Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure (1975)
Con Maxim Manzuk, Yuri Solomine
La trama
1902: in zona selvaggia lungo il fiume Ussuri, ai confini con la Manciuria, Dersu Uzala, solitario cacciatore mongolo e di età indefinita, incontra la piccola spedizione cartografica del capitano russo Arseniev. Il nomade salva la vita all'ufficiale e i due diventano amici. Si ritroveranno cinque anni dopo, e questa volta sarà il mongolo a dovere la vita al russo.
Ispirato ai due libri di viaggio che costituiscono le memorie di Vladimir Arseniev e girato nel corso di due anni in condizioni difficili, segna il ritorno al cinema di Kurosawa dopo un lustro di depressione. Magnifica messa in scena del rapporto d'amicizia e di quello tra l'uomo e la natura. Oscar come miglior film straniero nel 1976.
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 09/08/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Dersu Uzala segna nel 1975 il ritorno di Akira Kurosawa al grande cinema (Rashomon, I sette Samurai, Il trono di sangue), dopo la parentesi del “sottosuolo” che con Dodès-Ka-Den aveva segnato il punto dolente della crisi del regista giapponese. Dersu Uzala è un vecchio cacciatore della tribù dei Goldi che nei primi anni del Novecento vive nomade nelle foreste della Siberia in un rapporto indissolubile con la natura. Il regista si rifà a due libri letti in gioventù dell’esploratore Vladimir Arseniev, intitolati Nel profondo Ussuri e Dersu Uzala, che nel film vengono fusi insieme. Dersu Uzala, divenuto la guida di un gruppo di topografi russi che nel 1902 si inoltrano in terre selvagge, si lega in un’amicizia profonda con il capitano che è il suo opposto, proviene infatti da un retroterra culturale molto diverso. La guida rivela i segreti della natura ai membri della spedizione ed è così che il capitano scopre, grazie a Dersu il vero significato dell’esistenza. Quando Dersu comincia a perdere la vista, il capitano lo porta a vivere con sé a Mosca, dove il Cacciatore delle grandi pianure, non riuscendo ad ambientarsi con la cosiddetta civiltà, decide di tornare alle sue amate foreste: alla periferia della città viene ucciso da un brigante che vuole impossessarsi del fucile che il capitano ha regalato al vecchio per sopravvivere in Siberia. L’uomo della taiga è punito dalla natura le cui leggi ha violato uccidendo una tigre (sacro animale delle foreste), per salvare l’amico capitano. La natura diventa così la protagonista del film: Kurosawa, emulo di Flaherty e Dovzhenko, la animizza restituendone sullo schermo il respiro, la magia, il canto ma anche il grido e la crudeltà. Valga come esempio la tremenda tempesta sul lago ghiacciato, epico saggio di lotta per la sopravvivenza. Kurosawa ha girato nei luoghi narrati da Arseniev: da ciò deriva il fascino epidermico del film, un viaggio fiabesco tra paesaggi splendidi, misteriose musiche delle vette, foreste minacciose e orizzonti a perdita d’occhio. La riuscita dell’opera è dovuta anche all’indimenticabile interpretazione di Maksim Manzuk, un veterano del teatro di Tuva e musicologo che fa di Dersu Uzala un personaggio indimenticabile: la virile amicizia con il capitano (Yurij Solomin), è narrata senza sussulti romanzeschi o retorici e tutto il film si regge su un equilibrio di rapporti che non conosce cadute di tono o sbavatura alcuna. Va sottolineato il coraggio di Kurosawa che, in anni in cui tutto doveva essere politico ad ogni costo (qualche critico “impegnato” glielo rimproverò), svolge un tema sui rapporti uomo-natura-progresso; in questo senso gli è vicino il grande Luis Buñuel il quale ha affermato: “La prima rivoluzione da fare è quella ecologica. Il problema politico è passato in secondo piano”. Dersu Uzala ottenne nel 1976 il premio Oscar come migliore film non americano.
- negative [2]
- sufficienti [1]
- positive [18]
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22 gennaio 2012 Opinione di wang yu su "Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure"
Sono sempre contento di vedere un film quando anche la natura è protagonista, ma qui abbiamo un film troppo lungo e barboso.
voto al film: 
30 dicembre 2011 Opinione di giuseppedimarco94 su "Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure"
Il ricordo non è compresso bensì dipanato in poche inquadrature, in cui l'enunciato filmico è come il finale lungo di un vino inebriante, ipnotico. E' dunque del ricordo, la dimensione di questo film. Il ricordo come sublime fissazione della vita. Dove e quando è stata vissuta. Infatti, la sequenza finale, coi suoi tagli, genera continuità con le modalità rappresentative della memoria, ma rende in modo struggente l'impossibilità della vita e l'oblio fuori dal proprio contesto. Quasi...
voto al film: 
9 agosto 2011 Opinione di yume su "Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure"
Into the Wild nel lontano Ussuri, la taiga in tutte le stagioni e uomini che dentro quegli orizzonti sconfinati trovano sé stessi nell’amicizia e in un rapporto con la natura che è fatto di lotta e convivenza pacifica, di amore e odio, comunque di assoluta vicinanza. Questo è l’ennesimo capolavoro di un genio che ogni volta, fino alla fine dei suoi giorni, ha saputo ridare alla sua vita le ragioni per dire, come il vecchio di Sogni,“ la vita è...
voto al film: 
9 agosto 2011 Opinione di Marcello del Campo su "Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure"
Dersu Uzala, cacciatore di pianura. Una rappresentazione corale della natura, una Siberia dolce e crudele. Dersu Uzala segna nel 1975 il ritorno di Akira Kurosawa al grande cinema (Rashomon, I sette Samurai, Il trono di sangue), dopo la parentesi del “sottosuolo” che con Dodès-Ka-Den aveva segnato il punto dolente della crisi del regista giapponese. Dersu Uzala è un vecchio cacciatore della tribù dei Goldi che nei primi anni del...
voto al film: 
13 gennaio 2011 Opinione di Florian Klose su "Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure"
8/10: Dersu Uzala ha una forma quasi documentaristica, e mostra in modo efficace l'umanità e la grande cultura materiale di un'anima ai limiti della civiltà; al tempo stesso costituisce un racconto sull'amicizia, che nella fattispecie si sviluppa fra due uomini appartenenti a culture e ruoli profondamente diversi. Lo scenario è quello di una grande pianura asiatica, silenziosa, altre volte urlante e potenzialmente mortale, vissuta da pochi uomini e da insediamenti...
voto al film: 
14 settembre 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure"
In questo straordinario film di Akira Kurosawa c'è una scena talmente bella ed emozionante che da sola basterebbe a giustificare l'esistenza di questa prodigiosa opera: è la lunga sequenza che vede i due protagonisti - un cacciatore mongolo, Dersu Uzala, e un ufficiale dell'esercito russo, Vladimir Arseniev - perdersi negli sterminati ghiacciai della Siberia. Rimasti soli in mezzo al nulla, nei pressi del lago Hanka, vicino al confine con la Cina, li vediamo affannarsi alla...
voto al film: 
16 maggio 2010 Opinione di ed wood su "Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure"
I temi di questo film sono risaputi: rapporto uomo/natura; confronto selvaggi/civilizzati; senso della morte. Contenuti non propriamente tipici del cinema di Kurosawa, a ben vedere. Eppure, questo Dersu Uzala è un personaggio inconfondibilmente in linea con gli altri eroi filmati dal grande maestro nipponico: per la saggezza, la generosità, la calma serafica che non riesce a coprire le asperità caratteriali, ma anche per la fragilità, l'angoscia e,...
voto al film: 
5 maggio 2010 Opinione di riverworld su "Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure"
Un film che mi ha lasciato impietrito e sciolto al tempo stesso, con immagini e riprese di massima suggestione. Lento come il fluire della vita su questo pianeta, vita dalle cui regole l'uomo rischia sempre di deviare irrimediabilmente. Dersu Uzala è un uomo integrato nella natura che lo circonda, incapace di seguire e concepire vite diverse da quelle della Taiga, ma comunque in grado di vivere un'amicizia tanto semplice ed istintiva quanto meravigliosa e pura.
voto al film: 
22 aprile 2010 Opinione di Baliverna su "Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure"
Non occorre pensarci molto prima di definire questo film capolavoro: semplice, un po' malinconico eppure sereno, profondo, coinvolgente, senza fretta eppure non annoia un istante, umanissimo. E' un bellissimo ritratto di un'amicizia vera, quella in cui ci si aiuta sempre e comunque, anche a rischio della vita. Dersu è un uomo provato e purificato dal dolore, che lo ha reso onesto e umile, ma anche grintoso e sicuro di se stesso. L'episodio della tormenta nella grande pianura è...
voto al film: 
5 aprile 2010 Opinione di OGM su "Dersu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure"
L’epica di Akira Kurosawa è la saga silente, multiforme e atemporale degli eroi della conoscenza. Il sapere e l’ignorare sono le modalità secondo cui i suoi personaggi si confrontano con la realtà e che determinano le sorti della loro battaglia esistenziale. Il cacciatore Dersu Uzala vive finché riesce a sentire la taiga, la foresta ed i suoi abitanti come suoi, tanto da poterne condividere il respiro ed interpretarne i mutamenti: egli legge ogni...
voto al film: 
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