A tempo pieno (2001)
Con Aurélien Recoing, Karin Viard, Serge Livrozet, Nicolas Kalsch
La trama
La "professione" è diventata sinonimo di identità. Ma quando viene a mancare?
Cosa fai nella vita? "Il manager" risponderebbe Vincent, padre di famiglia, benestante, brava persona. Eppure mente, perché è stato licenziato da più di tre mesi e adesso deve giustificare le sue lunghissime assenze da casa. Un altro lavoro, un incarico internazionale all'Onu, ma è tutta una bugia. Che prima o poi qualcuno scopre.
Leone dell'anno a Venezia 2001, il film di Laurent Cantet (che esordì con "Risorse umane"). Strameritato. Una costruzione drammaturgica condotta con rigore stilistico glaciale per sottolineare il solo principio ontologico del nostro mondo: "lavoro dunque sono". E se uno non lavora più? Magari per scelta? La storia di Vincent sembrerebbe solo esemplare se non fosse ispirata a un fatto reale, che si concluse in maniera ben più tragica del film. Anche se a ben vedere l'ultima sequenza che Cantet regala al nostro sguardo è agghiacciante e sembra aprirsi su uno scenario alla Michael Haneke. "A tempo pieno" riscrive (o dimostra come si siano riscritte) le regole della convivenza in base ai requisiti formali della "professione". Anche nel linguaggio, nel parlare di tutti i giorni, quando tra colleghi si instaura una "comunicazione felice" e non un rapporto umano. Dopo "A tempo pieno" non si può fare a meno di pensare al Grande Lebowsky come a un eroe dei nostri giorni.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 44/2001
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 2010-10-19 23:01:01 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- positive [18]
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2012-01-08 19:58:45 Opinione di barabbovich su "A tempo pieno"
Ispirato alla vera storia di Jean-Claude Romand, che per 15 anni ingannò familiari e amici, A tempo pieno racconta la vicenda di un truffatore indolente (Recoing) che, dopo essersi licenziato dal lavoro, passa per sette mesi le giornate girando tra alberghi di quart'ordine e parcheggi, facendo credere ai suoi cari di avere ottenuto un prestigioso posto all'ONU di Ginevra. Ma il gioco gli sfugge di mano, il giro di truffe, con la promessa di interessi astronomici nei conti svizzeri, si...
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2011-05-19 15:52:04 Opinione di ezio su "A tempo pieno"
e' un film glaciale che non lascia indifferenti.Se si pensa che e' tratto da un caso reale viene quasi il fastidio che il finale del film sia un po' diverso.Bisogna confrontarlo con L'avversario di N.Garcia girato dopo e di struttura simile.Ma Cantet e' in assoluto uno dei registi francesi piu' interessanti di questi ultimi anni.Ha avuto un premio a venezia,meritato.
voto al film: 
2010-12-13 08:23:05 Opinione di OGM su "A tempo pieno"
Un eccellente Aurélien Recoing interpreta la struggente parabola della menzogna, che, prima, timidamente, nasce per pudore, per un’ingenua forma di autodifesa, e poi s’innalza nell’inebriante vertigine di una fantasia di onnipotenza, per precipitare, infine, nel terribile abisso della vergogna. Il lavoro è una fastidiosa incombenza, una noiosa routine, fintanto che ci si sta dentro; però, quando da quel mondo si viene improvvisamente espulsi, si guarda...
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2010-12-08 18:21:05 Opinione di jonas su "A tempo pieno"
Dopo gli operai di Risorse umane Cantet affronta l’altra faccia della disoccupazione, quella relativa ai colletti bianchi. In realtà la vicenda è più complessa, perché qui si tratta di perdere non solo un lavoro ma la propria identità, il proprio ruolo nel mondo: ne deriva la necessità di mentire a tutti (moglie, genitori, amici), un angosciante senso di smarrimento che si esprime negli sguardi pieni d’invidia per la normalità...
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2010-11-07 18:46:22 Opinione di ed wood su "A tempo pieno"
Anche se la sceneggiatura è un po' troppo macchinosa, resta un'opera notevole per come riflette sul Lavoro visto come "impiego del tempo". Il paradosso di questo film è che l'alienazione del lavoratore esplode nel momento in cui il lavoro viene a mancare. Il protagonista si inventa un lavoro inesistente per amore verso la propria famiglia, non rendendosi conto che sarebbe proprio l'amore della famiglia verso di lui a rendere assurda questa farsa. Dramma...
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2010-10-19 23:01:01 Opinione di Peppe Comune su "A tempo pieno"
Vincent (Aurèlien Recoing) è un importante manager che perde improvvisamente il lavoro. Non accetta serenamente questo stato di cose e arriva al punto di alzarsi ogni mattina per andare al lavoro come se nulla fosse successo. Prima non dice nulla alla moglie (Karin Viard) del licenziamento e poi si inventa un fantomatico impiego di prim'ordine all'Onu per giustificare le sue giornate trascorse fuori casa. Bugia dopo bugia, Vincent si incammina in un percorso dal...
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2010-10-18 16:10:33 Opinione di marco l su "A tempo pieno"
Buona pellicola sull'ambizione come motore dell'identità individuale in una società sempre più dominata dalla logica del profitto. L'avanzamento di carriera come unico presunto metro di meritocratica collocazione democratica, venute meno le appartenenze meramente dinastiche che dividevano il mondo in mecenati, artisti e plebe. E' forse un po' troppo lunga e lenta nella narrazione, in pieno stile francese, ma gli interpreti sono bravi e dunque il danno è minimo....
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2010-10-14 17:42:29 Opinione di chribio1 su "A tempo pieno"
va bene sulla parte della ricerca di un lavoro e far finta di averne piu' di uno ma il film alla lunga con questa tiritera stanca.voto.5.
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2010-09-28 12:54:14 Opinione di sasso67 su "A tempo pieno"
Cantet punta più sul problema dell'impiego del tempo (come recita il titolo originale) di un senza lavoro, piuttosto che su quello dei soldi, come invece fa Nicole Garcia in L'avversario. Qui il tono è meno tetro e, come sembrerebbe dimostrare il finale, quasi aperto alla speranza. Recoing, che avevo già visto in 13 Tzameti, non fa rimpiangere Daniel Auteuil, che recita lo stesso personaggio nel film della Garcia.
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2008-12-29 12:12:54 Opinione di Alvin Straight su "A tempo pieno"
E' un film che fa riflettere molto sul rapporto tra uomo e professione lavorativa nella società contemporanea: quando si perde il lavoro, si arriva a mentire a tutti i familiari più stretti e ci si affida a personaggi loschi che ti procurano denaro nell' immediato. Il film è molto curato a livello stilistico con musiche molto intense, perfette per le atmosfere cupe e angoscianti, e con un' interpretazione magistrale del protagonista Aurélien Recoing. Laurent Cantet dimostra di essere un...
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