Radiofreccia (1998)
Con Stefano Accorsi, Luciano Federico, Francesco Guccini, Alessio Modica
La trama
La storia di una radio libera dagli gloriosi anni Settanta fino ad oggi.
Nella Correggio degli anni '70, Bruno apre nella soffitta di casa con un trasmettitore da 5 watt, il giradischi e i suoi dischi, Radio Raptus. La radio diventa così la sua seconda casa, la prima è il bar Laika ed è li che si rifugia Ivan detto Freccia in seguito ad un furibondo litigio con l'arrogante amante della madre. Un giorno Freccia conosce una tossicodipendente e con lei comincia farsi.
A parte qualche ingenuità (quella biglia simbolo di innocenza perduta...), qualche lungaggine e qualche interprete non all'altezza, il film è un esordio interessante. Merito anche del cast tecnico: il Liga si intende poco di inquadrature e piani- sequenza. Ma ha l'umiltà di affidarsi a un co regista (Antonio Grimaldi) e a un direttore della fotografia non alle prime armi (Arnaldo Catinari). Un film leggero, ma nel vestito migliore.
Di GIANNISV66 scritta il 13/01/2011 - utile per 4 utenti Voto al film: L'opinione più votata

Sembra una commedia, la vicenda dei quattro amici di provincia (la profonda provincia emiliana e non poteva essere altrimenti) con le loro serata al bar, i loro scherzi, i finti duelli da film western (divertentissima la scena, con il pistolero vincente che offre da bere a tutti, anche al "cadavere" dello sconfitto prontamente rialzatosi). E sono proprio i personaggi di contorno, quelle figure tipiche della provincia italiana, a metà tra il tragico e il comico (c'è una canzone del Liga che li descrive in modo toccante Walter il Mago, ci sarebbe stata assai bene tra queste immagini), che arricchiscono la visione, figure tratteggiate con grande bravura, con la dimestichezza di chi quei personaggi ha conosciuto davvero.
Sembra una commedia, dicevamo, ma è solo apparenza: la storia - anzi le storie - narrate sono storie di disperazione, di ragazzi che lottano per una vita migliore ma spesso si arrendono di fronte a una vita che di loro sembra non volerne sapere. Così Vito cerca di ammazzare il padre per difendere la sorella dai suoi abusi, Iena sposa una ragazza che lo tradisce già il giorno delle nozze mentre Boris si rivela un cinico profittatore della donna altrui e non solo. E Freccia, il protagonista, lo spaccone che cerca di conquistare ogni ragazza ma con dentro il cruccio di una madre alquanto "allegra" e di un padre morto troppo presto, non trovando risposte ai suoi drammi interiori si getta nelle braccia della droga. Lo potrebbe salvare l'amore di Marzia, dolce e devota, ma l'amore spesso non ha né i tempi né le facce che vorremmo e Freccia si innamora della egoista e superficiale Cristina. "L'amore rende soli" come dice un altro grande del Rock targato Italia e quella delusione è la mazzata che porta Freccia al suo tragico atto conclusivo.
Alla fine l'unico personaggio veramente "positivo" di tutta la storia è Bruno, grande amico del protagonista e fondatore della Radio che dà il titolo al film. La chiamerà Radioraptus ma poi in onore dell'amico scomparso sarà Radiofreccia.
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1 maggio 2012 Opinione di mm40 su "Radiofreccia"
Più tendente al Bar sport di Benni (e il bar di un paese emiliano è in effetti il fulcro delle esistenze dei vari personaggi del film) che ai Vitelloni felliniani (comunque in qualche modo citati), Radiofreccia è la trasposizione cinematografica di alcuni racconti tratti dal primo libro di Luciano Ligabue, Fuori e dentro il borgo (1997). La rockstar italiana (e già questo è un ossimoro, ma procediamo) stava affrontando il suo momento di massima popolarità, quantomeno fino a quel punto...
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18 giugno 2011 Opinione di KICKASS su "Radiofreccia"
grazie settima arte per opere come queste: e la vita con le sue imperfezioni diventa un sogno ed un incubo in una montagna russa che solo la vita sa esserlo. Grazie Liga per le emozioni che dai continuamente in musica e film
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15 gennaio 2011 Opinione di emmepi8 su "Radiofreccia"
Lo so sono impopolare, non amo molto la musica di Ligabue, che a parte agli inizi, dopo mi è sembrata, e mi sembra, troppo monocorde, almeno vocalmente, anche se nei testi e nella musica, presi da soli, gli scalini salgono, quindi il suo debutto al cinema l'ho visto con un certo ritardo e con poca fiducia, cosa non giusta, perché mai decidere a priori. Si scopre un certo gusto cinematografico interessante e la scelta stessa dei supporti tecnici è una lancia a suo...
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13 gennaio 2011 Opinione di GIANNISV66 su "Radiofreccia"
Notte fonda, il rogo di una automobile getta la sua luce sporca sul nero che avvolge la scena e un ragazzo accoccolato guarda le fiamme. Scorrono le immagini e parte la musica: "ho perso le parole / eppure ce le avevo qua un attimo fa.....". D'accordo, chi scrive è un fan del Liga (ormai è un fatto risaputo) ma questo, credetemi, non influisce sul giudizio di questo film (né di quello successivo, quel da zero a dieci che invece è una pellicola...
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5 gennaio 2011 Opinione di Luke Vacant su "Radiofreccia"
Recensione col vecchio nickname Titanic900: "Il Liga regista? si, ed è una buona prova. Bel film, 7.5."
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5 gennaio 2011 Opinione di Sevy su "Radiofreccia"
Con questo film Ligabue ha dimostrato di saper fare di tutto! Veramente bello!!
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26 gennaio 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Radiofreccia"
Film un po' generazionale, un po' sognatore, un po' moralista e un po' drammatico, ma più in generale ruffiano. Si dedica alle parti del discorso più facilone e saltando a piè pari tutta la parte in cui la radio è durata e andando da una prima parte di biografia sul cosiddetto Freccia (e ancora devo capire perchè raccontare la sua storia se poi si vuole parlare di una radio o di qualcosaltro che non centra niente ne metaforicamente ne realmente) fino ad un...
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9 luglio 2009 Opinione di jeffwine su "Radiofreccia"
Godibile, coinvolgente, commovente. La storia di chi ha vissuto la seconda meta' degli anni '70 in un paese di provincia.Voto 7-
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31 maggio 2009 Opinione di ornette su "Radiofreccia"
Trainspotting in salsa romagnola, o se volete la peggio gioventù o meglio ancora vitelloni degli anni '70. Droga, rapine, tentato omicidio, tradimento del vincolo di amicizia, genitori stupratori, il tutto nella ridente e assolata Correggio degli anni '70. Qualche rimando al Fellini di Amarcord (oltre ai citati Vitelloni). E' l'esordio del Liga, che si ripeterà con un altro film lambrusco e popcorn "Da zero a dieci", praticamente una fotocopia anche nel protagonista, sosia di Accorsi.
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15 dicembre 2008 Opinione di supadany su "Radiofreccia"
VOTO : 7. Brillante esordio di Ligabue, al di sopra di tutte le attese. Il film è molto piacevole, per nulla timido, mescola sentimenti ed emozioni in maniera estremamente genuina, qulità questa che non è facile riscontrare anche in film molto migliori.
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