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Risorse umane (1999)

[Resources humaines, Francia 1999, Drammatico, durata 100']   Regia di Laurent Cantet
Con Jalil Lespert, Jean-Claude Vallod, Chantal Barré



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Risorse umane: assente
Ritmo ritmo in Risorse umane: minimo
Impegno impegno in Risorse umane: forte
Tensione tensione in Risorse umane: presente
Erotismo erotismo in Risorse umane: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Risorse umane

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Risorse umane (voti: 21 media: 3,86) 21

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La trama

Padre e figlio si scontrano sulla problematica della riduzione dell'orario di lavoro.

In una piccola fabbrica di Gaillon in Normandia, dove prende servizio il neolaureato Frank. Il ragazzo, appena arrivato da Parigi, è figlio di un operaio della fabbrica, che vede in lui la propria rivincinta sociale. Frank viene incaricato di lavorare alla soluzione dello scontro sulle 35 ore nella fabbrica, ma la direzione sfrutta il suo lavoro per predisporre una drastica riduzione del personale, che prevede anche il licenziamento del padre.  

Il film dell'esordiente Cantet è il primo tentativo del cinema europeo di una riflessione sul tema della riduzione dell'orario di lavoro. Fiction e documentario si sposano con equilibrio in questo film dove l'utopia per un avvenire migliore si scontra duramente con l'interesse e il cinismo del capitale, provocando anche profondi contrasti familiari.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Fabrizio Liberti - FilmTV n. 11/2000

Il cinema europeo riflette sulle 35 ore. Con equilibrio tra fiction e documentario

C’è uno spettro che si aggira per l’Europa: la settimana lavorativa a 35 ore, che sta provocando uno scontro serrato tra lavoratori e aziende, con forti ripercussioni sulla sfera politica. La riduzione dell’orario di lavoro ha trovato in Francia terreno fertile per la sperimentazione, ma i costi dello scontro tra le parti sociali sono elevati. “Risorse umane” è il primo tentativo del cinema europeo di operare una riflessione sull’argomento. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 24/12/2010 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

Frank (Jalil Lespert) sta effettuando uno stage manageriale in una piccola fabbrica di Gaillon, la stessa in cui lavora il padre (Jean-Claude Vallod) da oltre trent'anni e la sorella. In Francia è appena passata la legge sulle trentacinque ore e nell'azienda è in atto un duro scontro per l'attuazione della riduzione dell'orario di lavoro. Frank ha concentrato i suoi studi proprio sull'impiego delle risorse umane di un azienda e viene incaricato di trovare la migliore soluzione al problema. Ben presto però si accorge che la sua manzione e il lavoro che sta portando avanti, servono come specchieto per le allodole per i "padroni" che a sua insaputa hanno già predisposto una riduzione del personale che prevede anche il licenziamento del padre. "Risorse umane" segna l'esordio alla regia di Laurent Cantet e rappresenta il primo importante esempio di film sull'esperienza delle trentacinque ore, che proprio in Francia trovò terreno fertile generando laceranti conflitti tra le parti sociali in causa. Un film molto ben fatto, dove gli elementi di finzione e quelli che documentano i possibili sviluppi sull'applicazione della legge si equilibrano tanto bene da generare adeguate riflessioni sull'argomento. Il tentativo di lavorare per cercare di costruire un futuro migliore si scontra ripetutamente con l'interesse e il cinismo del capitale e Cantet è bravo a caratterizzare ogni personaggio in modo che la sua posizione non risulti caricata di eccessiva partigianeria. Un film sullo scontro generazionale e sul mondo che cambia dove i difetti legati a posizioni meramente ideologiche vengono mostrati senza fare sconti a nessuno. Un certo realismo economico arriva sempre alla conclusione che nei momenti di difficoltà ad essere sacrificata debba sempre essere la posizione dei lavoratori. In realtà questo atteggiamento non risponde ad alcun criterio logico ma è semplicemente il frutto del diverso rapporto di forza che vige tra le parti in causa e trovandosi sempre l'imprenditore in una condizione di indiscutibile vantaggio è naturale che faccia pagare il costo di una crisi a chi sta sotto di lui. Questa consuetudine ha regolarizzato l'accezione padronale dei gestori d'azienda, certificato dal fatto che i diritti scaturiti da numerose lotte sindacali sono più percepiti come gentili concessioni che loro fanno agli operai, che come delle norme che sanciscono la vicendevole indispensabilità funzionale all'interno di un azienda. Il problema è soprattutto culturale e le implicazioni politiche e sociali che vi sono legate non troveranno mai un'adeguata soluzione se si seguiterà a dare più credito all'astratto "razionalismo" dei numeri che descrivono arbitrariamente una situazione che alla concreta umanità dei lavoratori che prescrivono un' avvenire buono per tutti. Frank incarna questa complessa sfida culturale. E' assolutamente convinto della bontà della riforma, che "il lavorare meno, lavorare tutti" sia concretamente possibile oltre che potenzialmente vantaggioso per chiunque. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Risorse umane


22 marzo 2012 Opinione di PompiereFI su "Risorse umane"
PompiereFI

Jalil Lespert è Franck Verdeau, un giovanotto dalla faccia pulita che, nell’attesa di ottenere la laurea, si presta a fare uno stage di qualche mese presso un’azienda un po’ speciale. La ditta infatti è quella che lui ha sempre “sognato”, per un motivo o per l’altro, quando da piccolo vedeva le grandi ciminiere fumanti nei cieli della Normandia. Poi il trasferimento a Parigi per poter studiare, mentre il padre prestava all’impresa la sua indispensabile attività di operaio,...

voto al film: PompiereFI assegna il voto ottimo a Risorse umane (1999)

nessun commento
[utile per 13 utenti]

30 maggio 2011 Opinione di ed wood su "Risorse umane"
ed wood

Straordinario. Uno dei pochi film che "entra in fabbrica". E la cosa sensazionale è che riesce ad evitare ogni tentazione retorica o demagogica. La regia non sbaglia un tempo, un'inquadratura, un movimento. La sceneggiatura è ammirevole per la capacità di bilanciare le ragioni dei personaggi, evitando banali contrapposizioni idelogiche o generazionali e costruendo personaggi complessi, attendibili, umani. Gli interpreti sono perfetti. Un'opera che riesce a commuovere...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Risorse umane (1999)

nessun commento
[utile per 10 utenti]


24 dicembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Risorse umane"
Peppe Comune

Frank (Jalil Lespert) sta effettuando uno stage manageriale in una piccola fabbrica di Gaillon, la stessa in cui lavora il padre (Jean-Claude Vallod) da oltre trent'anni e la sorella. In Francia è appena passata la legge sulle trentacinque ore e nell'azienda è in atto un duro scontro per l'attuazione della riduzione dell'orario di lavoro. Frank ha concentrato i suoi studi proprio sull'impiego delle risorse umane di un azienda e viene incaricato di trovare la migliore soluzione...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Risorse umane (1999)

nessun commento
[utile per 16 utenti]

13 dicembre 2010 Opinione di OGM su "Risorse umane"
OGM

La nouvelle vague ha infranto la patina estetizzante del cinema per mettere a nudo il confuso brulichio della vita; ed è a questo che Laurent Cantet attinge per trasformare la realtà in arte, dandole quel fresco respiro di attualità con cui le vicende quotidiane, l’ambiente circostante, le persone vicine ci alitano in faccia l’odore vivido ed acerbo del presente. I giochi appaiono complessi perché alcuni sono in fieri, altri in itinere, ed i diversi...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Risorse umane (1999)

nessun commento
[utile per 12 utenti]


18 ottobre 2010 Opinione di sasso67 su "Risorse umane"
sasso67

Notevole film sul lavoro, argomento sempre difficile da trasformare in materia cinematografica. Cantet sa farlo con grande realismo ed umanità, mettendo in evidenza le divisioni tra i lavoratori e constatando che i padroni non cambieranno mai e che, anzi, negli ultimi anni stanno riprendendo quell'arroganza che era andata scemando negli ultimi cinquant'anni grazie alle lotte sindacali. Pur non essendo mai stato un marxista, direi che film come questo fanno prendere coscienza che anche...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Risorse umane (1999)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

18 agosto 2009 Opinione di supadany su "Risorse umane"
supadany

VOTO : 7. Pregevole l'esordio di Cantet, un pò il Loach francese, almeno qui. Tema importante (le 35 ore di lavoro settimanale), condito con il rapporto generazionale padre-figlio che si scontra sotto diversi punti di vista. Cinema di impegno sociale, sincero, ma nel contempo sorretto da una sceneggiatura ben scritta e trasportata su grande schermo con mano sicura.

voto al film: supadany assegna il voto buono a Risorse umane (1999)



5 marzo 2009 Opinione di jonas su "Risorse umane"
jonas

Il film d’esordio di Cantet è apprezzabile nelle intenzioni, ma il risultato non convince del tutto: resta troppo schematica la contrapposizione generazionale fra padre operaio e figlio funzionario, con annesso discorso sulla (mancata) coscienza di classe da parte del primo e sull’ansia di dover soddisfare le aspettative paterne da parte del secondo.

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Risorse umane (1999)


15 ottobre 2008 Opinione di satura su "Risorse umane"
satura

Semplicemente meraviglioso.

voto al film: satura assegna il voto buono a Risorse umane (1999)



14 luglio 2008 Opinione di carlos brigante su "Risorse umane"
carlos brigante

Visto diversi anni fa....tema drammaticamente attuale. Il lavoro è un diritto e il mondo del lavoro è i mano a pescecani pronti a tutto: l'imperativo è sbranare! Dovrei rivederlo!

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Risorse umane (1999)


2 ottobre 2007 Opinione di Mr.Klein su "Risorse umane"
Mr.Klein

Oggi usiamo definizioni come film-inchiesta o docu-fiction,quasi ci vergognassimo della più obsoleta “film di denuncia”,che pure non rende adeguatamente merito a Laurent Cantet e al suo linguaggio cinematografico scrupoloso e antimetaforico. Il suo è un cinema che non chiede il vantaggio dell’autore sullo spettatore e sui personaggi e crea una complicità ,se così si può dire,con i sentimenti di chi comprende i problemi di un inimmaginabile precariato e si trova a fare i conti con...

voto al film: Mr.Klein assegna il voto buono a Risorse umane (1999)




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