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L'arpa birmana (1956)

[Biruma no tategoto, Giappone 1956, Drammatico, durata 116', b/n]   Regia di Kon Ichikawa
Con Shoji Yasui, Rentaro Mikuni, Jun Hamamura, Tatsuya Mihashi



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'arpa birmana: minimo
Ritmo ritmo in L'arpa birmana: minimo
Impegno impegno in L'arpa birmana: molto forte
Tensione tensione in L'arpa birmana: molto forte
Erotismo erotismo in L'arpa birmana: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a L'arpa birmana

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a L'arpa birmana (voti: 30 media: 4,30) 30

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locandina di L'arpa birmana

La trama

La condanna della guerra nelle memorie di un soldato.

Alla fine della Seconda guerra mondiale, il soldato giapponese Mizushima decide di non rimpatriare per dedicarsi al culto dei morti nella giungla birmana. Diventa bonzo e ricorda la pagina più sanguinaria della sua esperienza in guerra, quando il suo superiore sterminò tutta la sua truppa pur di non consegnarla viva al nemico.  

Film dichiaratamente antimilitarista tratto da un romanzo di Michio Takeyama: presentato alla Mostra di Venezia, riscosse un grande successo di pubblico, nonostante il Leone d'oro mancato, a detta di molti, ingiustamente. Lo stesso Ichikawa ne fece un remake nel 1984.

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 2010-04-19 08:31:55 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto ottimo

Ci sono momenti, nell’esistenza del soldato, in cui le armi tacciono, ed a impegnare la sua mente sono la necessità del dialogo e la strategia psicologica, la tensione dell’attesa e l’incertezza derivante dallo spaesamento, la difficoltà a sopravvivere in un ambiente straniero, l’umiliante durezza della prigionia, o il tormento della coscienza per l’orrore vissuto. Questo film interpreta il dramma della tregua in tutti i suoi aspetti, e con cadenze profondamente intimiste: nella vicenda di Misushima - soldato giapponese rimasto isolato in territorio birmano – la vita fatta a pezzi, in senso fisico e spirituale, diventa un vivido focolaio di poesia. Al lirismo dell’individuo smarrito corrispondono, come tenui accenti di controcanto, i semplici gesti di generosità della popolazione locale: la sua improvvisa conversione al monachesimo buddista si trasforma così in un pellegrinaggio alla ricerca di Dio che lo porta, invece, ad incontrare l’Uomo.   Scoprire, nei gesti del presunto nemico, un esempio da seguire, ed accorgersi che la pietà è un bene universale e contagioso, sono, per lui, i riscontri concreti di quella intuizione che l’aveva colto sul campo di battaglia, e che egli aveva inconsapevolmente affidato al suono della sua arpa birmana.  La musica dello strumento, con l’inconfondibile timbro melodico da lui inventato,  continua – anche dopo che lui si è reso irreperibile - a diffondere nell’aria il suo messaggio di pace: un richiamo rivolto a tutti, in cui l’impronta personale è solo un marchio di autenticità, che ne garantisce il valore di testimonianza radicata nell’esperienza realmente vissuta. Il suo linguaggio, cifrato e trasmesso da una distanza indefinita, è come il contenuto di una rivelazione proveniente da un’altra dimensione. L’eterea figura di Misushima che, nel congedarsi dai suoi compagni, svanisce in leggera in mezzo alla nebbia,  suggella il dissolversi della sua anima nell’unità del cosmo: il suo orizzonte non è, come per le masse asserragliate dietro a un filo spinato, la promessa di un ritorno alla quotidianità di sempre, con i suoi soliti futili piaceri. È invece, un orizzonte indefinito e lontano, come quello del mare, sulla cui vastità, nell’ultima scena, sembrano planare le parole della sua lettera d’addio. Ne L’arpa birmana  l’antimilitarismo è solo il tacito presupposto di un discorso ben più grande, che esalta la libertà della persona come fondamento irrinunciabile di ogni tipo di umanesimo, e come l’unica possibile chiave di accesso a quel mistero onnipresente che riguarda il nostro vero  ruolo nel creato.   
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SI

Opinioni su L'arpa birmana


2011-12-15 15:57:08 Opinione di urios su "L'arpa birmana"
urios

Meglio bonzo nella serena Birmania che soldato cieco d’un Giappone marziale. L’arte della musica conquista i cuori.

voto al film: urios assegna il voto buono a L'arpa birmana (1956)


2011-06-14 05:53:20 Opinione di yume su "L'arpa birmana"
yume

Biruma no tategoto (L’arpa birmana)  di Kon Ichikawa  e Taiheiyo senki (Storia della guerra del Pacifico) di Hiroshi Okada sono state le uniche, felici eccezioni, di quella cospicua sezione della produzione cinematografica giapponese degli anni cinquanta dedicata  in vario modo alla guerra (per un’ampia disamina sull’argomento cfr. J.L. Anderson e D.Richie, Il cinema giapponese, ed.Feltrinelli, 1961).   “L’arpa birmana si ispirava ad un...

voto al film: yume assegna il voto buono a L'arpa birmana (1956)

nessun commento
[utile per 6 utenti]


2010-12-05 18:17:43 Opinione di PP su "L'arpa birmana"
PP

Voto 8. [21.11.2010]

voto al film: PP assegna il voto buono a L'arpa birmana (1956)


2010-09-05 12:17:16 Opinione di Axeroth su "L'arpa birmana"
Axeroth

"Ho superato i monti, guadato i fiumi, come la guerra li aveva superati e guadati in un urlo insano. Ho visto l'erba bruciata, i campi riarsi... perché tanta distruzione caduta sul mondo? E la luce mi illuminò i pensieri. Nessun pensiero umano può dare una risposta a un interrogativo inumano. Io non potevo che portare un poco di pietà laddove non era esistita che crudeltà. Quanti dovrebbero avere questa pietà! Allora non importerebbero la guerra, la...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a L'arpa birmana (1956)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


2010-04-19 08:31:55 Opinione di OGM su "L'arpa birmana"
OGM

Ci sono momenti, nell’esistenza del soldato, in cui le armi tacciono, ed a impegnare la sua mente sono la necessità del dialogo e la strategia psicologica, la tensione dell’attesa e l’incertezza derivante dallo spaesamento, la difficoltà a sopravvivere in un ambiente straniero, l’umiliante durezza della prigionia, o il tormento della coscienza per l’orrore vissuto. Questo film interpreta il dramma della tregua in tutti i suoi aspetti, e con cadenze...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a L'arpa birmana (1956)

nessun commento
[utile per 8 utenti]

2010-02-20 20:25:22 Opinione di jonas su "L'arpa birmana"
jonas

La più clamorosa delusione di tutta la mia carriera di spettatore. In poche parole, non ci ho trovato nulla di ciò che mi aspettavo: non una rivisitazione moderna del mito di Antigone ma solo una vicenda blandamente pacifista, con soldati che fanno di tutto tranne che combattere ma che d’altra parte, non avendo più da combattere, sembra non sappiano bene cosa fare e con qualche incertezza nel trattamento degli andirivieni temporali. A un certo punto temo persino di...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a L'arpa birmana (1956)



2008-03-20 16:51:31 Opinione di kotrab su "L'arpa birmana"
kotrab

Voglio controbattere subito chi ha detto su questo sito che l'Arpa birmana indulge un pò troppo nella bontà e nella rettitudine: credo al contrario che ciò debba essere pienamente apprezzato perché è reso con una efficacia, una sincerità e uno stile epocali, esemplari, rigorosi quanto emozionanti. E' sicuramente uno dei film migliori mai girati e che andrebbero visionati in tutte le scuole: vergognoso il fatto che sia così poco conosciuto. Numerose le scene indimenticabili: ovviamente...

voto al film: kotrab assegna il voto ottimo a L'arpa birmana (1956)

2 commenti
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2008-02-18 11:38:58 Opinione di maxcalifornia su "L'arpa birmana"
maxcalifornia

Uno dei capisaldi del cinema antimilitarista. Il film, tecnicamente è un po’ datato, basta osservare il variare del contrasto durante la transizione tra una scena l’altra. Ma questo è un dettaglio poco importante, la cosa più sacrosanta di questo film è la storia che mi ha veramente colpito. Il regista Kon Ichikawa ha mostrato con crudezza gli orrori della guerra. La vera atrocità non è la guerra ma le conseguenze della guerra: soldati insepolti senza aver ricevuto l’estrema...

voto al film: maxcalifornia assegna il voto buono a L'arpa birmana (1956)



2007-12-14 15:21:32 Opinione di spopola su "L'arpa birmana"
spopola

Finalmente è disponibile anche in dvd una delle più importanti, suggestive e appassionate pellicole antimilitariste di tutti i tempi. Mi riferisco a “L’Arpa Birmana” di Kon Ichikawa (la prima versione del 1956, non la seconda del 1985 che non conosco, ma che immagino non paragonabile alla straordinaria, memorabile, commovente grandiosità dell’originale) “mancato” Leone d’oro alla mostra del cinema di Venezia di quell’anno che “sospese” il palmares limitandosi ad...

voto al film: spopola assegna il voto buono a L'arpa birmana (1956)

nessun commento
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2006-10-12 14:59:22 Opinione di Carrels su "L'arpa birmana"
Carrels

Un'opera dolce e triste, corale e introspettiva. Il più grande film antimilitarista che abbia mai visto. Inoltre è il film preferito di Romano Prodi.

voto al film: Carrels assegna il voto buono a L'arpa birmana (1956)




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