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L'ultimo Capodanno (1998)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'ultimo Capodanno: minimo
Ritmo ritmo in L'ultimo Capodanno: presente
Impegno impegno in L'ultimo Capodanno: minimo
Tensione tensione in L'ultimo Capodanno: presente
Erotismo erotismo in L'ultimo Capodanno: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a L'ultimo Capodanno

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a L'ultimo Capodanno (voti: 49 media: 2,98) 49

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locandina di L'ultimo Capodanno

L'ultimo Capodanno play

La trama

Un tragicomico, frenetico e catastrofico 31 dicembre.

Nella notte di San Silvestro, sulla via Cassia, il complesso residenziale "Le isole" è teatro di una serie di episodi conditi di sesso, droga, disperazione e violenza.  

Lo scrittore Niccolò Ammaniti, capofila riconosciuto della "generazione pulp", co-sceneggia con lo stesso Risi un soggetto tratto dal suo romanzo "L'ultimo capodanno dell'umanità": le dichiarate ambizioni metaforico-apocalittiche sulla decadenza della società contemporanea sfociano però in una sterile parata di false provocazioni, tanto urlate ed esagerate quanto spuntate e prevedibili. Pressoché invisibile in sala, uno dei flop più clamorosi del cinema italiano di fine millennio.

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L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 14/10/2011 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Può un film decretare la fine temporanea di un regista stimato ed apprezzato? Sì. Un esempio lampante è L’ultimo capodanno, che rischiava di essere l’ultimo film di Marco Risi. Solo recentemente è tornato ai buoni livelli dei primi anni. Il film, tratto da un racconto dell’allora cannibale Niccolò Ammanniti, fu un fallimento economico ingente che per poco non mandò in rovina Risi e Maurizio Tedesco: una commedia ad alto costo zeppa di effetti speciali e di attori di prima o di seconda fascia, complessa e scatenata, giocata sul filo del grottesco (genere notoriamente poco avvezzo agli spettatori italiani) con più di una caduta di gusto ordinario che è in realtà cifra stilistica (la sgradevolezza regna sovrana, ma è l’obiettivo reale, e dopotutto non si può rappresentare un certo mondo romano senza cadere di gusto) e una trama frammentaria, scombinata e volontariamente disordinata. Il film ha il fascino malato dei film imperfetti, romanocentrico quanto basta per dispiacere su e giù il Tevere, universale o particolare a seconda dei punti di vista, eppure disgraziatamente disperato nella sua vitalità forzata (d’altronde Capodanno è il momento dell’anno in cui più o meno tutti si sforzano di essere felici rasentando il ridicolo): ne viene fuori un terribile ritratto corale all’interno di un complesso residenziale della Capitale, in cui spiccano una moglie (Monica Bellucci in nudo integrale) a cui il marito (Marco Giallini) mette le corna con un’amica sporcacciona e radical chic (Francesca D’Aloja); un avvocato che ama il sadomaso (Alessandro Haber) con famiglia in montagna; una famiglia che sembra emanazione del Mulino Bianco (Piero Natoli e Emanuela Grimalda); un gigolò (Giuseppe Fiorello) alle prese con le voglie di una vecchia nobildonna (Maria Monti); due tossici (Claudio Santamaria e Max Mazzotta) a casa di uno di loro, mentre la mamma (Iva Zanicchi) cucina il capitone e canta La Bambola; una moglie che aspetta da dieci anni il ritorno del marito sequestrato; tre ladri (Ricky Memphis, Giorgio Tirabassi e Natale Tulli che pronuncia una memorabile battuta: Memphis: “addo se vojono fa le olive ascolane? Ad Ascoli!” e Tulli, scuotendo la testa, dice secco e perentorio “a Macerata!”); una comitiva di sportivi caciaroni con Adriano Pappalardo a metà tra Attilaflagellodidio e Kurt Russell. Discontinuo e sfrenato, vissuto sull’orlo di una crisi di nervi con una parentesi esoterica in cui prendono vita due morti dell’ottocento (c’è tutto un filone sulle allucinazioni derivate dal consumo di un’erba), tesissimo e irrequieto, scoppia letteralmente in un’ultima parte devastante in cui crepano tutti in circostanze assurde (un petardo in corpo, un uncino nel cuore, fucilate, un televisore in testa, scosse elettriche, una mano amputata…) e alla fine un’esplosione catartica e risolutiva spazza via il complesso residenziale, mentre una madre e un bambino osservano da lontano il fungo atomico elevarsi in cielo. Si salva solo uno di loro e dietro l’apologo (morale) forse c’è solo l’allucinazione. Ingiustamente sottovalutato, merita un recupero e una seconda lettura perché di film così, in Italia, non se ne fanno. A suo modo, per quanto imperfetto e non del tutto riuscito, un oggetto raro.
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SI

Opinioni su L'ultimo Capodanno


25 aprile 2012 Opinione di fatso su "L'ultimo Capodanno"
fatso

Uno dei film più brutti mai visti,ho resistito fino a 10 minuti del 2° tempo e poi ho cambiato.Tutto è banalissimo o gratuitamente volgare,lo strasconsiglio.

voto al film: fatso assegna il voto pessimo a L'ultimo Capodanno (1998)


28 dicembre 2011 Opinione di cinemasquallor su "L'ultimo Capodanno"
cinemasquallor

Basato su un racconto dello scrittore "pulp" Niccolò Ammaniti, racconta di un capodanno in un qualunque palazzo romano abitato da personaggi uno più strambo dell'altro (eppure vicini alla realtà del sistema popolare italiano!), protagonisti di avventure grottesche/pulp che lasciano a bocca aperta il lettore (e lo spettatore in questo caso). Il fatto che un film così sia stato un enorme flop è un chiaro segno della crisi del cinema italiano che da più di 20 anni è difficile da...

voto al film: cinemasquallor assegna il voto buono a L'ultimo capodanno (1998)



14 ottobre 2011 Opinione di LorCio su "L'ultimo Capodanno"
LorCio

Può un film decretare la fine temporanea di un regista stimato ed apprezzato? Sì. Un esempio lampante è L’ultimo capodanno, che rischiava di essere l’ultimo film di Marco Risi. Solo recentemente è tornato ai buoni livelli dei primi anni. Il film, tratto da un racconto dell’allora cannibale Niccolò Ammanniti, fu un fallimento economico ingente che per poco non mandò in rovina Risi e Maurizio Tedesco: una commedia ad alto costo zeppa di effetti speciali e di attori di prima o di...

voto al film: LorCio assegna il voto sufficiente a L'ultimo capodanno (1998)

2 commenti
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18 giugno 2011 Opinione di bukowski91 su "L'ultimo Capodanno"
bukowski91

Una grande ammucchiata di situazioni paradossali e molto spesso ridicole. Va bene che la nostra Italia è molto ammalata e che i capodanni molto spesso diventano  metafore di distruzione, ma con un film come questo non si raggiunge l'intento ma si fa ridere lo spettatore per la pena. Eppure il cast c'è ed è anche molto importante, i mezzi anche ma la sceneggiatura dov'è? Basta arrivare alla scena della mano del nonno che salta in aria con il fucile o alla...

voto al film: bukowski91 assegna il voto mediocre a L'ultimo capodanno (1998)

nessun commento
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4 febbraio 2011 Opinione di scandoniano su "L'ultimo Capodanno"
scandoniano

Dal romanzo di Niccolò Ammanniti e per la regia di Marco Risi, questo “L’ultimo capodanno” è un film decisamente sui generis, di un surrealismo estremo, che porta lo spettatore a sconcertarsi davanti a scene fuori dall’ordinario. È San Silvestro. In un condominio del centro di Roma, molti condomini hanno deciso di trascorrere l’ultimo dell’anno in maniera “estrema”: omicidi, rapine, atti di sesso estremo, avvelenamenti,...

voto al film: scandoniano assegna il voto sufficiente a L'ultimo capodanno (1998)

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1 gennaio 2011 Opinione di melaverde su "L'ultimo Capodanno"
melaverde

sinteticamente: non mi è piaciuto. Comincia bene, con un affresco di situazioni che incuriosiscono, da commedia all'italiana,  per scivolare nel grottesco in modo talmente forzato che l'unico motivo per continuare a vederlo è solo per  capire fino a che punto di trash può arrivare, perchè, nel suo voler stupire, riesce a diventare prevedibile. Per nostra sfortuna, però, è una provocazione noiosa. Chi ama ammaniti (io no) ritroverà il...

voto al film: melaverde assegna il voto pessimo a L'ultimo capodanno (1998)



22 novembre 2010 Opinione di Luke Vacant su "L'ultimo Capodanno"
Luke Vacant

Recensione col vecchio nickname Titanic900: "E' un film da analisi, pazzo, drogato, perverso, sadomasochista, folle, violento, psicoapatico e strano. Nicolò Ammaniti è davvero uno scrittore eccezzioale. bravissimi tutti quanti."

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a L'ultimo capodanno (1998)


24 ottobre 2010 Opinione di almodovariana su "L'ultimo Capodanno"
almodovariana

Fedelissimo al racconto di Ammaniti, il film inizia con vari fili narrativi che s'intrecciano fino al "delirio" grottesco-splatter finale. Non c'è un solo personaggio con cui possiamo identificarci in questa storia di Ammaniti, si può solo aspettare che l'effetto a catena termini..,.per inerzia! Sbaglia chi vi vede solo trash, sia il racconto che il film sono fatti per "scuotere" il lettore e lo spettatore

voto al film: almodovariana assegna il voto buono a L'ultimo capodanno (1998)

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18 ottobre 2010 Opinione di bradipo68 su "L'ultimo Capodanno"
bradipo68

Credo che molti hanno parlato male di questo film senza neanche vederlo,così per partito preso.Un film travagliato sin dalla sua uscita in sala,preceduto da un aura di scandalo(quanto reale o quanto creata ad arte per ragioni di marketing?) che poi non ha attirato molta gente e poi sempre e comunque accompagnato da un brusio generale o quasi di disapprovazione.Ecco perchè l'ho guardato con grande curiosità rimanendo però piuttosto perplesso.A mio parere questo...

voto al film: bradipo68 assegna il voto mediocre a L'ultimo capodanno (1998)

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23 aprile 2010 Opinione di supadany su "L'ultimo Capodanno"
supadany

VOTO : 6+. Film controverso, a dir la verità più per il suo tortuoso percorso in sala che per l’effettivo contenuto, di cui se ne parlò parecchio ai tempi. Dopo una prima infelice uscita, venne ritirato dal regista (un Risi qui anche nelle vesti di produttore) per poi essere riproposto con gli stessi deludenti risultati (ma comunque in linea con altri per il tipo di cinema proposto che poco attrae l’annoiato pubblico made in Italy). E’ il 31...

voto al film: supadany assegna il voto sufficiente a L'ultimo capodanno (1998)

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