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Non pensarci (2007)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Non pensarci: minimo
Ritmo ritmo in Non pensarci: presente
Impegno impegno in Non pensarci: minimo
Tensione tensione in Non pensarci: assente
Erotismo erotismo in Non pensarci: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Non pensarci

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Non pensarci (voti: 94 media: 3,61) 94

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La trama

Stefano Nardini ha 35 anni e da quattro vive a Roma con l'improbabile sogno di incidere un disco. Ma quando trova la sua ragazza tra le braccia di un altro, decide di tornare nella natia Rimini: scoprirà, tra l'altro, che l'azienda di famiglia sta affondando per colpa dei cattivi investimenti del fratello Alberto, e che la sorella Michela ha abbandonato gli studi per dedicarsi ai delfini di un parco divertimenti... 

Il meccanismo narrativo accumula situazioni e stati d’animo, non tutti necessari. Ma Zanasi ha un grande pregio: riesce a non sprecare neanche uno dei caratteri, tutti definiti al meglio dapprima in sede di sceneggiatura e poi dalla recitazione degli attori. Prezioso.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 15/2008

Una commedia ambientata nella provincia italiana capace di non sprecare neanche uno dei caratteri

Suona in una band punk-rock e legge “Il mucchio selvaggio”, la fidanzata lo tradisce e i sogni di gloria si allontanano vieppiù. Senza contare che ha ormai 35 anni. Tanto basta per decidere di tornare a casa, in provincia, (ri)accolto dalla famiglia. Il tenero Gianni (Zanasi) azzecca una commedia con al centro un bamboccione disilluso e tutt’intorno una schiera di personaggi a dir poco contorti, tra i quali spicca il fratellone Giuseppe Battiston in perenne crisi di nervi, infatuato della mozzafiato Caterina Murino, squillo di lusso. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 14/04/2011 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Il titolo viene da una franca e gentile esortazione che papà Teco Celio fa a suo figlio nel finale. Non ci pensare a noi, tu sai suonare, devi fare quello, non stare più qua. Il figlio torna nella capitale ma si accorge ben presto che il proprio posto nel mondo è altrove. Finisce con un’immagine sospesa, che non descriverò ovviamente, ma che ha proprio la leggera essenza della sospensione. Come se noi spettatori non dovessimo pensare al destino del protagonista, questo uomo di seconda mano un po’ sgualcito e un po’ disilluso, ma con una voglia innata di ribellarsi alla vita che si prende gioco di lui, candidato al fallimento sin dall’infanzia. Stefano Nardini è uno dei personaggi più teneri, sinceri ed umani degli ultimi anni, uno di quei tipi che sono migliori di come appaiono e di come la gente li disegna, tra una chiacchiera per il corso e una birra al pub. È un ruolo con cui Valerio Mastandrea coglie l’occasione per infilare la più bella interpretazione della sua carriera, che alla fine è anche un po’ simile alle nevrosi e alle dolcezze di Stefano. Con un gusto leggiadro, Gianni Zanasi dimostra che una commedia diversa può esistere, che si può scrivere qualcosa di piccolo con un respiro universale, abbracciando un mondo (la provincia annoiata ma compiacente, fatta di persone che si conoscono da una vita loro malgrado) che è uguale ovunque, riuscendo a non emulare inutilmente il vitellonismo inimitabile di Fellini (siamo pur sempre a Rimini) e proponendo così altri caratteri (Luciano Scarpa con l’ossessione della morte, tanto per dirne una), altri quadretti (coi pattini dentro il centro commerciale chiuso, di notte), altre situazioni (il rapporto tra precarietà delle piccole impresi ed immobilità della politica-show). È un film “altro”, divertente ma anche congenitamente malinconico, come il volto pacioso ma stropicciato dell’eccellente Giuseppe Battiston, fratello represso e nevrotico, come gli occhi attenti ma spauriti di mamma Gisella Burinato, come la vita meccanica della piccola città. Attraversato da canzoni rock dello stesso genere che pratica Stefano, ha un guizzo commovente con l’esecuzione che un Mastandrea da brividi fa di un brano di Chopin di fronte a coloro che “ce l’hanno fatta”. Parla di famiglie allo sbando, di diversità non accettate, di amori incredibili, di voglia di ricominciare. E in quell’ultima scena si ritrova tutto questo, sospeso come a voler lasciare i conti aperti con la propria vita.
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SI

Opinioni su Non pensarci


19 aprile 2012 Opinione di uccio su "Non pensarci"
uccio

Mi sono avvicinato a questa commedia con poche aspettative, non sapevo bene cosa stessi andando a vedere e la commedia italiana non è proprio il mio genere preferito. Mi ci sono divertito davvero parecchio. Un cast che presenta alcuni tra i volti migliori del nostro cinema: il grande in tutti i sensi Giuseppe Battiston, Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Caterina Murino e altri nomi noti in ruoli secondari. Tutti in parte dal primo all’ultimo, commedia amarognola dove però si ride...

voto al film: uccio assegna il voto buono a Non pensarci (2007)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

14 aprile 2011 Opinione di LorCio su "Non pensarci"
LorCio

Il titolo viene da una franca e gentile esortazione che papà Teco Celio fa a suo figlio nel finale. Non ci pensare a noi, tu sai suonare, devi fare quello, non stare più qua. Il figlio torna nella capitale ma si accorge ben presto che il proprio posto nel mondo è altrove. Finisce con un’immagine sospesa, che non descriverò ovviamente, ma che ha proprio la leggera essenza della sospensione. Come se noi spettatori non dovessimo pensare al destino del...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Non pensarci (2007)

1 commento
[utile per 4 utenti]


26 luglio 2010 Opinione di OGM su "Non pensarci"
OGM

Un film qualunque, ottimamente messo in scena. Con Gianni Zanasi l’ironia della commedia all’italiana acquisisce la precisione della comica - che studia i tempi al secondo e regola i movimenti al centimetro - per creare effetti potenzialmente umoristici, nei quali, però, l’esplosione della risata è soffocata dall’irrompere dell’amarezza.  Un sorriso a mezza bocca è il precario appiglio a cui la storia si aggrappa per non precipitare nel...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Non pensarci (2007)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

24 maggio 2010 Opinione di satura su "Non pensarci"
satura

Un grande Mastandrea per un'operina agile come uno stage-diving che riflette con molta intelligenza sul tema della normalità. E alla fine il più squinternato ha molto da insegnare a tutti...

voto al film: satura assegna il voto buono a Non pensarci (2007)

1 commento
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6 febbraio 2010 Opinione di Filmoski su "Non pensarci"
Filmoski

Un chitarrista punk cerca la sua strada: continuare a suonare o allinearsi alla famiglia? La provincia fatica a comprendere ciò che si discosta dalla presunta normalità, crea ostacoli, cerca di trasformarlo in qualcosa lontano da se stesso. E’ con leggerezza che ci viene narrata questa piccola storia di provincia fatta di buffi litigi ed emozioni sincere. Una storia che sentiamo vicina e genuina, che non ha bisogno di essere strillata per catturare l’attenzione. I...

voto al film: Filmoski assegna il voto buono a Non pensarci (2007)


8 gennaio 2010 Opinione di fornarolo su "Non pensarci"
fornarolo

Qualcosa in più del solito "carino" all'italiana e "simpatico" alla Mastandrea. C'è in questo film una sincera volontà di approfondimento e una amarezza di fondo che convince.

voto al film: fornarolo assegna il voto sufficiente a Non pensarci (2007)



20 novembre 2009 Opinione di hallorann su "Non pensarci"
hallorann

Stefano Nardini è un chitarrista rock che suona in una scalcinata punk-band, un tempo era una promessa, ora non più. Le registrazioni di un nuovo cd non decollano; la compagna gli preferisce un ragazzo più giovane; vaga per Roma con la custodia della chitarra in mano; entra in un discount e tra gli scompartimenti nota qualcosa di familiare NARDINI-SCIROPPO DI CILIEGIA…è ora di fare ritorno a casa, a Rimini. Il padre, fondatore della ditta è stato...

voto al film: hallorann assegna il voto buono a Non pensarci (2007)

1 commento
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10 giugno 2009 Opinione di tobanis su "Non pensarci"
tobanis

Classica commedia italiana simpatica e intelligente. Mastandrea torna nella casa dei genitori in provincia dove trova i due fratelli (Battiston e la Caprioli); seguono vicende varie, anche importanti, su una base comunque di buona ironia. Attori bravi, storia che fila liscia, ottima colonna sonora, c’è pure una parte con la Murino e la sua bellezza particolare, regia onesta, insomma anch’io, come è IMDB, dò un comodo 7 meritato.

voto al film: tobanis assegna il voto buono a Non pensarci (2007)



5 giugno 2009 Opinione di lucignolo su "Non pensarci"
lucignolo

last minute Marocco, notturno bus, tutta la vita davanti.....solo alcuni dei film con Mastrandrea che ho apprezzato moltissimo...e sulla scia di questi film ho iniziato a vedere "non pensarci" quasi certa di trascorrere un'ora e mezza piacevole e divertente...invece....huf...che delusione!!!! brutto...brutto film!!!! l'idea di per sè non è male, ma lo schema generale non funziona...i dialoghi non prendono mai il volo...guardi e attendi che succeda qualcosa di "forte", invece non accade...

voto al film: lucignolo assegna il voto mediocre a Non pensarci (2007)


21 maggio 2009 Opinione di sillaba su "Non pensarci"
sillaba

Solito film minimalista che ci parla di una famiglia borghese di provincia. Niente di nuovo nella storia. Meritano i personaggi e la colonna sonora di Graziani.

voto al film: sillaba assegna il voto sufficiente a Non pensarci (2007)




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