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I racconti della luna pallida d'agosto (1953)

[Ugetsu Monogatari, Giappone 1953, Drammatico, durata 97', b/n]   Regia di Kenji Mizoguchi
Con Machiko Kyo, Masayuki Mori, Kinuyo Tanaka, Sakae Ozawa



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I racconti della luna pallida d'agosto: presente
Ritmo ritmo in I racconti della luna pallida d'agosto: presente
Impegno impegno in I racconti della luna pallida d'agosto: molto forte
Tensione tensione in I racconti della luna pallida d'agosto: molto forte
Erotismo erotismo in I racconti della luna pallida d'agosto: forte

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a I racconti della luna pallida d'agosto

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a I racconti della luna pallida d'agosto (voti: 38 media: 4,66) 38

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La trama

Tratto dai racconti "L'albergo" di Asaji e "La lubricità del serpente" di Akinari, un capolavoro della storia del cinema. Nel Giappone del XVI secolo, un contadino (Ozawa) e un vasaio (Mori) abbandonano il loro lavoro e le rispettive famiglie per andare incontro alla gloria. Mentre gli eserciti imperiali si scontrano, uno viene sedotto da una malefica e bellissima principessa, l'altro ambisce alla statura eroica del samurai. Quando torneranno a casa, tutte le illusioni cadranno.  

Film "mondo", onnicomprensivo della poetica di Mizoguchi: l'arte e la vita, il vero e la bellezza, la menzogna e l'apparenza. Sceneggiato da Matsutaro Kawaguchi e Yoshikata Yoda. Leone d'argento al Festival di Venezia, insieme a "I vitelloni" di Fellini.

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L'opinione più votata

Di spopola scritta il 26/11/2009 - utile per 19 utenti

Voto al film: voto ottimo

Questo film può essere considerato ancora oggi, nonostante gli anni trascorsi e i sostanziali cambiamenti nel frattempo intervenuti persino nei ritmi e nelle definizioni del linguaggio cinematografico, uno dei capolavori assoluti della settima arte? Io credo proprio di sì. Il passare del tempo (cosi come accade anche al buon vino se è conservato in ottime botti), lo rende persino migliore, poichè ci fa percepire con ancora maggiore evidenza tutta la bellezza avvolgente delle sue immagini, ne amplifica l’importanza strutturale (non solo sotto il profilo dello stile), ci aiuta insomma ad elevarlo definitivamente verso i confini sublimi dell’arte, a fargli acquisire il ruolo di insuperabile “pietra miliare della storia del cinema”.
Sapientemente sospesa tra vita reale e fantasiosa immaginazione, Ugetsu Monigatari (questo il titolo originale dell’opera), è un’altra potente elegia sulla condizione della donna, che è spesso al centro della poetica mizoguchiana: una donna che personifica e rappresenta, prima di tutto, il positivismo dei valori umani più radicati e universali, ne diventa il simbolo, si potrebbe dire, persino quando assume le connotazioni di maga, incantatrice o fatale incarnazione di spiriti maligni, perché è proprio la donna - sembra voler affermare il regista – l’unica e sola a possedere una coscienza intellettuale e sentimentale coerente e costruttiva, ben lontana dalle confuse tortuosità contraddittorie proprie di quella degli uomini.
Sceneggiata con lirica aderenza da Matsutaro Kawaguchi e Yoshikata Yoda e liberamente tratta da due racconti fantastici di Akinaru Ueda (La lubricità del serpente e L’albergo di Asaji) pubblicati nel 1776 nella raccolta Ugetsu Monogatari, ma con forti riferimenti anche a una novella cinese dal titolo La casa nel canneto, la storia è ambientata verso la fine del secolo XVI nel Giappone devastato dalla guerra civile (più esattamente, nella regione di Omi, presso il lago Biwa) e racconta il percorso incrociato della vita di due uomini e di due donne, quello di un vasaio di campagna (Genjuro) e di suo fratello Tobei, un contadino che coltiva il sogno quasi impossibile di diventare samurai, e delle loro mogli (che i due uomini non esiteranno ad abbandonare, incuranti dei lutti e delle rovinose conseguenze che ne deriveranno, per seguire impossibili miraggi di presuntuosa megalomania).
Di pari passo, però, è anche una lucida analisi del conflitto esistente fra realtà e bellezza e una riflessione sulle funzioni e sulle potenzialità dell’arte, quasi a voler “definire” che poi alla fine, arte e vita sono le due fecce di una stessa medaglia, rappresentano i riflessi di una sola identica espressione.
E’ quindi anche un’opera sulla creazione artistica e sulla ricerca (impossibile?) della felicità, oltre che un articolato studio sulla condizione femminile. ESPANDI +
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SI

Opinioni su I racconti della luna pallida d'agosto


16 agosto 2011 Opinione di yume su "I racconti della luna pallida d'agosto"
yume

La genesi letteraria di Ugetsu Monogatari è in due racconti della raccolta omonima del 1776 di Ueda Akinari (L'albergo di Asaji e La lubricità del serpente) e in Décoré, uno dei Racconti soprannaturali di Maupassant. Al di là dell’elemento fantastico presente nei vari testi e delle differenze che si registrano in certi snodi dell’intreccio e nel trattamento di alcuni personaggi, il tema comune è il discorso sulla natura delle donne e la...

voto al film: yume assegna il voto ottimo a I racconti della luna pallida d'agosto (1953)

5 commenti
[utile per 9 utenti]

12 giugno 2011 Opinione di ed wood su "I racconti della luna pallida d'agosto"
ed wood

Un film splendido, da ogni punto di vista. Come tanti capolavori, il suo fascino scaturisce da una dialettica dei contrari: il fanatismo degli uomini contro il buon senso delle donne; l'orrore reale e storico della guerra contro il fascino visionario e mitico della fantasia. Un film impeccabile nel disegno dei personaggi, nella successione dei tempi narrativi, nella capacità di inventare paesaggi evocativi fra sogno e realtà (come la traversata del lago, in una...

voto al film: ed wood assegna il voto ottimo a I racconti della luna pallida d'agosto (1953)

nessun commento
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3 aprile 2011 Opinione di hueSaturation su "I racconti della luna pallida d'agosto"
hueSaturation

Se i film nascessero sugli alberi o piovessero dal cielo sarebbero tutti così, infinitamente armoniosi e ipnotici, nei quali non è possibile scorgere alcun artificio o finzione. Uno di quei capolavori "da consultazione", grandi ed istruttivi. Un grazie a Kenji Mizoguchi.

voto al film: hueSaturation assegna il voto buono a I racconti della luna pallida d'agosto (1953)


24 novembre 2010 Opinione di jonas su "I racconti della luna pallida d'agosto"
jonas

Nel Giappone del ’500, in mezzo a disordini e guerre, due uomini inseguono le loro chimere: conquistare la ricchezza grazie al commercio di vasi, diventare un guerriero valoroso. Le mogli non approvano, ma li assecondano: saranno esse a pagare il prezzo più alto, però il loro sacrificio finirà per far rinsavire i mariti. Un film di raffinata suggestione formale, con atmosfere sospese fra realtà e illusione e un finale profondamente commovente. La vicenda...

voto al film: jonas assegna il voto buono a I racconti della luna pallida d'agosto (1953)

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20 novembre 2010 Opinione di millertropico su "I racconti della luna pallida d'agosto"
millertropico

Forse il capolavoro fra i capolavori di Mizoguchi, l'opera in cui il regista ha lasciato l'impronta maggiore delle sue qualità stilistiche e poetiche. Ugetzu Monogatari è un racconto simbolico dal lento incedere, sostenuto da una atmosfera rarefatta e lunare. Nelle sequenze migliori, il senso del meraviglioso esplode in preziose infiorescenze: mai forse forse prima il cinema era riuscito a comunicare con altrettanta efficacia il magico e il miracoloso. Ambientato nel Giappone...

voto al film: millertropico assegna il voto ottimo a I racconti della luna pallida d'agosto (1953)

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3 agosto 2010 Opinione di Axeroth su "I racconti della luna pallida d'agosto"
Axeroth

Il desiderio dell'avidità frena l'amore e la gioia, se il fine giustifica i mezzi, allora il karma provvederà. Monogatari di morale Zen meravigliosa fra il fisico ed il metafisico fra il reale e l'onirico, magnetico dall'inizio alla fine, ricco di suspense come pochi film nella storia, poetico e possente opera di Mizoguchi. Uno dei più grandi film della storia, indubbiamente, ed uno dei massimi successi a livello internazionale del maestro nipponico. voto:10

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a I racconti della luna pallida d'agosto (1953)



11 aprile 2010 Opinione di PP su "I racconti della luna pallida d'agosto"
PP

Voto 7,5. [14.03.2010]

voto al film: PP assegna il voto buono a I racconti della luna pallida d'agosto (1953)


29 marzo 2010 Opinione di OGM su "I racconti della luna pallida d'agosto"
OGM

Esistono sogni modesti e sogni ambiziosi, sogni sentimentali e sogni materiali,  sogni ragionevoli e sogni assurdi, sogni di felicità e sogni di grandezza. La concitazione di questa storia di guerra civile e migrazione rappresenta il tira e molla che affligge l’umanità intera, sempre ansiosamente divisa tra due scelte opposte, tra la tentazione e la prudenza, tra la sfida e la rinuncia. Il movimento turbinoso della folla dei soldati, dei profughi, dei clienti del...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a I racconti della luna pallida d'agosto (1953)

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2 dicembre 2009 Opinione di Peppe Comune su "I racconti della luna pallida d'agosto"
Peppe Comune

Nel Giappone devastato dalla guerra civile verso la fine del sedicesimo secolo, i fratelli Genjuro e Tobei  si allontanano dalle loro mogli per realizzare i prori sogni: il primo è un vasaio che vuole arricchirsi accrescendo il suo commercio; il secondo vuole diventare un samurai. La rincorsa ostinata alle loro ambizioni però metterà in pericolo la vita delle loro famiglie. "I racconti della luna pallida d'agosto"( liberamente tratto da due racconti fantastici di...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a I racconti della luna pallida d'agosto (1953)

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26 novembre 2009 Opinione di spopola su "I racconti della luna pallida d'agosto"
spopola

Questo film può essere considerato ancora oggi, nonostante gli anni trascorsi e i sostanziali cambiamenti nel frattempo intervenuti persino nei ritmi e nelle definizioni del linguaggio cinematografico, uno dei capolavori assoluti della settima arte? Io credo proprio di sì. Il passare del tempo (cosi come accade anche al buon vino se è conservato in ottime botti), lo rende persino migliore, poichè ci fa percepire con ancora maggiore evidenza tutta la bellezza...

voto al film: spopola assegna il voto ottimo a I racconti della luna pallida d'agosto (1953)

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