Johnny Guitar (1953)
Con Joan Crawford, Sterling Hayden, Mercedes McCambridge, Scott Brady, Ward Bond, Ben Cooper, Ernest Borgnine, John Carradine
La trama
Johnny, un cowboy suonatore di chitarra, arriva nel locale gestito dalla sua antica amante Vienna, ora accusata dagli abitanti del paese di dare rifugio a una banda di rapinatori. Gli accusatori sono capeggiati da Emma, inviperita soprattutto per il fatto che il capo della banda, di cui è innamorata, le preferisce Vienna. Johnny difende quest'ultima, ma fra le due donne si profila la resa dei conti...
Un western barocco, visualmente aggressivo, che ipnotizza alternando momenti di languore e improvvisi accessi di furore. Ray usa il Trucolor (di Harry Stradling) e le scenografie (il saloon nella grotta) come farebbe un artista d'avanguardia; la Crawford e la McCambridge sono una coppia di antagoniste come poche nella storia del cinema, e tra di loro Hayden in uno dei ruoli più "cult" della sua carriera. Celebre il leit-motiv di Victor Young.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 02/03/2011 - utile per 21 utenti
Voto al film: 
Maybe you're cold, but you're so warm inside
I was always a fool for my Johnny
For the one they call Johnny Guitar
Play it again, Johnny Guitar
Whether you go, whether you stay, I love you
What if you're cruel, you can be kind I know
There was never a man like my Johnny
Like the one they call Johnny Guitar
[Peggy Lee - Johnny Guitar - musiche di Victor Young, testi di Peggy Lee]
Nel deserto dell'Arizona intorno ad Albuquerque infuria una tempesta di sabbia, ma nel saloon-casinò di Vienna (Joan Crawford) l'atmosfera è ancora più elettrica: la comunità di allevatori della zona, capeggiata da John McIvers (Ward Bond) e dalla combattiva e spietata Emma (Mercedes McCambridge), sorella di una delle vittime di una banda di fuorilegge, disprezza apertamente Vienna, accusandola di non avere alcuno scrupolo e di dare riparo nel suo locale proprio a quei criminali. Vienna, però, sa farsi rispettare e non è disposta a cedere di fronte ad alcun sopruso, specialmente ora che nella zona sta per arrivare la ferrovia: nuova gente, quindi, civiltà, affari, denaro... In suo aiuto, poi, oltre alla presenza del fidato Tom (John Carradine), braccio destro di Vienna, è giunto anche, accompagnato dalla sua inseparabile chitarra, Johnny Logan (Sterling Hayden), suo amante di un tempo ed infallibile pistolero. Johnny e Vienna hanno molto da raccontarsi dopo cinque anni di lontananza: le ferite nei loro cuori non sono ancora guarite, ma convenevoli e chiarimenti, per il momento, devono attendere. Il problema più urgente da affrontare, infatti, riguarda Dancin' Kid (Scott Brady, che nel doppiaggio italiano diventa Ballerino Kid) e gli uomini della sua banda, Bart (Ernest Borgnine), Corey (Royal Dano) ed il giovane Turkey (Ben Cooper), che Vienna protegge nel suo locale nonostante le minacce della sempre più furibonda Emma. Il momento dell'inevitabile confronto tra Johnny e Vienna giunge, finalmente, in una lunga e magnifica sequenza nel saloon, che le evoluzioni dei dialoghi, contrappuntati in sottofondo dallo struggente commento musicale della meravigliosa colonna sonora di Victor Young, trasformano in un capolavoro di disincantato romanticismo, scandito ritmicamente dai tagli dei campi e controcampi e dalle magie di sguardi e movimenti dei due attori:
"Mi hai chiamato per un lavoro...".
"È per questo che sei venuto qui, per un lavoro?".
"No, perchè volevo rivederti. Sapevo che avevi avuto fortuna".
"La fortuna non c'è entrata per niente".
"Ho detto così per delicatezza".
"Non mi vergogno di come ho fatto quello che ho, la cosa importante è che ce l'ho".
"Così ragiona il più della gente".
"Ma non te... Che diritto hai di giudicare?".
"Un tempo ti ho amato. Un uomo ha un certo orgoglio per le cose che gli stanno a cuore, odia vederle insudiciare". ESPANDI +
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [19]
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27 marzo 2012 Opinione di vincenzo carboni su "Johnny Guitar"
C’è un uomo che viene a cavallo. Poi c’è un fiume che porta ad una vallata inaccessibile. Un rifugio accoglie quattro uomini che cercano, ognuno qualcosa di diverso, e lo cercano proprio dentro quel saloon. In questo film sono visibili tutti i temi rayani per eccellenza: un figlio cerca un padre che non ha mai avuto; uomini senza famiglia cercano il proprio senso paterno in ragazzi fragili che hanno fretta di crescere; donne rese dure dall'attesa aspettano un uomo che hanno amato, lo...
voto al film: 
5 marzo 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Johnny Guitar"
Cinque stelle son troppe per un western che si distingue per i suoi tratti atipici (eccesso di dialoghi, protagoniste femminili, cura insolita per l'ambito psicologico) e per un uso del colore quanto meno accecante (ma erano altri tempi e lo spettatore spesso pagava prove di sperimentazione dagli esiti incerti) ma nel quale pesano alcuni difetti. Gli scenari sono accattivanti ma certi trucchi artigianali pesano un po' sulla visione. A volte si vede palesemente che le riprese sono fatte negli...
voto al film: 
13 febbraio 2012 Opinione di hallorann su "Johnny Guitar"
Durante una bufera di vento giunge nel saloon-casinò di Vienna un uomo con una chitarra a tracolla, è stato ingaggiato come intrattenitore nel locale e dice di chiamarsi Johnny Guitar. Nel frattempo sul posto fanno ingresso lo sceriffo Williams, Mcivers ed Emma Small proprietaria terriera del luogo e fresca vedova del fratello vittima di un assalto alla diligenza. La visita del saloon è motivata dal fatto che la nubile Emma accusa la banda di Ballerino Kid (di cui è segretamente...
voto al film: 
6 agosto 2011 Opinione di zombi su "Johnny Guitar"
in una zona degli stati uniti di montagne brulle, vienna si è costruita il suo saloon casa da gioco. i padroni terrieri della zona sono due, un uomo e una donna di nome emma. inoltre sempre in zona ci sono 4 uomini che vivono isolati e nascosti cercando l'argento in una cava. i due padroni terrieri non vogliono vienna, vuoi perchè ex prostituta, vuoi perchè vienna spera che un giorno arrivi la ferrovia a portare gente e benessere per tutti. e non vogliono nemmeno i...
voto al film: 
18 marzo 2011 Opinione di wang yu su "Johnny Guitar"
Inusuale dramma western che ruota attorno a due personaggi femminili forti, il film è anche visivamente attraente, non solo nelle scene dei paesaggi , ma anche in scene di interni dove Ray realizza alcuni splendidi effetti di luce e colore.voto 6,5
voto al film: 
2 marzo 2011 Opinione di FABIO1971 su "Johnny Guitar"
Play the guitar, play it again, my Johnny Maybe you're cold, but you're so warm inside I was always a fool for my Johnny For the one they call Johnny Guitar Play it again, Johnny Guitar Whether you go, whether you stay, I love you What if you're cruel, you can be kind I know There was never a man like my Johnny Like the one they call Johnny Guitar [Peggy Lee - Johnny Guitar - musiche di Victor Young, testi di Peggy Lee] Nel deserto dell'Arizona intorno ad Albuquerque infuria una tempesta di...
voto al film: 
12 gennaio 2011 Opinione di kotrab su "Johnny Guitar"
Johnny Guitar è un emblema non di un genere, ma della contraddizione apparente, ossia il paradosso. Con questo splendido film N. Ray (al secolo Raymond Nicholas Kienzle) reinventa il genere storico e sacro del passato americano proiettandolo e filtrandolo con un immaginario che guarda al futuro: l'uso creativo del colore del limitato sistema Trucolor permette una esplosione di macchie accese che, se da una parte hanno un carattere "fauve", dall'altra sono già pop art ma dal...
voto al film: 
4 dicembre 2010 Opinione di ed wood su "Johnny Guitar"
Il difetto di questo atipico western sta nella frizione fra il copione di Yordan e la messa in scena di Ray. La sceneggiatura infatti è fin troppo complessa, macchinosa, verbosa: tanti i personaggi, tante le loro reciproche motivazioni, tanti risvolti sentimentali. Ray ha avuto il merito di prendersi tutto il tempo necessario per dispiegare questa intricata materia, senza penalizzare nessun aspetto del copione: per questo ha pagato dazio sul piano del ritmo, dell'azione, del dinamismo...
voto al film: 
6 novembre 2010 Opinione di millertropico su "Johnny Guitar"
L’incontro di Nicholas Ray con il mondo dell’epopea, dell’avventura collettiva, non poteva che essere problematico e inusuale come risulta infatti essere, anche rispetto ai canoni abitali del genere, il suo Johnny Guitar. Un racconto crudo e aspro, di forte presa drammatica, interamente dominato dalle sfrenate passionalità degli uomini, che vede contrapporsi in una disfida all’ultimo sangue, la volitiva personalità di due donne dominate dai loro...
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