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La moglie di Frankenstein (1935)

[Bride of Frankenstein, USA 1935, Horror, durata 80', b/n]   Regia di James Whale
Con Boris Karloff, Elsa Lanchester, Colin Clive, Valerie Hobson, Ernest Thesiger



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La moglie di Frankenstein: minimo
Ritmo ritmo in La moglie di Frankenstein: presente
Impegno impegno in La moglie di Frankenstein: minimo
Tensione tensione in La moglie di Frankenstein: presente
Erotismo erotismo in La moglie di Frankenstein: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La moglie di Frankenstein

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La moglie di Frankenstein (voti: 34 media: 4,00) 34

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La trama

Lord Byron, Percy e Mary Shelley discutono sulla continuazione di "Frankenstein". E insieme decidono di immaginare la creatura ancora viva, finita nelle mani di un altro mad doctor, Pretorius, che gli fabbrica una specie di compagna. La fanciulla morta vivente non gradisce la corte del mostro e scatena un nuovo putiferio. 

Forse il capolavoro di Whale: un concentrato di ironia e tocchi gotici che riesce a rinnovare il mito di Frankenstein, mai così dolente. La Lancaster con le mèches bianche è un'icona del camp, la scena della sua resurrezione un momento mitico. Gli omuncoli rimpiccioliti sono una delle trovate più fantasiose del cinema degli anni '30. Omaggiato recentemente nel film "Demoni e Dei", biografia del regista.

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L'opinione più votata

Di kotrab scritta il 27/09/2010 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto ottimo

Quattro anni dopo Frankenstein, J. Whale ne dirige il seguito, un esempio riuscito di efficace sviluppo e approfondimento psicologico, anche se personalmente mi pare leggermente meno avvincente. Certo c'è la comunanza dello staff tecnico-artistico, ma sono molte le novità: maggiori potenzialità tecniche a disposizione (carrellate, piani sequenza), nuovi personaggi, sviluppo delle capacità mentali del mostro (B. Karloff; maggior umanizzazione ed evidenziazione della sua marginalità nella società, anzi addirittura consapevolezza della impossibilità di un'esistenza tra i vivi, fino all'attuazione del suicidio, atto estremo di ribellione contro Dio, inteso sia come barone Frankenstein [C. Clive] che come Dio cristiano, a cui si rimanda in tutto il film), accentuazione di una ulteriore consapevolezza trasgressiva, accettazione dell'identificazione nominale barone/creatura (già dal titolo, La moglie di Frankenstein, la quale moglie è a sua volta doppio di Elizabeth [V. Hobson]) e soprattutto uno spiccato senso dell'umorismo che arriva ad autoparodiarsi (non involontariamente), scelta che da un lato ha coraggio e viene ben integrata, dall'altro però mi sembra a volte evitabile (come la parte degli ometti sotto vetro).
I riferimenti biblici sono evidenti tramite la creazione di un'Eva artificiale (una magnifica E. Lanchester) ad opera della collaborazione con un dottore-mago diabolico (un ottimo E. Thesiger; la tentazione e la rivolta contro Dio: già lui stesso si identifica col Diavolo) che è l'esplicitazione del lato negativo del barone Frankenstein (una declinazione di dottor Jeckyll e Mister Hyde faccia a faccia?). Anche lo stesso barone però è un doppio nei confronti del regista, che manipola le nostre menti e le nostre retine similmente allo scienziato con immagini che si stampano alla prima visione (una su tutte: la rivelazione della creatura femmina, col montaggio martellante e le inquadrature oblique, i movimenti spezzati e meccanici di lei, la vistosa permanente con incredibili saette bianche), senza dimenticare lo stesso mostro, altro doppio perché diverso da ciò che viene accettato ufficialmente dalla società, delineata con le macchiette del borgomastro (E. E. Clive) o di Minnie (simpatica Una O'Connor, che all'inizio sembra più una zingara-Cassandra), domestica di Elizabeth.
Un'altra insistente differenza rispetto all'altro film è l'importanza della colonna sonora di Franz Waxman che contribuisce all'evidenziazione dell'atmosfera goticheggiante, insieme alla fotografia di John Mescall, ricca di contrasti, e al prologo con Lord Byron (Gavin Gordon), Percy e Mary Shelley (Douglas Walton e ancora E. Lanchester), durante il quale si rivedono scene del Frankenstein come raccordo, metodo che verrà ripreso da Terence Fisher nel suo Dracula, principe delle tenebre rispetto a Dracula il Vampiro (Fisher, tra l'altro, è stato l'unico ad aver apportato interessanti sviluppi al mito di Frankenstein, secondo molti studiosi), come pure ritornerà tra i vampiri il soffio da serpente della Lanchester.
Altre due brevi considerazioni: magnifica la sequenza dell'incontro con l'eremita cieco che fa da pendant all'autenticità della bambina dell'altro film, mentre è un pò meno spettacolare il finale. 9
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SI

Opinioni su La moglie di Frankenstein


14 marzo 2011 Opinione di Axeroth su "La moglie di Frankenstein"
Axeroth

.. ANCHE LA CREATURA HA UN CUORE .. | - Anche i mostri hanno dei sentimenti, e in questa pellicola ciò è evidente. Quest'opera ricomincia esattamente dall'epilogo di 'Frankenstein' , ovvero dall'incendio del mulino, e dalla presunta morte della Creatura (già morta-vivente). In chiave comico-grottesca per poi riprendere a sprazzi il genere horror, Whale elabora un altro capolavoro, questa volta incentrato sulla personalità del mostro, creando un'introspezione...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a La moglie di Frankenstein (1935)

nessun commento
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27 settembre 2010 Opinione di kotrab su "La moglie di Frankenstein"
kotrab

Quattro anni dopo Frankenstein, J. Whale ne dirige il seguito, un esempio riuscito di efficace sviluppo e approfondimento psicologico, anche se personalmente mi pare leggermente meno avvincente. Certo c'è la comunanza dello staff tecnico-artistico, ma sono molte le novità: maggiori potenzialità tecniche a disposizione (carrellate, piani sequenza), nuovi personaggi, sviluppo delle capacità mentali del mostro (B. Karloff; maggior umanizzazione ed evidenziazione...

voto al film: kotrab assegna il voto ottimo a La moglie di Frankenstein (1935)

4 commenti
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28 gennaio 2009 Opinione di carlos brigante su "La moglie di Frankenstein"
carlos brigante

Sequel a mio avviso più compiuto del primo Frankenstein, in cui il tema della diversità e dell'umanità viene approfondito e curato maggiormente. A parte qualche personaggio di contorno un pò troppo macchiettistico e il doppiaggio italiano, "La moglie di Frankenstein" si fa ancora apprezzare nel XXI secolo e colpisce a livello stilistico per la pregevole e cupa fotografia che ben si adatta alle tetre scenografie; per i trucchi e gli effetti speciali utilizzati; per qualche sequenza che...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a La moglie di Frankenstein (1935)


25 giugno 2008 Opinione di bradipo68 su "La moglie di Frankenstein"
bradipo68

un classico dell'horror che a piu'di 70 anni dall'uscita conserva ancora intatto il suo notevole fascino.Per una volta un sequel che è addirittura piu'efficace dell'originale esplorando con piu'profondita'le potenzialita' del personaggio di Frankenstein accentuandone la dimensione umana,di diverso,di freak.La messa in scena di Whale è assai raffinata come sono stupefacenti per l'epoca i trucchi e poi vogliamo mettere l'acconciatura elettrificata con meches bianche della moglie di...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a La moglie di Frankenstein (1935)



25 febbraio 2007 Opinione di BobtheHeat su "La moglie di Frankenstein"
BobtheHeat

Altro grande classico degli anni '30,per chi scrive piu' interessante del gia' grande primo episodio, perche' trasmette un piu' intenso senso di solitudine e angoscia. VOTO 8,5

voto al film: BobtheHeat assegna il voto buono a La moglie di Frankenstein (1935)


18 dicembre 2006 Opinione di sir su "La moglie di Frankenstein"
sir

sicuramente più armonioso del primo frankenstein, molto più attuale. ci mostra i sentimenti del mostro rendendolo patetico.

voto al film: sir assegna il voto buono a La moglie di Frankenstein (1935)



23 gennaio 2006 Opinione di scream su "La moglie di Frankenstein"
scream

Tanta fantasia e pochi mezzi per questo horror gotico anni trenta.

voto al film: scream assegna il voto sufficiente a La moglie di Frankenstein (1935)


20 settembre 2005 Opinione di scapigliato su "La moglie di Frankenstein"
scapigliato

Di solito i sequel scadono in banalità varie, senza dare nuova linfa al Mito creato con l'episodio originale. Non è fortunatamente il caso de "La Moglie di Frankenstein" sempre di James Whale e sempre con Boris Karloff nei panni (i migliori e mai superati) della famosa creatura. In questo secondo capitolo della saga dolorosa del "diverso" mostro di Frankenstein entra in campo un nuovo mad-doctor dalla presenza davvero inquietante che vuole portare in vita una donna per la creatura che...

voto al film: scapigliato assegna il voto buono a La moglie di Frankenstein (1935)



16 maggio 2005 Opinione di will kane su "La moglie di Frankenstein"
will kane

Considerato,e forse non a torto,uno dei capisaldi del cinema classico dell'orrore,il sequel di "Frankenstein",liberissimamente ispirato al romanzo di Mary Shelley(che compare nel prologo,tocco in più d'ironia,interpretata da Elsa Lanchester) fu un grande successo e ,guardandolo settant'anni dopo la sua realizzazione,un film di grande modernità.Evidenziando la forte componente umoristica,che darà il "La" a Mel Brooks per il suo "Frankenstein junior",largamente costruito su questo film,si...

voto al film: will kane assegna il voto buono a La moglie di Frankenstein (1935)


15 gennaio 2005 Opinione di sasso67 su "La moglie di Frankenstein"
sasso67

Chissà quanti se ne sono accorti che "La moglie di Frankenstein", sotto la parvenza di film horror, è di per sé una parodia. Considerando che il primo "Frankenstein" era stato diretto dallo stesso Whale con Karloff nella parte del mostro, direi un'autoparodia. L'operazione, condotta quarant'anni prima che Mel Brooks realizzasse uno dei capolavori del cinema comico ("Frankenstein junior"), non è nemmeno tanto velata, se si considerano gli indizi disseminati per tutto il film: il...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a La moglie di Frankenstein (1935)

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