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Le invasioni barbariche (2003)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le invasioni barbariche: minimo
Ritmo ritmo in Le invasioni barbariche: presente
Impegno impegno in Le invasioni barbariche: presente
Tensione tensione in Le invasioni barbariche: presente
Erotismo erotismo in Le invasioni barbariche: minimo

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La trama

Dopo 17 anni, tornano i protagonisti de _Il declino dell'impero americano_.

Rémy, ex docente universitario e gran donnaiolo, ha un cancro. Il figlio Sébastien, broker di successo a Londra, torna nel Québec con la fidanzata per assisterlo. Esasperato dalla burocrazia che affligge la sanità pubblica, Sébastien sborsa somme ingenti per assicurare al padre (col quale ha sempre avuto rapporti tesi) il massimo dei comfort. Al capezzale di Rémy, intanto, si riuniscono l'ex moglie e i vecchi amici, per aiutarlo a sopportare la tragica realtà e il peso dei ricordi... 

Arcand orchestra un ideale seguito del suo film del 1986: cinema di parola e di attori, che ha però il pregio di trasmettere ancora qualche dubbio e qualche inquietudine.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 50/2003

Dopo 17 anni, tornano i protagonisti dell’affresco di Denys Arcand. Premiato a Cannes

«Per far funzionare le tette occorre drenare sangue dal cervello. È per questo che le donne sono più stupide». Parola della fetta maschile della banda ormai anziana e immalinconita del Declino dell’impero americano, riunita in una clinica e poi in una bella casa sul lago per accompagnare alla morte uno di loro, Rémy, socialista lussurioso cui è toccato in sorte come figlio un capitalista puritano. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di barabbovich scritta il 24/01/2011 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto ottimo

A un anziano professore universitario di Montreal (Girard), attaccatissimo alla vita, sottaniere ed epicureo, viene diagnosticato un cancro in stato ormai avanzato. Da Londra arriva suo figlio (Rousseau), epitome in carne e ossa della barbarie neocapitalista, che farà di tutto per lenirgli le sofferenze degli ultimi giorni di vita, a dispetto dei rapporti non proprio fluidi che i due hanno avuto per un'esistenza intera. Così, il figlio raduna al capezzale del padre quelli che per quest'ultimo furono gli amici di un tempo, gli fa ricavare un alloggio dignitoso in un ospedale che somiglia a una casbah, assolda alcuni studenti perché questi vengano ad omaggiarlo all'indomani del suo improvviso pensionamento e arriva al punto di procurargli dell'eroina per ottenere sul dolore l'effetto decuplicato della morfina. 17 anni dopo Il declino dell'impero americano, Arcand raduna gli attori di un tempo per una sorta di Grande freddo che affronta i grandi temi della morte, dell'amicizia, dell'amore e dei rapporti tra genitori e figli con uno stile che si muove in perfetto equilibrio sul crinale tra la rappresentazione del bene e quella del male. Droga, tradimento e corruzione vengono mostrati in una doppia valenza, all'insegna di una dialettica nietzschiana capacissima di guardare oltre l'apparenza delle cose. Dialoghi acutissimi, recitazione impeccabile, narrazione fluida, riso e pianto, sceneggiatura da manuale - giustamente premiata a Cannes con il massimo titolo - fanno del film del regista canadese un gioiello che dimostra come il cinema possa volare altissimo posandosi leggero sui tanti -ismi di una narrazione che ribatte all'imperialismo barbaro del denaro con una rappresentazione entusiasmante del sapere. Premio a Cannes per la migliore interpretazione femminile a Marie-Josée Croze, bella oltre che brava.   
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Opinioni su Le invasioni barbariche


24 gennaio 2011 Opinione di barabbovich su "Le invasioni barbariche"
barabbovich

A un anziano professore universitario di Montreal (Girard), attaccatissimo alla vita, sottaniere ed epicureo, viene diagnosticato un cancro in stato ormai avanzato. Da Londra arriva suo figlio (Rousseau), epitome in carne e ossa della barbarie neocapitalista, che farà di tutto per lenirgli le sofferenze degli ultimi giorni di vita, a dispetto dei rapporti non proprio fluidi che i due hanno avuto per un'esistenza intera. Così, il figlio raduna al capezzale del padre quelli...

voto al film: barabbovich assegna il voto ottimo a Le invasioni barbariche (2003)

nessun commento
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15 dicembre 2010 Opinione di ropie su "Le invasioni barbariche"
ropie

ottimo.forse uno dei migliori degli ultimi anni. possiamo trovare : amicizia,felicità,dolore,morte,incomprensione,pregiudizi,sesso,droga, corruzione. grande per gli innumerevoli spunti di riflessione.

voto al film: ropie assegna il voto buono a Le invasioni barbariche (2003)



7 dicembre 2010 Opinione di chribio1 su "Le invasioni barbariche"
chribio1

in questo film Francese,c'e' un mix di un po' di tutto ma e' anche troppo ridondante e non porta da nessuna parte.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Le invasioni barbariche (2003)


2 maggio 2010 Opinione di maghella su "Le invasioni barbariche"
maghella

Film pretenzioso,personaggi  abbozzati,dialoghi banali e con gandi pretese,che a tratti sembravano estrappolati dal telefilm "sex and the city"...Per poi finire tutto in una banalità scontatissima.Non mi è piaciuto per niente,apprezzabile solo per qualche spunto sull'ambientazione.

voto al film: maghella assegna il voto mediocre a Le invasioni barbariche (2003)

nessun commento
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9 luglio 2009 Opinione di perunavolta su "Le invasioni barbariche"
perunavolta

Devo ringraziare Jonas che mi ha suggerito la visione di questo film che, da sempre, ho creduto fosse la continuazione di Conan il Barbaro!Come sono sbagliati, a volte, certi titoli!

voto al film: perunavolta assegna il voto ottimo a Le invasioni barbariche (2003)

7 commenti
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2 maggio 2009 Opinione di michel su "Le invasioni barbariche"
michel

L’AMANTE DELL’ULTIMA ORA Un professore innamorato dei piaceri della vita muore di cancro con il concorso di un’infermiera compiacente circondato dalle persone care e riconciliato con il figlio. Solo chi vive bene muore bene, sembra dirci un Arcand incline al sentimentalismo. Forse neppure il linguaggio sboccato e il tasso intellettivo dei suoi personaggi lo distingue ormai dai mille anonimi facitori di commediole. Un film non brutto ma furbo e insincero.

voto al film: michel assegna il voto mediocre a Le invasioni barbariche (2003)

nessun commento
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17 gennaio 2009 Opinione di okkio su "Le invasioni barbariche"
okkio

7, verboso, ma intenso.

voto al film: okkio assegna il voto buono a Le invasioni barbariche (2003)


25 dicembre 2008 Opinione di sillaba su "Le invasioni barbariche"
sillaba

Noioso, troppo banale, troppo parlato, troppo studiato.

voto al film: sillaba assegna il voto mediocre a Le invasioni barbariche (2003)



13 dicembre 2008 Opinione di Dalton su "Le invasioni barbariche"
Dalton

Arcand, eterna promessa del Canada francese (ha diretto solo 4 opere in vent'anni), è un regista d'indubbio talento. Alle volte pecca di compiacimento nel nozionismo intellettuale, scivolando così nella nicchia degli indipendenti da Sundence festival (può essere un bene) ma anche nel qualunquismo: il Michael Moore di SICKO lo strangolerebbe se vedesse la sua descrizione sulla sanità pubblica o sui sindacati! E poi, la citazione della tragedia del 11/9/2001 vorrebbe alludere alla...

voto al film: Dalton assegna il voto buono a Le invasioni barbariche (2003)

2 commenti

5 dicembre 2008 Opinione di jonas su "Le invasioni barbariche"
jonas

Come ne Il declino dell’impero americano, i titoli di testa sono accompagnati da una lunga carrellata in avanti della cinepresa, ma questa volta lo spettacolo inquadrato è ben diverso: i corridoi di un ospedale, pieni di malati. Uno dei personaggi del film precedente, Rémy, ha un tumore e gli resta poco da vivere: al suo capezzale accorrono ex moglie, figlio (proveniente da Londra, con fidanzata francese al seguito) e amici. Ovviamente la situazione offre lo spunto per un...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Le invasioni barbariche (2003)




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