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Una lunga domenica di passioni (2004)

[Un long dimanche de fiançailles, Francia, USA 2004, Mélo, durata 134']   Regia di Jean-Pierre Jeunet
Con Audrey Tautou, André Dussollier, Gaspard Ulliel, Tchéky Karyo



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Una lunga domenica di passioni: minimo
Ritmo ritmo in Una lunga domenica di passioni: forte
Impegno impegno in Una lunga domenica di passioni: presente
Tensione tensione in Una lunga domenica di passioni: presente
Erotismo erotismo in Una lunga domenica di passioni: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Una lunga domenica di passioni

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Una lunga domenica di passioni (voti: 68 media: 3,71) 68

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La trama

Prima guerra mondiale. Mathilde viene a sapere che il fidanzato Manech è uno dei cinque soldati francesi condannati da una corte marziale e abbandonati nella terera di nessuno tra le trincee francesi e quelle tedesche. Quasi certamente è morto. Mathilde non si dà per vinta e inizia un viaggio sulle sue tracce...  

Jeunet, studioso e appassionato del primo conflitto mondiale che ha segnato il passaggio dall'800 al 900, dirige un film seduttivo e denso, debordante e stupito dall'inessenziale. Segue, non smarrendosi, le tante trincee (quelle reali e le altre) intorno alle quali i personaggi combattono per averla vinta su favole e tragedie. Con un'attrice più coinvolgente ed emozionante della Tautou sarebbe straordinario.

La recensione di FilmTv

Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 7/2005

Jeunet, visionario e debordante, tra l’amore e il dolore della guerra. Ma la Tautou rimane Amélie

Jean-Pierre Jeunet adora le macchine narrative e gli oggetti meccanici. I marchingegni affabulatori, dal suo film-fenomeno Amélie, operano, senza anestesie locali dell’immaginario, sui sentimenti assoluti e tenaci, su un romanticismo degno dei secoli scorsi, sull’alea, irrazionale e superstiziosa, dell’amore. Gli oggetti meccanici (mani di legno, arzigogolate tecniche di omicidio, dirigibili, vecchi filmati, protesi, memorie e corpi) sembrano digressioni, parentesi ludiche del dramma, e danno, invece, profondità visiva ad un’attesa e ad un’indagine. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Paul Hackett scritta il 2011-07-18 19:07:22 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto ottimo

Capolavoro: un termine impegnativo che ho sempre utilizzato con grande parsimonia ma che, per una volta, voglio usare a cuor leggero per questo splendido ibrido tra melodramma, commedia, film di guerra e opera surreale, con un pizzico di thriller e "vendetta movie" (nella tragica figura della prostituta innamorata interpretata dalla bellissima Marion Cotillard). Il film di Jean-Pierre Jeunet, tratto da un romanzo poco noto in Italia (credo sia fuori catalogo già da un po' di tempo) del francese Jean-Baptiste Rossi (ma firmato con lo pseudonimo-anagramma di Sebastien Japrisot) ci riporta ai giorni terribili delle infernali trincee della Grande Guerra e mette in scena gli ostinati tentativi di una fanciulla innamorata (interpretata da Audrey Tautou) di cercare di ricostruire il destino del suo amato disperso al fronte. Lo stile della pellicola, inevitabilmente, ricorda il capolavoro di Jeunet "Il favoloso mondo di Amelie" (il narratore, la bizzarria di vite lontane e parallele che pure s'intrecciano, la toccante magia delle piccole cose che lasciano intuire lo stupore di un disegno più complesso e profondo): con magistrale abilità Jeunet riesce a fondere il fascino di una impressionante ricostruzione storica (la Prima Guerra Mondiale non è mai stata così vivida ed intensa sul grande schermo) con i virtuosismi tipici del suo stile registico e con un'avvincente sceneggiatura che incastra in maniera sublime indizi su indizi fino al commovente finale. Non un solo dettaglio è fuori posto: alla direzione funambolica di Jeunet e alla granitica sceneggiatura (del regista stesso con Guillaume Laurant) bisogna aggiungere la magnifica fotografia di Bruno Delbonnel (già al lavoro con Jeunet per "Amelie"), la notevole (e vivaddio mai invadente) colonna sonora di Angelo Badalamenti ed un eccellente cast che, se da un lato paga una Audrey Tautou che se la cava discretamente ma che riproduce in maniera abbastanza pedissequa (in effetti al limite dell'autoplagio) il personaggio di Amelie Poulain che le ha dato la grande fama internazionale, dall'altro può contare su uno stuolo di eccellenti attori, tra i quali la già citata (e meravigliosa) Marion Cotillard, il bravo Dominique Pinon (attore feticcio di Jeunet), una inedita Jodie Foster (in un ruolo minore ad interpretare una popolana francese! Scelta bizzarra ma tutto sommato riuscita) e tanti convincenti caratteristi. Un capolavoro: il termine è impegnativo ma per una volta utilizziamolo... cinque stelle.
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SI

Opinioni su Una lunga domenica di passioni


2011-10-06 19:26:10 Opinione di alfatocoferolo su "Una lunga domenica di passioni"
alfatocoferolo

Jeunet ha un tocco magico, c'è poco da fare. Trasforma una tragedia in una favola e lo fa con i suoi colori, le sue immagini ed i suoi misteri appena accennati perché occhieggianti dalle pieghe della normalità e, stavolta, della tragedia. La fotografia è eccellente ed i personaggi singolari e curiosi, la trama solo apparentemente banale ma raccontata in maniera intrigante, come solo un favoliere capace è in grado di fare. Bel film, voto 7,5.

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Una lunga domenica di passioni (2004)

2 commenti
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2011-09-12 17:05:36 Opinione di emmepi8 su "Una lunga domenica di passioni"
emmepi8

La Tautou ha avuto un film totalmente diverso a sua disposizione, dopo il successo di  Amelie, e l’operazione è stata supportata benissimo in fase produttiva. La storia mi ha convinto fino ad un certo punto, mi è sembrata troppo esagerata l’insistenza sulla ricerca, che ad ogni  passaggio allungava il brodo, in maniera anche scontata. Il film ha il vantaggio di avere investito sulla realizzazione e sulla risoluzione delle scene, l’ambientazione...

voto al film: emmepi8 assegna il voto sufficiente a Una lunga domenica di passioni (2004)

1 commento
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2011-07-18 19:07:22 Opinione di Paul Hackett su "Una lunga domenica di passioni"
Paul Hackett

Capolavoro: un termine impegnativo che ho sempre utilizzato con grande parsimonia ma che, per una volta, voglio usare a cuor leggero per questo splendido ibrido tra melodramma, commedia, film di guerra e opera surreale, con un pizzico di thriller e "vendetta movie" (nella tragica figura della prostituta innamorata interpretata dalla bellissima Marion Cotillard). Il film di Jean-Pierre Jeunet, tratto da un romanzo poco noto in Italia (credo sia fuori catalogo già da un po' di tempo)...

voto al film: Paul Hackett assegna il voto ottimo a Una lunga domenica di passioni (2004)

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2010-06-26 20:58:23 Opinione di SaintlySinner su "Una lunga domenica di passioni"
SaintlySinner

Ho amato gran parte della filmografia di Jean-Pierre Jeunet ("Delicatessen", "La città perduta", Alien - la clonazione") ed anche in questo film ho rivisto il talento del regista francese. Una bella fotografia, bei colori, belle le musiche di Badalamenti, a tratti anche divertente e coraggioso. Tutto sommato, anche se ancora non sono riuscito a capirlo, c'è qualcosa che non mi ha convinto. Francamente annoia un pò. La Tautou poi non mi è mai stata...

voto al film: SaintlySinner assegna il voto sufficiente a Una lunga domenica di passioni (2004)



2010-01-14 14:40:00 Opinione di riverworld su "Una lunga domenica di passioni"
riverworld

So di andare controcorrente ma usare in un film del genere la  stessa modalità narrativa (narrazione fuori campo, personaggi/macchiette, certi giochi di inquadrature con zoom avanti e indietro veloci e distorsivi, marchingegni vari, ecc...) che ha usato meravigliosamente in "Delicatessen", e un po' meno originalmente ne "Il favoloso mondo di Amelié", mi è parso fare un copia-incolla alla cieca. La storia è di quelle importanti, anche se si poteva abbreviare...

voto al film: riverworld assegna il voto sufficiente a Una lunga domenica di passioni (2004)


2009-12-17 12:26:02 Opinione di Jesse Custer su "Una lunga domenica di passioni"
Jesse Custer

interessante quesito: come è possibile girare un altro film di guerra dopo il Sacro FMJ o Apocalypse Now? ovvero, esiste oggi qualche regista in grado di uscire dai ben noti stereotipi del genere bellico e regalarci un film di guerra finalmente originale? il problema sembra essere irrisolvibile. soprattutto se si considera come classificazione dei film bellici non l'arcinota distinzione tra quelli a favore e quelli contro (esistono ancora registi a favore?), ma quella tra...

voto al film: Jesse Custer assegna il voto buono a Una lunga domenica di passioni (2004)

1 commento


2009-10-26 00:05:44 Opinione di wang yu su "Una lunga domenica di passioni"
wang yu

Un film di classe curato nel dettaglio,una storia con mistero che appassiona, scene di guerra cruente e di impressionante realismo--film consigliato

voto al film: wang yu assegna il voto buono a Una lunga domenica di passioni (2004)


2009-06-07 22:24:41 Opinione di gene55 su "Una lunga domenica di passioni"
gene55

Il film "ruba" lo spettatore x l'intera durata per poi riconsegnarlo alla fine con un dolce sapore di passione appunto,speranza,caparbietà,in una sola parola AMORE! Sorpresa...da vedere,,,

voto al film: gene55 assegna il voto buono a Una lunga domenica di passioni (2004)



2008-12-11 12:27:52 Opinione di almodovariana su "Una lunga domenica di passioni"
almodovariana

Un film in bilico tra il mélo e il drammatico dove si rievoca la crudezza della guerra di trincea (Prima guerra mondiale) sul fronte franco-tedesco e anche la storia personale di cinque reduci che viene ricostruita come in una sorta di thriller; protagonista è infatti Matilde, giovane fidanzata di un disperso a Bingo Crepuscolo, divisione destinata ai condannati per tradimento. La ragazza, aiutata da improbabili personaggi, riuscirà a mettersi sulle tracce del suo Menech, creduto morto.

voto al film: almodovariana assegna il voto buono a Una lunga domenica di passioni (2004)


2008-05-26 12:47:25 Opinione di tobanis su "Una lunga domenica di passioni"
tobanis

Ha ragione il pubblico, è un buon film, che ha solo 3 pecche: un paio di momenti di noia, qualche battuta triste, un po’ di casino. Per il resto, molto crudo ma molto bello.

voto al film: tobanis assegna il voto buono a Una lunga domenica di passioni (2004)




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