Ultimo tango a Parigi (1972)
Con Marlon Brando, Maria Schneider, Maria Michi, Jean-Pierre Léaud
03/02/2011
Ultimo addio a Parigi per Maria Schneider - E YouTube censura ancora la scena del "burro"
Ha rappresentato il sogno erotico di due e più generazioni a causa del controverso "Ultimo tango a Parigi" dove con Marlon Brando dava vita ad una delle scene più censurate della...
di Spaggy
La trama
La malinconica ribellione di Paul verso la società costruita dai padri.
In un appartamento da affittare, Paul incontra Jeanne e le impone il primo di una serie di rapporti sessuali. Nonostante il patto, voluto espressamente da lui, di non dirsi nemmeno il nome, nei successivi incontri i due si analizzano a vicenda. Paul, 45 anni americano, figlio di alcolizzati è reduce da fallite esperienze, mentre Jeannie è combattuta dal sentimento di attrazione e repulsione per il maturo amante.
Una storia d'amore impossibile e disperata. Un urlo straziante della borghesia. Una sfida, distillata nell'eleganza e nella conoscenza del cinema, alle convenzioni accomodanti del cinema dei padri. Tra Jean-Pierre Léaud, un'icona della Nouvelle Vague, e l'oggetto carnale e misterioso rappresentato da Maria Schneider. Il film fu sequestrato e le copie bruciate (tranne una), altermine di un processo per oscenità. Musica di Gato Barbieri, bellissima fotografia di Vittorio Storaro.
L'opinione più votata
Di yume scritta il 23/08/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Parte la world music di Gato Barbieri, quel sax che ti punta e ti graffia fin dai primi accordi, Paul preme furiosamente le mani sulle orecchie sotto un ponte di Parigi, uno spasmo gli contrae la faccia, l’insopportabile rumore della vita, quel treno sulla rotaia in alto, l’uomo in basso, la fuga delle arcate che schiacciano.
Una ragazza con buffo cappello e lungo cappotto panna bordato di pelliccia, ampio e svolazzante, due lunghe gambe che fuoriescono da una minigonna, corre sul ponte, va di fretta, salta per non inciampare sulla ramazza del netturbino, ha un viso curioso, guance paffute di bambina cresciuta, corpo di donna.
Lo vede, è un lampo, si gira appena, va oltre.
Nell’appartamento à louer sembra di entrare nello studio londinese di sir Francis, la stessa Bacon’s Dust nell’ accumulo di tutto quel che non serve più, lasciato alla rinfusa da chissà chi.
Paul è un oggetto rattrappito in un angolo d’ombra, Jeanne finisce lì per caso, fuori c’è Parigi, meravigliosa ancora più del possibile, con le luci e i filtri di Vittorio Storaro, ma per loro comincia in questo spazio chiuso, senza nomi e quasi senza parole, un avvitamento intorno al nulla, fino all’estinzione:
Non ho nome… Tu non ti chiami in nessun modo, e io neppure. Niente nomi… Perché non abbiam bisogno di nomi, qui. Dimenticheremo tutto, gli altri, quello che facciamo, casa nostra, tutto…
Capolavoro di sinestesia fra immagini e sonorità che tessono una trama a maglie sempre più fitte, è l’ultimo tango di un’epoca che non riesce più a dirsi nulla.
Nel primo amplesso sul pavimento, nel silenzio assoluto, due corpi che dopo rotolano lontani, c’è come un dolore, ma non quello che libera e redime, quello che schiaccia e che consuma.
Gato Barbieri e Bertolucci operano in sinergia:
Negli anni ‘60, gli anni della malattia teorica, pensavo che la funzione della musica dovesse essere autonoma in rapporto al resto del film. Chiedevo ai musicisti di comporre una musica senza far vedere loro le immagini del film. Oppure mi servivo di musiche già esistenti, Verdi oppure Schönberg. Era un’illusione perché, in ogni modo, il risultato finale è sempre un uso convenzionale della musica. Ed è giusto che sia così. A partire da Il conformista ho chiesto ai musicisti un sincronismo tra l’immagine e la musica. Sia George Delerue per Il conformista che Gato Barbieri per Ultimo tango sono venuti spesso in moviola e il loro lavoro cominciava proprio dalla visione delle immagini e del ritmo di montaggio. ESPANDI +
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10 febbraio 2012 Opinione di wang yu su "Ultimo tango a Parigi"
l'ho visto tanti anni fa,è una vergogna e una porcheria.voto 0
voto al film: 
9 febbraio 2012 Opinione di Joeycruel su "Ultimo tango a Parigi"
Prevedibilmente la regia di Bertolucci è impeccabile. Ma Bertolucci "prima di essere un gran regista è un gran porco" quindi ha bisogno di soddisfare tutte le sue perversioni, quindi mette insieme una storia che non si regge, un patchwork di scene di sesso gratuite però le ammanta di intellettualismo e di sottotesto, ci mette Brando e poi fa anche scandalo quindi DEVE essere un capolavoro. Non lo è ed è oltremodo ridondante e ridicolo. Bertolucci ha avuto il coraggio di definire questo...
voto al film: 
8 febbraio 2012 Opinione di maso su "Ultimo tango a Parigi"
"Ultimo Tango a Parigi" è l'immagine di un uomo fatiscente che urla a squarciagola la sua disperazione ma la voce della città prodotta dalla metropolitana fa apparire il suo girido come strozzato in gola. "Ultimo Tango a Parigi" ha nei suoi frames una ragazza giovane, bella, affascinante, innocente, curiosa, indossa stivali di pelle marrone, una pelliccia scamosciata, un cappello a tese larghe, cerca un appartamento, lo trova, in un attimo è già dentro ad annusare l'odore di chiuso per...
voto al film: 
23 agosto 2011 Opinione di yume su "Ultimo tango a Parigi"
Due dipinti di Bacon sui titoli di testa, un uomo (Uomo in decomposizione) e una donna nella loro solitudine, figure distorte da una contrazione dolorosa, smarrite nell’angoscia, una sdraiata su un letto, l’altra seduta su una sedia. Parte la world music di Gato Barbieri, quel sax che ti punta e ti graffia fin dai primi accordi, Paul preme furiosamente le mani sulle orecchie sotto un ponte di Parigi, uno spasmo gli contrae la faccia, l’insopportabile rumore della vita,...
voto al film: 
22 giugno 2011 Opinione di bukowski91 su "Ultimo tango a Parigi"
Che il film abbia fascino è fuori discussione, sia per merito di chi ne ha fatto parte sia per le travagliate vicende giudiziarie e non. Tuttavia secondo la mia visione è un film che andrebbe un tantino ridimensionato della sua fama leggendaria. Quello che non va è che in molti tratti gira a vuoto, impregnato soltanto dagli esercizi di stile di Bertolucci, di cui dà ampio sfoggio. Belli gli accostamenti tra il gatto e la Schneider e tra il topo morto e Brando, che...
voto al film: 
29 marzo 2011 Opinione di pensatorecontabile su "Ultimo tango a Parigi"
Vorrei porre l'attenzione sulla relazione tra Paul & Jeanne. Si incontrano in un appartamento vuoto, che non appartiene a nessuno, fuori dal mondo appunto (fuori dal tempo e dallo spazio). Lasciano le loro identità appese fuori da quella bolla simbolica, ed il non avere nome è un proclama ideologico. Senza identità, ne società trascendono le regole della società sull'età anagrafica, sui comportamenti sessuali devianti ecc ecc. Sono...
voto al film: 
5 febbraio 2011 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Ultimo tango a Parigi"
Ancora scosso per la perdita della donna amata un uomo incontra una ragazza molto più giovane e instaura con lei uno strano patto: si incontreranno in un appartamento sfitto e faranno sesso senza mai rivelarsi nome e cognome e niente della loro vita privata (probabilmente perch'è lui non vuole più avere un rapporto "Sentimentale" e di conseguenza soffrire...). La ragazzina accetta ma è prossima alle nozze con uno studente di cinematografia che la sta ossessionando...
voto al film: 
21 ottobre 2010 Opinione di Auguste su "Ultimo tango a Parigi"
Pensandoci accuratamente su, quattro stelle è davvero il minimo che si possa dare a questo capolavoro di Bertolucci. Parlare di "Ultimo tango a Parigi" a ben 38 anni di distanza dalla sua uscita è un'operazione complessa, ma si può dire senza correre il rischio di smentite clamorose che il film resta un capolavoro assoluto del cinema italiano. Sono convinto che in tutti questi anni il film abbia perso la sua leggendaria capacità di scandalizzare i cosiddetti...
voto al film: 
17 febbraio 2010 Opinione di tafo su "Ultimo tango a Parigi"
La liberazione sessuale rinchiusa in quattro mura, un uomo e una donna, il sesso senza identità, senza obblighi, senza la necessità di conoscersi. Fuori da quelle quattro mura, un uomo e una donna, il cinema e la necessità di farlo sempre e comunque.La nouvelle vague che incontra Antonioni, lo straniamento di Brando che cerca di convivere con la voglia estrema di cinema di Jean Pierre Leaud, e in mezzo la Schneider che accetta le pratiche sessuali del primo e accetta di...
voto al film: 
6 gennaio 2010 Opinione di nip76 su "Ultimo tango a Parigi"
Difficile esprimere una opinione esaustiva e definitiva su questo strano oggetto che è Ultimo Tango a Parigi.Un film che ha un'enorme importanza storica visto che è stato l'unico caso di un film mandato al rogo,simbolico evidentemente,della nostra storia.Altri film sono stati sforbiciati,manomessi,rimontati,vietati ai minori ma in nessun caso completamente banditi ad un pubblico pagante.E questa è l'assurdità.Certo si può capire che molte scene di sesso e...
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