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Il Divo (2008)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il Divo: presente
Ritmo ritmo in Il Divo: forte
Impegno impegno in Il Divo: forte
Tensione tensione in Il Divo: presente
Erotismo erotismo in Il Divo: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Il Divo

Il voto degli utenti

4 5 240
Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Il Divo (voti: 240 media: 4,00) 240

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La trama

Uno sguardo inedito e originale sul personaggio-simbolo della politica italiana del dopoguerra.

La vicenda politica e umana del senatore a vita Giulio Andreotti, nel periodo compreso tra la fine del suo settimo governo (conclusosi nel giugno del 1992) e l'inizio del processo per associazione mafiosa nel quale era imputato.

Dimostrando un coraggio non comune, Sorrentino si accosta alla storia recente del nostro Paese e all'idea stessa di esercizio del potere attraverso la figura che più di qualunque altra ne rappresenta l'autentica icona. Un'operazione ambiziosa ma appassionante, costantemente rilanciata da invenzioni di regia, da una straordinaria attenzione alla componente sonora e da un cast eccezionale (Servillo, ovviamente, in testa).

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 22/2008

Più Oliver Stone che Francesco Rosi: quasi inevitabile che l’analisi ceda all’invettiva. e servillo vola alto

Per mia colpa, per mia grandissima colpa confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato. Sguardo in macchina, Andreotti rivela nella scena chiave del film di Sorrentino quanto si debba amare Dio per essere in grado di capire e perpetrare il Male per ottenere il Bene. Toni Servillo vola alto, al di là di ogni Actor’s Studio: con il solo vibrare della sua voce. Cineasta affascinato dalle vite parallele e dai destini esemplari, Sorrentino con Il Divo tenta sia l’affresco epocale (il passaggio dell’ultimo governo Andreotti prima di Tangentopoli) che l’inchiesta di denuncia. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di PompiereFI scritta il 2011-03-18 09:29:05 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto ottimo

Novello Hellraiser che si cura l’emicrania con l’agopuntura. Star seguita da un manipolo di guardie del corpo ed esposta alla luce inebriante dei flash. Personaggio quasi metafisico che si rifugia nei confessionali “espiando” (o condividendo) col prete di fiducia le proprie colpe. A proprio agio nella sua deforme postura, è un cattivo gobbo di Notre Dame che frequenta la Chiesa come se ne fosse il padrone, giusto un gradino sotto a quello di Dio (“I preti votano, Dio no”). Solo, insonne, apparentemente apatico e pervaso da uno humour quasi britannico, immerso nelle tenebre come un Colonnello Kurtz in mezzo a una giungla di cemento, fuoriclasse politico invulnerabile e Padrino che elargisce dolci (le pillole rese meno amare hanno fatto la fortuna della DC). Si parla di Giulio Andreotti, il politico italiano più misterioso e discusso dei suoi tempi (ma è opportuno ricordare che è ancora in vita).
Ce lo racconta splendidamente Paolo Sorrentino: con carrellate in avanzamento così come in improvvise rinculate, la sua macchina da presa scivola su oggetti e corpi, fa un uso appropriato di ralenti, macro, primissimi piani suggestivi e rivelatori. Il regista italiano non si ferma mai, danza sul corpo di Andreotti fischiettando, perfettamente a suo agio.
Sconfina nell’onirico e nel surreale, lo sospende e lo interrompe talvolta con un accenno di taglio documentaristico introducendo immagini sgranate, quasi volesse distaccarsi e rinfrancarsi dalla verità e la realtà politica ma sempre lucidamente presente di fronte all’oggettività storica e sociale del nostro paese. Sfiora il manierismo quando lascia eccessivo spazio ai gesti e ai toni di voce di Servillo, costretto a bisbigliare per tutto il film imballato nella gobba e ammiccante dietro la maschera del trucco. E abusa di ricercatezza con una messa in scena estremamente schierata e feroce a dispetto dell’enigmaticità del personaggio.
Poi rimedia con una colonna sonora bella, aggressiva e significativa che va dalla technopop targata anni ’80 di “Da Da Da”, al flauto di Vivaldi, da Bruno Martino alle seducenti track scritte da Teho Teardo. Si infarcisce di troppi dialoghi epici, come le frasi e aforismi senza tempo pronunciati da Andreotti e da chi gli sta dintorno: una battuta via l’altra come schema difensivo dagli attacchi dei delatori. Manca solo quella più famosa: “Il potere logora chi non ce l’ha”, presa in prestito in realtà da Talleyrand, diplomatico francese del XVIII secolo.
C’è bisogno del rassicurante e accomodante refrain di Renato Zero (simbolo perfetto di travestitismo/trasformismo e voltagabbana per eccellenza) nei “migliori anni” per non farsi sopraffare dai dubbi sulla vera identità di chi abbiamo sposato e che ha vissuto sempre al nostro fianco. E questo lo sa bene la moglie Livia, ben interpretata da Anna Bonaiuto.
Lo show deve andare avanti: basta una doppia aspirina e si va in scena come il coreografo di “All that jazz”, a recitare nel teatrino politico italiano approfittando della mancanza di limpidità delle maggiori istituzioni, e le cronache delittuose stanno lì a dimostrarlo. Nella sua abbagliante imperfezione ma sempre con l’urgenza di dire, di esternare le cose che veramente si pensano, rendiamo grazie a questo autore che, caparbio oltre ogni limite, ha saputo ancorare senza indugi e cedimenti, un pezzo d’Italia malandato e corrotto.
“Il Divo” è un frammento barocco, come la scenografia che a volte circonda le vicende con un’incisività visiva senza pari che entra, alla maniera di un vorticoso refrain antropologico, nella nostra memoria e lì si fissa. Coesa con l’incedere del soggetto, a fianco di uno stato emotivo ora misticheggiante ora filosofico, la direzione artistica è una riproduzione amplificata dell’arcano e del contraddittorio.
Ma è il momento di finirla di puntare il dito verso/contro Andreotti: oggi abbiamo a che fare con un nuovo, inarrivabile Divo, talentuoso e tristemente famoso per le battute, pronto anch’egli a calcare vanitosamente la scena politica come quella delle aule giudiziarie.
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SI

Opinioni su Il Divo


2011-12-09 22:55:44 Opinione di ALCHEMILLA su "Il Divo"
ALCHEMILLA

I film storici e/o di denuncia sono tra i miei preferiti, mi ricordo “Il muro di gomma” “Il giudice ragazzino” “I cento passi” o anche gli americani “JFK” “Bobby” e “Leoni per Agnelli”. Film che raccontano fatti realmente accaduti, a volte come atto di denuncia, a volte solo per far conoscere la storia altre anche per entrare più profondamente nell’animo del personaggio. Il divo è come avere molte fotografie sparse su un tavolo da raccogliere in un album. E non...

voto al film: ALCHEMILLA assegna il voto ottimo a Il Divo (2008)

nessun commento
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2011-07-09 23:53:56 Opinione di kael80 su "Il Divo"
kael80

Notevole exploit di Sorrentino e grande prova di Toni Servillo. Il capitolo relativo a Giulio Andreotti non è ancora chiuso, ma il film prova un primo bilancio (anche perché, incredibile ma non troppo, nessuno ancora ci aveva provato). Il film non è liquidabile come grottesco. Semmai è una vera discesa agli inferi, in quel girone infernale che è il mondo della politica, un mondo che in quegli anni, bene o male, girava (e voleva girare) intorno a Giulio...

voto al film: kael80 assegna il voto buono a Il Divo (2008)

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2011-04-29 00:41:02 Opinione di mmciak su "Il Divo"
mmciak

 "Il divo-La spettacolare vita di Giulio Andreotti" diretto nel 2008 da Paolo Sorrentino, devo dire che è strepitoso. La storia ripercorre la vicenda politica e umana del senatore a vita Giulio Andreotti, nel periodo compreso tra la fine del suo settimo governo,conclusosi nel giugno del 1992, e l'inizio del processo per associazione mafiosa nel quale era imputato. Il Film prodotto da Lucky Red ed è il 4° lungometraggio di uno dei registi emergenti più bravi...

voto al film: mmciak assegna il voto buono a Il Divo (2008)

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2011-03-18 09:29:05 Opinione di PompiereFI su "Il Divo"
PompiereFI

Novello Hellraiser che si cura l’emicrania con l’agopuntura. Star seguita da un manipolo di guardie del corpo ed esposta alla luce inebriante dei flash. Personaggio quasi metafisico che si rifugia nei confessionali “espiando” (o condividendo) col prete di fiducia le proprie colpe. A proprio agio nella sua deforme postura, è un cattivo gobbo di Notre Dame che frequenta la Chiesa come se ne fosse il padrone, giusto un gradino sotto a quello di Dio (“I...

voto al film: PompiereFI assegna il voto ottimo a Il Divo (2008)

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2011-02-15 18:05:05 Opinione di emil su "Il Divo"
emil

Sorrentino taglia e cuce, e sperimenta alla grande. "7.5".

voto al film: emil assegna il voto buono a Il Divo (2008)


2011-02-10 15:27:43 Opinione di Axeroth su "Il Divo"
Axeroth

 "Non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il benessere e lo sviluppo del Paese. Per troppi anni il potere sono stato io. La mostruosa, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene. (...) Abbiamo un mandato, noi. Un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa, e lo so anch'io." [..] "Roberto, Michele, Giorgio, Carlo Alberto,...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Il Divo (2008)

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2011-02-07 11:37:10 Opinione di Tarabas su "Il Divo"
Tarabas

Vita, morti (eccellenti) e miracoli di Giulio Andreotti, per decenni simbolo del potere democristiano in Italia. Come Macbeth, è perseguitato dallo spettro di Aldo Moro e dalle sue parole, le feroci e disperate lettere dal carcere brigatista. Il film cerca una via iperbolica e grottesca per raccontare una storia di cui si sa moltissimo ma, paradossalmente, non il poco o tanto che probabilmente sarebbe cruciale sapere. Servillo rende Andreotti una maschera dai movimenti innaturali,...

voto al film: Tarabas assegna il voto ottimo a Il Divo (2008)

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2011-02-03 20:41:07 Opinione di PP su "Il Divo"
PP

Voto 7,5. [02.02.2011]

voto al film: PP assegna il voto buono a Il Divo (2008)



2011-02-03 19:33:38 Opinione di jonas su "Il Divo"
jonas

Non è un biopic, sia perché prende in considerazione un ristretto giro di anni sia soprattutto perché non offre una ricostruzione biografica ma una deformazione caricaturale: più che alla tradizione del cinema civile alla Rosi, siamo vicini a opere come W. di Stone. Andreotti è una sfinge impassibile, che non dà mai risposte precise e si esprime attraverso aforismi e battute; la sua corte fornisce lo spettacolo di un potere putrefatto. A furia di...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Il Divo (2008)

2 commenti
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2010-11-01 21:50:22 Opinione di Artemisia1593 su "Il Divo"
Artemisia1593

Mah, secondo me è un film molto sopravvalutato. Sarà che non ho il gusto del grottesco, sarà che non ho senso dell'umorismo, ma questo film non mi è piaciuto. Se non si conosce bene la storia di quegli anni non si capisce niente. Ci ho trovato troppo autocompiacimento da parte del regista. Magistrale Toni Servillo.

voto al film: Artemisia1593 assegna il voto mediocre a Il Divo (2008)




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