Risorse umane (1999)
Con Jalil Lespert, Jean-Claude Vallod, Chantal Barré
La trama
Padre e figlio si scontrano sulla problematica della riduzione dell'orario di lavoro.
In una piccola fabbrica di Gaillon in Normandia, dove prende servizio il neolaureato Frank. Il ragazzo, appena arrivato da Parigi, è figlio di un operaio della fabbrica, che vede in lui la propria rivincinta sociale. Frank viene incaricato di lavorare alla soluzione dello scontro sulle 35 ore nella fabbrica, ma la direzione sfrutta il suo lavoro per predisporre una drastica riduzione del personale, che prevede anche il licenziamento del padre.
Il film dell'esordiente Cantet è il primo tentativo del cinema europeo di una riflessione sul tema della riduzione dell'orario di lavoro. Fiction e documentario si sposano con equilibrio in questo film dove l'utopia per un avvenire migliore si scontra duramente con l'interesse e il cinismo del capitale, provocando anche profondi contrasti familiari.
La recensione di FilmTv
Di Fabrizio Liberti - FilmTV n. 11/2000
Il cinema europeo riflette sulle 35 ore. Con equilibrio tra fiction e documentario
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 24/12/2010 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
- sufficienti [3]
- positive [10]
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22 marzo 2012 Opinione di PompiereFI su "Risorse umane"
Jalil Lespert è Franck Verdeau, un giovanotto dalla faccia pulita che, nell’attesa di ottenere la laurea, si presta a fare uno stage di qualche mese presso un’azienda un po’ speciale. La ditta infatti è quella che lui ha sempre “sognato”, per un motivo o per l’altro, quando da piccolo vedeva le grandi ciminiere fumanti nei cieli della Normandia. Poi il trasferimento a Parigi per poter studiare, mentre il padre prestava all’impresa la sua indispensabile attività di operaio,...
voto al film: 
30 maggio 2011 Opinione di ed wood su "Risorse umane"
Straordinario. Uno dei pochi film che "entra in fabbrica". E la cosa sensazionale è che riesce ad evitare ogni tentazione retorica o demagogica. La regia non sbaglia un tempo, un'inquadratura, un movimento. La sceneggiatura è ammirevole per la capacità di bilanciare le ragioni dei personaggi, evitando banali contrapposizioni idelogiche o generazionali e costruendo personaggi complessi, attendibili, umani. Gli interpreti sono perfetti. Un'opera che riesce a commuovere...
voto al film: 
24 dicembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Risorse umane"
Frank (Jalil Lespert) sta effettuando uno stage manageriale in una piccola fabbrica di Gaillon, la stessa in cui lavora il padre (Jean-Claude Vallod) da oltre trent'anni e la sorella. In Francia è appena passata la legge sulle trentacinque ore e nell'azienda è in atto un duro scontro per l'attuazione della riduzione dell'orario di lavoro. Frank ha concentrato i suoi studi proprio sull'impiego delle risorse umane di un azienda e viene incaricato di trovare la migliore soluzione...
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13 dicembre 2010 Opinione di OGM su "Risorse umane"
La nouvelle vague ha infranto la patina estetizzante del cinema per mettere a nudo il confuso brulichio della vita; ed è a questo che Laurent Cantet attinge per trasformare la realtà in arte, dandole quel fresco respiro di attualità con cui le vicende quotidiane, l’ambiente circostante, le persone vicine ci alitano in faccia l’odore vivido ed acerbo del presente. I giochi appaiono complessi perché alcuni sono in fieri, altri in itinere, ed i diversi...
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18 ottobre 2010 Opinione di sasso67 su "Risorse umane"
Notevole film sul lavoro, argomento sempre difficile da trasformare in materia cinematografica. Cantet sa farlo con grande realismo ed umanità, mettendo in evidenza le divisioni tra i lavoratori e constatando che i padroni non cambieranno mai e che, anzi, negli ultimi anni stanno riprendendo quell'arroganza che era andata scemando negli ultimi cinquant'anni grazie alle lotte sindacali. Pur non essendo mai stato un marxista, direi che film come questo fanno prendere coscienza che anche...
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18 agosto 2009 Opinione di supadany su "Risorse umane"
VOTO : 7. Pregevole l'esordio di Cantet, un pò il Loach francese, almeno qui. Tema importante (le 35 ore di lavoro settimanale), condito con il rapporto generazionale padre-figlio che si scontra sotto diversi punti di vista. Cinema di impegno sociale, sincero, ma nel contempo sorretto da una sceneggiatura ben scritta e trasportata su grande schermo con mano sicura.
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5 marzo 2009 Opinione di jonas su "Risorse umane"
Il film d’esordio di Cantet è apprezzabile nelle intenzioni, ma il risultato non convince del tutto: resta troppo schematica la contrapposizione generazionale fra padre operaio e figlio funzionario, con annesso discorso sulla (mancata) coscienza di classe da parte del primo e sull’ansia di dover soddisfare le aspettative paterne da parte del secondo.
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14 luglio 2008 Opinione di carlos brigante su "Risorse umane"
Visto diversi anni fa....tema drammaticamente attuale. Il lavoro è un diritto e il mondo del lavoro è i mano a pescecani pronti a tutto: l'imperativo è sbranare! Dovrei rivederlo!
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2 ottobre 2007 Opinione di Mr.Klein su "Risorse umane"
Oggi usiamo definizioni come film-inchiesta o docu-fiction,quasi ci vergognassimo della più obsoleta “film di denuncia”,che pure non rende adeguatamente merito a Laurent Cantet e al suo linguaggio cinematografico scrupoloso e antimetaforico. Il suo è un cinema che non chiede il vantaggio dell’autore sullo spettatore e sui personaggi e crea una complicità ,se così si può dire,con i sentimenti di chi comprende i problemi di un inimmaginabile precariato e si trova a fare i conti con...
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