Il Divo (2008)
Con Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Piera Degli Esposti, Carlo Buccirosso, Paolo Graziosi, Flavio Bucci, Giulio Bosetti, Michele Placido, Fanny Ardant, Cristina Serafini
La trama
Uno sguardo inedito e originale sul personaggio-simbolo della politica italiana del dopoguerra.
La vicenda politica e umana del senatore a vita Giulio Andreotti, nel periodo compreso tra la fine del suo settimo governo (conclusosi nel giugno del 1992) e l'inizio del processo per associazione mafiosa nel quale era imputato.
Dimostrando un coraggio non comune, Sorrentino si accosta alla storia recente del nostro Paese e all'idea stessa di esercizio del potere attraverso la figura che più di qualunque altra ne rappresenta l'autentica icona. Un'operazione ambiziosa ma appassionante, costantemente rilanciata da invenzioni di regia, da una straordinaria attenzione alla componente sonora e da un cast eccezionale (Servillo, ovviamente, in testa).
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 22/2008
Più Oliver Stone che Francesco Rosi: quasi inevitabile che l’analisi ceda all’invettiva. e servillo vola alto
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 2011-03-18 09:29:05 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
Ce lo racconta splendidamente Paolo Sorrentino: con carrellate in avanzamento così come in improvvise rinculate, la sua macchina da presa scivola su oggetti e corpi, fa un uso appropriato di ralenti, macro, primissimi piani suggestivi e rivelatori. Il regista italiano non si ferma mai, danza sul corpo di Andreotti fischiettando, perfettamente a suo agio.
Sconfina nell’onirico e nel surreale, lo sospende e lo interrompe talvolta con un accenno di taglio documentaristico introducendo immagini sgranate, quasi volesse distaccarsi e rinfrancarsi dalla verità e la realtà politica ma sempre lucidamente presente di fronte all’oggettività storica e sociale del nostro paese. Sfiora il manierismo quando lascia eccessivo spazio ai gesti e ai toni di voce di Servillo, costretto a bisbigliare per tutto il film imballato nella gobba e ammiccante dietro la maschera del trucco. E abusa di ricercatezza con una messa in scena estremamente schierata e feroce a dispetto dell’enigmaticità del personaggio.
Poi rimedia con una colonna sonora bella, aggressiva e significativa che va dalla technopop targata anni ’80 di “Da Da Da”, al flauto di Vivaldi, da Bruno Martino alle seducenti track scritte da Teho Teardo. Si infarcisce di troppi dialoghi epici, come le frasi e aforismi senza tempo pronunciati da Andreotti e da chi gli sta dintorno: una battuta via l’altra come schema difensivo dagli attacchi dei delatori. Manca solo quella più famosa: “Il potere logora chi non ce l’ha”, presa in prestito in realtà da Talleyrand, diplomatico francese del XVIII secolo.
C’è bisogno del rassicurante e accomodante refrain di Renato Zero (simbolo perfetto di travestitismo/trasformismo e voltagabbana per eccellenza) nei “migliori anni” per non farsi sopraffare dai dubbi sulla vera identità di chi abbiamo sposato e che ha vissuto sempre al nostro fianco. E questo lo sa bene la moglie Livia, ben interpretata da Anna Bonaiuto.
Lo show deve andare avanti: basta una doppia aspirina e si va in scena come il coreografo di “All that jazz”, a recitare nel teatrino politico italiano approfittando della mancanza di limpidità delle maggiori istituzioni, e le cronache delittuose stanno lì a dimostrarlo. Nella sua abbagliante imperfezione ma sempre con l’urgenza di dire, di esternare le cose che veramente si pensano, rendiamo grazie a questo autore che, caparbio oltre ogni limite, ha saputo ancorare senza indugi e cedimenti, un pezzo d’Italia malandato e corrotto.
“Il Divo” è un frammento barocco, come la scenografia che a volte circonda le vicende con un’incisività visiva senza pari che entra, alla maniera di un vorticoso refrain antropologico, nella nostra memoria e lì si fissa. Coesa con l’incedere del soggetto, a fianco di uno stato emotivo ora misticheggiante ora filosofico, la direzione artistica è una riproduzione amplificata dell’arcano e del contraddittorio.
Ma è il momento di finirla di puntare il dito verso/contro Andreotti: oggi abbiamo a che fare con un nuovo, inarrivabile Divo, talentuoso e tristemente famoso per le battute, pronto anch’egli a calcare vanitosamente la scena politica come quella delle aule giudiziarie.
- negative [10]
- sufficienti [11]
- positive [97]
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2011-12-09 22:55:44 Opinione di ALCHEMILLA su "Il Divo"
I film storici e/o di denuncia sono tra i miei preferiti, mi ricordo “Il muro di gomma” “Il giudice ragazzino” “I cento passi” o anche gli americani “JFK” “Bobby” e “Leoni per Agnelli”. Film che raccontano fatti realmente accaduti, a volte come atto di denuncia, a volte solo per far conoscere la storia altre anche per entrare più profondamente nell’animo del personaggio. Il divo è come avere molte fotografie sparse su un tavolo da raccogliere in un album. E non...
voto al film: 
2011-07-09 23:53:56 Opinione di kael80 su "Il Divo"
Notevole exploit di Sorrentino e grande prova di Toni Servillo. Il capitolo relativo a Giulio Andreotti non è ancora chiuso, ma il film prova un primo bilancio (anche perché, incredibile ma non troppo, nessuno ancora ci aveva provato). Il film non è liquidabile come grottesco. Semmai è una vera discesa agli inferi, in quel girone infernale che è il mondo della politica, un mondo che in quegli anni, bene o male, girava (e voleva girare) intorno a Giulio...
voto al film: 
2011-04-29 00:41:02 Opinione di mmciak su "Il Divo"
"Il divo-La spettacolare vita di Giulio Andreotti" diretto nel 2008 da Paolo Sorrentino, devo dire che è strepitoso. La storia ripercorre la vicenda politica e umana del senatore a vita Giulio Andreotti, nel periodo compreso tra la fine del suo settimo governo,conclusosi nel giugno del 1992, e l'inizio del processo per associazione mafiosa nel quale era imputato. Il Film prodotto da Lucky Red ed è il 4° lungometraggio di uno dei registi emergenti più bravi...
voto al film: 
2011-03-18 09:29:05 Opinione di PompiereFI su "Il Divo"
Novello Hellraiser che si cura l’emicrania con l’agopuntura. Star seguita da un manipolo di guardie del corpo ed esposta alla luce inebriante dei flash. Personaggio quasi metafisico che si rifugia nei confessionali “espiando” (o condividendo) col prete di fiducia le proprie colpe. A proprio agio nella sua deforme postura, è un cattivo gobbo di Notre Dame che frequenta la Chiesa come se ne fosse il padrone, giusto un gradino sotto a quello di Dio (“I...
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2011-02-15 18:05:05 Opinione di emil su "Il Divo"
Sorrentino taglia e cuce, e sperimenta alla grande. "7.5".
voto al film: 
2011-02-10 15:27:43 Opinione di Axeroth su "Il Divo"
"Non hanno idea delle malefatte che il potere deve commettere per assicurare il benessere e lo sviluppo del Paese. Per troppi anni il potere sono stato io. La mostruosa, inconfessabile contraddizione: perpetuare il male per garantire il bene. (...) Abbiamo un mandato, noi. Un mandato divino. Bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene. Questo Dio lo sa, e lo so anch'io." [..] "Roberto, Michele, Giorgio, Carlo Alberto,...
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2011-02-07 11:37:10 Opinione di Tarabas su "Il Divo"
Vita, morti (eccellenti) e miracoli di Giulio Andreotti, per decenni simbolo del potere democristiano in Italia. Come Macbeth, è perseguitato dallo spettro di Aldo Moro e dalle sue parole, le feroci e disperate lettere dal carcere brigatista. Il film cerca una via iperbolica e grottesca per raccontare una storia di cui si sa moltissimo ma, paradossalmente, non il poco o tanto che probabilmente sarebbe cruciale sapere. Servillo rende Andreotti una maschera dai movimenti innaturali,...
voto al film: 
2011-02-03 19:33:38 Opinione di jonas su "Il Divo"
Non è un biopic, sia perché prende in considerazione un ristretto giro di anni sia soprattutto perché non offre una ricostruzione biografica ma una deformazione caricaturale: più che alla tradizione del cinema civile alla Rosi, siamo vicini a opere come W. di Stone. Andreotti è una sfinge impassibile, che non dà mai risposte precise e si esprime attraverso aforismi e battute; la sua corte fornisce lo spettacolo di un potere putrefatto. A furia di...
voto al film: 
2010-11-01 21:50:22 Opinione di Artemisia1593 su "Il Divo"
Mah, secondo me è un film molto sopravvalutato. Sarà che non ho il gusto del grottesco, sarà che non ho senso dell'umorismo, ma questo film non mi è piaciuto. Se non si conosce bene la storia di quegli anni non si capisce niente. Ci ho trovato troppo autocompiacimento da parte del regista. Magistrale Toni Servillo.
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- negative [10]
- sufficienti [11]
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