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La regola del gioco (1939)

[La règle du jeu, Francia 1939, Drammatico, durata 113', b/n]   Regia di Jean Renoir
Con Marcel Dalio, Nora Grégor, Roland Toutain, Jean Renoir, Gaston Modot



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La regola del gioco: presente
Ritmo ritmo in La regola del gioco: forte
Impegno impegno in La regola del gioco: molto forte
Tensione tensione in La regola del gioco: molto forte
Erotismo erotismo in La regola del gioco: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a La regola del gioco

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a La regola del gioco (voti: 31 media: 4,45) 31

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La trama

Un ricco marchese lascia l'amante per riconquistare la moglie, a cui molti uomini fanno la corte. Alla giostra di amori dei padroni fanno da contraltare quelli della servitù. Tutto girato nella tenuta di campagna del marchese, dove un gruppo di nobili si riunisce per il rito della caccia alla lepre.  

Dramma che inizia allegramente, ma con un epilogo tragico. Fallimento commerciale alla sua uscita, è stato riscoperto in seguito dagli esponenti della Nouvelle Vague. Renoir interpreta un ruolo secondario. Considerato il capolavoro di Renoir.

L'opinione più votata

Di ed wood scritta il 11/06/2011 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto ottimo

Jean Renoir in stato di grazia a dirigere questa fantasmagorica tragicommedia, che porta a compimento le ricerche effettuate dal grande maestro francese per tutto il corso degli anni 30 (decennio di riflusso per l'arte cinematografica in tutto il mondo, dopo l'esaltante esperienza delle avanguardie del muto: Renoir fu forse l'unico autore ancora capace, in quella decade di recessione, totalitarismo e riarmo, di sperimentare col linguaggio filmico pervenendo, in più di un'occasione, a risultati avveniristici). "La regola del gioco" pare girato ieri. Osservando il modo in cui l'autore mette in scena questo convulso balletto di sentimenti, questa giostra inebriante di desideri, questo gioco al massacro delle convenzioni di classe, si può ben capire come i concetti di "naturalismo" e di "critica di costume", ai quali sovente vengono associati forme e contenuti di Renoir, appaiano riduttivi. Questa triste farsa che coinvolge, senza mai intersecarle, borghesia e servitù viene squadrata da ogni prospettiva, in nome di un relativismo di sguardo e di psicologia estremamente moderno. Fulminei movimenti di macchina, calibrati piani-sequenza, sornioni carrelli, profondità di campo (con le porte spalancate che rivelano verità nascoste), uso creativo del sonoro e del fuori-campo, gestione tridimensionale degli spazi interni sono lungi dall'essere utilizzati a fini di esibizionismo gratuito, bensì evidenziano senza alcuna enfasi la fitta intelaiatura di relazioni fra i personaggi così come l'ondeggiare degli stati d'animo dall'ilarità più spensierata ad un sottile senso di inquietudine. La mescolanza inaudita dei toni (causa/effetto dell'amoralità di fondo) e l'impiego di digressioni (come quelle lunghe inquadrature dedicate agli animali in fuga dai cacciatori o la lugubre recita coi costumi da scheletro) è così moderna da ritrovarsi nel più avanguardistico cinema francese contemporaneo, da Kechiche a Desplechin. La direzione anti-melodrammatica degli attori, la capacità di dispegare con leggerezza un copione così complesso, l'agilità nel passare da vertiginose sequenze corali a confessioni intime, l'elegante ferocia con cui distrugge la credibilità del matrimonio "istituzionale" rendono quest'opera di Renoir immortale ed estremamente influente.
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SI

Opinioni su La regola del gioco


12 agosto 2011 Opinione di Kurtisonic su "La regola del gioco"
Kurtisonic

Un affresco alla Altman degli anni trenta? Molto di più, introdotto dalla definizione sulla leggerezza dell'amore finisce in tragedia, soffocata dalla commedia della vita. Ogni personaggio è significativamente caratterizzato e meriterebbe un'attenta analisi simbolica dentro e fuori dal film. Mi soffermo su Octave,interpretato dallo stesso Renoir, fa parte del mondo aristocratico-borghese che anima il film, ma non vi appartiene, si rapporta benissimo con ognuno, sa stare al...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a La regola del gioco (1939)

2 commenti
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11 giugno 2011 Opinione di ed wood su "La regola del gioco"
ed wood

Jean Renoir in stato di grazia a dirigere questa fantasmagorica tragicommedia, che porta a compimento le ricerche effettuate dal grande maestro francese per tutto il corso degli anni 30 (decennio di riflusso per l'arte cinematografica in tutto il mondo, dopo l'esaltante esperienza delle avanguardie del muto: Renoir fu forse l'unico autore ancora capace, in quella decade di recessione, totalitarismo e riarmo, di sperimentare col linguaggio filmico pervenendo, in...

voto al film: ed wood assegna il voto ottimo a La regola del gioco (1939)

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22 dicembre 2010 Opinione di silvia25 su "La regola del gioco"
silvia25

una tragi-commedia sull' aristocrazia e sull'ipocrisia di un mondo fittizio:le regole di una classe sociale vengono completamente ribaltate e riscritte da Renoir(che nel film interpreta Octave),il quale dirige magistralmente gli attori, completamente 'liberi' da qualsiasi schema, e fa del film "il teatro della vita" scavalcando persino le regole classiche e aprendo la strada al cinema moderno. un classico del cinema con l'unica pecca di essere indubbiamente lento per i giorni nostri.

voto al film: silvia25 assegna il voto ottimo a La regola del gioco (1939)

nessun commento
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29 maggio 2010 Opinione di PP su "La regola del gioco"
PP

Voto 7. [28.05.2010]

voto al film: PP assegna il voto buono a La regola del gioco (1939)



23 gennaio 2010 Opinione di steno79 su "La regola del gioco"
steno79

VOTO 10/10 Una delle vette assolute della storia del cinema per unanime giudizio della critica internazionale, La regola del gioco resta però ancora poco conosciuto in Italia, come testimoniano i pochi commenti presenti sul sito, che a mio parere non gli rendono giustizia. E' un peccato, perchè qui siamo davvero all'apice non solo della carriera di Renoir, ma per molti versi anche nell'utilizzo delle possibilità espressive del cinema, nella direzione degli attori e nella geniale...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a La regola del gioco (1939)

5 commenti
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2 settembre 2009 Opinione di sasso67 su "La regola del gioco"
sasso67

La fine di un'epoca sull'orlo del precipizio della seconda guerra mondiale, descritta magistralmente, con intenti di satira sociale, da un maestro del cinema.

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a La regola del gioco (1939)



27 marzo 2009 Opinione di mm40 su "La regola del gioco"
mm40

Effettivamente ricco di significati sotterranei, La regola del gioco è un film non semplice e soprattutto una commedia (almeno per un'ora e mezza) dal finale inquietante e tragico. Siamo del resto nel 1939 ed è facile intuire che la storia rispecchia l'atmosfera vissuta nell'Europa di quei giorni, dalla facciata apparentemente ordinata, ma in reale subbuglio ancora ben celato. La regola è fondamentalmente quella di non avere regole (in amore), ma il discorso si può traslare facilmente al...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a La regola del gioco (1939)


5 giugno 2008 Opinione di Mathiasparrow su "La regola del gioco"
Mathiasparrow

Mentre Bunuel attraversava tempi difficili e non riusciva a realizzare lavori degni dei suoi esordi, Renoir anticipava i temi del maestro spagnolo con opere importantissime come questa. L’eccessiva lentezza del film è il prezzo giusto da dover scontare per immedesimarsi in pieno nella squallida esistenza dei borghesi raffigurati; Bunuel riprenderà e perfezionerà questi argomenti attraverso la sua ironia corrosiva, senza mai negare l’influsso che Renoir avrà avuto sulla sua carriera....

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a La regola del gioco (1939)

1 commento
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13 dicembre 2007 Opinione di kotrab su "La regola del gioco"
kotrab

Tra dramma e commedia, una forte critica alle regole e alle convenzioni dell'alta borghesia e dei rapporti in società. 8

voto al film: kotrab assegna il voto buono a La regola del gioco (1939)


10 dicembre 2006 Opinione di kurosawa su "La regola del gioco"
kurosawa

Commedia fortemente satirica (con finale tragico) sulla distruzione del perbenismo borghese e sulla differenza tra classi sociali, una delle vette artistiche raggiunte da Renoir. Una pellicola che ispirò in seguito altri capolavori della settima arte (da "l'Angelo sterminatore" di Bunuel a "la Grande abbuffata " ferreriana) e in qualche modo ha influenzato anche Robert Altman per lo stupendo "Gosford Park". Peccato che alla sua uscita fu un fiasco e che oggi sia reperibile solo...

voto al film: kurosawa assegna il voto buono a La regola del gioco (1939)




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