Il piacere e l'amore (2006)
Con Ebru Ceylan, Nuri Bilge Ceylan, Nazan Kesa, Mehmet Eryilmaz
La trama
Isa, professore universitario, e Bahar, produttrice televisiva, si sono amati profondamente, ma dopo il matrimonio le cose sono cambiate. Entrambi reagiscono alla crisi in maniera infantile e prevedibile. Lui trova consolazione fra le braccia di una ex amante, lei si rinchiude in uno stato d'animo prossimo alla depressione.
Un tipo di cinema che cerca la spettacolarità nei leggeri sussulti del cuore, quelli che sembrano non intaccare la severa fissità del paesaggio (terzo protagonista della storia) e invece creano sconvolgimenti interiori insanabili, con cicatrici non rimarginabili.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 0/0
Fine di una storia con doloroso ripensamento. Dialettica dei sentimenti pedinata con lentezza
L'opinione più votata
Di yume scritta il 04/07/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Un primo piano di Bahar (Ebru Ceylan) che appoggia il viso alla pietra grigia e lo guarda da lontano, gli occhi raccontano la loro storia, il silenzio è la grana della scrittura di Iklimler, Climi.
Estate, sole a picco fra le rovine, lui le chiede:
Ti annoi?
No
Un frullare di ali, un ronzio di vespe, lei si allontana, ha un corpo pieno, lunghi capelli castano dorato, un sorriso triste che non riesce a farsi strada.
Le cose fluttuano in una dimensione della vita a cui le parole non accedono, immagini sospese di un viaggio sulla costa, sabbia e mare, stanza d’albergo e cena nella casa di amici arrampicata sulle rocce.
Ceylan mette in scena una infelicità senza esplosioni, siamo al grado zero di un rapporto di coppia consunto, ma non dal tempo, sono giovani, non da stanchezza, si cercano, c’è stato un tradimento, di lui, in passato, ma suona come un alibi stanco, quasi a cercare un motivo per questo non amore.
Dall’estate all’inverno del loro scontento, il film è diviso in due climi, l’azzurro e l’ocra della prima parte e il bianco della neve sotto l’Ararat della seconda, in un villaggio anonimo sepolto fra le cime, ma vicino c’è il Palazzo di Ishak Pasha, meraviglia da fotografare per la tesi di Isa (Nuri Bilge Ceylan)
Lei si è rifugiata lì da mesi con la sua troupe (è direttore artistico) a girare un film, c’è stata una rottura dopo il viaggio in Cappadocia (meglio separarsi per un po’, le ha detto in spiaggia lui, e poi le solite frasi banali e consolatorie).
Ora però lui arriva a cercarla, ha sospeso le lezioni all’università, sente un vuoto, l’ex amante che ha incontrato non è servita a riempirlo, ma le storie degli uomini non sono cicliche come quelle della natura, fra Bahar e Isa c’è lo stesso silenzio inerte dell’estate e quel che resta di un amore è una musica distante, quella sonata di Scarlatti che si sente appena e poi chiuderà sui titoli di coda.
Felice parallelismo fra la tipica sonata scarlattiana, divisa in due sezioni uguali che s’incontrano nel punto cruciale, una pausa, e poi torna agli elementi della prima parte, e le due sezioni di questa storia che non trova energia per decollare di nuovo, tende anch’essa ad un punto cruciale (lui che parla a lei dentro il pulmino della troupe di quanto sia cambiato, di come si possa cominciare una nuova vita, le chiede di lasciare il lavoro e partire con lui) e il volo dell’aereo che lo porta via, solo, quasi invisibile nella foschia dei vortici di neve.
Adesso è troppo tardi, ha detto Bahar.
Ancora un primo piano sul viso di lei, doloroso, neve dovunque, sullo sfondo le case strette intorno al minareto.
Cani abbaiano, si sente acqua che scorre ed entra il piano sui titoli di coda.
Egregia prova di recitazione, continuamente giocata tra interiorità e gesto esteriore, entrambi portatori di uno spleen balcanico che rifiuta la verbalizzazione, Bahar e Isa sono creature di un Eden che non è fatto per loro.
Le splendide rovine delle glorie passate, gli stupendi scenari marini e montani curati da una fotografia magnifica, la loro stessa bellezza, mediterranea e solare lei, scabra e intensa lui, sono meraviglie di un mondo a cui sono estranei, l’amore è stato come risucchiato dai loro corpi, è come sparito dalla loro mente, come un sogno che non puoi raccontare al mattino, non resta quasi niente.
- negative [2]
- sufficienti [2]
- positive [8]
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31 gennaio 2012 Opinione di bradipo68 su "Il piacere e l'amore"
Anatomia di un amore. La storia di Isa,professore universitario e di Bahar, produttrice televisiva ,di pregresso ignoto si apre d'estate,la stagione degli amori che durano lo spazio di una notte e mostra le prime crepe che mano mano diventano più profonde. E col succedere delle stagioni geometricamente varieranno anche le distanze tra i due. Proprio nella stagione più inospitale, flagellata dal freddo e dalla neve che copiosa continua a cadere ci sarà l'ultimo, patetico tentativo di...
voto al film: 
4 luglio 2011 Opinione di yume su "Il piacere e l'amore"
Fra i plinti massicci delle colonne ioniche di Efeso l’uomo cammina con una Kodak in mano, è una minuscola figurina bianca che appare e scompare. Un primo piano di Bahar (Ebru Ceylan) che appoggia il viso alla pietra grigia e lo guarda da lontano, gli occhi raccontano la loro storia, il silenzio è la grana della scrittura di Iklimler, Climi. Estate, sole a picco fra le rovine, lui le chiede: Ti annoi? No Un frullare di ali, un ronzio di vespe, lei si...
voto al film: 
7 marzo 2011 Opinione di OGM su "Il piacere e l'amore"
Nel più “europeo” dei suoi film, Ceylan affronta il tema della crisi di coppia come una delle tante stagioni del cuore: il titolo originale Iklimler significa climi, e si riferisce a quella meteorologia dell’anima che già aveva fatto da sfondo al suo primo lungometraggio, Kasaba (1996). La spiaggia, d’estate, è il calore della passione che degrada nel fuoco della gelosia, della disperazione per un sentimento che sta fuggendo via; il freddo...
voto al film: 
18 dicembre 2010 Opinione di slim spaccabecco su "Il piacere e l'amore"
Di una mediocrità spiazzante. Non un sussulto, niente di niente. Storiella qualunque.
voto al film: 
18 ottobre 2010 Opinione di tobanis su "Il piacere e l'amore"
Qualcuno con pazienza mi spieghi il senso di questo film. Allora, lui molla lei, non stanno bene assieme, litigano, lei sembra pure una pericolosa decerebrata, in effetti. Altro non è dato sapere. Lui torna a Istanbul, fa i fatti suoi, insegna, tromba con una bruttina, gioca a tennis… Poi raggiunge la ex, perché è cambiato, può cambiare e ora è innamorato e disposto a tutto. Lei dice che è troppo tardi, addio, ma poi di notte si introduce...
voto al film: 
25 luglio 2010 Opinione di Mulligan71 su "Il piacere e l'amore"
Film quasi inanimato sulle scosse dell'amore, sui sussulti, su ciò che i volti dicono quando non sono visti. Intimo, con una prima mezz'ora di una bellezza abbagliante, ma perde di continuità col procedere della storia. Lui è anche un fotografo e, purtroppo, si vede. Ci vuole lo stato d'animo adatto, ma è comunque interessante.
voto al film: 
19 giugno 2010 Opinione di ed wood su "Il piacere e l'amore"
Questo film mi è parso un chiaro omaggio al "cinema dell'incomunicabilità" che il nostro Michelangelo Antonioni proponeva nei primi anni 60. Anche qui, una coppia benestante in crisi sentimentale. Se la sporadicità e l'inerzia dei dialoghi portano dritti all'estetica del Maestro emiliano, così come l'attitudine esplorativa dei personaggi (più che della mdp) nei confronti dell'assolato (o innevato) paesaggio naturale o domestico, la differenza consta in uno...
voto al film: 
29 maggio 2010 Opinione di michel su "Il piacere e l'amore"
ORE DI NON-AMORE Una coppia in crisi si separa su una spiaggia del mediterraneo per ricongiungersi in un deserto innevato. Nell’intervallo l’uomo si offre una storia di sesso con la moglie di un amico; tutto qui. Ceylan racconta bene i suoi personaggi sicché anche se minima e lentissima la vicenda non annoia. Il personaggio sotto la lente è l’uomo, “normalmente” meschino e bugiardo, ma le simpatie del regista vanno piuttosto a lei,...
voto al film: 
5 novembre 2009 Opinione di supadany su "Il piacere e l'amore"
VOTO : 6/7. Ceylan, regista turco ed esponente di un movimento interessante che può contare su un altro regista abbonato ai Festival come Akin, è considerato l’Antonioni turco. Appellativo che si è conquistato sul campo con film come questo e sempre difficile da consolidare nel tempo. Qui rappresenta l’amore, con la difficoltà intrinseca nell’uomo di mantenerlo, in un rapporto di coppia che all’inizio del film crolla e poi prova a...
voto al film: 
2 aprile 2008 Opinione di pierlues su "Il piacere e l'amore"
Film stupendo, imperdibile, mai banale. Ci si perde solo negli sguardi dei protagonisti, ci si perde a cercare di capire come i rapporti a due non siano mai sufficientemente esplorati pensando presuntuosamente di sapere tutto. E poi la domanda che il titolo (stavolta azzeccato come non mai) del film pone: "il piacere e l'amore", davvero vanno sempre d'accordo? Tutto questo in un contesto magnifico dove i paesaggi turchi arricchiscono un'opera veramente degna di nota.
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [2]
- positive [8]
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