Lo spirito dell'alveare (1973)
Con Fernando Fernan Gomez, Ana Torrent, Isabel Telleria, José Villasante, Teresa Gimpera
La trama
Ana è una ragazzina che vive in uno sperduto paese della Spagna franchista insieme al padre, dedito allo studio delle api. Un giorno assiste alla proiezione del _Frankenstein_ di James Whale e rimane affascinata dal mostro. Sempre più chiusa nelle sue fantasticherie, quando viene in contatto con un repubblicano in cerca di aiuto perché ferito, lo confonde con il mostro delle sue suggestioni cinematografiche e lo accoglie dandogli soccorso in un casolare abbandonato...
Sullo sfondo della guerra civile, una parabola delicata e struggente sull'incontro tra solitudini e sull'inutile conforto che i diversi possono darsi l'un l'altro. Primo lungometraggio di un regista appartato e rigoroso, che qui firma la sua opera più lirica e più triste.
L'opinione più votata
Di pazuzu scritta il 20/07/2011 - utile per 23 utenti
Voto al film: 
(Víctor Erice)
Quando un cineforum ambulante arriva in un piccolo villaggio dell'altopiano castigliano, per i bambini del luogo è una vera festa: lesti e gioiosi accolgono i forestieri, poi eccitati e impazienti li interrogano sul film che si accingono a mostrare. Trattasi del Frankenstein di James Whale, un film magnifico, rispondono questi, ma un film che può spaventare e che si consiglia di non prendere troppo sul serio. La proiezione avviene nella sala del municipio, gremita di gente composta e rapita: l'aria è elettrica, l'atmosfera tesa, mentre gli sguardi voraci dei presenti, adulti compresi, si abbandonano ad espressioni di meraviglia e stupore.
Avvinta ma sconvolta dalla visione, la piccola Ana resta con una domanda a girarle in testa: «Perché il mostro ammazza la bambina? E perché poi gli altri uccidono lui?». Proposta con insistenza la questione alla sorella Isabel (di poco più grande di lei), si sente replicare che in realtà nessuno nel film è morto perché il cinema è finzione, che Frankenstein in realtà è uno spirito ed esce di notte, che lei stessa l'ha visto, e che vive in un casolare abbandonato vicino al villaggio. Affascinata dal lato più fragile puro e fanciullesco di quel 'mostro', Ana inizia così a cercarlo invocarlo ed aspettarlo.
Girato nel 1973, col regime di Franco agli sgoccioli ma ancora in piedi, Lo spirito dell'alveare propone un tenero e poetico ritratto di gioventù ambientato nella Spagna ferita e svuotata del 1940, a cavallo tra la fine di una sanguinosa guerra civile e l'avvio della lunga dittatura.
Ana cresce in una famiglia in cui non c'è ombra di comunicazione, da genitori freddi distaccati e alieni al presente, con il padre, Fernando, dedito di giorno alla cura del proprio alveare e di notte alla stesura di un testo atto a magnificare la capacità delle api di darsi un'organizzazione funzionale ed efficiente, e la madre, Teresa, annichilita da anni di macerie e testardamente protesa verso il ricordo di un amante perduto e lontano ma mai dimenticato, mentre la sorella, pratica e smaliziata, non esita a giocare con la morte, tenendo con lei comportamenti ambigui quando non perfidi.
Sola con la propria tenerezza estrema e la propria sensibilità controcorrente, e prigioniera di un contesto sociale che incoraggia e induce all'omologazione, la bambina si rifugia nell'innocenza della propria fantasia inseguendo un universo di sogni. ESPANDI +
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26 novembre 2011 Opinione di chribio1 su "Lo spirito dell'alveare"
film triste,lento ed abbastanza statico e monotono,specialmente verso la fine quasi ci s'addormenta mancando per molti minuti anche un minimo di labiale. Purtroppo sembrava interessante ma e' molto anonimo e noioso.voto.4.
voto al film: 
8 settembre 2011 Opinione di cheftony su "Lo spirito dell'alveare"
"Se sei suo amico, puoi parlargli quando vuoi. Chiudi gli occhi e chiamalo." Castiglia, 1940: nella Spagna franchista, a guerra civile da poco terminata, una famigliola sopravvive in condizioni abbastanza agiate. Fernando (Fernando Fernán Gómez) è un apicoltore che si diletta scrivendo un diario in cui esprime le sue annotazioni sulla rigorosa organizzazione delle api, la moglie Teresa, più giovane di lui, scrive lettere ad un lontano amante; le loro due figlie...
voto al film: 
20 luglio 2011 Opinione di pazuzu su "Lo spirito dell'alveare"
«Il titolo, in realtà, non mi appartiene. È tratto da un libro, a mio parere il più bello mai scritto sulla vita delle api, del grande poeta e drammaturgo Maurice Maeterlinck. In quest'opera Maeterlinck usa l'espressione "lo spirito dell'alveare" per descrivere quello spirito potente enigmatico e paradossale al quale le api sembrano obbedire, ma che la mente umana non è mai riuscita a comprendere.» (Víctor Erice) Quando un cineforum ambulante...
voto al film: 
3 maggio 2011 Opinione di kotrab su "Lo spirito dell'alveare"
Quando una creazione artistica raggiunge una dimensione tutta propria nel modo di esprimersi (in questo caso con le immagini e i suoni), quando riesce a suggerire impressioni profonde su una realtà concreta o fittizia ricorrendo a sensazioni poetiche, evocative, e a simboli assoluti perché mimetizzati con la natura, col visibile e l'invisibile, quando ti cattura, ti incanta e commuove perché ti parla senza rivelare esplicitamente - ma porgendoli...
voto al film: 
20 febbraio 2011 Opinione di luca826 su "Lo spirito dell'alveare"
VOTO 8/9 SOSPESO (Tv 20 Febbraio 2011) Un atto d'amore verso il cinema diventa una grande esperienza visiva, perchè partendo dal senso della visione, Victor Erice (un Malick spagnolo, 4 film in trent'anni...) costruisce un poema sull'innocenza della fanciullezza e del suo rapporto con il mondo esterno-gli adulti. Il grande merito sia della sceneggiatura (ancora di Erice e Santos) che della regia è proprio questo, ci impone uno sguardo-bambino per affrontare i temi trattati...
voto al film: 
2 febbraio 2011 Opinione di almodovariana su "Lo spirito dell'alveare"
Due bambine, un paesino spagnolo immerso in un'arida campagna al tempo del Regime di Franco e un segreto celato in un casolare. FIlm suggestivo con ampi silenzi e immagini bellissime.
voto al film: 
6 gennaio 2011 Opinione di jonas su "Lo spirito dell'alveare"
Nella Spagna del 1940, in un paesino sperduto arriva un cinema ambulante dove viene proiettato Frankenstein. Due sorelline, Isabel e Ana, ne restano profondamente impressionate e cominciano a far lavorare la fantasia: in particolare immaginano che uno spirito venga a visitare un casolare isolato, dove in effetti si rifugia un ex soldato repubblicano in fuga. Il film è stato realizzato negli ultimi anni della dittatura franchista e ne rievoca gli inizi, pur non potendo parlare...
voto al film: 
3 gennaio 2011 Opinione di emmepi8 su "Lo spirito dell'alveare"
La sua collaborazione artistica con la scrittrice Adelaida Garcia Morales inizia con questo film, una collaborazione fruttifera, nel senso che ha dato un forte appoggio all'ispirazione cinematografica di questo autore. Il tema sfiora sempre l'argomento della guerra civile spagnola, sfiora forse non è il termine giusto diciamo che l'argomento viene messo al centro, ma in maniera diversa e concettualmente simbolica e profonda, senza mai forza il racconto cinematografico. Un...
voto al film: 
15 marzo 2010 Opinione di Peppe Comune su "Lo spirito dell'alveare"
In un piccolo paese della Castiglia vive la piccola Ana insieme alla sua famiglia, il padre appassionato di apicoltura, la madre e Isabel, la sorella più grande. Una domenica mattina arriva in paese il cinema ambulante e trasmette il "Frankenstein"di James Whale. La piccola Ana rimane letteralmente affascinata dal personaggio del mostro e quando Isabel le fa credere che il suo spirito vive in un casolare poco fuori dal paese, lei crede di identificarlo in un soldato repubblicano che...
voto al film: 
14 febbraio 2010 Opinione di sasso67 su "Lo spirito dell'alveare"
Straordinario film ad elogio della curiosità e della fantasia, quali patrimonio dell’infanzia e come antidoto alla brutalità e al grigiore di un’età, come quella della piccola protagonista, vissuta in un villaggio sperduto dell’isolatissima Spagna del dopo Guerra Civile. E se si deve ricordare che nel resto d’Europa, in quel 1940 in cui il film di Erice è ambientato, era già iniziata una guerra mondiale, non si può...
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