La rivincita di Natale (2004)
Con Diego Abatantuono, Carlo Delle Piane, Alessandro Haber, Gianni Cavina
La trama
La vendetta è un piatto che si mangia freddo! E Franco ha aspettato diciotto anni...
A quindici anni di distanza dalla partita a carte della vigilia di Natale in cui perse 550 milioni di lire, Franco Mattioli torna a Bologna perché ha saputo che il suo amico Lele - di professione critico cinematografico, presente alla fatidica partita (era riuscito a vincere 500 mila lire) - ha un male incurabile. In tutti questi anni Franco ha pensato continuamente alla partita e adesso sa che è arrivato il momento della rivincita. Per questo decide di convincere le persone presenti nel 1986 (oltre a Lele, Ugo Cavara, Stefano Bertoni e Antonio Santelia) a giocare nuovamente.
Un'altra notte di Natale da profanare, come diciassette anni prima quando alle 5 e 30 del mattino si chiuse una partita a poker che costrinse Franco a lasciare assegni postdatati per oltre cinquecento milioni di vecchie lire. La rovina o la rinascita? È la notte della rivincita, del riscatto, di un passato da chiudere e dal quale allontanarsi e soprattutto - come avverte la citazione di Cioran all'inizio del film - della vendetta, dell'animo, in ogni caso, avvelenato. A fare da mazziere è Pupi Avati che ritrova i suoi personaggi e i suoi bravissimi attori (Diego Abatantuono, Gianni Cavina, Alessandro Haber, George Eastman e Carlo Delle Piane), trasformati naturalmente dal tempo, affinati nella tecnica e diretti benissimo, per chiudere la partita di una vita. Per rispondere a quella domanda impellente che balugina alla fine di ogni bella storia: ora che cosa accadrà ai protagonisti? Che cosa faranno? Dove andranno? Chi incontreranno? Cambieranno? Il cinema ha escogitato l'espediente dei sequel per vendere risposte e gadget. Avati pensa, invece, a una tradizione letteraria classica, sa come auscultare il cuore dei protagonisti e sa immaginarne le mosse, i segnali di intesa, le ferite, le frustrazioni, la voglia di rivalsa, l'intenzione di pareggiare i conti con il destino cinico e baro. L'azzardo di una puntata al buio, il rischio di un rilancio, il bluff e l'inganno sono "incidenti" ed espedienti abbastanza normali nell'esistenza condensata dei personaggi cinematografici e si verificano anche in quella più distesa degli spettatori. Questa connessione dona al poker un fascino metaforico che Avati, da ottimo regista, sa descrivere e proporre con un tocco preciso, incisivo, serrato. Il suo intreccio, in cui i flashback sono presi da Regalo di Natale, ha molte analogie con una partita ricca di sorprese, di dettagli (i riferimenti al cinema vanno aldilà delle multisale possedute da Franco o dell'impiego in Cineteca di Lele), di sfumature e di ribaltamenti. Una mano di gioco si può passare. Il tempo, con un'ombra di pessimismo, ci passa dentro e si accaparra tutte le poste.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 7/2004
La vendetta è un piatto che si mangia freddo! E Franco-Abatantuono ha aspettato 17 anni. Non delude Pupi Avati che ricostituisce quel maledetto tavolo da gioco
L'opinione più votata
Di LorCio scritta il 22/11/2010 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
- negative [9]
- sufficienti [7]
- positive [31]
- leggi tutte le opinioni
3 febbraio 2012 Opinione di hank su "La rivincita di Natale"
sciatto ed inutile seguito di un bel film del 1986.pupi avati dimostra di non aver più nulla da dire.nemmeno un'idea originale,tutto è scontato e noioso.delle piane è troppo accademico,abatantuono pessimo,(come sempre),i migliori sono cavina e haber. cinema patetico.
voto al film: 
2 gennaio 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "La rivincita di Natale"
L'ideale seguito di "Regalo di Natale", non è una stanca ripetizione dello schema del precedente ma ne è l'ideale seguito aggiornato ai nostri giorni. Avati ci rimostra i personaggi del primo film e ce li fa ritrovare molto peggiorati. Sono invecchiati, imborghesiti, maleducati, egoisti, arraffoni e schiavi solo del denaro ed attraverso di loro il regista cerca di mostrarci come il benessere abbia portato ad un graduale peggioramento dell'italiano medio. Gli attori sono come sempre...
voto al film: 
22 novembre 2010 Opinione di LorCio su "La rivincita di Natale"
“È lecito non vendicarsi? Non vendicarsi avvelena l’animo almeno quanto vendicarsi, se non di più” sostiene Emil Cioran in apertura. Più che una rivincita, al centro del sequel del cult movie del 1986 c’è la vendetta. Se è vero che si serve fredda, diciott’anni è un buon lasso di tempo per prepararla. A cucinarla ci pensa sempre il demiurgo Pupi nella fase più fertile della sua carriera, riproponendo quei cinque...
voto al film: 
18 gennaio 2010 Opinione di riverworld su "La rivincita di Natale"
Un sequel è sempre molto rischioso, specialmente se si cerca di metterlo sullo stesso piano del precedente. Qui giustamente Avati lo fa solo in apparenza, perchè questa volta al centro dell'attenzione, più che la partita di poker in se, c'è la trama nascosta, gli intrecci, il capire chi sta tradendo chi. La sceneggiatura semina qua e là indizi di tutti i tipi, fuorvianti, ambigui ed anche chiari. Così la tensione del gioco e dei suoi risvolti viene...
voto al film: 
11 gennaio 2010 Opinione di chribio1 su "La rivincita di Natale"
dopo ben 3 rinvii su Italia1 in questo periodo pre e post-natalizio,finalmente stanotte l'hanno fatto vedere ma non mi e' piaciuto.Noiosa tiritera specialmente nella partita a carte! voto.5.
voto al film: 
15 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "La rivincita di Natale"
Il tentativo di Avati di riportare in scena non solo i personaggi e gli attori di un film di molti anni prima (18, per la precisione), ma di continuarne le gesta con l'intento apertamente sociologico di descrivere la vita nella sua più cruda ed inesorabile manifestazione (l'invecchiamento) riparte da dove era arrivato Truffaut con la geniale serie di Doinel; qui però i protagonisti sono cinque e l'autobiografismo del regista francese, che in Doinel-Léaud trovava il suo...
voto al film: 
27 agosto 2009 Opinione di antonio de curtis su "La rivincita di Natale"
Buon seguito di un grande film.Cast ancora una volta perfetto.Su tutti Delle piane e Abatantuono
voto al film: 
10 agosto 2009 Opinione di giurista81 su "La rivincita di Natale"
Perde punti rispetto al capostipite perché è penalizzato dall'essere un sequel, in più si conoscono già i personaggi e manca tutto la storia in flashback che impreziosiva il primo. La pellicola ha uno scossone nel finale con una gradevole sorpresa (relativa all'avvocato). Abbastanza telefonato, invece, il ruolo della biondina. Direi più che sufficiente, ma lontano dal fascino del primo. Voto: 6.5
voto al film: 
5 aprile 2009 Opinione di PP su "La rivincita di Natale"
Voto 6,5. Il mondo è peggiorato, e molto, da quella notte di Natale di tanti anni fa. Tutti sono disposti a imbrogliare tutti. Ottime interpretazioni di tutto il cast maschile, racconto fluido e ritmato. Nessuno spazio per i sentimenti, solo duro cinismo. Vietato a coloro che non hanno visto Regalo di Natale. [25.03.2009]
voto al film: 
- negative [9]
- sufficienti [7]
- positive [31]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

























