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La Zona (2007)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La Zona: assente
Ritmo ritmo in La Zona: presente
Impegno impegno in La Zona: forte
Tensione tensione in La Zona: presente
Erotismo erotismo in La Zona: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a La Zona

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a La Zona (voti: 57 media: 3,67) 57

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La trama

Alejandro, ragazzo di buona famiglia, vive nella Zona, un quartiere di Città del Messico che è un vero e proprio ghetto per ricchi, sorvegliato da poliziotti privati. Una notte, tre giovani dei sobborghi poveri vi penetrano per compiere una rapina che finisce nel sangue. L'unico sopravvissuto viene catturato ma, invece di consegnarlo alla polizia, gli abitanti decidono di sottoporlo a un processo sommario... 

Il film rivela l’evidenza che ci sta davanti, ovvero l’ipercontrollo della privacy e la tendenza verso la giustizia privata. In poche parole, mostra la pericolosità che sta dietro alla politica planetaria della “sicurezza”. Perfetta l’atmosfera di "normalità" nella tensione del contesto.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Raffaella Giancristofaro - FilmTV n. 15/2008

L’ipercontrollo della privacy e la frustrazione del giustiziere che si vendica senza aspettare la polizia

Alejandro è un teenager messicano di famiglia benestante. Vive nella Zona, quartiere residenziale di super lusso, delimitato da massicce mura di cinta. Un giorno un corto circuito permette ad alcuni ragazzi diseredati di penetrare il fortino dall’esterno malfamato, entrare in una delle villette e uccidere una donna. Il panico iniziale tra i residenti si trasforma presto in una caccia all’uomo. Alejandro si scontra con l’atteg? ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 21/09/2010 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto buono

La Zona è un quartiere residenziale abitato esclusivamente dagli esponenti dell'alta società cittadina. E' un paradiso in mezzo all'inferno perchè oltre i suoi muri austeri è tutto un ammasso di baracche e degrado. La Zona è una tentazione continua per gli innumerevoli miserabili che vivono oltre le sue mura, che ambiscono a potervi entrare per toccare con mano quella ricchezza ripetutamente ostentata davanti ai loro occhi. Un giorno un blakcout elettrico generale mette per qualche minuto fuori uso i sofisticati sistemi di sorveglianza che controllano capillarmente la Zona. Questo fatto, insieme a un cartellone pubblicitario che cadendo si è adagiato proprio sul muro di cinta, consente a tre ragazzi di intrufolarsi al suo interno. Quale migliore occasione per entrare in qualche appartamento è fare un buon bottino. Ma dalla Zona non è possibile uscire e la cosa si trasforma in tragedia. Muoiono una donna, due ragazzi e un vigilantes. Il terzo ragazzo, Miguel, rimane intrappolato nella Zona così inizia una spietata caccia all'uomo per stanarlo. Si, perchè la Zona è retta da uno statuto speciale che serve a regolamentare la vita al suo interno e per non perdere questo privilegio è opportuno tenere ben nascosto l'accaduto e, soprattutto, occultare i cadaveri. La polizia non può muoversi liberamente al suo interno e quando un commisario solerte è deciso a venire a capo di questa triste storia e a fare giustizia, viene fagocitato da un mondo in cui vige la legge non scritta del più forte. Del resto, l'impunità degli uni e la ricattabilità degli altri hanno un prezzo a cui si può tranquillamente far fronte. Usando un racconto di finzione, Rodrigo Plà da corpo e sostanza ai vaticini "orwelliani" sull'invadenza capillare del "Grande Fratello" planetario e alla paranoica conservazione di una malsana idea di ordine sociale. Perchè tutto è controllabile è necessario che tutto sia sorvegliato se si vuole impedire che degli agenti estranei corrompano la persuasione che si vive nel migliore dei mondi possibili, se si vuole evitare che un "diverso" metta in discussione la perpetua autoassoluzione dei potenti. Non si puo correre il rischio che le nuove generazioni capiscano le ragioni profonde dell'esistenza di una prigione dorata come la Zona. E' quello che succede al giovane Alejandro, che prima gioca a fare il vigilantes con i suoi amici e poi, quando si imbatte in Miguel, scopre la possibilità di ascoltare le ragioni dell'altro, di capire che il terrore che ha impresso sul volto è quello di chi è abituato a stare ai margini di un mondo che lo ha etichettato come indesiderato una volta e per sempre e che si ostina a definirsi civile. La Zona è il paradigma della parte ricca dell' "azienda mondo", quella che ha anestetizzato le sue ossessioni per la sicurezza barattando la perdita dei valori solidaristici con un pò di effimera tranquillità, quella che ha sbattuto la porta in faccia alle miserie del mondo per rintanarsi nelle sue alcove dorate e non si rende affatto conto che, alle condizioni date dall'attuale modello economico, la sua pacificazione sociale non è più sostenibile. La Zona è la spia rossadi un processo di fascistizzazione della società sempre in atto. Un pugno nello stomaco per chi si volta sempre dall'altra parte. Un grande film.
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SI

Opinioni su La Zona


10 ottobre 2011 Opinione di PP su "La Zona"
PP

Voto 5,5. [09.10.2011]

voto al film: PP assegna il voto mediocre a La Zona (2007)


29 settembre 2011 Opinione di Tex Murphy su "La Zona"
Tex Murphy

Inverosimile nelle premesse: la telecronaca di un precesso alle intenzioni. Oggi la società civile (nei paesi "civili" o forse meglio dire "civilizzati") lobotomizzata subisce la violenza senza battere ciglio, nella maggior parte dei casi. Nessuno si organizza per il bene comune di fronte ad un delitto, si piange e basta. La mobilitazione delle masse avviene solo per scopi e fini politici ed è pilotata da movimenti e gruppi politici. Ogni altra forma di messaggio è demagogia, come questo...

voto al film: Tex Murphy assegna il voto mediocre a La Zona (2007)

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5 luglio 2011 Opinione di emil su "La Zona"
emil

Film tremendo non tanto per la messa in scena ( incipit buono, fase centrale decisamente di stallo e finale in crescita) , ma perchè colpisce e ferisce per il suo pessimismo e la sua voglia poco rassicurante di non voler (saper?) accontentare nessuno. Da vedere.

voto al film: emil assegna il voto buono a La Zona (2007)


4 luglio 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "La Zona"
giorgiobarbarotta

Indubbiamente interessante moderno e intelligente. L'occhio vigile del GF onnipresente, il ghetto altoborghese, la conservazione a spada tratta dei privilegi a discapito dei più, le ronde messica(pada)ne, la giustizia fai-da-te, la violenza istituzionalizzata, la corruzione, l'omertà, la responsabilità nei confronti delle generazioni a venire, la (necessaria) vicinanza tra classi sociali, la politica ancora una volta marcia. Qualche lungaggine di troppo nella parte...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto sufficiente a La Zona (2007)

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4 luglio 2011 Opinione di tafo su "La Zona"
tafo

L'uomo post-moderno non ha più bisogno di giustificare filosoficamente ( The Village ) la sua ricerca della sicurezza. La zona ci appare infatti nella sua normalità, tranquilla e ordinata nonostante tutto, dall'inizio alla fine. Basta però un piccolo black-out durante un temporale per mettere in crisi il sistema e permettere a tre ladri di entrare a fare danni. La mattina dopo si ripulisce tutto prima che arrivi la polizia, la sicurezza e la giustizia devono essere...

voto al film: tafo assegna il voto buono a La Zona (2007)

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9 febbraio 2011 Opinione di tobanis su "La Zona"
tobanis

Film molto duro. Racconta di un quartiere di una città, in Messico. Un quartiere molto ricco, con tante belle villette, giardini, strade pulite. Sono talmente ricchi che hanno recintato tutto il quartiere con un muro altissimo, videosorvegliato 24 ore su 24, con tanto di polizia privata che li protegge. Nessuno entra o esce se non autorizzato. Tre ladruncoli in un’occasione riescono a entrare, finirà malissimo per loro. E la polizia, quella vera SPOLIER alla fine...

voto al film: tobanis assegna il voto sufficiente a La Zona (2007)



15 dicembre 2010 Opinione di wang yu su "La Zona"
wang yu

Messa in scena con crescente senso di paranoia lo scontro tra il "dentro" e il "fuori" in una società spezzata in due,un film decisamente interessante.

voto al film: wang yu assegna il voto buono a La Zona (2007)


3 dicembre 2010 Opinione di kubritch su "La Zona"
kubritch

Chissà perché mi ha fatto pensare alla Lega Nord e alle sue ronde?  'La zona' è la metafora perfetta di una situazione mondiale. Mette in scena, forse caricandola un po', la nevrosi collettiva: la necessità di tenere lontani i miserabili disgraziati, i disperati che premono alle porte. L'atmosfera a tratti sembra quella di un b-movie di fantascienza con zombi, baccelli e cristologici E.T. Alla base di questa morale c'è un'idea autoreferenziale di...

voto al film: kubritch assegna il voto buono a La Zona (2007)

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27 novembre 2010 Opinione di chribio1 su "La Zona"
chribio1

non gli metto una stella solo xche' in giro ce ne sono di films ancora peggiori di questo anche se,non ho trovato mezza cosa bella da salvare.voto.4.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a La Zona (2007)


21 settembre 2010 Opinione di Peppe Comune su "La Zona"
Peppe Comune

La Zona è un quartiere residenziale abitato esclusivamente dagli esponenti dell'alta società cittadina. E' un paradiso in mezzo all'inferno perchè oltre i suoi muri austeri è tutto un ammasso di baracche e degrado. La Zona è una tentazione continua per gli innumerevoli miserabili che vivono oltre le sue mura, che ambiscono a potervi entrare per toccare con mano quella ricchezza ripetutamente ostentata davanti ai loro occhi. Un giorno un blakcout elettrico...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a La Zona (2007)

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