La donna del ritratto (1944)
Con Edward G. Robinson, Joan Bennett, Raymond Massey, Dan Duryea
La trama
Un docente di criminologia cena presso il suo club. Ha ammirato in una vetrina un quadro raffigurante una bellissima donna e questa - di cui nulla conosce - entra in un suo sogno, dapprima piacevole (la loro relazione sentimentale), ma che si trasforma poi in un autentico incubo. Fritz Lang, il regista, uno fra i celebri transfughi dalla Germania nazista, realizzò negli Stati Uniti film di alterno valore. Questo è uno dei suoi più riusciti, per la complessità dei temi affrontati, per la ricerca di un adeguato stile narrativo e per il notevole apporto degli interpreti, tutti attori di ottimo mestiere molto abilmente guidati in ruoli impegnativi.
L'opinione più votata
Di yume scritta il 09/02/2012 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Lo giudico imprescindibile corollario e pertanto ringrazio lo scrivente a posteriori, mentre chiedo venia a chi, conoscendola,la vede riapparire ex novo.
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Dal racconto di J.H.Wallis, Once Off Guard, The Woman in the Window appartiene a quella serie giallo/thriller a cui Lang si dedicò negli anni quaranta, creando autentici capolavori del genere noir.
Nella prima scena il prof. Richard Wanley dell’Università di Gotham sta tenendo una prolusione su “Considerazioni sulla psicologia dell’omicidio”.
Partendo dalla Bibbia, rivisita il “non uccidere” in chiave psicanalitica e giurisprudenziale, tenendo d’occhio “le moderne cognizioni sugli impulsi che conducono all’omicidio” e il criterio relativistico che la legge assume nel contemplare e distinguere “varie categorie di omicidio, categorie che corrispondono a certi gradi di colpa, considerati in funzione degli impulsi che hanno preceduto il delitto”.
La scena sfuma su parole chiave per la lettura della vicenda successiva: “la legittima difesa non può venir giudicata alla stessa stregua dell’uomo che uccide per lucro”.
In una New York estiva, in cui mogli e figli partono per la villeggiatura, il mite Richard (un Edward G.Robinson della miglior specie),facendosi aria con l’immancabile cappello, viene folgorato dal ritratto di una splendida donna in vetrina, la “ragazza dei sogni”, come la chiamano, celiando, gli amici del circolo, dove le ore trascorrono pacate fra sigari e “bicchierini”.
Già sulle prime Lang pone l’accento sul tema del “doppio”.
A Richard, che dice “è un ritratto delizioso”, l’amico procuratore distrettuale dall’occhio indagatore ribatte “è una donna deliziosa, vorrai dire”.
Il colloquio successivo fra i tre amici al club è disteso, scherzoso ma denso di premonizioni, quello che sta per accadere rientra in una casistica che nelle procure ben conoscono: uomini di mezz’età che corrono la cavallina vanno spesso incontro a tragedie nate “da un attimo di sconsideratezza o di debolezza”.
Il procuratore, con evidenti inclinazioni per l’indagine a colpi di psicanalisi (i suoi sguardi sul protagonista nelle scene chiave dell’inchiesta sono manuali di psicologia comportamentale e sembrano fatti apposta per produrre autentica inquietudine nello spettatore che, come sempre, sta dalla parte del colpevole) si produce dottamente sul tema “i guai nascono spesso da cose insignificanti create da inclinazioni naturali sconosciute a noi stessi”.
Salutando gli amici che ancora giocano sulla possibilità che la donna del ritratto si materializzi, il nostro Richard anticiperà il finale del film dicendo: “tutto ciò che sarei capace di fare sarebbe di stringermi nel soprabito e fuggire come il vento”. ESPANDI +
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- positive [31]
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22 febbraio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "La donna del ritratto"
Altra perla di Lang, sebbene non concordi che sia uno dei più riusciti. Sicuramente il grande regista ha mestiere e si vede tutto, gli interpreti sono ottimi, la fase delle indagini è precisa e spettacolare con una carica di tensione non indifferente e la storia ha quell'aurea onirica che le conferisce un'attrattiva in più. Finale ottimo che tanto per cambiare è stato rovinato (almeno a me) dalla trama di film.tv. Voto: 7,5/8.
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9 febbraio 2012 Opinione di yume su "La donna del ritratto"
A preziosa integrazione per una recensione che, pubblicata negli anni scorsi e poi tornata nel cassetto, giaceva semidimenticata, inserisco un commento che all’epoca scrisse spopola. Lo giudico imprescindibile corollario e pertanto ringrazio lo scrivente a posteriori, mentre chiedo venia a chi, conoscendola,la vede riapparire ex novo. ________________________________________ Dal racconto di J.H.Wallis, Once Off Guard, The Woman in the Window appartiene a quella serie...
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16 agosto 2010 Opinione di OGM su "La donna del ritratto"
Se il compito dello scrittore di gialli è creare l’intreccio, quello dello sceneggiatore di un thriller è far sì che siano i personaggi stessi – e non il romanziere – a intricare, analizzare e sbrogliare le varie situazioni. Il cinema puro vuole, infatti, che la prospettiva rimanga costantemente all’interno dell’azione, pur mantenendo la completezza e la coerenza del racconto, senza mai ricorrere al comodo espediente della visione...
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11 maggio 2010 Opinione di mondolariano su "La donna del ritratto"
Uno dei classici bei film di una volta, di quelli che si riguardano sempre volentieri. Uno di quei drammi che con la massima sobrietà riescono ad esprimere tutto il fascino possibile. Non occorre alcun effetto speciale, infatti, per descrivere il cittadino comune, l’uomo metropolitano che all’improvviso si trova a vivere un incubo mortale. Il grande E.G.Robinson tratteggia un uomo dai modi cortesi, molto garbato e civile anche per merito del doppiatore italiano: un uomo in balia degli...
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25 marzo 2010 Opinione di fox1969 su "La donna del ritratto"
Trovare errori in un film così bello è cosa ardua....ci troviamo di fronte alla grande regia di Fritz Lang e...ad un Robinson dal viso che sembra nato e studiato per esprimere le migliori sensazioni del noir. Solo un particolare mi ha sconcertato... L'assassino in questo genere di film fa sempre almeno un errore e può essere cosa accettabile per raggiungere un eventuale finale nei giusti tempi concessi. In questo caso però....gli errori sono un po' troppi, anche...
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24 settembre 2009 Opinione di bradipo68 su "La donna del ritratto"
La sublime arte dell'illusione cinematografica.Il cinema è illusione e questo film ne è il paradigma.Lang cerca di mettere alla luce tutto il lato oscuro della psiche sfumando la narrazione in tutta una serie di rivoli che corrispondono ad altrettante domande.E se prima del film ero sicuro del mio concetto di innocenza e colpevolezza ora non ne sono più tanto sicuro.Edward G.Robinson nella sua apparente medietà è il perfetto prototipo dell'uomo...
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25 luglio 2009 Opinione di fenice69 su "La donna del ritratto"
Un borghese di mezza età (Edward G. Robinson) rimasto solo in città dopo aver mandato la famiglia in vacanza, rimane coinvolto in un omicidio per colpa di una donna molto avvenente (Joan Bennett) del cui ritratto era rimasto affascinato. A pericolo scampato dimostrerà di aver appreso la lezione. Bel noir di Fritz Lang caratterizzato da una interessante parte iniziale nella quale si gettano le premesse per comprendere gli avvenimenti successivi. Nel film è...
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5 luglio 2009 Opinione di jonas su "La donna del ritratto"
Il criminologo Richard Wanley, dopo aver accompagnato alla stazione moglie e figli, va a cenare al suo club. Una vetrina lì accanto espone il ritratto di una bellissima donna, che lui si ferma a guardare sia all’entrata sia all’uscita; la seconda volta viene però inopinatamente avvicinato dalla donna in carne e ossa, che lo invita a casa sua. Mentre i due stanno bevendo sopraggiunge un uomo che li aggredisce; Wanley lo pugnala e, nonostante si tratti di legittima...
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14 maggio 2009 Opinione di Grace Margaret Mulligan su "La donna del ritratto"
Il desiderio come inganno, il ritratto di una passione che diventa angoscia, il senso profondo del peccato e del rimorso generato dalla bramosia della materialità. Lang nella sua immensa filmografia racconta storie di desideri e ricerche che finisco sempre in vacquità e inutilità quasi esasperante. Un'interpretazione del valore inconscio del desiderio, ma fino a che punto esso rimane inconscio? A livello di emozioni e sensazioni il desiderio inespresso non è forse di uguale potenza di...
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16 settembre 2008 Opinione di Michael OHara su "La donna del ritratto"
Lang mette in scena, con una regia leggera che riposa lo sguardo, un noir mozzafiato che incolla lo spettatore alla poltrona e lo affascina con evoluzioni e sorprese continue. Insistendo sull’idea della persona normale e rispettabile che si lascia rapire dalle proprie pulsioni malvagie, sovverte alcune regole del genere (femme fatale a parte: la Bennet è “innocentemente diabolica”), rivelando subito l’assassino, costringendo chi guarda a fare il tifo per lui e scegliendo personaggi...
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