Velvet Goldmine (1998)
Con Jonathan Rhys-Meyers, Ewan McGregor, Christian Bale, Toni Collette
La trama
Un giornalista indaga su due star del rock scomparse dalle scene dagli anni Settanta.
Anni Settanta. Sulla scena musicale inglese esplode il fenomeno del Glam Rock. Brian Slade, esponente di punta del movimento, e il suo amico Curt Wild, sconvolgono la sonnacchiosa Gran Bretagna. Da quel momento schiere di giovani si truccano e si vestono come loro. Slade però commette l'errore di imboccare la via dell'autodistruzione e, prigioniero del suo personaggio, mette in scena il proprio assassinio.
Haynes ripercorre gli anni del Glam Rock con un'indagine ripresa pari pari da "Quarto potere" di Orson Welles (ma non è lesa maestà), con una energia e una nostalgia incontenibili.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 21/07/2011 - utile per 24 utenti
Voto al film: 
[Jonathan Rhys Meyers]
Didascalia d’apertura:
“Anche se il film che state per vedere è un’invenzione, dovrebbe essere proiettato al massimo del volume”.
Prologo, voce off: “Le storie sono quel che resta degli imperi, come le antiche rovine. Tutto ciò che si è dimenticato rimane negli oscuri sogni del passato e minaccia costantemente di riemergere”. Un’astronave sui cieli di Dublino nel 1854; una culla con un neonato davanti alla porta di casa Wilde; lo stesso bambino, Oscar, che a scuola, pochi anni dopo, dimostrerà al suo insegnante di aver già le idee chiare sul proprio futuro: “Io voglio diventare un idolo pop”. E, oltre cento anni dopo, il suo seme fiorisce: “Gli adulti dicono sempre che l’infanzia è il periodo più felice della vita, ma, per quanto poteva ricordare, Jack Fairy era di tutt’altra opinione. Finchè, un misterioso giorno, Jack scoprì che da qualche parte esistevano altre persone esattamente come lui, prescelti come portatori di un grande dono. E un giorno questo grande schifo di mondo sarebbe stato ai loro piedi” [poi partono i titoli di testa e le note travolgenti di Needle in the Camel’s Eye di Brian Eno].
Londra, prima metà dei seventies, l’apoteosi del glam rock, lustrini e paillettes sulla rivoluzione. E un concerto al Lyceum Theatre: “Stasera le strade di Londra risplendono di lustrini e di abiti scintillanti. Ragazzi e ragazze, travolti dall’ultima follia del rock, rendono omaggio al loro santo patrono, la popstar Brian Slade e al suo doppio venuto dallo spazio, Maxwell Demon”. Quando lo speaker annuncia al pubblico l’ingresso sul palco dell’artista, urlando il nome di Maxwell Demon e della sua band, i Venus in Furs, non immagina che quella sarà la loro ultima esibizione: Slade (Jonathan Rhys Meyers), infatti, stanco del suo alter ego e senza più stimoli in una carriera all’apice, simula il proprio omicidio durante la serata per abbandonare le scene con un coup de théâtre.
Nel 1984, a New York, Arthur Stuart (Christian Bale), giornalista inglese e, all’epoca, fan del cantante, nel decennale della “scomparsa” viene incaricato dal suo direttore di far luce sull’intera vicenda: “D’improvviso venivo pagato per ricordare tutto ciò che i soldi, il futuro e una vita seria mi avevano portato a dimenticare. E per cosa? Per uno stupido scherzo di dieci anni prima. Improvvisamente ero chiamato a capire e c’era chiaramente qualcosa, qualcosa del passato, che mi impauriva. Ma allora non avevo capito che eri tu”. Ritorna con la memoria a quegli anni, quando la sua vita in Inghilterra “sembrava quella di qualcun altro, la storia di qualcun altro, di chiunque, tranne che la sua” e [sulle note incantate di Avenging Annie di Andy Pratt] i ricordi lo precipitano nella magia di un altro tempo: “C’era una volta una terra sconosciuta, colma di fiori strani e di profumi delicati. ESPANDI +
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- positive [33]
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8 novembre 2011 Opinione di Perla1987 su "Velvet Goldmine"
Bellissimo film di ambietazione inglese sul glam . Fantasioso, visionario, originale, affascinante . Soffre di una seconda parte non all altezza della prima che curiosamente ripiega nella lacrima. Argomento pochissimo trattato al cinema , il glam è qui descritto come movimento di liberazione sessuale ben più netto e profondo di quello di poco antecedente dei figli dei fiori. Comunque ogni singolo elemento della storia e delle immagini è una trasposizione della vita reale o artistica di...
voto al film: 
21 luglio 2011 Opinione di FABIO1971 su "Velvet Goldmine"
“L’uomo non è se stesso quando parla in prima persona. Mettetegli una maschera e vi dirà la verità”. [Jonathan Rhys Meyers] Didascalia d’apertura: “Anche se il film che state per vedere è un’invenzione, dovrebbe essere proiettato al massimo del volume”. Prologo, voce off: “Le storie sono quel che resta degli imperi, come le antiche rovine. Tutto ciò che si è dimenticato rimane negli oscuri...
voto al film: 
29 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "Velvet Goldmine"
Recensione col vecchio nickname Titanic900: "Squinternato, folle, un assurdo teatro del grottesco, dell'omossesualità, dell'arte, della pomposità, malato, sudicio come sa essere il rock, marcio dentro nonostante la sontuosita delle sue immagini, con 3 o 4 videoclip al suo interno. Insomma, meraviglioso."
voto al film: 
31 maggio 2010 Opinione di kotrab su "Velvet Goldmine"
Interessante per la vitalità (che si trasforma però in disfacimento), l'energia (velleitariamente) sovversiva e in particolare per i costumi e le scenografie sfavillanti e kitsch (questi ultimi a cura di Christopher Hobbs, fido collaboratore di Derek Jarman), ma nel complesso il film di Todd Haynes non porta da nessuna parte e non emoziona. 6
voto al film: 
17 aprile 2010 Opinione di emmepi8 su "Velvet Goldmine"
Un periodo davvero particolare da prendere in considerazione, senza fare nomi e cognomi sfido chiunque a a non poter distinguere i personaggi che vengono rappresentati. Gli anni '70 sono stati contraddistinti da questo tipo di cultura e fenomeni simbolici, che magari oggi sono rientrati nei ranghi in maniera oltre che borghese. Ma il discorso non è biografico, altrimenti tutto si sarebbe ridotto a poca cosa, ma si vuole rappresentare un epoca, un momento e con personaggi,...
voto al film: 
2 aprile 2010 Opinione di Mathiasparrow su "Velvet Goldmine"
Che meraviglia quando il Cinema riesce a suonare e ballare con la stessa naturalezza attraverso cui illustra. Velvet goldmine è una mirror ball degli anni ’70 caduta in disuso: Haynes la tira a lucido e lei torna a ruotare, ricreando sotto i suoi raggi un piccolo mondo rumoroso e colorato che nel frattempo si era in parte dissolto ed in parte evoluto. Mentre le note vengono irradiate a tutto tondo, tra concerti veri e propri, siparietti appositi ed immancabili sottofondi, viene...
voto al film: 
13 febbraio 2010 Opinione di ultrapaz su "Velvet Goldmine"
Sinceramente pensavo meglio. Una pellicola di culto per molte persone ma che personalmente non mi ha entusiasmato più di tanto. Certo, la colonna sonora è fantastica così come le interpretazioni di tutti gli attori e l'atmosfera londinese anni '70, però mi è sembrato leggermente confuso, i personaggi non vengono approfonditi più di tanto, certe parti del film sono abbastanza incomprensibili e soprattutto non lascia l'emozione e la passione che...
voto al film: 
6 febbraio 2010 Opinione di bradipo68 su "Velvet Goldmine"
Da Oscar Wilde in poi una ricognizione sugli anni 70 di una Londra che continua a essere swinging.Un decennio di glam rock,di piumaggi di dimensioni monstre,di pailettes e costumi similspaziali,tenute come minimo stravaganti,colori azzardati.Un inno agli eccessi,la filosofia del sex drugs and rock'n'roll portata al limite.Addirittura l'apologia della gay attitude.L'atteggiarsi a gay o perlomeno conclamare la propria bisessualità diventa una sorta di status symbol.Un indagine su un ex...
voto al film: 
29 novembre 2009 Opinione di supadany su "Velvet Goldmine"
VOTO : 7. Beh questa è un'opinione di parte. Il produttore è il mio mito assoluto, Michael Stipe, frontman degli R.E.M., un personaggio di uno spessore artistico ed umano fuori dal comune. Ci ha tenuto tanto a questo progetto ed il risultato è encomiabile. Un film folle, assurdo, ricco sotto tutti i punti di vista. Tanti colori che fanno da contorno ad una storia che c'è e prende. Originale ed accattivante, un film del quale se ne sarebbe sentita la mancanza se...
voto al film: 
26 novembre 2009 Opinione di Rebel Rebel su "Velvet Goldmine"
Glam, grottesco, psichedelico, strambo. Velvet Goldmine è sostanzialmente questo. E ci piace così.
voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [9]
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