe (Russel); il solito richiamo all'essenziale del cinema western (la presenza di Lee Van Cleef è fondamentale); la delineazione dei personaggi così...
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2010-02-13 22:38:18 Opinione di Thobia su "1997: Fuga da New York"
Insieme a BLADE RUNNER, il più bel film di fantascienza che ho visto! Ma rispetto al film con Harrison Ford, preferisco EFNY per diversi motivi: 1) perchè è stato girato con un budget nettamente più povero; 2) perchè ha incassato meno; 3) perchè in tutte le classifiche degli espertoni arriva sempre dopo il film di Scott; 4) per omaggiare Cronenberg, Romero e Wayne (il Duca) a loro volta citati nel film; 5)...
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2010-01-09 03:57:35 Opinione di IGLI su "1997: Fuga da New York"
Un gran bel film fantascientifico con atmosfere cupe e interpreti azzeccati. John Carpenter al meglio della forma.
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [4]
- positive [80]
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