Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

La città perduta (1995)

[La cité des enfants perdus, Francia, Germania, Spagna 1995, Avventura, durata 112']   Regia di Marc Caro, Jean-Pierre Jeunet
Con Ron Perlman, Daniel Emilfork, Judith Vittet, Dominique Pinon



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La città perduta: assente
Ritmo ritmo in La città perduta: presente
Impegno impegno in La città perduta: minimo
Tensione tensione in La città perduta: forte
Erotismo erotismo in La città perduta: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a La città perduta

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a La città perduta (voti: 27 media: 3,19) 27

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina non disponibile

Acquista La città perduta

Scegli tra i formati disponibili

La città perduta disponibile in DvdLa città perduta non disponibile in Blu-RayLa città perduta non disponibile in Umd

La trama

In un surreale mondo futuro, il terribile e mostruoso Krank non può sognare. Decide, così, di  rapire i bambini della cittadina vicina per rubare loro i sogni. Un giorno sequestra il piccolo Denree, fratello adottivo di One, uomo non molto intelligente, ma estremamente buono. One si mette sulle traccie del ragazzino e scopre i piani del malefico Krank. 

I registi Caro e Jeunet avevano già lavorato insieme al visionario _Delicatessen_ e dal loro precedente film riprendono le atmosfere cupe e disturbanti, senza però dimenticare l'immaginario di Jules Verne. Si ritrova anche l'influenza di Dickens nelle sequenze dell'orfanotrofio. La pellicola è un grottesco carnevale francese futuristico.

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 29/12/2010 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto buono

Una grande favola-ingranaggio, in cui – come nella visionarietà di Terry Gilliam -  la tecnologia è l’incarnazione mostruosa della disumanità e, in generale, di tutto ciò che è contrario alla natura. In questa storia le folli costruzioni della scienza sono la parte sterile del mondo degli adulti, che prima soffoca la spontaneità dell’infanzia, e poi cerca di rimpadronirsene,  sotto la spinta di una nostalgia maturata nella desolazione. Le schiere di cloni guidate dal vecchio Krank rapiscono i bambini per alimentare la propria avidità di sogni, intesi sia come immateriali fantasie, sia come oggetti preziosi: un paesaggio fatto di cavi elettrici, macchine ed alambicchi richiede pressantemente la presenza di luci, colori, giocattoli e gioielli per riaccendere la fiamma della gioia. Nell’avveniristica colonia dominata da un cervello privo di corpo, la nuda razionalità è l’unico criterio con cui gli individui possono rapportarsi alla realtà: la loro visione è quella monoculare che esclude l’immaginazione. Essi sono ridotti a ciclopi, costretti a portare una protesi ottica artificiale, il cosiddetto terzo occhio, per poter estendere la loro prospettiva oltre il dato di fatto, fino a cogliere l’apparenza delle cose.  È significativo che gli unici abitanti veramente umani di questo luogo siano i personaggi di un circo decaduto, abolito dall’avanzare di un totalitarismo mentale che uccide la fantasia. L’inquadramento, che in 1984 è di carattere politico e in Brazil è di carattere burocratico, in questo film riguarda la stessa creatività, che il regime vorrebbe mettere al servizio della sola produzione in serie, escludendo le invenzioni del caso. Il principio è quello che sostituisce l’industria all’artigianato, la globalizzazione al “localismo”, la cultura di massa imposta dall’alto alla libertà delle scelte personali. Sottrarre i bambini alla genuinità del loro approccio col mondo significa sradicare per sempre ogni germoglio di novità, ogni spunto di originalità, per perpetuare in eterno gli stessi identici modelli. La ripetizione è la primaria causa di invecchiamento, perché solo dal rinnovamento la vita può trovare la forza per resistere alle mutevoli condizioni dell’ambiente: per questo motivo il regno di Krank è condannato a un cupo declino. La città perduta è – come il mito di Persefone, o la Bella e la Bestia - la classica fiaba in cui l’orco è cattivo, però infinitamente triste, e vive in una oscurità, in cui, per invidia o semplice desiderio d’amore, cerca di imprigionare tutti coloro che, invece, appartengono allo splendore del giorno.
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su La città perduta


10 aprile 2012 Opinione di XANDER su "La città perduta"
XANDER

Un mediocre film fantastico di produzione europea. Lo si capisce fin dal principio che non ci troviamo alla solita americanata. Dalla fotografia alla sceneggiatura confusa e strana. Sono riuscito a vederlo per poco tempo perchè la noia la faceva da padrone

voto al film: XANDER assegna il voto mediocre a La città perduta (1995)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

7 aprile 2012 Opinione di pgm su "La città perduta"
pgm

Il film è sicuramente bello e suggestivo, le atmosfere sono insolite e affascinanti, la fotografia stupefacentemente indirizzata al saturo/verdognolo, ma... non ci ho capito granché. Tre stelle per l'oggettività del constatare di essere in presenza di un lavoro apprezzablissimo, ma molta confusione nel giudizio. Mah.

voto al film: pgm assegna il voto sufficiente a La città perduta (1995)



29 dicembre 2010 Opinione di OGM su "La città perduta"
OGM

Una grande favola-ingranaggio, in cui – come nella visionarietà di Terry Gilliam -  la tecnologia è l’incarnazione mostruosa della disumanità e, in generale, di tutto ciò che è contrario alla natura. In questa storia le folli costruzioni della scienza sono la parte sterile del mondo degli adulti, che prima soffoca la spontaneità dell’infanzia, e poi cerca di rimpadronirsene,  sotto la spinta di una nostalgia maturata nella...

voto al film: OGM assegna il voto buono a La città perduta (1995)

nessun commento
[utile per 5 utenti]

5 febbraio 2010 Opinione di Tato88 su "La città perduta"
Tato88

Affascinante e poetico nelle intenzioni, risulta un pò faticoso e confuso, soprattutto nella trama e nelle atmosfere. Claustrofobico nonstante la presenza di molti esterni (ma girati in studio), ricorda molto le atmosfere ed i make-up grotteschi di "Dark City" e dei futuri "Alien - La clonazione" e "Dante 01" (quest'ultimi degli stessi registi), e l'inquititudine, favorita dalla verde fotografia, che ne deriva stride con i temi fiabeschi e disincantati. E ancora, gli...

voto al film: Tato88 assegna il voto sufficiente a La città perduta (1995)



1 febbraio 2010 Opinione di SaintlySinner su "La città perduta"
SaintlySinner

Dopo "Delicatessen" la coppia Jeunet-Caro fa ancora centro! "La città dei bambini perduti" è una piccola perla, a metà tra il fiabesco e il grottesco, avventura macabra e a tratti inquietante. Non so quanto sia indicato per un pubblico di bambini (anche se personalmente avrei voluto vederlo da piccolo). Molto belle le ambientazione e le scenografie, e tutte le trovate ingegnose e la ricercatezza di dettagli. Le gemelle siamesi sono grandiose.

voto al film: SaintlySinner assegna il voto buono a La città perduta (1995)


21 novembre 2009 Opinione di wang yu su "La città perduta"
wang yu

I film di questo regista sono tutti interessanti e belli ,questo mi è piaciuto un po di meno.

voto al film: wang yu assegna il voto sufficiente a La città perduta (1995)



28 ottobre 2009 Opinione di fornarolo su "La città perduta"
fornarolo

Affascinante ma eccessivamente barocco e non sempre chiaro: sufficienza risicata.

voto al film: fornarolo assegna il voto sufficiente a La città perduta (1995)


29 maggio 2009 Opinione di bradipo68 su "La città perduta"
bradipo68

La mancanza di sogni fa invecchiaare troppo precocemente.E'quello che succede a Krank,essere creato in laboratorio condannato ad invecchiare a velocità supersonica a causa della mancanza di sogni.E per questo fa rapire bambini nella vicina città portuale.I quali dal canto loro non possono far altro che avere incubi in questa situazione forzata.E dovranno essere liberati.Li avevo già amati con Delicatessen e ora con questo film confermano la loro grandezza,misconosciuta.Jeunet e Caro...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a La città perduta (1995)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


14 aprile 2009 Opinione di PP su "La città perduta"
PP

Voto 4. Non mi è piaciuto per niente: troppo caotico e troppo barocchismo, sia nelle scenografie sia nei personaggi, sovraccarichi e pedanti. [07.04.2009]

voto al film: PP assegna il voto pessimo a La città perduta (1995)

1 commento

7 agosto 2008 Opinione di Manfrezzo su "La città perduta"
Manfrezzo

Traspare dalla tecnica registica una dimostrazione di stile e gusto, intorpidisce lo spettatore come se volesse prepararlo a qualcosa di non definito... Purtroppo tutto questo manca di fine, la tecnica diventa così un puro autocompiacimento lasciando il film senza intenti. Il lungometraggio sembra rivolgersi a se stesso in un effimero narcisismo che non sazia l'astante.

voto al film: Manfrezzo assegna il voto sufficiente a La città dei bambini perduti (1995)




scrivi la tua opinione su La città perduta


Voti a La città perduta



login

hai dimenticato la password?