La città incantata (2001)
La trama
Per diventare grande, una bimba deve superare mille difficoltà.
Chihiro ha dieci anni ed è una bambina testarda e capricciosa. Quando Akio e Yugo, i suoi genitori, le comunicano che devono traslocare, la piccola si infuria e dà sfogo a tutta la sua rabbia. Durante il viaggio verso la nuova casa, i tre si fermano in una città fantasma dove li attende un sontuoso banchetto. Akio e Yugo si gettano avidamente sul cibo e vengono tramutati in maiali sotto gli occhi increduli della figlia: sono finiti in un mondo abitato da antiche divinità e da creature magiche governate da una strega malvagia, la perfida Yubaba. Chihiro, per sopravvivere, dovrà rendersi utile lavorando...
Miyazaki descrive in forma di metafora il tortuoso percorso di crescita della piccola protagonista: il mondo che mette in scena è semplicemente affascinante, sia negli impeccabili disegni che nel flusso del racconto. Nonostante l'apparente saccheggio di folklore e mitologia tipicamente giapponesi, il regista crea un sorprendente "melting pot" narrativo in cui mescola Lewis Carroll e il lato oscuro delle fiabe dei fratelli Grimm, riuscendo nel finale - con leggerezza e straordinaria sensibilità - a trasformare in immagini il memorabile brano nel quale Jorge Luís Borges parla del "fiore di Coleridge". Più che un film, un regalo dedicato a chi ha conservato la curiosità e la capacità di lasciarsi trasportare dall'emozione della poesia. Orso d'oro al festival di Berlino 2002.
La recensione di FilmTv
Di Fabrizio Liberti - FilmTV n. 17/2003
Il tortuoso percorso di crescita di una bambina tra emozione, poesia. Pensando a Carroll e Borges
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 18/11/2010 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
[Haku a Chihiro]
Chihiro è una bambina che sta traslocando nella sua nuova casa insieme ai genitori: sbagliano strada e finiscono in una misteriosa città, adornata a festa e disabitata. Presto Chihiro comprenderà di trovarsi in un mondo incantato e popolato da strani esseri: i suoi genitori scompaiono, trasformati in due grossi maiali dopo aver mangiato il cibo destinato agli spiriti divini che popolano la città e Chihiro si ritrova da sola a dover affrontare le incredibili magie che le si presentano davanti agli occhi. Incontra il giovane Haku, che si offre di guidarla e proteggerla dalla maga Yubaba, capace di trasformare gli esseri umani in animali: per Chihiro sarà l'inizio di una straordinaria e fantastica avventura. Undicesimo lungometraggio prodotto dallo Studio Ghibli, scritto da Miyazaki ispirandosi al romanzo Il meraviglioso paese oltre la nebbia di Sachiko Kashiwaba e premiato con l'Oscar per il miglior film d'animazione e con l'Orso d'oro (ex aequo con Bloody Sunday) al Festival di Berlino, La città incantata (riproposto all'edizione 2010 del Festival Internazionale del Film di Roma col titolo La sparizione di Chihiro e Sen) è una delle opere più celebri del suo autore: Miyazaki cita se stesso (Porco rosso), gioca con poetica leggerezza, in un elegiaco canto d'amore all'innocenza della fanciullezza e alla purezza delle proprie radici, con lo smarrimento dell'identità personale e la crescita dell'individuo verso la maturità, rilegge mitologie e leggende della cultura giapponese con un linguaggio cinematografico di universale suggestione spettacolare e smagliante impatto visivo, immergendo il film nelle atmosfere sognanti dei suoi mondi incantati e scagliandosi con raffinatezza ed incisività contro i rischi della globalizzazione senza freni della società moderna, divorata e governata dal denaro. Nell'abbagliante splendore delle animazioni, trionfo di paesaggi mozzafiato (le immense distese di prati e cieli, l'oceano sterminato che circoscrive i confini della città) e virtuosistiche fantasmagorie, Miyazaki dispiega il suo smisurato e geniale talento in un vorticoso crescendo di fiabesche meraviglie ed inquietanti simbolismi: memorabili l'incontro con Kamaji, il Signore delle Caldaie, il bagno "purificatore" dello Spirito del Cattivo Odore, l'omaggio al Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett nel personaggio del gigantesco bebè di Yubaba (oltre, ovviamente, agli evidenti riferimenti a classici ed immortali capolavori come Alice nel paese delle meraviglie e Il mago di Oz), le affascinanti architetture nascoste della città, tripudio di palazzi spioventi, lamiere, grondaie sferraglianti, fumi e vapori, la voce di Youmi Kimura sui titoli di coda, la languida colonna sonora di Joe Hisaishi. Una gemma scintillante in una delle più preziose e vitali filmografie della storia del cinema.
- negative [4]
- sufficienti [4]
- positive [78]
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17 maggio 2012 Opinione di negro su "La città incantata"
Diverte e commuove fin verso la fine poi ... il finale scontato e melenso rovina un pò tutto e riporta alla mente le piccole pecche e gli aspetti non approfonditi (nonostante le due ore). Diversi punti oscuri: il sigillo?! le terme?
voto al film: 
1 aprile 2012 Opinione di steno79 su "La città incantata"
VOTO 10/10 L'animazione è cinema a tutti gli effetti, e quello di Miyazaki è grande cinema, che fra i suoi ammiratori aveva perfino l'Imperatore del cinema giapponese Akira Kurosawa. Personalmente, ammetto di non essere un grande conoscitore degli "anime" giapponesi (ma da piccolo anch'io, come tutti, guardavo le famose serie animate degli anni Ottanta) e forse non sono la persona più adatta a giudicarli in sede estetica, ma la bellezza di un film come La città incantata si impone...
voto al film: 
29 luglio 2011 Opinione di kael80 su "La città incantata"
Felicissimo e bizzarro racconto ai limiti del surreale (e siamo in un contesto fantastico). Haiyao Miyazaki: un film, un cult!
voto al film: 
25 giugno 2011 Opinione di luca826 su "La città incantata"
VOTO 8+ IRRESISTIBILE (Tv 17 Giugno 2011) Notevole favola dell'inquietudine e dello stupore della visione, un misto di Mago di Oz e Alice nel paese delle meraviglie, ma anche profondamente giapponese, pieno di invenzioni al limite dell'immaginazione, capace di creare un mondo unico e avvolgente, lasciando lo spettatore in balia di spettri, paure, slanci, passioni e non solo. Infatti come spesso accade nei lavori di Miyazaki, la componente visiva è parte integrante della resa emotiva...
voto al film: 
15 febbraio 2011 Opinione di Aldl20 su "La città incantata"
Un film meraviglioso. Non c'è da dire nient'altro.
voto al film: 
17 gennaio 2011 Opinione di ste.iarda su "La città incantata"
Preciso sin dall'inizio che sono stato incuriosito dal film in questione senza tuttavia restarne impressionato ne' per la storia ne' per i "messaggi" sottostanti alla storia narrata. Per quanto riguarda l'aspetto "estetico" alcuni personaggi e rappresentazioni degne di nota (Il macchinista, la protagonista stessa, la fuliggine, il piccolo "rinoceronte") ma nulla di estremamente rilevante. Quello che mi ha lasciato molto perplesso e' che a fronte di uno spunto interessante... (il...
voto al film: 
18 novembre 2010 Opinione di FABIO1971 su "La città incantata"
"Cercati un lavoro, è l'unico modo per ritornare da dove sei venuta". [Haku a Chihiro] Chihiro è una bambina che sta traslocando nella sua nuova casa insieme ai genitori: sbagliano strada e finiscono in una misteriosa città, adornata a festa e disabitata. Presto Chihiro comprenderà di trovarsi in un mondo incantato e popolato da strani esseri: i suoi genitori scompaiono, trasformati in due grossi maiali dopo aver mangiato il cibo destinato agli spiriti...
voto al film: 
22 luglio 2010 Opinione di fernando271251 su "La città incantata"
Decisamente un film splendido sotto tutti i punti di vista. Le allegorie fantastiche rievocano il difficile passaggio dei ragazzi dall'età della fanciullezza all'adolescenza (passaggio del tunnel) in cui per staccarsi dal forte legame affettivo con il padre o la madre, scoprono con raccapriccio la natura "terrena" del legame che unisce i genitori (la loro trasfomazione in maiali). E da qui la lotta per costruirsi nuovi legami affettivi e...
voto al film: 
14 giugno 2010 Opinione di Mattyman su "La città incantata"
Stupendo semplicemente stupendo. Miyazaki ci regala un film che è poesia pura. Vai alle animazioni bellissime e incredibilmente realistiche, ad una storia apparentemente semplice ma che invece trabocca di mille significati impliciti e a semplicemente tutto il resto! Senza parole veramente, dire di più è sminuirlo. Semplicemente un Capolavoro.
voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [4]
- positive [78]
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