Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Funny Games (1997)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Funny Games: minimo
Ritmo ritmo in Funny Games: presente
Impegno impegno in Funny Games: forte
Tensione tensione in Funny Games: molto forte
Erotismo erotismo in Funny Games: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Funny Games

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Funny Games (voti: 99 media: 3,82) 99

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Funny Games

Acquista Funny Games

Scegli tra i formati disponibili

Funny Games disponibile in DvdFunny Games non disponibile in Blu-RayFunny Games non disponibile in Umd

La trama

Per le vacanze estive Anna, Georg e il figlio Georgie raggiungono la loro incantevole casa in riva al lago. Mentre padre e figlio armeggiano sulla barca a vela rimessa a nuovo e Anna sta preparando la cena, all'improvviso si trova davanti Peter, un ragazzo dall'aria perbene, ospite dei vicini, che le chiede delle uova per conto di Eva. Dalla serenità si passa, ben presto, al terrore...  

Haneke è un regista austriaco che si è fatto notare dai frequentatori dei festival con "Benny's Video" e "71 frammenti di una cronologia del caso". Questo film è ancora un "esercizio nella crudeltà" e dimostra la sua capacità di mettere in croce i personaggi e lo spettatore. Dopo un inizio in cui la tensione cresce attraverso l'accumulo di elementi all'apparenza insignificanti, quando i due "maniaci" si installano nella casa dei protagonisti Haneke passa a uno sviluppo degno di "Non aprite quella porta". Con una differenza: la violenza, che è tanta e tremenda (tortura fisica e psicologica, stupro e omicidio), sta sempre nel fuori campo.

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 12/03/2010 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto buono

"Il dovere dell'arte è quello di porre domande, non di fornire risposte": parole del tedesco trapiantato a Vienna Michael Haneke, classe 1942, una carriera avviata prima come critico cinematografico e poi, a partire dai primi anni Settanta, proseguita come regista televisivo e teatrale, fino al vero e proprio esordio sul grande schermo nel 1989. Funny Games costituisce il suo quinto lungometraggio (a cui va aggiunto il breve segmento realizzato nel 1995 per Lumière et compagnie) e ne riassume poetica e stile con ardore veemente e cinefila passione: non è un semplice horror, anche se travolge lo spettatore con l'orrore della vicenda. Non è neanche un algido saggio di meta-cinema fine a se stesso (anche se nel meta-cinema ci sguazza dentro dall'inizio alla fine) e men che mai un gioco perverso con lo spettatore-voyeur (e però, seppure sui generis, proprio di un gioco si tratta). Non si gongola nella masturbazione citazionista (eppure i "baubau" sono bianchi come i drughi di Arancia meccanica, le atmosfere angoscianti di Ore disperate riecheggiano in molte sequenze, la canonica struttura drammaturgica del genere, "regolamentata" da Non aprite quella porta, viene sempre seguita pedissequamente nelle sue evoluzioni narrative), perchè l'ispirazione che lo sorregge si preoccupa più di "travolgere" che di "omaggiare". In realtà Haneke sta solo calando le sue carte su un tavolo da gioco: lo spettatore non partecipa al gioco, perchè il "potere" della visione è sconfitto in partenza di fronte alla potenza del processo creativo, potendo soltanto "subirlo". È in questi territori che abita il cuore pulsante di Funny Games: territori in cui lo spettatore è vittima, in cui l'autore dello spettacolo messo in scena per il pubblico srotola su un tappeto rosso (metaforicamente, di sangue...) le sue tesi. Tesi che Haneke compone, lentamente ma inesorabilmente, calando le sue carte sullo schermo e ricomponendole, come tasselli di un mosaico, in un "solitaire" che possiede l'unica aspettativa di "essere esibito". Lo spettatore, per Haneke, ha un altro compito: quello di "leggere" non il mosaico completo ma di osservare ed analizzare i singoli tasselli (è qui l'aggancio al meta-cinema), ovvero la destrutturazione dell'opera filmica (e non a caso Haneke era un critico cinematografico militante cresciuto a pane e Bazin). Per questo non va per il sottile: non ne ha bisogno, anzi, la scelta operata è proprio quella della brutalità, crudele e senza mezze misure, di chi ha fretta (ed entusiasmo) di proporre la propria folle visione al suo pubblico (sì, è "suo" perchè per tutta la durata del film, ed almeno sino alla sua fine, lo ha ridotto in schiavitù imprigionandolo di fronte allo schermo) preoccupandosi esclusivamente di trasfigurare nell'eccesso cinefilo e nell'esasperazione emotiva (tra i tanti corrispettivi storici viene in mente, per analoghe intenzioni di trasfigurazione estremistica, la macchina da presa usata come arma in Lo stato delle cose di Wim Wenders, proprio lui che, guarda caso, interruppe la visione di Funny Games al Festival di Cannes abbandonando la sala, evidente il rigetto di fronte alla schiavitù a cui Haneke lo stava obbligando) le chiavi di lettura più immediate dell'opera, ovvero quelle cifre stilistiche, basate su codici estetici immediatamente identificabili, con cui il regista cattura, con un raggelante ed insostenibile crescendo di disgusto, la pseudo-complicità e l'attenzione dello spettatore, immediatamente preso al laccio dall'incontro di una famigliola altoborghese (padre, madre, figlio e cagnolino in vacanza nella propria villetta in riva a un lago), con due apparentemente candidi giovanotti, che ben presto, con petulante invadenza, iniziano a tormentarli: prima si insediano nella loro abitazione e poi, dopo averli presi in ostaggio "rivelandosi" come due sadici squilibrati, innescano un terrificante gioco del gatto contro il topo con i malcapitati di turno, conducendoli, dopo un'escalation di violenze e torture, fino al completo e atroce martirio conclusivo. ESPANDI +
Commenta l'opinione 12
SI

Opinioni su Funny Games


31 marzo 2011 Opinione di Band24 su "Funny Games"
Band24

Non mi è piaciuto. A tratti troppo assurdo e statico. Con una storia banale si è voluto creare tensione. Non capisco come certi apprezzino queste produzioni, che sono semplicemente "esperimenti" ottenuti mescolando elementi di altre pellicole che ebbero più successo.

voto al film: Band24 assegna il voto mediocre a Funny Games (1997)

1 commento

13 marzo 2011 Opinione di bukowski91 su "Funny Games"
bukowski91

Un terribile gioco al gatto col topo. Già dalla prima inquadratura dall'alto che riprende l'automibile della famiglia si comprende il loro avvicinamento verso la morte. La forza del film è quello di trasferire angoscia nuda e cruda allo spettatore senza mostrare alcun tipo di violenza fisica e pochissimo sangue. Infatti la parte migliore è il punto in cui i due ragazzi se ne vanno e c'è per qualche minuto la macchina da presa fissa a riprendere i due coniugi...

voto al film: bukowski91 assegna il voto buono a Funny Games (1997)

nessun commento
[utile per 6 utenti]


27 gennaio 2011 Opinione di wang yu su "Funny Games"
wang yu

il senso di angoscia si insinua lentamente sullo spettatore, e su Anna e Georg, con più di una dose di manipolazione psicologica. Quasi fingendo che non stanno facendo niente di male, con più di un accenno di cordialità  i due autori riescono a infliggere un livello preoccupante di paura sulla famiglia, e tuttavia è la forma più sottile dell' aggressione,invece di continue minacce, i due si comportano come ospiti a cena.  Si tratta di due...

voto al film: wang yu assegna il voto buono a Funny Games (1997)


27 gennaio 2011 Opinione di Cappa66 su "Funny Games"
Cappa66

Film lento e statico. I protagonisti si parlano addosso senza mai coinvolgere. Tempo sprecato.

voto al film: Cappa66 assegna il voto mediocre a Funny Games (1997)



10 gennaio 2011 Opinione di michel su "Funny Games"
michel

PERCHE GUARDI IPOCRITA! Due giovanotti si introducono in una casa di vacanza; dopo aver torturato e ucciso per puro divertimento un'intera famigliola bussano alla porta dei vicini … Come la coppia con figlio della quale assistiamo al calvario anche noi spettatori siamo messi nel sacco da un regista che, con indubbia perizia, si diverte a giocare con le emozioni. E non per fornirci un divertimento malignetto ma per farci riflettere (magari con un po'di vergogna) sullo spettacolo della...

voto al film: michel assegna il voto buono a Funny Games (1997)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

30 dicembre 2010 Opinione di OGM su "Funny Games"
OGM

L’angoscia si solidifica, dopo aver imperversato per l’aria, urtando contro il muro impenetrabile del cinismo di Paul e Peter, gli spietati artefici dei funny games. Il terrore nasce e finisce sotto l’impalpabile forma del suono, partendo leggero dalle loro labbra come un suadente annuncio di sventura, per poi precipitare nel lacerante grido che, da fuori campo, suggella la tragedia ormai consumata. Il loro piano criminale esclude l’imprevisto: tutto è...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Funny Games (1997)

3 commenti
[utile per 13 utenti]


15 luglio 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Funny Games"
Utente rimosso (signor joshua)

Il meccanismo di morte comincia immediatamente: dal comportamento dei vicini di casa di Georg e Anna, all'inizio del film, si intuisce che c'è qualcosa che non va, che non si tratta di semplice scortesia. Tutto, poi, si evolve in modo assurdo, quasi grottesco: Peter entra nella cucina dove Anna sta cucinando e chiede delle uova, le rompe e ne chiede altre, poi fa “accidentalmente” cadere in acqua l'unico telefono della casa, rompe anche le altre uova e ne chiede ancora....

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto sufficiente a Funny Games (1997)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

10 luglio 2010 Opinione di chribio1 su "Funny Games"
chribio1

il film in se' x 1 buona mezz'ora non ha nulla da ricordare poi,nei passaggi seguenti incomincia a materializzarsi l'incubo vissuto dalla famiglia che ne resta immersa in tutto il film. Purtroppo la trama era interessante ma il film nonostante la bravura degli attori spesso era prevedibile.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Funny Games (1997)



5 aprile 2010 Opinione di Florian Klose su "Funny Games"
Florian Klose

8/10: lì per lì gli ho assegnato un bel 3, non senza disgusto per la violenza gratuita (?) di cui credevo volesse fare l'apologia. Dopo un lungo periodo di digestione ho imparato ad apprezzarlo, se non proprio a capirlo. Questo perché il meccanismo funziona e le qualità del film sono difficili da enumerare: ironia, alta tensione, originalità, recitazione eccellente, riprese eseguite con personalità, sceneggiatura più che soddisfacente ed a...

voto al film: Florian Klose assegna il voto buono a Funny Games (1997)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

12 marzo 2010 Opinione di FABIO1971 su "Funny Games"
FABIO1971

"Il dovere dell'arte è quello di porre domande, non di fornire risposte": parole del tedesco trapiantato a Vienna Michael Haneke, classe 1942, una carriera avviata prima come critico cinematografico e poi, a partire dai primi anni Settanta, proseguita come regista televisivo e teatrale, fino al vero e proprio esordio sul grande schermo nel 1989. Funny Games costituisce il suo quinto lungometraggio (a cui va aggiunto il breve segmento realizzato nel 1995 per...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto buono a Funny Games (1997)

12 commenti
[utile per 14 utenti]



scrivi la tua opinione su Funny Games


Voti a Funny Games


login

hai dimenticato la password?