Stati di allucinazione (1980)
Con William Hurt, Blair Brown, Bob Balaban, Charles Haid, Drew Barrymore
La trama
Uno scienziato compie indagini sull'origine della vita, rischiando di persona.
Eddie, giovane scienziato, aiutato da due colleghi studia i risultati di un test cui sono stati sottoposti alcuni studenti. Costoro si sono immersi da soli e al buio in una vasca piena d'acqua salata fino ad arrivare alla perdita della coscienza. La loro speranza è quella di recuperare sensazioni appartenenti ai primordi della vita umana; Eddie sente il bisogno di sperimentare su se stesso il test.
Il film, tratto da un romanzo di Paddy Chayefsky, fu iniziato da Arthur Penn e finito da Ken Russell. Nella versione finale, dilagano gli effetti speciali e alcune impennate visionarie riscattano l'assunto didascalico.
L'opinione più votata
Di Davide Schiavoni scritta il 31/10/2010 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Lilly è conosciuto soprattutto per aver ideato l'esperimento: “Development of the sensory deprivation tank”. Tale pratica consisteva nell'immergere un soggetto in una vasca buia, insonorizzata e riempita con acqua satura di sale solfato di magnesio, mantenuta in stato di isotermia al fine di favorire l'eliminazione della sensazione tattile. Attraverso la preclusione di qualsiasi tipo di percezione sensoriale, lo scopo era quello di far lavorare il cervello in assenza totale di stimoli esterni e, in questo modo, verificare fin dove questo riuscisse a spingersi. Gli effetti erano quelli di un estremo rilassamento prima, e di un profondo stato onirico poi, durante il quale potevano manifestarsi vere e proprie allucinazioni.
Ma "Altered states" non è solo un film sensazionale ed effettistico: con esso Russell arriva a toccare svariate e importanti tematiche. Quella che, dalle prime battute del lungometraggio, emerge immediatamente, riguarda il crollo della fede religiosa da parte del protagonista, originato dall'evento luttuoso della morte del padre; dopo il primo rapporto sessuale con colei che diverrà la sua futura moglie, Eddie confiderà a quest'ultima che quando era bambino aveva visioni di santi, angeli e Gesù, ma che dalla scoperta della vita come sofferenza, in seguito alla scomparsa prematura del genitore, ha smesso di credere in Dio.
Questo crollo erompe prepotentemente dal suo inconscio durante le esperienze allucinate, cristallizzandosi in una palese simbologia biblica dissacrantemente ribaltata: dalla caduta della bibbia alla fiamma sulla sacra sindone; dal cristo crocefisso e dall'agnus Dei mostrificato allo sgozzamento dello stesso agnello il cui sangue si riversa sulle Sacre Scritture.
Di qui il passo successivo è quello d’una rappresentazione integralmente antireligiosa della vita, la quale però non importa una sostituzione di Dio con l'uomo scientista onnipotente, che anela a possedere la verità ultima di tutte le cose; bensì un'accettazione della realtà nella sua finitezza e intrinseca insensatezza, che tuttavia trova la sua ragion d'essere, nell'ambito delle dinamiche interpersonali, in un darsi/donarsi vicendevole lungi da qualsivoglia percorso solitario che nega la presenza dell'altro. All'iconografia cristiana s'intrecciano, infatti, le problematiche legate al rapporto di coppia, compromesso dalla Hýbris (letteralmente "tracotanza", "eccesso" "superbia", "orgoglio" o "prevaricazione") dello scienziato. Nel quadro dello sviluppo e del successivo deterioramento della relazione tra i due protagonisti, si passa così dall'immagine di lui trasfigurata in angelo (nella circonfusione di una candida luce bianca) a inizio film, a quella successiva diametralmente opposta, sia metaforicamente che scenicamente (quando Eddie appare illuminato, l'inquadratura si sofferma su di lui che entra nella casa della sua futura moglie dalla porta principale; invece nel momento dell'oscuramento, congegnato come un ideale –e differito- controcampo, questi si trova di fronte alla porta d'ingresso e in fondo al corridoio), dello stesso con la figura completamente eclissata: in altre parole, dalla bellezza degli "albori" della storia d'amore all'obnubilamento ottuso riveniente (anche) dalla ostinata perseveranza scientista. ESPANDI +
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26 maggio 2012 Opinione di michel su "Stati di allucinazione"
Spiccò il volo per futili motivi e ricadde nel vuoto. Ma volò e noi con lui.
voto al film: 
10 aprile 2012 Opinione di movieman su "Stati di allucinazione"
Dalla vita prenatale, all'escatologia, dalle neuroscienze alle mutazioni del DNA: difficile trarci qualcosa di valido in termini scientifici, ma variegate, corpose e dopanti sono le suggestioni visive.
voto al film: 
15 dicembre 2011 Opinione di bellahenry su "Stati di allucinazione"
un film che vorrebbe auto proclamarsi importante. un film che tratta un argomento filosofico molto complesso in un mode abbastanza semplice. al centro di tutto ci sono le allucinazione che il protagonista si auto-procura per raggiungere l'io primitivo di ognuno di noi. e sono proprio le allucinazioni una delle caratteristiche piu piacevoli del film, sono tra la piu curate scene della mente di sempre,molto notevoli. il film per il resto è buono e intriganti con alcuni punti di dialoghi...
voto al film: 
9 agosto 2011 Opinione di wang yu su "Stati di allucinazione"
Il film ha un certo impatto visivo ma non ha un senso,si muove tra il terrore e la metafisica, è incongruo ha poco ritmo e il finale è completamente assurdo.Molto elettrizzante la trasformazione e fuga.
voto al film: 
20 gennaio 2011 Opinione di danandre67 su "Stati di allucinazione"
e' allucinante dare 4 stelle a questo film
voto al film: 
1 dicembre 2010 Opinione di alfatocoferolo su "Stati di allucinazione"
No, non convince. L'idea di fondo non è male, alterare i propri stati mentali per ritrovare la matrice originale dell'essere umano, una sorta di incarnazione dell'archetipo junghiano. Ma poiché nè le droghe e nemmeno le vasche di deprivazione sensoriale si rivelano sufficienti, allora il protagonista mischia banalmente le due cose per avere un effetto ulteriormente potenziato. Fin qui il film è stato interessante sebbene a tratti noioso, poi la svolta. La vasca...
voto al film: 
31 ottobre 2010 Opinione di Davide Schiavoni su "Stati di allucinazione"
Stati di allucinazione" è una delle opere più estreme di Ken Russell: un viaggio lisergico ai confini della mente umana, attraverso la figura dello scienziato Eddie Jessup, a sua volta ispirata a quella reale del ricercatore e psichiatra americano John Lilly. Lilly è conosciuto soprattutto per aver ideato l'esperimento: “Development of the sensory deprivation tank”. Tale pratica consisteva nell'immergere un soggetto in una vasca buia, insonorizzata e...
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10 maggio 2010 Opinione di ed wood su "Stati di allucinazione"
Piuttosto deludente. Datato, convenzionale. L'estro di Russell si vede a tratti. Troppa scienza, troppo discorsi. E poi c'è un difetto nel manico: Ken Russell è un visionario della realtà (e della Storia, visti i suoi film biografici). In un film che parla di sostanze allucinogene, la componente visionaria risulta telefonata. E allora dove sta la stravaganza? Come sfogare la propria vena immaginifica, la propria capacità di trascendere il reale, se il...
voto al film: 
28 aprile 2010 Opinione di clario su "Stati di allucinazione"
L'unico vero problema di questo film è un finale forzato sull'amore universale, unico elemento "sicuro" a cui aggrapparci nello stato di indefinitezza della nostra esistenza. Che la materia possa essere una manifestazione "altra" della mente è un'ipotesi presa da una quantità infinità di ipotesi che si posso fare sul tangibile. Resta il fatto che si tratta di un'ipotesi affascinante. A metà strada tra lo scetticismo (quello filosofico) e lo scientismo ci...
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10 novembre 2009 Opinione di bradipo68 su "Stati di allucinazione"
Viaggio nella dimensione lisergica e ritorno.Con conseguenze nefaste.Probabilmente un film più famoso che bello,un ottimo uso di effetti speciali che visti con gli occhi sofisticati del nuovo millennio appaiono decisamente anacronistici ma continuano ad avere un certo fascino.A metà tra la fantascienza e l'horror anni 50 con annessa creatura che simboleggia la regressione dell'uomo al suo stato primordiale.Un meccanismo un po'legnoso e ripetitivo con un giovane Hurt che...
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