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La rivincita di Natale (2004)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La rivincita di Natale: minimo
Ritmo ritmo in La rivincita di Natale: forte
Impegno impegno in La rivincita di Natale: assente
Tensione tensione in La rivincita di Natale: forte
Erotismo erotismo in La rivincita di Natale: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a La rivincita di Natale

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a La rivincita di Natale (voti: 67 media: 3,36) 67

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La trama

La vendetta è un piatto che si mangia freddo! E Franco ha aspettato diciotto anni...

A quindici anni di distanza dalla partita a carte della vigilia di Natale in cui perse 550 milioni di lire, Franco Mattioli torna a Bologna perché ha saputo che il suo amico Lele - di professione critico cinematografico, presente alla fatidica partita (era riuscito a vincere 500 mila lire) - ha un male incurabile. In tutti questi anni Franco ha pensato continuamente alla partita e adesso sa che è arrivato il momento della rivincita. Per questo decide di convincere le persone presenti nel 1986 (oltre a Lele, Ugo Cavara, Stefano Bertoni e Antonio Santelia) a giocare nuovamente.  

Un'altra notte di Natale da profanare, come diciassette anni prima quando alle 5 e 30 del mattino si chiuse una partita a poker che costrinse Franco a lasciare assegni postdatati per oltre cinquecento milioni di vecchie lire. La rovina o la rinascita? È la notte della rivincita, del riscatto, di un passato da chiudere e dal quale allontanarsi e soprattutto - come avverte la citazione di Cioran all'inizio del film - della vendetta, dell'animo, in ogni caso, avvelenato. A fare da mazziere è Pupi Avati che ritrova i suoi personaggi e i suoi bravissimi attori (Diego Abatantuono, Gianni Cavina, Alessandro Haber, George Eastman e Carlo Delle Piane), trasformati naturalmente dal tempo, affinati nella tecnica e diretti benissimo, per chiudere la partita di una vita. Per rispondere a quella domanda impellente che balugina alla fine di ogni bella storia: ora che cosa accadrà ai protagonisti? Che cosa faranno? Dove andranno? Chi incontreranno? Cambieranno? Il cinema ha escogitato l'espediente dei sequel per vendere risposte e gadget. Avati pensa, invece, a una tradizione letteraria classica, sa come auscultare il cuore dei protagonisti e sa immaginarne le mosse, i segnali di intesa, le ferite, le frustrazioni, la voglia di rivalsa, l'intenzione di pareggiare i conti con il destino cinico e baro. L'azzardo di una puntata al buio, il rischio di un rilancio, il bluff e l'inganno sono "incidenti" ed espedienti abbastanza normali nell'esistenza condensata dei personaggi cinematografici e si verificano anche in quella più distesa degli spettatori. Questa connessione dona al poker un fascino metaforico che Avati, da ottimo regista, sa descrivere e proporre con un tocco preciso, incisivo, serrato. Il suo intreccio, in cui i flashback sono presi da Regalo di Natale, ha molte analogie con una partita ricca di sorprese, di dettagli (i riferimenti al cinema vanno aldilà delle multisale possedute da Franco o dell'impiego in Cineteca di Lele), di sfumature e di ribaltamenti. Una mano di gioco si può passare. Il tempo, con un'ombra di pessimismo, ci passa dentro e si accaparra tutte le poste.

La recensione di FilmTv

Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 7/2004

La vendetta è un piatto che si mangia freddo! E Franco-Abatantuono ha aspettato 17 anni. Non delude Pupi Avati che ricostituisce quel maledetto tavolo da gioco

Franco Mattioli, Ugo Cavara, Lele Bagnoli, Stefano Bertoni e Antonio Santelia si ritrovano di nuovo intorno ad un tavolo verde. Un’altra notte di Natale da profanare, come diciassette anni prima quando alle 5 e 30 del mattino si chiuse una partita a poker che costrinse Franco a lasciare assegni postdatati per oltre cinquecento milioni di vecchie lire. La rovina o la rinascita? È la notte della rivincita, del riscatto, di un passato da chiudere e dal quale allontanarsi e soprattutto - come avverte la citazione di Cioran all’inizio del film - della vendetta, dell’animo, in ogni caso, avvelenato. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 22/11/2010 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto buono

“È lecito non vendicarsi? Non vendicarsi avvelena l’animo almeno quanto vendicarsi, se non di più” sostiene Emil Cioran in apertura. Più che una rivincita, al centro del sequel del cult movie del 1986 c’è la vendetta. Se è vero che si serve fredda, diciott’anni è un buon lasso di tempo per prepararla. A cucinarla ci pensa sempre il demiurgo Pupi nella fase più fertile della sua carriera, riproponendo quei cinque giocatori con qualche anno in più sulle spalle ed esperienze diverse. Franco, che si è ripreso dalla batosta e continua la sua attività gestendo sale cinematografiche, viene a sapere che a Bologna quella partita raccontata nel Regalo è diventata una leggenda nella città delle due torri e che Lele, decaduto a dipendente comunale alla cineteca, è gravemente malato. Franco allora ricontatta Stefano – rimasto sostanzialmente uguale – e Ugo – finito a servire in un ristorantino etnico – e ripesca l’avvocato Santelia, sempre più viscido. Ed ecco quindi il secondo round del gioco al massacro: chi la spunterà? E non si sottovaluti il fatto che spesso la vecchiaia inacidisce, rende più cinici, e se si coniuga con la disperazione sono, senza usare tante perifrasi perché il film è duro ed aspro, cazzi amari. Un film, ancor di più rispetto al prequel, sullo squallore e sulla solitudine, non lasciando per strada nemmeno una speranza, finendo col realizzare una delle opere più pessimiste e senza scrupoli dell’ultimo cinema nostrano.
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SI

Opinioni su La rivincita di Natale


3 febbraio 2012 Opinione di hank su "La rivincita di Natale"
hank

sciatto ed inutile seguito di un bel film del 1986.pupi avati dimostra di non aver più nulla da dire.nemmeno un'idea originale,tutto è scontato e noioso.delle piane è troppo accademico,abatantuono pessimo,(come sempre),i migliori sono cavina e haber. cinema patetico.

voto al film: hank assegna il voto pessimo a La rivincita di Natale (2004)


2 gennaio 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "La rivincita di Natale"
Carlo Ceruti

L'ideale seguito di "Regalo di Natale", non è una stanca ripetizione dello schema del precedente ma ne è l'ideale seguito aggiornato ai nostri giorni. Avati ci rimostra i personaggi del primo film e ce li fa ritrovare molto peggiorati. Sono invecchiati, imborghesiti, maleducati, egoisti, arraffoni e schiavi solo del denaro ed attraverso di loro il regista cerca di mostrarci come il benessere abbia portato ad un graduale peggioramento dell'italiano medio. Gli attori sono come sempre...

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto buono a La rivincita di Natale (2004)



22 novembre 2010 Opinione di LorCio su "La rivincita di Natale"
LorCio

“È lecito non vendicarsi? Non vendicarsi avvelena l’animo almeno quanto vendicarsi, se non di più” sostiene Emil Cioran in apertura. Più che una rivincita, al centro del sequel del cult movie del 1986 c’è la vendetta. Se è vero che si serve fredda, diciott’anni è un buon lasso di tempo per prepararla. A cucinarla ci pensa sempre il demiurgo Pupi nella fase più fertile della sua carriera, riproponendo quei cinque...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a La rivincita di Natale (2004)

1 commento
[utile per 2 utenti]

18 gennaio 2010 Opinione di riverworld su "La rivincita di Natale"
riverworld

Un sequel è sempre molto rischioso, specialmente se si cerca di metterlo sullo stesso piano del precedente. Qui giustamente Avati lo fa solo in apparenza, perchè questa volta al centro dell'attenzione, più che la partita di poker in se, c'è la trama nascosta, gli intrecci, il capire chi sta tradendo chi. La sceneggiatura semina qua e là indizi di tutti i tipi, fuorvianti, ambigui ed anche chiari. Così la tensione del gioco e dei suoi risvolti viene...

voto al film: riverworld assegna il voto buono a La rivincita di Natale (2004)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


11 gennaio 2010 Opinione di chribio1 su "La rivincita di Natale"
chribio1

dopo ben 3 rinvii su Italia1 in questo periodo pre e post-natalizio,finalmente stanotte l'hanno fatto vedere ma non mi e' piaciuto.Noiosa tiritera specialmente nella partita a carte! voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a La rivincita di Natale (2004)


15 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "La rivincita di Natale"
mm40

Il tentativo di Avati di riportare in scena non solo i personaggi e gli attori di un film di molti anni prima (18, per la precisione), ma di continuarne le gesta con l'intento apertamente sociologico di descrivere la vita nella sua più cruda ed inesorabile manifestazione (l'invecchiamento) riparte da dove era arrivato Truffaut con la geniale serie di Doinel; qui però i protagonisti sono cinque e l'autobiografismo del regista francese, che in Doinel-Léaud trovava il suo...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a La rivincita di Natale (2004)



27 agosto 2009 Opinione di antonio de curtis su "La rivincita di Natale"
antonio de curtis

Buon seguito di un grande film.Cast ancora una volta perfetto.Su tutti Delle piane e Abatantuono

voto al film: antonio de curtis assegna il voto buono a La rivincita di Natale (2004)


10 agosto 2009 Opinione di giurista81 su "La rivincita di Natale"
giurista81

Perde punti rispetto al capostipite perché è penalizzato dall'essere un sequel, in più si conoscono già i personaggi e manca tutto la storia in flashback che impreziosiva il primo. La pellicola ha uno scossone nel finale con una gradevole sorpresa (relativa all'avvocato). Abbastanza telefonato, invece, il ruolo della biondina. Direi più che sufficiente, ma lontano dal fascino del primo. Voto: 6.5

voto al film: giurista81 assegna il voto sufficiente a La rivincita di Natale (2004)



5 aprile 2009 Opinione di Mr Blonde su "La rivincita di Natale"
Mr Blonde

Voto 7!

voto al film: Mr Blonde assegna il voto buono a La rivincita di Natale (2004)


5 aprile 2009 Opinione di PP su "La rivincita di Natale"
PP

Voto 6,5. Il mondo è peggiorato, e molto, da quella notte di Natale di tanti anni fa. Tutti sono disposti a imbrogliare tutti. Ottime interpretazioni di tutto il cast maschile, racconto fluido e ritmato. Nessuno spazio per i sentimenti, solo duro cinismo. Vietato a coloro che non hanno visto Regalo di Natale. [25.03.2009]

voto al film: PP assegna il voto sufficiente a La rivincita di Natale (2004)




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