Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Bande à part (1964)

[Bande à part, Francia 1964, Noir, durata 97', b/n]   Regia di Jean-Luc Godard
Con Anna Karina, Claude Brasseur, Sami Frey, Jean-Luc Godard



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Bande à part: minimo
Ritmo ritmo in Bande à part: presente
Impegno impegno in Bande à part: presente
Tensione tensione in Bande à part: minimo
Erotismo erotismo in Bande à part: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Bande à part

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Bande à part (voti: 25 media: 4,04) 25

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina non disponibile

Acquista Bande à part

Scegli tra i formati disponibili

Bande à part disponibile in DvdBande à part non disponibile in Blu-RayBande à part non disponibile in Umd

La trama

Un bizzarro terzetto progetta un furto.

Due poco di buono, Arthur e Frantz, convincono la bella Odile ad aiutarli a derubare il di lei vecchio zio. Ben presto, il sodalizio si tramuta in un triangolo amoroso...  

Come sempre accade con Godard, inutile raccontare gli intrecci delle sue pellicole: specie quando il maestro franco-svizzero si cimenta con le convenzioni di genere (in questo caso il noir), sistematicamente destrutturate e rivoltate come un guanto. Spiazzante mix di digressioni metalinguistiche, sottile ironia e finti "tempi morti" (come nella scena della danza al caffè), il film ha un fan illustre in Quentin Tarantino, che ha battezzato "A Band Apart" la sua casa di produzione.

L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 26/02/2012 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Non sorprende che sotto sotto questo Bande à part, settimo film diretto in quattro anni da Godard (escludendo corti ed episodi di film collettivi), sia una sorta di inno alla fuga, il racconto di tre personaggi male assortiti e attraversati da un vivace desiderio di cambiamento. Non sorprende perchè questo è il Godard dei primissimi lavori: fuga dalle convenzioni (borghesi, della vita in compagnia, della famiglia e via dicendo; ma anche del cinema e delle rigide impostazioni tecniche) e fuga dal passato, scegliendo l'incerto per il certo; questa si chiama altrimenti sperimentazione ed è una delle carte vincenti dell'autore, uno che non ha smesso di ricercare nuove strade neppure a ottant'anni suonati. Godard compare inoltre come voce fuori campo, un ironico narratore che di tanto in tanto sente il desiderio di intervenire sulla storia (tratta da un racconto di Dolores Hitchens con una sceneggiatura dello stesso regista) per subito pentirsene, ritrattando e quasi togliendo il disturbo (ad es. il narratore prova a dirci qualcosa di più sui personaggi, salvo poi dichiarare esplicitamente che trova più interessante che siano loro stessi a rivelarci chi sono e cosa pensano). Insomma, Bande à part è lontano dal cinema classicamente inteso e codificato esattamente quanto la critica dei Cahiers, da cui Godard proveniva, era lontana dagli stereotipi critici a lei precedenti, lontana dalla forma-film ormai terribilmente invecchiata ed eccessivamente schematica: è la cosiddetta politica degli autori, quella Nouvelle vague che assume sempre più fama a livello mondiale anche grazie a pellicole come questa. In un miserabile bianco e nero metropolitano (con molto risalto alle strade, su cui si svolgono più scene, e finale ambientato in campagna) fotografato da Raul Coutard (già con Godard per Fino all'ultimo respiro o La donna è donna; ma anche con Truffaut per Tirate sul pianista e Jules et Jim), ecco che Bande à part offre l'occasione anche per una nostalgica rievocazione del cinema del passato, citato a più riprese dai due protagonisti maschili (il noir, il western): ma Godard non era l'innovatore, quello che riteneva sorpassati e schematici proprio questi prodotti 'di consumo', privi di una traccia autoriale? La contraddizione, ebbene, è un altro dei marchi di fabbrica del cineasta francese: nulla di sorprendente. Nel terzetto di protagonisti la donna è Anna Karina, compagna del regista dal 1960 e sua musa di quegli anni; i due ruoli maschili sono invece affidati all'ancora non molto noto Sami Frey e a Claude Brasseur, dalla carriera già avviata. I limiti dell'operazione sono quelli noti del cinema godardiano: dialoghi che sconfinano nella pura speculazione dialettica, momenti morti, sperimentazione cruda che può entusiasmare quanto irritare (es. a un certo punto i tre personaggi, non sapendo che fare, decidono di fare un minuto di silenzio: scompare la banda sonora del film per una manciata di secondi, poi si stancano del giochetto e ricomincia l'audio). Fra i momenti memorabili però c'è (perlomeno) la corsa dei tre attraverso i corridoi del Louvre, scena ripresa poi da The dreamers (2003) di Bernardo Bertolucci; anche Quentin Tarantino mostrerà il suo affetto verso questo film, chiamando la sua casa di produzione A band apart. 6/10.
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su Bande à part


17 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "Bande à part"
MrPostman

Dopo aver visionato e compiuto una minuta autopsia di questo drammaturgico ed afflatante affresco romanzesco, sono giunto alla conclusione ( già pensata e dibattuta all'interno della mia anima vegetativa ed intuistico-intellettuale) che Godard non è un regista, nè un cineasta che dirige pellicole, scrive sceneggiature e parla agli attori: egli è un artista, il dipingitore amanuense ed elegante di una galleria indescrivibile nelle sue annotazioni uniche e principali di quadri...

voto al film: MrPostman assegna il voto buono a Bande à part (1964)


26 febbraio 2012 Opinione di mm40 su "Bande à part"
mm40

Non sorprende che sotto sotto questo Bande à part, settimo film diretto in quattro anni da Godard (escludendo corti ed episodi di film collettivi), sia una sorta di inno alla fuga, il racconto di tre personaggi male assortiti e attraversati da un vivace desiderio di cambiamento. Non sorprende perchè questo è il Godard dei primissimi lavori: fuga dalle convenzioni (borghesi, della vita in compagnia, della famiglia e via dicendo; ma anche del cinema e delle rigide impostazioni tecniche) e...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Bande à part (1964)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


5 agosto 2009 Opinione di rebis su "Bande à part"
rebis

Piccolo capolavoro di Godard che conferendo ad un banale reato di provincia la levatura di un noir e ad un triangolo sentimentale la tensione di un melò, sfocia in un afflato tragico teatrale e disincantato. Splendido il contrappunto vocale e narrativo del regista, innamorato di poesia e racconti, che scruta e risponde ai silenzi, spiazza portando addentro e fuori il suo pubblico. Godard demitizza e seduce perché fa il tifo per gli eroi; compone e scompone con agilità un...

voto al film: rebis assegna il voto ottimo a Bande à part (1964)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

1 gennaio 2009 Opinione di sasso67 su "Bande à part"
sasso67

I tre strampalati rapinatori, pur somigliandovi, non sono "Jules e Jim" e nemmeno Bonnie & Clyde, non sono i disperati di "Rapina a mano armata", non sono "L'uomo di Rio", ma forse sono l'anello di congiunzione tra il Michel Poiccard di "Fino all'ultimo respiro" e il Pierrot le Fou del "Bandito delle undici". Un film altalenante e filosofeggiante, che ha momenti intelligenti ed altri di stanca, ma si rianima, astutamente, nel finale. Godard ci ricorda ancora una volta che stiamo guardando un...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Bande à part (1964)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


1 settembre 2007 Opinione di ahmed su "Bande à part"
ahmed

Film che dimostra tutti gli anni che ha, innovativo per l'epoca data la sua tecnica registica ma in fondo non riesce a nascondere l'esilità di una trama pseudo-noir che non approfondisce i rapporti tra i personaggi e che manca di quella tensione che un vero noir dovrebbe avere.

voto al film: ahmed assegna il voto sufficiente a Bande à part (1964)


30 gennaio 2007 Opinione di carlos brigante su "Bande à part"
carlos brigante

Visto in una notte di Fuori Orario qualche anno fa in originale, non posso dimenticare la particolarità di questo sovra-noir e la corsa attraverso il Louvre. Da cineteca!

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Bande à part (1964)



23 ottobre 2005 Opinione di mise en scene 88 su "Bande à part"
mise en scene 88

Uno dei film più belli di Godard. Memorabile la scene nel Louvre. Vedi The Dreamers di Bertolucci!!!!

voto al film: mise en scene 88 assegna il voto buono a Bande à part (1964)


30 settembre 2005 Opinione di nico80 su "Bande à part"
nico80

7/8

voto al film: nico80 assegna il voto nd a Bande à part (1964)



13 luglio 2004 Opinione di zaccaria su "Bande à part"
zaccaria

10

voto al film: zaccaria assegna il voto buono a Bande à part (1964)


7 febbraio 2004 Opinione di leonardo4it su "Bande à part"
leonardo4it

Ottimo. "scoppiato" come piacciono a me. Assurdo e duro, ma poetico e tenero

voto al film: leonardo4it assegna il voto buono a Bande à part (1964)




scrivi la tua opinione su Bande à part


Voti a Bande à part



login

hai dimenticato la password?