I cavalieri che fecero l'impresa (2001)
Con Raoul Bova, Edward Furlong, Marco Leonardi, F. Murray Abraham
La trama
L'amicizia, le illusioni della giovinezza, l'incalzare della Storia.
Nel 1271 la settima Crociata è fallita. Nel corso della ritirata le truppe trasportano lungo la penisola le spoglie di re Luigi IX, il Re Santo. Un mondo è finito e cinque ragazzi che non hanno nulla in comune si mettono alla ricerca del luogo dove è stata nascosta la Sacra Sindone, trafugata da alcuni traditori della corte di Francia. Il viaggio li porterà dall'Appennino tosco emiliano fino a Tebe dove la Sacra reliquia è nascosta.
Pupi Avati, come uno dei suoi cinque giovani, entusiasti e un po' afflitti cavalieri, lancia un pacifico guanto di sfida. A un cinema, quello italiano, poco ambizioso e troppo preso dalle sue abulie e dai suoi equilibri e a se stesso. Sale a cavallo con la sua macchina da presa, sensibile soprattutto ai sommovimenti dell'anima, legata dolcemente alle radici di un territorio, e tenta un'impresa affascinante, in molti momenti molto bella e cruda, con un ottimo lavoro sui luoghi e sullo spazio. Sceglie l'avventura e nell'incalzare dell'azione, nella progressione retorica e figurativa di un genere mai frequentato prima, nella paura, nel coraggio e nella baldanza degli scontri, delle fughe e delle armi, nelle inquietudini dell'errare e della "cerca" ritrova l'aura del sacro (l'icona/reliquia della Sindone è il sacro lenzuolo per il quale si adoperano i ragazzi che vollero essere cavalieri), il senso profondo dell'amicizia, le illusioni della giovinezza, stato anagrafico ed emotivo aurorale, annuncio di un'altra stagione della Storia.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 16/2001
L'opinione più recente
Di Enrique scritta il 11/02/2012
Voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [4]
- positive [11]
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11 febbraio 2012 Opinione di Enrique su "I cavalieri che fecero l'impresa"
film, a mio parere, un po' troppo sopravvalutato...sembra un B-movie anni 80 (lo confermano le scene truculente, ma quasi splatter), ma con musiche da kolossal anni 50 (peraltro troppo "alte", quanto a volume, rispetto ai dialoghi): regge il doppiaggio degli attori stranieri, ma non mi pare ben armonizzato con quello degli attori italiani (le cui voci, in alcuni casi, sono d'altronde estremamente inadeguate). La storia non è chiara nel suo sviluppo e la scena del ritrovamento del "sacro...
voto al film: 
11 gennaio 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "I cavalieri che fecero l'impresa"
Film d'avventura ben recitato, mozzafiato ed emozionante. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:3 impegno:1 tensione:3
voto al film: 
16 settembre 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "I cavalieri che fecero l'impresa"
Uno dei più riusciti film dedicati alle Crociate. Buona caratterizzazione degli interpreti. Scene d'azione ben fatte (cioè senza l'uso dell'otturatore veloce che aveva reso IL GLADIATORE un prodotto mediocre!) e molto sanguinolente (com'era nella realtà il medioevo!). Finale realistico. Uscito al cinema con divieto ai minori di 14 anni ha poi ottenuto il nulla osta "per tutti" (e in alcuni passaggi "consigliata la presenza degli adulti") per la sua pubblicazione in home...
voto al film: 
27 agosto 2010 Opinione di wang yu su "I cavalieri che fecero l'impresa"
è un buon film, solo che l'impresa in realtà non serve a niente! il vero cristiano cammina per fede non per visione.
voto al film: 
17 aprile 2010 Opinione di Ibury su "I cavalieri che fecero l'impresa"
Avati riesce perfino nell'impresa di far recitare Bova raggiungendo il vertice del suo successo come addestratore di non-attori.
voto al film: 
9 febbraio 2010 Opinione di mm40 su "I cavalieri che fecero l'impresa"
Due ore e mezza di azione, thriller, sangue e leggende, epica e romanzo 'on the road', Storia e combattimenti: un Pupi Avati che difficilmente ci si poteva aspettare. Per una volta il regista bolognese abbandona le 'piccole cose' della quotidianità che formano da sempre il nucleo narrativo, il centro dell'interesse dei suoi lavori, e parte pure lui per una vera e propria 'impresa': un film italiano che ricalca da vicino, riuscendo originale e credibile, i kolossal storici a stelle e...
voto al film: 
22 ottobre 2006 Opinione di stalker63 su "I cavalieri che fecero l'impresa"
Un film non disprezzabile, ma credo che Avati abbia i suoi punti di forza nell'horror e nella "commedia di campagna". Un film epico, poteva lasciarlo ad altri registi.
voto al film: 
5 luglio 2006 Opinione di ga.s su "I cavalieri che fecero l'impresa"
Per la seconda volta, dopo il riuscitissimo Magnificat, Pupi Avati torna al Medio Evo. E se nell’altro film prediligeva un accostamento filologico alla materia, nel tentativo di ricreare l’atmosfera di un tempo (non sappiamo se reale, ma indubbiamente affascinante), in quest’ultimo film lascia un po’ sullo sfondo gli usi e i costumi (comunque presenti, come nella bella scena della morte del re, del trattamento e dei riti spettanti alle sue spoglie), per dare maggior spazio...
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14 ottobre 2005 Opinione di zederfilm su "I cavalieri che fecero l'impresa"
Un buon film diretto con la solita maestria da Pupi Avati . Nota, anche se non meritevole di menzione, per l'utente RageAgainst, antipatico tanto quanto i suoi giudizi .
voto al film: 
9 gennaio 2004 Opinione di thewildone su "I cavalieri che fecero l'impresa"
Insomma, ci sono molte cose da obiettare, come ad esempio la battaglia finale, troppo statica e banale. Mi sorprende poi che Avati abbia dato molto risalto a ferite e mutilazioni con molti primi piani sanguinolenti. L'idea è buona, supportata da un buon cast, però il film non merita più di sufficiente
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [4]
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